I Portici di Cava de' Tirreni6a edizione di "Viaggio tra le Vie dell'Arte".

14 aprile 2006 - 2 maggio 2006 

 

"Donne e Madonne" incontro con le Culture del Mondo

Rassegna di Arti Visive, Danza, Letteratura, Musica, Fotografia, Pittura, Poesia, Computer-art, Web-art, Scrittura, Lettura, Dibattiti, Danza e Poesia

 

PATROCINI: 
Comune di Cava de' Tirreni 

Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo
 

 

 

 

Promuovere una nuova cultura per la donna

 Lo spunto di questa nuova iniziativa nasce proprio dalla Città di Cava e più precisamente da due sue importanti figure femminili: “Lucia Apicella” e la “Madonna dell’Olmo”. Dall’umiltà alla santità, è il percorso che la nuova donna deve affrontare? Per guardare avanti è necessario tornare indietro, rivisitare quelle figure di donne che hanno scritto pagine di storia spesso ignorata o dimenticata.  Rivisitare il ruolo delle donne con le donne è una occasione per fornire spunti di esempi alle generazioni che oggi si affacciano alla vita.

 

 

DANZA CLASSICA PERSIANA E DANZA SUFI

Tre giorni di spettacoli, conferenze e seminari
con Marialuisa Sales, autrice del testo


e con Shaykh Abdul Hadi Palazzi,
Direttore dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana.

 

22, 23 e 24 Aprile 2006

Gli elementi artistici, teatrali e simbolici della danza araba di epoca medievale
nella splendida cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio.

 

Programma

Sabato 22 aprile:

Seminario di danza classica persiana di epoca qajar “Rags-e bazaq”,
a cura di Marialuisa Sales. Tutti i livelli.

Seminario di danza rotante contemplativa “La Danza d’Amore dei Sufi”,
a cura di Shaykh Abdul Hadi Palazzi. Tutti i livelli.

Conferenza - dimostrazione di danza interpretativa della poesia araba
“Dalla Mesopotamia a Damasco”, con Marialuisa Sales e Shaykh Abdul Hadi Palazzi.

Notte Bianca dei poeti di Akkuaria: spettacolo “Gulistan” con Marialuisa Sales.
Danze arabe medievali e danze interpretative della poesia classica arabo-persiana



Domenica 23 aprile:

Seminario di danza classica persiana di epoca qajar “Rags-e bazaq”,
a cura di Marialuisa Sales. Tutti i livelli.

Seminario di danza rotante contemplativa “La Danza d’Amore dei Sufi”,
a cura di Shaykh Abdul Hadi Palazzi. Tutti i livelli.

Conferenza - dimostrazione di danza interpretativa della poesia araba
“Dalla Mesopotamia a Damasco”,con Marialuisa Sales e Shaykh Abdul Hadi Palazzi.


Lunedì 24 aprile:

Seminario di danza classica persiana di epoca qajar “Rags-e bazaq”,
a cura di Marialuisa Sales. Tutti i livelli.

Seminario di danza rotante contemplativa “La Danza d’Amore dei Sufi”,
a cura di Shaykh Abdul Hadi Palazzi. Tutti i livelli.

“Rags-e bazaq”: performance finale degli allievi del seminario
Installazione poetica a cura di Vera Ambra.

 

I partecipanti potranno alloggiare presso l’Ostello Scacciavento,
Piazza San Francesco 1, sito all’interno del complesso monumentale.

Prenotazioni allo 089.466631

Per ulteriori informazioni
http://www.akkuaria.com/viaggiotraleviedellarte/

 

Luogo di svolgimento: 
Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio  

Prima ancor di aver visitato gli splendidi luoghi del Complesso Monumentale di Santa Maria del Rifugio, abbiamo ritenuto che la conformazione della struttura architettonica che mostra Città di Cava de’ Tirreni esprime quel necessario “fascino” che solo la vera arte sa esprimere e che può suggerire ad Artisti e Poeti, spunti di ispirazione e creatività. 

Fascino che maggiormente si è rafforzato dopo aver visto fisicamente i luoghi che in precedenza ci sono stati suggeriti. Questo è un motivo in più per sollecitare agli artisti italiani la partecipazione alla nostra manifestazione.

 NOTE STORICHE  
SUL COMPLESSO MONUMENTALE S. MARIA DEL RIFUGIO

Nel 1450 la Città de la Cava stipula un accordo con i Frati Minori per la costruzione di una Chiesa con annesso Convento, ma fino al 1492 i lavori non possono avere inizio per le continue guerre  tra Angioini e Aragonesi. 

Nel 1501 i frati presero possesso del Convento anche se incompleto. Si occupò delle spese di costruzione l’Università Cavese, e per completare il convento, nel 1505/06 i cittadini cavesi furono tassati con la gabella del vino, nel 1520/21 con quella del pesce, come si legge nelle delibere comunali del tempo. Nel corso dei secoli poi il Convento ha subito varie trasformazioni, ma il Chiostro ha mantenuto la sua originaria struttura, e con la sequenza delle volte a crociera fornisce la successione delle campate del porticato, le cui voltine erano affrescate con episodi della vita di San Francesco. Frate Gerolamo da Napoli nel 1692 così lo descrive: “esso è allegro e arioso, nel detto posto in simmetria ci sono dipinti, benché con pittura antica e ordita con l’espressione della vita del Santo Francesco”.

Nel centro del Chiostro c’è una cisterna per la raccolta delle acque piovane la cui vera era ornata da bassorilievi in marmo, scolpiti nel 1595, raffiguranti santi dell’ordine francescano, formelle che purtroppo furono trafugate nel 1985, periodo in cui il convento versava in stato di abbandono perché danneggiato dal terremoto del 1980. Nel 1587 lo storico francescano Gonzaga parla del Convento come sede di studio, nel 1655 il cronologo Biagio di San Gregorio  descrive il Convento “studio provinciale di Teologia e seminario di giovani professori”. 

Nel 1593 il Convento di Cava viene annoverato nel Capitolo (assemblea dei conventi francescani) tenutosi a Valladolid tra quelli “particolari o provinciali” assieme a quelli di San Diego in Napoli e San Francesco di Maiori.A Cava si tenevano corsi di Teologia e Filosofia con tale serietà che nel 1676 il Seminario di Cava veniva elevato a Studio Generale di II classe nel Capitolo Generale dell’Ordine.

Annessa al Convento operò, inoltre, una Confraternita frequentata dalle persone più nobili della città, detta Confraternita dell’Immacolata Concezione.
Ad opera della Confraternita intorno al 1586 fu costruito l’oratorio che nel 1600 fu arricchito da pregevoli affreschi raffiguranti aspetti della vita della Madre di Gesù e ispirati al Vangelo di San Luca, affreschi che sono attualmente oggetto di restauro. Nel 1700 nel Convento fu ospitata l’Accademia dei Ravveduti, accademia sorta a Cava nel 1698 e composta da cultori di scienze, lettere ed arti. Nel 1799 vi si acquartierarono le truppe francesi al seguito del Generale Championnet che arrecarono gravi danni alla struttura. A seguito della legge sulla soppressione degli ordini religiosi, il 7 luglio 1866 i frati dovettero abbandonare definitivamente il Convento. 

In effetti, gli ordini religiosi erano stati soppressi con le leggi Napoleoniche nel 1809 e 1811, ma in quella data  il Convento non fu soppresso perché - come si legge in una lettera del 28 luglio del 1811 inviata da Monsignore Bartolomeo de Marinis, Vicario Capitolare della diocesi, all’Intendente della Provincia di Salerno Salvatore Mandrini - “reputato degno per la comodità e la situazione del suo locale e per i vantaggi spirituali che offriva alla popolazione”; in quel periodo, infatti, vi furono ospitati anche i monaci dei Conventi di Padula e Cetara. La municipalità cavese tentò di impedire la soppressione dell’ordine francescano, ma tutti i tentativi furono vani e il 24 febbraio 1867 l’ultimo frate rimasto nel convento, Padre Cherubino da Sarno, dovette spogliarsi dell’abito francescano e vestirsi di quello talare per continuare ad esercitare il culto religioso. Il Convento fu lasciato alla Congrega di carità che ne diventò la legittima proprietaria. Con regio decreto del 13 novembre 1868 nel Convento fu trasferito l’orfanotrofio femminile nato dal Conservatorio delle oblate  di Santa Maria del Rifugio, che era sorto alla fine del ‘600 e aveva sede nell’edificio che attualmente ospita la Manifattura Tabacchi al viale Crispi.

 Chiostro interno del Complesso
 II GIARDINO

Particolare fascino sui viaggiatori settecenteschi esercitava il giardino del Convento situato all’ingresso sud della città. Il Padre Guardiano Gerolamo da Napoli lo descrive nel 1692 e parla di tre appezzamenti che circondavano l’edificio, chiusi da muri, su terrazzamenti, con un estensione di circa quattro moggia. Jacob Philipp Hackert, pittore tedesco (1737-1807) lo riprese in un celebre dipinto a tempera datato 1792, conservato nella reggia di Caserta, allorquando fu inviato per desiderio della Regina Maria Carolina a raffigurare i più bei luoghi del Regno di Napoli. La maggior parte del giardino era coltivato a frutteto e vigneti ed era circondato da una deliziosa selva di querce e castagni.

 IL RESTAURO

Il Convento ha subito nel corso dei secoli numerose modifiche e rimaneggiamenti anche a seguito di terremoti. L’ultimo evento sismico del 23 novembre 1980 ha gravemente compromesso la struttura provocando crolli anche di parte della facciata che dà su Piazza San Francesco, per questo motivo fu abbandonate dalle suore che vi tenevano una scuola elementare. Dopo il terremoto il complesso, in condizioni di abbandono, è stato oggetto di vari episodi vandalici e furti. L’attuale restauro è stato realizzato dall’Amministrazione Comunale con fondi della legge 219/81 (terremoto) e della legge del Giubileo, la spesa complessiva è stata di circa 7 miliardi.La distribuzione dei vari ambienti ha rispettato l’originario impianto e la scelta dei materiali, cotto, basalto, breccia irpina, marmo bianco è stata dettata da uno studio degli antichi materiali già presenti nel Convento.Il Complesso Monumentale ospita attualmente la Galleria Comunale d’Arte, Sala Conferenze, l'Ostello A.I.G. nonché la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi Federico II di Napoli, il Giardino e il Chiostro potranno essere utilizzati per concerti di musica classica.

 La nota storica è tratta dal libro “San Francesco al Borgo Scacciaventi di Cava dè Tirreni” di Padre Serafino Leonardo Buondonno edito da Di Mauro nel 1994.

  Ospitalità: Ostello della Gioventù Cava de' Tirreni Indubbiamente, nel promuovere il nostro appuntamento, sarà messo in evidenza il non comune senso di ospitalità che la Città, di per sé, è in grado di fornire.

Siamo certi che i nostri ospiti troveranno gradevole e godibile le strutture che proporremo, in particolar modo l’Ostello di Borgo Scacciaventi che per la sua precisa e caratteristica particolare consente e agevola lo svolgimento della nostra iniziativa. 

Borgo Scacciaventi
Situato in un antico convento del XVI secolo, l'ostello "borgo scacciaventi" è apochi passi sia dal centro storico della città che dalla stazione ferroviaria.

Nel corso corso dei secoli poi il Convento ha subito varie trasformazioni, ma il Chiostro ha mantenuto la sua originaria struttura, e con la sequenza delle volte a crociera fornisce la successione delle campate del porticato, le cui voltine erano affrescate con episodi della vita di S. Francesco.

ASSOCIAZIONE AKKUARIA

Via Dalmazia 6 - 95127 Catania 095.7223831 - 339.4001417

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