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Italia: la strana alleanza fra islamisti e comunistidi Lorenzo VidinoNel giugno del 2005 David Kaplan ha riferito su US News circa i "dieci euro per la Resistenza/Iraq Libero", una campagna guidata da una stramba combriccola di europei (per lo più italiani, tedeschi e austriaci), fra i quali "marxisti e maoisti, mescolati ad alcuni immigrati arabi e a fascisti della vecchia scuola", uniti dall'intento di raccogliere fondi per la cosiddetta "resistenza irachena". Pur non riuscendo a racimolare somme considerevoli, questo gruppo informale ha organizzato conferenze e convegni in diverse città europee. La cosa ha destato in America un notevole interesse, tanto che, nei giorni successivi, 44 membri del Congresso hanno inviato all'Ambasciatore d'Italia presso gli Stati Uniti una lettera nella quale si esprimeva "preoccupazione per la colletta dei dieci euro". Alcuni dei siti di quel gruppo sono poi effettivamente stati chiusi, mentre alcune delle abitazioni dei suoi esponenti sono state perquisite. Due anni dopo, il gruppo Iraq Libero è più attivo di prima, e lo scorso fine settimana ha persino organizzato una conferenza a Chianciano, una ridente cittadina toscana. Fra gli organizzatori avevano un ruolo di rilievo i Comitati d'Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC), il cui sito promuove diverse iniziative anti-americane. Nel comunicato che annuncia la conferenza di Chianciano, i CARC esprimono "la nostra determinazione a sostenere, con le risorse a nostra disposizione, la resistenza delle masse popolari in Iraq, Afghanistan, Palestina e Libano contro le aggressioni degli imperialisti degli USA e di ogni altro paese." Fra gli oratori di Chianciano, oltre agli autoproclamati leader della "resistenza" irachena, troviamo Roberto Hamza Piccardo, il Segretario Generale dell'UCOII (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia), ramo italiano della rete internazionale dei Fratelli Musulmani. Rivolgendosi ad una platea che pullulava di militanti comunisti, Piccardo ha parlato in modo esplicito e indicativo "I giovani musulmani d'Europa,” ha detto il leader 55enne dell'UCOII in un intervento trasmesso da un'emittente televisiva italiana, "possono diventare compagni di strada e di lotta, come abbiamo visto accadere in Francia due anni fa. In alcuni giorni sono state date alle fiamme ben 36.000 automobili. Si tratta di una forza che le comunità d'immigrati portano dentro di loro, di una forza che dipende da fattori demografici e dal coraggio. Con questa forza, con questi giovani, dobbiamo interagire. L'anti-imperialismo è in loro." Il discorso di Piccardo sembra più quello di un agitatore comunista che di un leader di una delle principali organizzazioni islamiche. Una spiegazione può esser data dai trascorsi di Piccardo nel sottobosco dell'estremismo comunista. Prima della sua conversione all'Islam, avvenuta nel 1975, Piccardo è stato un membro di Autonomia Operaia, una delle organizzazioni dell'estrema sinistra attiva in Italia durante gli anni '70. Al pari di altri esponenti dell'UCOII che provengono dall'estrema sinistra, Piccardo sogna una fusione fra l'ideologia comunista e quella islamista, con l'anti-capitalismo, l'anti-americanismo e l'antisemitismo che fungano da collante per questo strano matrimonio. L'UCOII non rappresenta però un caso isolato di alleanza fra l'estrema sinistra e l'islamismo radicale in Europa. Altro esempio degno di nota e quello di un'improbabile formazione politica sorta dall'accordo fra la Muslim Association of Britain (MAB, legata ai Fratelli Musulmani) e un gruppo marginale dell'estrema sinistra inglese guidato da George Galloway. Si tratta di fenomeni che vanno senz'altro monitorati, in quanto le loro ripercussioni sulla sicurezza e la coesione sociale dell'Europa possono essere rilevanti. |