LA ILAHA ILL-ALLAH MUHAMMADUN RASUL-ULLAH

Cronaca di vita religiosa della Comunità Islamica Italiana

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A cura di
Abdul Hadi Palazzi

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per gentile concessione dell'Istituto Nazionale di Studi Romani.

Luglio-dicembre 2005 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno LIII, nn. 1-2.

Il Ramadan dell'anno 1626 dell'egira (ottobre-novembre 2005) ha visto moltiplicarsi le occasioni di dialogo, di impegno civile e di presentazione al pubblico italiano di aspetti salienti della spiritualità e dell'arte musulmana.

Durante il mese del digiuno, su invito del Rotary Club di Gubbio, Distretto 2090 del Rotary International, il 21 ottobre l'Assemblea Musulmana d'Italia (A.M.d'I.) ha partecipato ad un convegno sul tema "Religioni a confronto", svoltosi presso la Sala Capogrossi del Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio e articolato nelle relazioni di don Elio Bromuri, docente di Ecumenismo presso l'Istituto Teologico di Assisi, del prof. Antonio Pieretti, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Perugia e dello scrivente nella sua qualità di giurista islamico di scuola sciafeita. "La tradizione francescana, che privilegia la strada del dialogo, della tolleranza e della riconciliazione, - ha detto don Bromuri - fa di Gubbio un luogo privilegiato per l’incontro tra le religioni [...]. Noi cattolici siamo spinti al dialogo più dalla carità che dalla verità, ma talvolta stentiamo a trovare interlocutori in presenza di un mondo musulmano composito e pluralistico [...]. L'Islam ha dentro di sé una perla che è il monoteismo, circa il quale va respinta ogni considerazione superficiale". Il prof. Pieretti ha spiegato in che modo il dialogo interreligioso debba svilupparsi alla luce di ben precisi principi ed obblighi istituzionali e morali. Chi scrive, dopo aver sostenuto l’esigenza di "far prevalere il dialogo tra le religioni come alternativa allo scontro", ha richiamato il "rischio del prevalere dei fondamentalismi", ricordando che "il terrorismo vuole radicalizzare lo scontro con toni che il dialogo deve attenuare. La strada da percorrere resta però ardua, anche per le difficoltà nell'individuare un criterio univoco di rappresentanza dei musulmani in Italia. Di fatto le organizzazioni islamiche moderate d’Italia gestiscono solo qualche sede, mentre quelle estremiste hanno a disposizione circa un centinaio di luoghi di culto. Si tratta di una condizione di disagio difficilmente superabile" Dell'evento si sono occupate le pagine diocesane del settimanale cattolico "La Voce", la rivista "TuttoGubbio" e il news magazine "Gubbio Sette".

Il 22 ottobre, presso il Centro "Angelo Mai" di Via degli Zingari, l'Istituto Culturale della Comunità Islamica italiana (I.C.C.I.I.) ha organizzato il secondo seminario annuale "Dhirk Sama', La Danza d'Amore dei Sufi", dedicato alla danza rotante contemplativa secondo il rituale dell'Ordine Mevlevi, fondato sull'insegnamento di Maulana Jalaluddin Rumi. E' stata approfondita la presentazione di un metodo coreutico in cui il moto spiraliforme ha finalità estatico-meditative, e non di espressione artistica o di rappresentazione per il pubblico. Il coinvolgimento nella danza ruotante tende allo sviluppo graduale dell'Amore d'Unione, sino al conseguimento della fase in cui i partecipanti assumono simbolicamente il ruolo di pianeti che assieme ruotano, ciascuno nel suo ordine, dando vita ad un cosmo che manifesta la divina armonia. Il seminario ha analizzato fasi quali: ascolto del suono del flauto e meditazione sul desiderio di estatico di donarsi alla danza; esecuzione consapevole dei percorsi geometrici (cerchi, rotazioni e turbine); controllo manuale delle vertigini; tecnica di canto ritmato con la respirazione: dalla vibrazione statica alla roteazione; contemplazione planetaria e integrazione del gruppo nel movimento rotatorio. Sono inoltre stati forniti esempi di tecniche di danza sufi non ruotante, come quella ritmata propria all'Ordine Shushtari.

L'affermazione del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad secondo cui "Israele deve essere cancellata dalle carte geografiche" ha turbato l'atmosfera pacifica e ponderata del mese di Ramadan, e causato una doverosa reazione di sdegno e risentimento tanto fra i musulmani italiani quanto in vasti settori dell'opinione pubblica. Il Consiglio Direttivo dell'A.M.d'I. e la Direzione dell'I.C.C.I.I. hanno immediatamente condannato in modo netto e risoluto il tentativo di negare il diritto all'esistenza, alla pace e alla sicurezza d'Israele, e ribadito i loro rapporti di fraterna cooperazione con la Comunità ebraica e i loro sentimenti di amicizia per Israele. Di fronte ad una situazione tanto grave ed urgente, il direttore del quotidiano romano "Il Foglio", Giuliano Ferrara, ha indetto per il 3 novembre una fiaccolata di protesta di fronte all'ambasciata iraniana, cui A.M.d'I. e I.C.C.I.I. hanno aderito assieme a moltissimi altri esponenti del mondo politico, accademico e religioso. "Come già avvenne il 15 aprile 2002 in occasione dell'Israel Day - si legge nel messaggio di adesione dell'A.M.d'I. pubblicato da "il Foglio" - anche questa volta la nostra adesione ad una manifestazione a sostegno dello Stato d'Israele organizzata dalla redazione de "Il Foglio" vuole essere un gesto di solidarietà concreta con tutti i cittadini israeliani minacciati dal terrorismo e dall'antisemitismo. La ringraziamo per aver fornito a noi e a tanti altri italiani un'ulteriore occasione per manifestare il nostro sostegno ad Israele con un gesto concreto di mobilitazione. Auspichiamo di cuore che Israele prosperi e si rafforzi, e che ad essere «cancellato» sia invece il corrotto e sanguinario regime dei mullah, fortemente inviso alla stragrande maggioranza degli iraniani." Un gruppo di esuli iraniani comprendente Ahmad Rafat, Babak Payami, Ghahreman Divanbeighi, Farian Sabahi, Leonardo Rafat, Dariush Cecchi, Ardeshir Shojai, Iride Bosi, Patrizia Rafat, Caren Davidkhanian, Nima Rafat, Silvia Zangrilli, Babak Karimi, Mahvah Alime, Nader Javaheri, Massoud Hatami, Vahed Vartanian, Kambiz Dowlatshahi e le Associazioni "Iniziative per la Libertà d'Espressione in Iran", "Iran Free Press" e "Iran Promo" ha anch'esso aderito all’iniziativa e ha scritto a Ferrara: "I firmatari, cittadini iraniani o italiani di origine iraniana, non solo non si riconoscono nelle dichiarazioni del neo presidente della Repubblica islamica, Mahmoud Ahmadinejad, il quale si è augurato di «vivere in un mondo senza Israele», ma si sentono offesi da queste parole, del tutto estranee alla storia e alle tradizioni di un paese che vanta secoli di convivenza con la sua popolazione di fede ebraica." Posizioni analoghe sono state espresse da «Iraniani per una repubblica laica», dallo «Student Movement Coordination Committee for Democracy in Iran», dal prof. Khaled Fouad Allam, dal giornalista Khalid Chaouki, dalla presidente della Federazione delle Associazioni Marocchine in Italia, Souad Sbai, dal dott. Ali Younis e dal vice direttore del "Corriere della sera", Magdi Allam. Questi ha fatto precedere il suo intervento alla manifestazione da un articolo intitolato "Perché noi musulmani dobbiamo esserci", pubblicato dal "Corriere della sera" il primo novembre 2005. "In un’epoca di oscurantismo nichilista che ha contagiato principalmente i musulmani - scrive Allam - solo riconoscendo il diritto di Israele all’esistenza si riscatterà il valore della vita propria e altrui [...]. C’è un nesso evidente tra il riconoscimento del diritto di Israele all’esistenza e l’accettazione del valore della vita propria e altrui. Per tutto ciò oggi il vero discrimine tra civiltà e barbarie è il riconoscimento del diritto di Israele all’esistenza." La partecipazione di autorevoli rappresentanti musulmani alla fiaccolata per Israele ha concluso in modo degno ed efficace il mese benedetto di Ramadan, e mostrato in che modo sia possibile far convergere l'impegno di uomini di fedi e convinzioni differenti su un obiettivo condiviso di rilevante valore morale.

Dal 9 all'11 dicembre, la presidentessa dell'Associazione Akkuaria, Vera Ambra, ha organizzato presso il Caffè Letterario di Via Ostiense una Rassegna di Scrittura, Lettura, Letteratura, Dibattiti, Cinema, Teatro e Arti Visive intitolata "A caccia del bisogno primordiale di esprimersi". La sessione pomeridiana dell'10 dicembre è state dedicata alla poesia e alla danza del Medio Oriente, dell'India e della Cina. La dott.ssa Marialuisa Sales, docente di Danza Mediorientale presso il Centro Universitario Sportivo dell'Università "La Sapienza di Roma", si è esibita nella Danza Interpretativa della Poesia Araba, su testi cantillati in arabo e letti in traduzione italiana dallo scrivente. Dopo una introduzione basata su quattro ritmi mediorientali puri, uno dei quali ha incluso l'apporto della tecnica del footwork indiano, sono stati coreografati due brani del poema epico preislamico Gilgamesh nella versione araba di Abed Azrié, cioè "Hubb Ashtar" (l'amore di Ishtar) e la parte conclusiva, intitolata "Halaka kulla shay'in" (ogni cosa è impermanente).

Venerdì 16 dicembre il Dipartimento di Studi Orientali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Roma Tre ha organizzato, presso la sede romana del Dipartimento Arte, Musica e Spettacolo, una serata dedicata alla poesia e all'arte coreutica mediorientale. In quella occasione, in collaborazione con l'I.C.C.I.I., la dott.ssa Marialuisa Sales e lo scrivente hanno riproposto il medesimo programma presentato al pubblico della Rassegna di Akkuaria, con l'aggiunta della composizione "Laqad Sarah Qalbi" (Invero il mio cuore è divenuto atto...), tratto da "Tarjuman al-Aswaq" (L'Interprete dei Desideri) del Maestro Sufi Muhiddin Ibn al-'Arabi. Chi scrive ha cantillato i versi dello Shaykh damasceno secondo lo stile classico e ne ha recitato la traduzione. La dott.ssa Sales ha quindi interpretato il testo danzando su musiche della compositrice algerina Amina Alaoui."


Gennaio-giugno 2005 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno LIII, nn. 1-2.

Il 19 febbraio 2005 l'Assessorato alla Cultura del Comune di Melfi e la "Compagnia de la Terra Nova di Melfi" hanno organizzatore presso il Salone degli Stemmi del Palazzo Episcopale di Melfi (Pz) un convegno di studi dedicato al tema "Culture, identità e religioni a confronto nel Mediterraneo del XXI secolo." All'interno della sala affrescata con gli emblemi dei Vescovi succedutisi sulla Cattedra episcopale della città la prof.ssa Valeria Piacentini dell'Università Cattolica di Milano ha parlato su "Cattolicesimo ed ecumenismo all'alba del Terzo Millennio", il prof. Enrico Molinaro dell'Università di Roma 3 ha preso tenuto una relazione su "Propedeutica della pace nel dialogo fra le religioni" mentre lo scrivente, in rappresentanza dell'Assemblea Musulmana d'Italia, ha concluso la serie degli interventi parlando su "Dialogo e fondamentalismo al bivio fra Europa e Mediterraneo". Il pubblico ha stimolato i relatori con domande concise e pertinenti e ne è seguito un intenso dibattito, al termine del quale il Presidente della Compagnia de la Terra Nova, dott. Goffredo Pizza, ha conferito ai tre docenti il Diploma di soci onorari della Compagnia.


Sabato 7 maggio si è tenuto presso l'Accademia "Spazio Danza" di Via Monte della Farina in Roma il seminario "Dhikr sama', la Danza d'amore dei Sufi", dedicato alla danza rotante contemplativa secondo il rituale dell'Ordine Mevlevi, basato sull'insegnamento di Maulana Jalaluddin Rumi. Ai partecipanti è stato presentato un metodo in cui il danzare ha finalità estatico-meditative, e non di espressione artistica o di rappresentazione per il pubblico. Il coinvolgimento nella danza ruotante - caratteristica di specifiche scuole dell'esoterismo islamico - facilita lo sviluppo graduale dell'Amore d'Unione, sino alla fase in cui i partecipanti assumono simbolicamente il ruolo di pianeti che assieme ruotano, ciascuno nel suo ordine, dando vita ad un cosmo che manifesta la divina armonia. Il seminario ha analizzato fasi quali: ascolto del suono del flauto e meditazione sul desiderio di estatico di donarsi alla danza; esecuzione consapevole dei percorsi geometrici (cerchi, rotazioni e turbine); controllo manuale delle vertigini; alzarsi da terra ed immettersi nel gruppo che rotea; le mani come àncora fra cielo e terra; contemplazione planetaria e integrazione del gruppo nel movimento rotatorio.


"Con gli attentati dell’11 settembre - si legge nel documento di presentazione del Seminario distribuito ai partecipanti - il fondamentalismo islamico si è presentato all’opinione pubblica mondiale come una forza cieca, barbara e distruttiva, in grado di scardinare i presupposti della coesistenza pacifica e del vivere civile, di mettere in crisi i diritti fondamentali di centinaia di milioni di esseri umani e di imporsi come nuovo erede dei totalitarismi comunista e nazifascista. Ciò ha portato alcuni ad identificare l’Islam tout court con una sua interpretazione aberrante e deviata, cioè con quel letteralismo wahhabita che costituisce il fondamento ideologico del terrorismo islamista. Se ad esempio Oriana Fallaci ha voluto darci ad intendere che questa degenerazione dell’Islam si identifica con l’Islam in quanto tale, altri ricercatori ben più seri e competenti, come Bernard Henry Lévy o Daniel Pearl, sono invece andati alla ricerca di quel che hanno chiamato “l’Islam altro”, nella certezza che un progetto efficace di difesa dal wahhabismo non dovesse essere limitato al solo Occidente, ma dovesse invece coinvolgere le forze sane che ­ dall’interno del mondo islamico ­ potessero presentare una visione dell’Islam equilibrata ed in grado di convivere ed interagire proficuamente con le altre culture. Far conoscere all’Occidente un Islam diverso da quello wahhabita, di natura spirituale e non politicizzata in senso estremista, può ­ secondo Henry Lévy e Pearl ­ costituire una valida alternativa a quello “scontro di civiltà” che rischierebbe di coinvolgere l’umanità contemporanea in nuove, deprecabili guerre di religione.

"Non va dimenticato - prosegue il documento - che, sin dalle origini, l’odio dei fanatici wahhabiti è stato diretto non solo contro ebrei, cristiani e non-musulmani in genere, ma ancor più contro i musulmani non-fondamentalisti, in primo luogo contro i Sufi, cioè contro quella corrente islamica che non guarda al mondo come a un territorio su cui instaurare dittature clericocratiche, che non crede alla coercizione delle coscienze mediante il ricorso alla violenza e che non considera le altre religioni come rivali o concorrenti, ma come lingue diverse mediante le quali si è assieme velata e fatta conoscere la Verità unica. Mentre i teologi parlano di Dio, i Sufi intendono invece “gustarLo”, sperimentarNe la Presenza mediante l’estasi, ed a tale fine si dedicano a pratiche meditative, invocazioni, canti rituali, ed in alcuni casi a danze rituali in grado di produrre uno stato di trance che faccia cadere le barriere fra umano e divino e consenta di raggiungere una condizione di beatitudine situata oltre la dicotomia soggetto-oggetto. L’Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (Iccii), da anni impegnato nel diffondere la conoscenza dell’Islam non-fondamentalista presso il pubblico italiano, ha ora di deciso di organizzare una serie di seminari dedicati a una specifica danza sufi, quella dell’Ordine Mevlevi, fondato da quel Jalaluddin Rumi che, oltre ad essere un’autorità di rango nell’ambito del Sufismo, è uno fra i più celebri esponenti del poesia persiana medioevale."

La danza meditativa dei Mevlevi - si legge nella conclusione - è basata sul principio della rotazione: volteggiando su se stesso al suono del flauto e degli altri strumenti rituali, il derviscio che segue la scuola Mevlevi si assimila simbolicamente ad un pianeta che segue il suo corso, e mentre ruota su se stesso compie, assieme agli altri dervisci, un movimento di rivoluzione che si estende entro la Sala di danza, simbolo del Cosmo. Se dunque i danzatori ordinari utilizzano i movimenti del corpo a fini di rappresentazione artistica per compiacere il pubblico, i dervisci danzano invece per immettersi nell’armonia cosmica, sino al punto in cui il velo dell’individualità cadrà, e la tecnica rotatoria cederà il posto al roteare armonico spontaneo."


Luglio-dicembre 2004 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno LII, nn. 3-4.

Dal primo al 15 agosto 2004, con l'adesione dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (I.C.C.I.I.) si è svolta a Cortona la seconda edizione del Tuscan Sun Festival, una kermesse annuale che mira ad incrementare la conoscenza della arte, della natura, della cultura, della letteratura e della gastronomia italiana da parte del pubblico americano. Concerti sinfonici, lirici e cameristici, workshop di fotografia e danza, sessioni di yoga, fitness, mostre d'arte e degustazione di piatti tipici, inseriti in un programma di lezioni e visite guidate alla Val di Chiana rivolte al pubblico americano colto. Il direttore letterario, dott. Jack Bemporad, italianista e docente di Sacre Scritture presso l'Angelicum di Roma, da anni intrattiene relazioni con l'Istituto e considera il dialogo interreligioso come uno degli elementi essenziali della cultura del nuovo millennio, nonché un valido antidoto al proliferare dei fondamentalismi. Fra le presenze di rilievo al festival la scrittrice Frances Mayes, autrice del romanzo "Under the Tuscan Sun", la violoncellista Nina Kotova e il compositore Bobby McFerrin, che ha presentato in anteprima la sua "Improvvisazione per solo e violoncello" presso il Teatro Signorelli. Il 4 agosto chi scrive ha parlato sul tema "Il Dialogo interreligioso come risposta all'integralismo" nel salone di Villa Passerini, un edificio seicentesco splendidamente affrescato. Spesso chiamata "Palazzone di Cortona", la Villa sorge all'esterno della cinta muraria medioevale della città e ospita un distaccamento della Scuola Normale Superiore di Pisa. Nonostante la pioggia sia caduta incessante su Cortona sin dalla mattinata, il pubblico è accorso numeroso ad ascoltare la relazione, ed ha partecipato con interesse al dibattito presieduto dal dott. Bemporad.

Sotto gli auspici del presidente della Commissione Europea prof. Romano Prodi il dott. David Bentolila, presidente del B'nai Brith Europa, ha convocato per il 5 ottobre a Bruxelles, presso la sede della Commissione Europea del Center Borschette, un Congresso Internazionale sul tema "L'Europa di fronte alla sfida del terrorismo", con l'adesione dell'A.M.d'I. e dell'I.C.C.I.I. Nell'aprire i lavori mattutini, il dott. Bentolila ha ringraziato il prof. Prodi per la scelta di patrocinare l'iniziativa nei giorni immediatamente precedenti la scadenza del suo mandato europeo. "Questo Congresso - ha dichiarato - vuole confutare la sinistra teoria secondo cui "Homo homini lupus" e far prevalere la "pace in terra fra gli uomini di buona volontà". In rappresentanza del Parlamento Europeo ha partecipato ai lavori l'on. Vittorio Prodi. Il moderatore della prima sessione, Emile Malet, direttore del settimanale belga "Passages", ha dato la parola ai relatori sui rispettivi temi: l'ambasciatore dell'Unione Europea Marc Otte su "Il processo di pace in Medio Oriente", chi scrive su "Connessioni finanziarie fra al-Qa'idah e i fratelli musulmani", p. Patrick Desbois, Segretario della Conferenza Episcopale di Francia per i rapporti con l'Ebraismo, su "Fenomenologia del terrorismo", l'ex Segretario di Stato dell'Interno dell'U.E. Gijs de Vries su "La politica antiterrorismo dell'Unione EUropea". Dopo la pausa per il pranzo i lavori sono ripresi sotto la direzione del prof. Simon Petermann, Preside della Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell'Università di Liegi. Hanno preso la parola: il dott. Claude Moniquet, ricercatore del European Strategic Intelligent Security Centre, su "La dinamica evolutiva del terrorismo islamista", il Procuratore della Corte Centrale n. 5 del Regno di Spagna, don Baltasar Garzón, su "Limiti nella lotta al terrorismo", il dott. Steve Emerson, direttore esecutivo dell'Investigative Project di Washington, DC, su "Le democrazie di fronte alla sfida del terrorismo" e il prof. Bernard Israel Feldman, docente di psicopatologia e vittimologia presso l'Università di Tel Aviv, su "Lo stato psicologico indotto dal terrorismo". Gli atti del Congresso sono stati pubblicati su videosupporto a cura del B'nai Brith Europa; gli estratti in francese sono stati riprodotti dal trimestrale belga "Regards".

Il 10 ottobre, presso il centro culturale "Govinda" al Portico d'Ottavia, in Via S. Maria del Pianto, l'acharya viscnuita dott. T. D. Singh Bhaktisvapura Damodar Swami in visita nella Capitale ha invitato a nome del Bhaktivedanta Institute la direzione dell'I.C.C.I.I. ad aderire all'International Advisory Board di un Congresso interreligioso ed epistemologico internazionale sul tema "La vita e la sua origine. Posizioni scientifiche e tradizioni spirituali e religiose a confronto". Su richiesta del "Govinda", l'A.M.d'I. ha aderito e deciso di dedicare all'iniziativa i tre giorni conclusivi del mese benedetto di Ramadan. Il servizio mensa del Ristotheater di Via Celsa ha confermato la disponibilità di pasti halal con cibi vegetariani.

Il 15 ottobre, in occasione dell'inizio del mese di Ramadan, il Consiglio Direttivo dell'A.M.d'I. si è recato in visita presso Sua Ecc.za il Qadi Shaykh Ali Hussen as-Shekali per prendere parte sotto la sua guida all'orazione congregazionale del tramonto e per il rituale di ricevimento del Mese della Misericordia secondo la tradizione dell'Ordine Sufi Qadiriyyah.

Il 17 ottobre l'Advisory Board del Congresso su "La vita e la sua origine" ha constatato il successo della proposta e ricevuto conferma del patrocinio della Presidenza della Repubblica, dell'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, dell'Amministrazione Provinciale e della Regione Lazio. Nel corso della stessa seduta sono state ricevute le adesioni della FAO e dell'UNESCO, delle Pontifica Accademia per la Vita, della Pontifica Università Gregoriana, del Patriarcato della Basilica di S. Francesco di Assisi, del Centro Internazionale Francescano per il Dialogo, della Comunità ebraica di Roma, della R&B Islam-Israel Fellowship di Gerusalemme, della Sai Foundation, della ong Mandir della Pace dell'Eremo delle Carceri di Assisi, del centro studi Bibliothè di Roma, del Centro Studi Bhaktivedanta di Pisa, dell'Istituto Samantabhadra per lo studio del buddhismo tibetano, del Sikh Dharma Khalsa d'Italia, della Fondazione Zoroastriana, dell'Ordine dei Cavalieri Shekal, del centro Mediarama di Terni e dell'A.M.d'I. Su proposta del dott. Stefano Serafini, l'Advisory Board ha accettato di far precedere il Congresso da una Conferenza introduttiva sul tema "Scopo e significato della vita: punti di vista scientifici e spirituali", che si è svolta l'11 novembre presso l'Aula Giovanni Paolo II della Pontifica Università S. Tommaso d'Aquino.

Il 22 ottobre il dott. Serafini dell'Ateneo domenicano di Roma ha scritto agli studenti cattolici di teologia dalle pagine Web della Guida www.superEva.com Santana Illunimation:

"vi invito a diffondere questo annuncio e a partecipare all'incontro che per il nostro paese, abituato a divisioni assolute fra mondo laico e mondo religioso, sembra una novità stimolante. [...] Il Bhaktivedanata Institute è un centro internazionale di studi sui Libri Vedici con sede a Kolkata (India), con la specifica del confronto con la scienza contemporanea. Nelle passate edizioni del Convegno e in altre conferenze internazionali (Bombay, 1986; San Francisco, 1990; Calcutta, 1997) è riuscito a riunire studiosi di alto prestigio nelle tradizioni religiose e nelle discipline scientifiche, compresi diversi premi Nobel, come George Wald, John Eccles, il Dalai Lama, E.C.G. Sudarshan, Karl Pribram, Betty Williams, Werner Arber, ecc." Nei giorni immediatamente successivi, il dott. Serafini si è adoperato affinché la Conferenza propedeutica del Congresso presso l'Angelicum si svolgesse con lo partecipazione di studenti universitari e di classi di alcune scuole medie superiori romane.

Alla vigilia della Conferenza, il 10 novembre il Card. Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi ha scritto all'A.M.d.I.: "Cari Amici Musulmani, ho ancora nel cuore le immagini vive dell'incontro internazionale e interreligioso di preghiera per la pace, che si è svolto a Milano dal 5 al 7 settembre scorso [...]. Pur nelle differenze tra le varie tradizioni religiose, unanime è stato l'anelito al dialogo e alla pace attraverso la reciproca conoscenza. Per questo in occasione delle feste, tanto care alla vostra tradizione, che concludono il cammino di impegno spirituale del mese di Ramadan, [...] nell'atmosfera di vigilia che anima la vostra comunità ci fate intuire la vostra gioia per questa ricorrenza. Sempre più frequentemente musulmani e cristiani si trovano ad abitare gli stessi quartieri e ad incontrarsi negli stessi caseggiati: i loro figli più piccoli siedono ormai gli un accanto agli altri sui banchi di scuola." A nome dell'A.M.d.I. Ahmad Muhammad al-Kilbri ha risposto con ringraziamenti e anticipato auguri per le festività natalizie e di fine anno.

L’11 novembre, presso l'Aula Magna dell'Angelicum, il prof. Francesco Bistoni, ordinario di Microbiologia e Rettore dell'Università di Perugia, ha presieduto la Conferenza introduttiva al Congresso del Bhaktivedanta Institute. Nel preludio al Congresso, dopo la lettura del messaggio di saluto del presidente Carlo Azeglio Ciampi trasmesso dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, dott. Gaetano Gifuni, sono stati formulati intenti e voti augurali, ed i rappresentanti delle religioni hanno offerto preghiere. Hanno preso la parola il dott. T. D. Singh Swami Bhaktisvapura Damodar, presidente del Bhaktivedanta Institute, il biologo e genetista prof. Giuseppe Sermonti, il guru scivaita S.S. Saidas Babaji, presidente della Sai Foundation, il lama tibetano Ven. Gesche Sonam Cianciub, direttore del centro Samantabhadra di Roma, il prof. Vittorio Marchi, ordinario di Fisica Quantistica presso l'Università "La Sapienza" di Roma, il Guru sikh Shabad Singh Khalsa, presidente del G.A.T.K.A., il dott. Gianfranco Di Segni, biologo del C.N.R. e membro della Comunità Ebraica di Roma, la prof.ssa Laura Provera, ordinario di Ebraico e Greco Biblico presso l'Università Gregoriana, l'archeologo statunitense Michael Cremo, il teologo e bioeticista viscnuita dott. Marco Gozzi, vice-presidente del Bhaktivedanta Institute Italia e lo scrivente.

Il 12 novembre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio si aprivano i lavori del Congresso Internazionale promosso dal Bhaktivedanta Institute e sostenuto dall'I.C.C.I.I. Dopo la lettura del messaggio presidenziale sono stati portati a conoscenza del pubblico i messaggi di saluto degli Assessorati regionale e provinciale alla Cultura e il messaggio di adesione del Sindaco di Roma Walter Veltroni, impossibilitato a presenziare di persona in quanto impegnato a ricevere con Michail Gorbaciov l'assemblea romana dei Premi Nobel. L'assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma dott. Gianni Borgna ha dato il benvenuto ai partecipanti e ribadito il ruolo essenziale dell'Urbe come centro bimillenario di confronto fra le religioni e le culture. "Ai rappresentanti delle religioni - ha detto - ribadisco che siete i benvenuti se volete confrontarvi in pubblico a Roma, e che il Campidoglio è la sede naturale per questo genere di iniziative." Ha quindi acceso a nome del Sindaco i lumi della lampada rituale di buon auspicio, quindi sono seguite le invocazioni e i canti. Singolare commozione ha destato l'esecuzione di canti delle differenti tradizioni religiose da parte dei bambini del Coro di Musica Sacra di Terni. Al termine delle esecuzione i bambini e le bambine del Coro sono stati benedetti dai leader religiosi, con preghiere dello studioso di Cabala israeliano dott. Arie Ben Nun, del fondatore del Centro Francescano per il Dialogo di Assisi p. Massimiliano Mizzi, del lama Chanciub, del guru Ban Maraj Swami e di chi scrive.

Il 3 dicembre il settimanale newyorkese Jewish Press ha ospitato una lunga intervista del leader della comunità bukharense di Queens, Boris Pincus, nella quale è stato annunciato un congresso internazionale ebraico-cristiano-islamico da tenersi nel 2005 a Tashkent, sotto gli auspici del Presidente dell'Uzbekistan Islam Karimov. Nell'intervista si conferma che l’invito è esteso all'Islamic Supreme Council of America, presieduto dallo Shaykh Hisham Kabbani, e all'Istituto.

Il 10 dicembre l'associazione romana Sufiway ha ospitato un seminario di Sidi Burhanuddin sul tema "Il Divino ogni giorno: come camminare e danzare secondo la Via del Sufismo". Secondo l'intento dei promotori "Il seminario è un'occasione per trasmettere l'invito divino a sedere nella Sua aula e a imparare a sviluppare la capacità di amare, ad apprendere la chiave della beatitudine, e le tecniche necessarie per fissare questo stato nella vita di tutti i giorni." Privo di autorizzazione all'insegnamento della danza ruotante dei dervisci secondo la filiazione primaria dell'Ordine Mevlevi di Maulana Jalaluddin Rumi, Burhanuddin rivendica una autorizzazione all'insegnamento su pretesa autorizzazione Naqshbandi che risale al controverso sceicco Nazim al-Qubrusi. La partecipazione di danzatori autorizzati secondo la filiazione dell'Ordine Qadiri-Shekali di Belet Uen ha potuto vagliare l'adesione al metodo tradizionale nell'insegnamento delle rotazioni di base.

Il 20 dicembre l'I.C.C.I.I. ha aderito alla tavola rotonda internazionale su "Cooperazione economica, etica globale e diplomazia", promossa dal Global Ethics Resource Center, dal Global Peace Initiative of Women, dall'American Council for the United Nations University, dall'International Institute for Peace Through Tourism, dall'Institute for Multi Track Diplomacy e dal Consiglio Mondiale Islamico per il Dialogo Interreligioso. In vista dell'incontro previsto ad Istanbul per la prima metà del 2005,  la dott.ssa Shoshana Bekerman del Touro College di New York ha inviato all'Istituto copia del progetto "Parco della Pace - Acque Sacre di Harran”. Messaggi di auguri per le imminenti festività natalizie e per l'Anno Nuovo sono stati inviati alle autorità civili.


gennaio-giugno 2004 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno LII, nn. 1-2.

Il 13 febbraio, alla vigilia del Tour nordamericano dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (I.C.C.I.I.) per l'anno 2004, alcuni membri del Consiglio Direttivo dell'Associazione Musulmani Italiani ritiratisi dall'incarico in seguito alle dimissioni per gravi ragioni di salute (agosto 2003) del presidente-fondatore, Sua Ecc.za Shaykh Ali Hussen, si sono riuniti per riflettere e deliberare in merito alla situazione venutasi a creare con la pretesa di un gruppo di recenti iscritti italiani ed iraniani di candidare alla presidenza il signor Danilo Speranza - un guru new age multireligioso dell'associazione romana Maya di recente conversione all'Islam - con procedura non conforme alla Statuto sociale vigente. L'assemblea ha preso visione delle pubblicazioni in formato pdf e delle pagine Web firmate dal neo-iscritto e neo-candidato, delle interviste rilasciate ai quotidiani "l'Avanti" e "L'opinione", dei futuri progetti annunciati ai membri del Consiglio da gruppo italo-iraniano dei nuovi soci. Si è constatato il tentativo di spostate l'orientamento tradizionale, proprio all'Associazione sin dalla fondazione, di attenuare il sostegno alle scelte dell'Emiro Feisal, di Anwar Sadat e di Muhammad Boudiaf per l'estensione della democrazia nel mondo islamico e il sostegno delle nazioni democratiche che tutelano la libertà di religione e la pace fra i popoli, e di promuovere invece un differente orientamento neo-clericocratico pretesamente moderato, ciò quello impersonato dal preteso riformismo del presidente iraniano Mohammad Khatami. Tutto ciò inizialmente all'insaputa sia del presidente in carica, del segretario e dei membri del Consiglio, sia delle organizzazioni sciite fautrici della separazione fra religione e Stato che si riconoscono nella guida del Grande Ayatollah Alihossein Montazeri e che intrattengono relazioni di amicizia e collaborazione con l'A.M.I. e con l'I.C.C.I.I.

In data 16 febbraio quei membri del Consiglio e del Majlis al-Ulema hanno scritto ai discepoli di Shaykh Montazeri, al Coordinamento del Movimento degli Studenti per la Democrazia in Iran (Daneshjoo) e ai sostenitori del principe Reza Ciro Pahlevi in esilio negli Stati Uniti che nulla è cambiato nella loro valutazione della situazione iraniana, che ritengono che la soluzione adeguata all'Iran e agli altri paesi dell'area sia quella della abolizione della clericocrazia e della instaurazione di una democrazia costituzionale laica in cui, secondo il discorso di Montazeri all'atto della sua scarcerazione dopo oltre un decennio di arresti domiciliari, "i politici tornino a fare politica e gli imam lascino le strutture pubbliche e tornino nelle moschee". Hanno in particolare ribadito di condividere la valutazione contenuta nel medesimo discorso, secondo cui "chiusa la fase d'emergenza rivoluzionaria, è urgente ricostruire politicamente quelle stesse alleanze strategiche che erano nell'interesse del popolo iraniano al tempo della monarchia di Reza Pahlevi e che continuano ad esserlo ancor oggi".

Preso atto della situazione venutasi a creare con la nuova candidatura, scartata l'ipotesi di ricorrere in giudizio nei confronti di recenti iscritti che non si sono attenuti alle norme statutarie, il presidente Shaykh Hussen si è dimesso, seguito dall'intero Consiglio, dagli Ulema del Majlis e da chi scrive. Gli stessi dirigenti e membri del Consiglio e del Majlis si sono poi riuniti in assemblea constituente della A.M.d'I. dei musulmani moderati d'Italia, fedele agli orientamenti di origine dell'Islam in Italia e identificata dalla denominazione nelle tre lingue come "Assemblea Musulmana d'Italia", "Italian Muslim Assembly" e "Ijtima'at al-Islamiyyah al-Italiyyah". In questo modo, il tentativo di far mutare di rotta l'Islam moderato italiano è fallito sul nascere.

Dopo uno scalo presso l'aeroporto JKF di New York, il Tour nordamericano dell'I.C.C.I.I. per l'anno accademico 2004 è iniziato nella mattinata di martedì 17 febbraio a Detroit, Michigan. Il locale coordinatore del Anti-Defamation League, Jeffrey Rubinoff, ha ricevuto gli ospiti dell'Istituto e li ha accompagnati nelle visite di cortesia presso le sedi locali delle organizzazioni che hanno sponsorizzato l'evento. Dopo il pranzo di benvenuto negli Stati Uniti, il programma è proseguito nel pomeriggio a Farmington Hills, Michigan, presso la sinagoga Adat Shalom con la tavola rotonda sul tema "Islam, democrazia e sionismo: un viaggio verso la comprensione", cosponsorizzata dalle organizzazioni Aish Detroit, Anti-Defamation League del B’nai Brith, Hillel Metro-Detroit, National Christian Leadership Conference for Israel e Zionist Organization of America. Il pubblico ha partecipato con domande alle sessioni “Il dialogo ebraico-islamico e la questione di Gerusalemme" e "Islam e democrazia".

Il 19 febbraio ha avuto luogo la conferenza "Sviluppi geopolitici nel Medio Oriente e protocolli integrati di difesa", tenutasi presso il Mandel Jewish Community Center di Cleveland, Ohio, su invito della Fondazione Alvin, Lottie & Rachel Gray, dell'American Jewish Committee, dalla Zionist Organization of America, del Cleveland Hillel e della Betar. Il presidente della Betar, dott. Danny Seaman, ha trasmesso agli ospiti italiani i saluti di Stephen Schwartz, direttore esecutivo dell'Istituto Islamico per la Pace e il Progresso di Washington, Dc., e di Sarah Nasser, presidente di Muslims for Israel, Toronto, Ontario. La giornalista Arlene Fine ha dedicato all'evento un articolo pubblicato il 6 maggio dal settimanale "Cleveland Jewish News". Un messaggio di saluto è stata portato dai responsabili della Associazione Italo-Americana dell'Ohio.

Il 23 Febbraio, su invito dell'associazione Texani per Israele (T.F.O.), chi scrive ha aperto la sessione universitaria del Tour parlando ad Austin, presso l'Universita del Texas, sul tema "Prospettive dell'Islam moderato in Medio Oriente". Nell'esporre i contenuti della relazione sulle pagine del quotidiano "THe Daily Texan" la dott.ssa Natalie Lescar, presidente di T.F.O. ha parlato del ruolo dei musulmani moderati italiani come costruttori di pace, e rievocato la manifestazione di solidarietà con gli Stati Uniti che l'A.M.I. e i Radicali Italiani hanno tenuto davanti alla Moschea di Roma l'11 settembre 2002.

Come riferito da "Diamondback" in un articolo firmato da Cristina Abello, il 24 febbraio la S. Mary Hall dell'Università del Maryland ha ospitato una dissertazione dell'I.C.C.I.I. su "Il contributo dell'America e d'Israele alla difesa del diritto internazionale", curato dallo staff dell'Istituto. Ampio spazio è stato attribuito alla concomitante disputa israelo-palestinese su West Bank e Striscia di Gaza e sui confini della barriera di difesa presso il Tribunale Internazionale dell'Aia.

Il 25 febbraio la conferenza dell'I.C.C.I.I. su "Assetto Globale e difesa delle nazioni democratiche" presso la Rutgers University, New Jersey, è stata salutata dal "Daily Targum" con un articolo di Nick Sevilis dal titolo "Un imam da voce alla differenza". Intervenendo nel dibattito, la studentessa del Rutgers College Talya Benoff ha detto di aver gradito l'opportunità di ascoltare un'analisi rigorosa e corretta della situazione mediorientale da parte di studiosi musulmani italiani.

Il giorno successivo la Hall Shapiro dell'Università di Princeton, New Jersey, ha ospitato la relazione dell'Istituto su "Ruolo degli Stati Uniti nell'estendere la democrazia al mondo islamico". I circa 25 presenti hanno partecipato alla discussione ponendo a confronto le ipotesi di lavoro sul futuro assetto istituzionale dell'Iraq e sul ruolo delle Nazioni Unite nell'assicurare la transizione dei poteri ad un governo locale affidabile e rappresentativo.

Come da delibera del Senato Accademico ratificata il 24 febbraio e pubblicata sulle colonne di "The Justice", domenica 29 l'Università di Brandeis, Massachusetts, ha dato il benvenuto alla delegazione dell'I.C.C.I.I. incaricata di presiedere il workshop su "Terrorismo suicida, martirio e apostasia." Nel presentare a docenti e studenti i colleghi italiani, Elana Lichtenstein, presidente dell'associazione universitaria Sionisti per la Verità Storica (Za.Ha.V.), ha detto che "invitare a Brandeis una rappresentanza dell'I.C.C.I.I. ed avere come relatori dei docenti musulmani moderati è un'occasione da non perdersi."

Il primo marzo ha avuto inizio la parte canadese del Tour nordamericano. Al pranzo di benvenuto offerto ai visitatori dal B'nai Brit Canada hanno immediatamente fatto seguito la conferenza-stampa e la relazione presso la Carleton University di Ottawa sul tema "Il dialogo ebraico-islamico e il problema di Gerusalemme". Circa l'evento il quotidiano in italiano "Corriere canadese" ha pubblicato un articolo intitolato: "Palazzi: dialogo tra ebrei e musulmani. Lo studioso dell'Islam invitato alle università di Ottawa e Hamilton".

Nella giornata successiva il Tour è proseguito con una trasferta a Hamilton, Ontario, per il seminario presso la McMaster University su "Gli Hascemiti e il Sionismo islamico", cui hanno partecipato oltre trecento persone. In serata la delegazione dell'Istituto si è recata a Toronto per partecipare al programma televisivo Michael Coner Show.

Nel pomeriggio del 3 marzo la Kent Law School dell'Università di Chicago, Illinois, ha ospitato una relazione dell'Istituto sul tema "L'accordo Feisal-Weizmann del 1919 per l'equilibrio del Medio Oriente". In serata un gruppo selezionato di docenti e studenti delle facoltà di Lettere e Giurisprudenza si è riunita presso l'Aula Magna dell'Università di Chicago per ascoltare Salim Yaqub e chi scrive dibattere sul tema "Minacce regionali e internazionali per la pace in Medio Oriente". La sessione è stata caratterizzata dagli interventi di mezz'ora ciascuno dei due relatori e da una serie di domande e risposte. L'iniziativa è stata co-sponsorizzata dal Comitato Studentesco per il Medio Oriente (S.C.M.E.). Il dott. Yaqub, assistente di storia presso l'Università di Chicago, ha detto: “Il presente conflitto minaccia e coinvolge i popoli di tutto il mondo, a prescindere dalle nazionalità." L'articolo di Tara Kadioglu, apparso il 5 marzo su "Chicago Maroon", riferisce che "l'evento è stato co-sponsorizzato dagli Studenti Democratici dell'Università di Chicago, dal College degli Studenti Repubblicani, dall'Associazione degli Studenti Musulmani, dal Comitato Studentesco per l'Amministrazione Finanziaria, dalla Rockefeller Chapel, dagli Amici d'Israele di Chicago, dal Gruppo per il Dialogo Ebraico-Islamico, dalle Hasbara Fellowships e dal Centro Hillel Newberger."

A conclusione della sessione universitaria del Tour, il 4 marzo l'Università di California Santa Barbara ha ospitato presso la Hall dell'Embracadero di S. Barbara una prolusione dello scrivente, con intervento conclusivo di Nonie Darwish, giornalista di area neocon e presidente dell'associazione Arabs for Israel (Los Angeles, California). Alcuni studenti d'orientamento fondamentalista hanno tentato il boicottaggio dell'iniziativa e lanciato slogan, ma sono stati allontanati dalla sala dalla ferma reazione del corpo studentesco. Nel commentare l'accaduto sulle colonne di "Victorious America", la studiosa arabo-americana Darwish ha scritto: "Quei giovinastri che hanno protestato contro la dotta relazione [...] avrebbero invece avuto tanto da imparare dalle quelle prese di posizione contro il terrorismo [...]. Il mondo attende e spera di ascoltare la voce di un Islam umano e tollerante, ma certi estremisti non perdono mai l'occasione di smentirsi. E' comunque essenziale che i musulmani seguitino ad operare per la condanna del terrorismo e dell'odio."

Nel giorni dal 6 al 15 marzo il Tour è proseguito con la visita alle comunità del New Jersey, con gli incontri a New York e con la sosta di preghiera a Ground Zero. Diversi iniziative interreligiose hanno caratterizzato la fase conclusiva del Tour, come la visita al Touro College di New York City, gli incontri presso la Congregazione Beth Aaron di Teaneck e presso la Sinagoga sefardita di Engelwood ed il ricevimento offerto alla delegazione dell'I.C.C.I.I. da Morton KLein, presidente della Zionist Organization of America.

Dal 6 al 9 maggio il Global Ethics Resource Center delle Nazioni Unite ha invitato presso il Quartier Generale dell'Unesco di Parigi una rappresentanza della Cardozo Law School del Touro College, della Global Peace Initiative of Women, della World Conference of Religions for Peace, del World Council of Religious Leaders e dell'Istituto per i lavori preparatori della conferenza internazionale su "Ruolo di genitori e educatori nel tutelare la pace e l'etica globale", basata sul documento "Combattere e prevenire il terrorismo mediante l'educazione alla pace e all'etica globale", presentato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 21 maggio 2003 nell'ambito della Millennium World Peace Summit Ethics Initiative. Dirigenti Unesco come la dott.ssa Antonella Verdiani e Sergei Lazarev hanno concordato coi delegati Dena Merriam, Shoshana Bekermann e prof. Amir al-Islam circa la necessità di dar corso al progetto contenunto nel documento mediante la creazione di una Cattedra Unesco di Etica Globale. Co-firmato dall'I.C.C.I.I. e dalla altre organizzazioni che sostengono la necessità di definire l'istigazione al terrorismo come crimine contro l'umanitò secondo il diritto internazionale, il documento del 2003 si avvale dei contributi di personalità quali S.M. la Regina di Rania Al Abdullah di Giordania, il senatore di New York City Hillary Clinton, l'allora rabbino capo d'Israele Israel Meir Lau, Sua Grazia l'Arcivescovo di Canterbury e primate della Chiesa Anglicana rev. dott. Rowan Williams.

L'ultima decade di maggio ha visto moltiplicarsi a Roma le iniziative concernenti la danza spirituale: il 21 i Dervisci Sari Gul hanno animato presso il Teatro Greco lo spettacolo "Danza dei Pianeti", un tentativo di introdorre al pubblico occidentale il rituale del Sama' dell'Ordine Sufi Maulawi, aticolato nei tre momenti di ascolto, rimembranza e dnza rotante. Il giorno dopo presso l'Accademia Spazio Danza di Via del Monte della Farina si è tenuto un seminario di Bharata Natyam (danza indiana tradizionale) dal titolo "Introduzione all'arte dell'Abhinaya tramite l'analisi e l'insegnamento di un brano di Ibn Arabi" .

Nel pomeriggio e nella serata del 4 giugno il Consiglio Direttivo dell'A.M.d'I., la Direzione dell'I.C.C.I.I. e la Cancelleria per la lingua italiana dell'Ordine Salomonico dei Principi di Shekal hanno partecipato al Freedom Day, manifestazione pubblica in Piazza Navona per il sessantennale della Liberazione di Roma, coincidente con la visita in Italia del Presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Organizzata da Arturo Diaconale, Dimitri Buffa e dalla redazione del quotidano romano "L'opinione" assieme a Forza Italia Roma, a Radicali Italiani e al Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, l'iniziativa ha commemorato i militari alleati sacrificatisi per liberare l'Italia dalla tirannia nazi-fascista e ha visto la partecipazione di rappresentanti politici e istituzionali fra cui il vice-coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, l'europarlamentare Antonio Tajani, Gianni De Michelis, Chiara Moroni e Bobo Craxi del Nuovo Psi, Emma Bonino e Daniele Capezzone dei Radicali, Giorgio La Malfa del Partito Repubblicano Italiano, l'on. Gabriella Carlucci di Forza Italia e la presenza del sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver in rappresentanza del governo. Come si legge nella "Dichiarazione di adesione dei musulmani moderati", pubblicata il 27 maggio da "L'opinione" col titolo "Freedom Day: con gli Alleati per la libertà", l'intento con cui i musulmani moderati di Roma hanno voluto partecipare attivamente all'iniziativa è stato quello di ribadire il loro sostegno al progetto inteso a tutelare la democrazia nel mondo islamico. "Proprio in questi giorni - si legge nell'appello dell'A.M.d'I. - il terrorismo e alcuni indebiti abusi sono riusciti a indebolire la Coalizione alleata guidata dagli Stati Uniti per l'Iraq libero. I nemici interni ed esterni dell'America vogliono il fallimento del piano conservatore-compassionevole per l'espansione della democrazia al mondo islamico. L'Iraq libero è una sfida impegnativa: si vuole dimostrare che il pluralismo democratico può funzionare, e tutti i dittatori del mondo arabo hanno interesse a che un progetto del genere fallisca. Per questo abbiamo voluto mostrare all'America che non è isolata, e che i musulmani moderati d'Italia continuano ad essere al suo fianco, e al fianco di chi [...] opera per l'estensione della democrazia ai paesi islamici."


luglio-dicembre 2003 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno LI, nn. 3-4.

Nel periodo compreso fra l'8 e il 12 luglio 2003 il governo della Federazione di Malaysia ha convocato un'Assemblea Mondiale dei Sapienti Musulmani, svoltasi a Putrajaya sotto la presidenza dell'allora primo ministro malese dott. Mahathir Mohamad. Già in passato l'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (I.C.C.I.I.) aveva partecipato ad iniziative di interscambio con le istituzioni religiose e culturali della Federazione di Malaysia, e l'invito a partecipare all'Assemblea è stato accolto di buon grado. Giunti a Putrajaya, i delegati dell'I.C.C.I.I. hanno avuto modo di verificare come due soli anni di lavori fossero stati sufficienti ad edificare dal nulla la nuova capitale malese e a dotarla di strutture urbanistiche molto avanzate. Nello stesso tempo però, gli stessi delegati non hanno tardato a rendersi conto di come le istituzioni islamiche ufficiali della Malaysia, tradizionalmente orientate verso la moderazione e il dialogo, avessero invece subito una marcata svolta in senso integralista. Ha creato particolare sgomento la notizia che il prof. Syed Muhammad Naquib al-Attas, fondatore e direttore dell'International Institute of Islamic Though and Civilization (I.S.T.A.C.) di Kuala Lumpur, massimo esponente della teologia sunnita nel Sud Est Asiatico, era stato rimosso dall'incarico assieme ai suoi collaboratori più prestigiosi, e rimpiazzato da elementi di formazione wahhabita fortemente inclini all'estremismo. L'incontro con le altre delegazioni estere è poi stato fonte di ulteriori perplessità, in quanto la maggior parte di esse sono risultate composte da elementi di scarsa qualificazione accademica, e per lo più pervasi di pregiudizievoli sentimenti anti-occidentali. I teologi sunniti di rilievo sono infatti stati un'infima minoranza, mentre sono abbondati i propagandisti legati alla setta dei "fratelli musulmani". Durante i lavori dell'Assemblea, il fanatismo e l'oltranzismo hanno raggiunto limiti difficilmente prevedibili, e la relazione dello Shaykh Husam ad-Din Qaraqirah (presidente della Association of Islamic Charitable Projects e rettore dell'Università Islamica di Beirut), dedicata al tema «Rischi e pericoli dell'estremismo nel mondo islamico contemporaneo», ha di fatto rappresentato una delle poche voci in controtendenza. In particolare i delegati malesi non hanno perso occasione per ribadire la loro preconcetta ostilità nei confronti della politica estera dell'amministrazione Bush, e per condannare l'avvenuta liberazione dell'Iraq dal regime di Saddam Hussein. I delegati iracheni sono stati anzi costretti a prendere la parola per dissociarsi pubblicamente da quelle posizioni, e hanno inutilmente tentato di far comprendere ai rappresentanti malesi che il popolo iracheno considera invece l'intervento americano come una liberazione benedetta e come il pegno di un futuro migliore.

La svolta negli orientamenti prevalenti in seno al governo malese e alle istituzioni religiose che da esso dipendono è poi diventata evidente nel mese di ottobre successivo, quando lo stesso Marriott Hotel di Putrajaya, in cui si era svolta l'Assemblea Mondiale dei Sapienti Musulmani, ha ospitato un Summit dell'Organizzazione della Conferenza Islamica (O.C.I.), con la partecipazione di delegati di 57 governi dei paesi islamici. In quella occasione Mahathir Mohamad ha pronunciato un violento discorso di istigazione all'odio anti-ebraico, pervaso dai più triviali stereotipi del razzismo antisemita. Di fronte ad una situazione tanto incresciosa, il Consiglio direttivo dell'Associazione Musulmani Italiani (A.M.I.) e la Direzione dell'I.C.C.I.I. hanno ritenuto necessario diffondere una lettera aperta all'ex primo ministro malese, al fine di condannare in modo netto ed inequivocabile la sua deriva antisemita ed anti-occidentale.

Su invito di Ida Di Donato, responsabile della Scuola Egizia, il 27 e il 28 settembre 2003 l'I.C.C.I.I. ha tenuto presso il Centro per l'Agriturismo e l'Alimentazione Naturale di Nerola (Rieti) un workshop dedicato alla danza meditativo-rituale dei dervisci Mevlevi. L'evento è stato caratterizzato dalla partecipazione di cultori dell'arte coreutica provenienti da diverse città dell'Italia centrale e dalla presenza del poeta Enrico Pietrangeli, estimatore della poesia sufi in lingua persiana ed autore dell'ode «A Jalaluddin Rumi». Ad una relazione introduttiva sul ruolo della danza nella ritualità del Sufismo è seguito l'ascolto delle musiche rituali dell'Ordine sufi fondato da Maulana Jalaluddin Rumi. Dopo la lettura di brani tratti dai poemi di Rumi e di Ahmad Jami vi è stata un'esercitazione pratica che ha consentito ai partecipanti di apprendere i primi rudimenti della tecnica della danza ruotante, finalizzata al conseguimento dello stato di Amore d'Unione mediante la trance estatica. La traduzione dei testi di Rumi, curata dallo scrivente ed usata nel workshop, può essere consultata in rete all'indirizzo Web

http://amislam.com/poesia.htm.

Il 13 ottobre il vice-direttore del «Corriere della sera» Magdi Allam ha pubblicato un articolo dal titolo «"L'Occidente per noi è un nemico". Così gli estremisti ora si alleano». Vi si denuncia la formazione di un fronte comune tra integralisti cattolici e musulmani, gruppi di neofascisti e militanti dell'estrema sinistra no global, uniti dal comune odio anti-ebraico ed anti-americano. Nel corpo dell'articolo il giornalista ha parlato del ruolo del gruppo negazionista Al Awda Italia nell'istigare alla distruzione dello Stato d'Israele, della propaganda antisemita diffusa in italiano dal sito al-Jazirah.net e del ruolo di Moreno Pasquinelli, Miguel Martinez, Roberto Piccardo e Carlo Corbucci nel promuovere un gruppo filo-Saddam denominato «Campo antiimperialista», fra le cui iniziative figura una raccolta di fondi a favore del terrorismo iracheno. Il Consiglio Direttivo dell'A.M.I. si è immediatamente congratulato col giornalista musulmano che ha avuto il coraggio di denunciare simili inquietanti convergenze fra estremismi. «Nell'esprimere al vice-direttore del quotidiano di Via Solferino le nostre più sincere congratulazioni per il lavoro egregiamente svolto e per il rigore dell'esposizione - si legge nel comunicato dell'A.M.I. - ci fa piacere vedere pubblicamente denunciati noti e pericolosi estremisti, di alcuni dei quali si era già a suo tempo occupato l'amico Dimitri Buffa nei suoi articoli su "L'opinione", "Libero" e la "Padania"».

Il 19 ottobre il Consiglio Direttivo dell'A.M.I. ha invitato iscritti e simpatizzanti ad aderire all'appello «Una barriera a difesa della pace e della vita» lanciato dallo Stop Terrorism International Committee e dalla Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo (L.I.D.U.). Scopo dell'iniziativa è quella di sostenere la realizzazione da parte del governo israeliano di una barriera difensiva che impedisca ai terroristi suicidi di penetrare in Israele. «La barriera difensiva - si legge nell'appello - non isola i palestinesi, ma protegge la popolazione civile. Il suo tracciato influisce solo in minima parte sui territori della Cisgiordania, e sono state predisposte misure economiche per indennizzare i palestinesi eventualmente danneggiati dalla sua costruzione. Si tratta infine di una misura temporanea a fronte di un pericolo reale e immediato: quando cesserà la minaccia del terrorismo la barriera difensiva non avrà più ragion d'essere». All'iniziativa ha aderito il p. Marcello Di Tora, responsabile del Centro di Studi per il Dialogo con l'Isiam dei padri Domenicani.

L'orribile attentato terroristico di Nasiriyyah, costato la vita ai Carabinieri e ai militari italiani impegnati in una missione tesa a ristabilire la pace e la democrazia in Iraq, ha fatto sorgere in tutti gli Italiani spontanei sentimenti di solidarietà con l'Arma dei Carabinieri e con le Forze Armate. Il 13 novembre il Consiglio Direttivo dell'A.M.I. ha porto le più «vive condoglianze ai familiari delle vittime, al Governo italiano, al Ministero della Difesa e al Comando Generale della Benemerita. Possa Iddio concedere a noi tutti il dono della pazienza nelle avversità - aggiunge il comunicato - e renderci degni dell'esempio di quegli eroi che sono stati proditoriamente assassinati mentre svolgevano un'esemplare missione umanitaria a favore dei deboli e dei sofferenti». Lo stesso comunicato sollecita poi un doveroso intervento nei confronti di quelle organizzazioni che hanno compiuto opera di fiancheggiamento del terrorismo. «Sino al giorno prima dell'attentato - continua il documento - sotto il nome di "Campo antiimperialista" era attiva in Italia un'aberrante alleanza filo-terrorista formata da noti militanti dell'estrema destra razzista e antisemita, da altrettanto noti esponenti dei centri sociali e dell'area no global, e dai leader dei "fratelli musulmani" che agiscono in Italia con la denominazione di "Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia" (U.C.O.I.I.). Questa coalizione fra opposti estremismi aveva addirittura attivato un numero verde grazie al quale era possibile finanziare dall'Italia il terrorismo iracheno, e per il 6 dicembre aveva programmato di tenere a Roma una manifestazione anti-americana ed anti-israeliana, nonché di aperto sostegno a quelle bande terroristiche che hanno versato sangue italiano. Il minimo che possiamo chiedere come gesto di solidarietà nei confronti dei familiari delle vittime è che quella vergognosa manifestazione filo-terrorista venga immediatamente vietata dalle autorità competenti. Siamo però lungi dal ritenere che una decisione di questo genere sia sufficiente. I militari italiani erano in Iraq per una missione umanitaria che ha consentito di fornire assistenza medica ad oltre 30.000 civili iracheni, ed i terroristi li hanno deliberatamente colpiti con un atto di guerra. Ciò significa che il terrorismo integralista ha unilateralmente aperto le ostilità contro l'Italia, ed è urgente che il Governo italiano prenda atto di questa circostanza e ne valuti le necessarie conseguenze. Nessuno Stato può affrontare e vincere una guerra avendo al suo interno elementi che fanno propaganda per il nemico e che addirittura raccolgono fondi a suo favore. Chiediamo pertanto che si prendano i provvedimenti necessari a che le organizzazioni che hanno messo in atto palesi iniziative di fiancheggiamento del terrorismo iracheno, cioè l'U.C.O.I.I., il cosiddetto «Campo antiimperialista» ed il gruppo antisemita «Al-Awda Italia» vengano dichiarate fuorilegge e sciolte. Chiediamo inoltre che i loro responsabili vengano perseguiti penalmente per il loro concorso nella strage dei militari italiani».


gennaio-giugno 2003 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno LI, nn. 1-2.

In una intervista al quotidiano «la Repubblica» del 21 gennaio 2003 il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha lanciato la proposta di un «patto con l'Islam moderato», finalizzato al contenimento dell'estremismo pseudo-religioso e allo sviluppo di una Comunità islamica italiana in armonia col resto della società ed in dialogo con le Istituzioni. Si è trattato della prima volta in cui un esponente del governo ha apertamente manifestato l'intento di favorire la nascita di un «Islam italiano compatibile con le nostre leggi e i nostri valori». Secondo le dichiarazioni di Pisanu, lo scopo della proposta è quello di «andare incontro ai moderati e fronteggiare gli estremisti con tutta la fermezza necessaria». Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Musulmani Italiani (A.M.I.) ha subito manifestato il suo apprezzamento per la proposta e, in una intervista rilasciata alla giornalista Stella Prudente dell'agenzia Ap. Biscom, ha ribadito che «Il ministro ha giustamente ricordato che non esiste un Islam monolitico, e che siamo in una fase di transizione, cioè in quella fase in cui si decide quale sarà il volto dell'Islam che prevarrà in Italia». Sostegno all'iniziativa è stato altresì espresso da altri gruppi islamici, quali i wahhabiti moderati della sezione italiana della Lega Mondiale Musulmana (L.M.M.) ed i guénoniani della Comunità Religiosa Islamica (Co.Re.Is.). I membri della setta dei "fratelli musulmani" riuniti sotto la denominazione di Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (U.C.O.I.I.) hanno invece immediatamente assunto una posizione nettamente contraria, e parlato di «indebite ingerenze del governo nella vita della Comunità musulmana».

Su invito della Yale College Students for Democracy e della Chai Society of Yale University, nel periodo dal 3 all'11 marzo ha avuto luogo un tour di studio dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (I.C.C.I.I.) negli Stati Uniti. Il 4 marzo chi scrive ha tenuto presso l'Università di Yale, New Haven, Connecticut, una lezione sul tema «Islam e democrazia: teoria politica nel Corano e nella tradizione islamica». Il giorno successivo, in coincidenza con la notizia di un nuovo attentato terroristico in Israele, i partecipanti al tour hanno raggiunto New York, dove hanno preso parte ad una manifestazione di protesta davanti alla legazione dell'Autorità Palestinese presso le Nazioni Unite, organizzata dall'associazione Coalition for Jewish Concerns-Amcha e guidata dal rabbino Avi Weiss. Dell'iniziativa si è occupato il quotidiano «L'opinione», con un articolo di Dimitri Buffa intitolato «Ebrei ortodossi e imam moderati pregano insieme»

http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2003/Mar_03-09/08-03-03_buffa(l).htm.

L'8 marzo il tour è proseguito con un incontro-dibattito sul tema «Islam sunnita e fondamentalismo contemporaneo», svoltosi presso il consiglio municipale della città di Ramapo, New Jersey, alla presenza del supervisore Christopher P. St Lawrence. L'11 marzo il programma si è concluso con una sosta di preghiera a Ground Zero e con un incontro con gli studenti della High School di Teaneck, New Jersey.

Il 23 maggio il ministro Pisanu ha fornito ulteriori elementi circa la sua proposta di «patto con l'Islam moderato», chiarendo la sua intenzione di procedere alla costituzione di una Consulta dei musulmani d'Italia, un organo consultivo del Viminale che, pur non avendo la qualifica di una rappresentanza ufficiale della confessione islamica nei confronti dello Stato, possa comunque trasmettere al governo le istanze dei musulmani italiani, e collaborare attivamente all'opera di monitoraggio degli estremisti e di identificazione dei fiancheggiatori ideologici del terrorismo. «Voglio andare incontro ai moderati e fronteggiare gli estremisti con tutta la fermezza necessaria», ha detto Pisanu al giornalista di «Repubblica» Magdi Allam. «Le moschee devono chiudere le porte alla propaganda politica e, come talvolta è accaduto, al fiancheggiamento del terrorismo». L'esclusione della Consulta dell'U.C.O.I.I. - classificata anzi fra le organizzazioni «sensibili» e «monitorabili» - ha destato le ire del suo segretario, Roberto Hamza Piccardo, che è giunto ad accusare il governo di «infamia», e il ministro Pisanu di voler creare «l'Islam di Stato».

Il 27 maggio il poeta Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie «Di amore, di morte», si è recato in visita presso la sede dell'I.C.C.I.I. ed ha fatto dono alla biblioteca dell'Istituto delle sue recenti pubblicazioni cartacee ed elettroniche. Conoscitore ed estimatore della poesia sufi in lingua persiana, in occasione della visita Pietrangeli ha letto per la prima volta in pubblico la sua recente composizione «A ]alaluddin Rumi», dedicata al fondatore dell'Ordine dei Dervisci ruotanti (Tariqah Mawlawiyyah).

Il 30 maggio si è svolto presso la scuola di danza «Spazio Danza» un workshop dedicato al whirling, la tecnica di danza meditativa proprio all'Ordine Sufi fondato da Maulana Jalaluddin Rumi. Le allieve dei corsi di danza hanno dapprima ricevuto alcuni insegnamenti teorici relativi alla rotazione rituale come tecnica in grado di indurre una trance estatica che porti all'Unione d'amore col Divino, quindi hanno ascoltato la lettura di alcuni brani dei poemi di Rumi relativi alla danza rituale (sama') ed al simbolismo del flauto, ed infine hanno appreso ed iniziato a praticare la tecnica della danza ruotante. L'iniziativa ha avuto un successo superiore alle aspettative, tanto che, per l'anno accademico 2003-2004, I.C.C.I.I. ha deciso di organizzare un corso di danza sufi di durata annuale, da tenersi nella sede dell'Associazione Culturale per l'Arte Coreutica (L'ARCO), sita in piazza Dante 16.

Venerdì 6 giugno, presso la moschea di Monte Antenne, l'imam di recente nomina Abel Samie Mahmoud Ibrahim Moussa ha tenuto una delirante omelia (khutbah) dai toni intolleranti e fanatici, durante la quale si è abbandonato all'aperta apologia del terrorismo suicida ed alla predicazione dell'odio antiebraico. La vicenda ha causato dapprima le proteste dei fedeli presenti in moschea, e quindi lo sdegno dell'opinione pubblica, portata a conoscenza dell'evento da un articolo di Magdi Allam pubblicato su «Repubblica» il giorno successivo. Di fronte alla gravità della situazione, l'8 giugno il Consiglio Direttivo dell'A.M.I. si è riunito in seduta straordinaria e, su proposta del vice presidente Massimo Pizza, ha approvato un documento nel quale si è chiesto alla L.M.M. di procedere all'immediata destituzione dell'imam filo-terrorista, ed al ministro dell'Interno di valutare se esistessero le condizioni per un provvedimento di espulsione dall'Italia. «A simili fautori del terrorismo - si legge nel documento - non può e non deve essere consentito di fungere da predicatori in un luogo di culto gestito in territorio italiano da un ente morale come il Centro Islamico Culturale d'Italia (C.I.C.d'I.)». La richiesta di destituzione dall'incarico di Abdel Samie Mahmoud Ibrahim Moussa è stata fatta propria anche dal presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, prof. Amos Luzzatto, e dal Centro Simon Wiesenthal di Los Angeles. L'U.C.O.I.I. ha invece preso le difese dell'imam, ed addirittura accusato il giornalista Allam di «aver ordito una provocazione». In data 13 giugno, il Consiglio d'Amministrazione del C.I.C.d'I., ha preso atto di quanto accaduto, e tempestivamente destituito Abdel Samie Mahmoud Ibrahim Moussa dall'incarico. Il Consiglio Direttivo dell'A.M.I. si è complimentato per la solerzia della decisione, e ribadito che essa rappresenta una vittoria dei musulmani moderati contro le posizioni estremiste proprie della setta dei «fratelli musulmani».

Il 18 giugno, presso la Sala del Carroccio si è svolto in Campidoglio un convegno di studio sul tema «L'Europa e il Nuovo Ordine Mondiale», organizzato dall'Associazione Nazionale Sociologi (A.N.S.) in collaborazione col Comune di Roma, con la Cooperativa sociale "Maggio '82", con la Coop Toscana-Lazio e con l'I.C.C.I.I. I lavori sono iniziati con la prolusione del prof. Paolo De Nardis, già preside della Facoltà di Sociologia dell'Università "La Sapienza", e sono proseguiti con gli interventi del parlamentare europeo on. Claudio Martelli, del consigliere comunale dott. Maurizio Bartolucci, del docente di Diritto Pubblico e Diritto dell'Unione Europea prof. Mario Patrono, del direttore del Centro Sudi di Biologia Sociale prof. Carmelo R. Viola e del direttore generale di " Legautonomie " dott. Loreto Del Cimmuto. Chi scrive ha presentato una relazione sul tema «Europa e mondo islamico: la sfida della democrazia globale». La sessione successiva è stata invece caratterizzata da una tavola rotonda sul tema «L'Europa della solidarietà e dell'integrazione», cui hanno preso parte i sociologi e dirigenti dell'A.N.S. dott.ssa Anna Maria Coramusi, dott. Mario D. De Luca, dott. Rosario Grasso, dott. Giuseppe Pace e prof. Andrea Rocca. Al termine dei lavori ha avuto luogo l'assemblea annuale dell'A.N.S., seguita da un rinfresco offerto dalla Coop.

Il 19 giugno il Bhaktivedanta Institute di Roma, l'Associazione Culturale Tyche e l'I.C.CI.I. hanno organizzato presso la Biblioteca del Center for Interreligious Studies di corso Vittorio Emanuele II la prima di una serie di conferenze interreligiose sul tema «Il significato della pace nell'epoca contemporanea». I rappresentanti dell'Induismo vaishnava del Sikh Dharma e dell'Isiam - cioè, rispettivamente, lo Swami Bhaktiswarupa Damodhar, il Guru Shabad Singh Khalsa e chi scrive - hanno preso la parola al fine di ribadire il loro impegno a favore della pace fondata sulla dignità spirituale dell'essere umano, nozione ben diversa dal semplice pacifismo - spesso a senso unico - che caratterizza lo scenario politico attuale. «L'attitudine al dialogo interreligioso - si legge nel documento sottoscritto dagli esponenti delle tre principali religioni dell'India al termine dei lavori - si forma dall'interno di ciascuna delle tradizioni religiose, ma matura solo nel confronto genuino ed amichevole, e nella conoscenza reciproca. [...] Noi ci rivolgiamo a Roma nella sua veste di Capitale dell'accoglienza verso le differenti tradizioni religiose, che con la loro spiritualità la loro saggezza contribuiscono alla ricerca di una pace duratura ed universale». 


luglio-dicembre 2002 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno L, nn. 3-4.

Dalle pagine del "Corriere della sera" l'8 luglio 2002 il direttore Paolo Mieli ha sviluppato alcune considerazioni sul modo in cui i benefici del recente disegno di legge sulla libertà religiosa potrebbero estendersi anche ai musulmani

 http://ricerca.corriere.it/solferino/mieli/02-07-08/01.spm.

Nel commentare una lettera aperta dello scrivente, pubblicata nella rubrica "Lettera al Corriere", Mieli ha riflettuto sull'implicito rischio che la nuova normativa possa estendere l'accesso ai fondi statali dell'8 per mille sulle imposte anche ad organizzazioni di impronta fondamentalista, come la sezione italiana della Rabitah wahhabita, o l'associazione militante denominata "Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia", filiale italiana dei "fratelli musulmani". Il dibattito su su questo argomento è stato ampliato in una successiva intervista di Sara Gandolfi, apparsa sul n. 29 di "Sette, settimanale del Corriere della sera", dal titolo "Polemiche: l'IRPEF e i fedeli di Allah" 

http://amislam.com/corriere.htm,

ed in due successivi articoli, l'uno del 23 luglio su "La Padania"

http://www.lapadania.com/2002/luglio/23/23072002p06a2.htm,

e l'altro del 3 ottobre su "L'Eco di Bergamo"

http://www.ecodibergamo.it/ecowebquotidiano/transfer.asp?string=/EcoWebQuotidiano/input/2002/10/03/8_a.shtml.

In occasione del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, svoltosi presso l'Hotel Ergife dal 5 al 7 settembre e dall'11 al 13 ottobre, il presidente del Partito Radicale Transnazionale Marco Pannella e il segretario di Radicali Italiani Daniele Capezzone hanno invitato il Consiglio Direttivo dell'Associazione Musulmani Italiani (A.M.I.) a partecipare ai lavori e a rendere pubblica testimonianza dell'impegno della Comunità islamica italiana a favore della restaurazione della legalità in Somalia. A far conoscere le posizioni dell'Alleanza Somala per la Repubblica (A.S.R.), fondata in seno all'A.M.I. e partecipe dell'iniziativa radicale, ha ulteriormente contribuito un articolo apparso su "La Padania"

http://www.lapadania.com/2002/settembre/22/22092002p11a1.htm,

e successivamente riprodotto nel webmagazine giovanile europeo "CaféBabel"

 http://www.cafebabel.com/htmlit/article.asp?T=A&Id=227.

Grazie alla tecnologia RealVideo, gli interventi al Comitato nazionale radicale del presidente dell'A.M.I. Qadi Ali Hussen al-Badawi as-Siddiqi, del vice-segretario Ismail Castelli e di chi scrive possono essere visionati online dalla pagina web

 http://amislam.com/radicali4.htm.

L'incontro fra le guide religiose dei musulmani italiani e i dirigenti radicali ha inoltre fatto nascere l'idea di celebrare il primo anniversario dell'attacco contro le Torri Gemelle del World Trade Center di New York e contro il Pentagono con una manifestazione di solidarietà con le vittime americane del terrorismo di al-Qa'idah e con quelle israeliane del terrorismo dell'O.L.P. e di Hamas. Come sede ideale per il raduno è stata subito identificata la Moschea di Monte Antenne. Dalle colonne del "Corriere della Sera", Paolo Mieli ha subito espresso il suo plauso per l'iniziativa, e in data 9 settembre ha risposto alla lettera di un lettore scrivendo: "Fossi in lei, [...] l'11 settembre andrei a cercare risposte e sollievo spirituale a Roma, dove il segretario dell'Associazione musulmani italiani, Shaykh Abdul Hadi Palazzi leader di una minoranza da anni impegnata nella lotta contro il fondamentalismo wahhabita, manifesterà davanti alla Moschea 'in nome di quella democrazia e di quella libertà che i Paesi arabi, oppressi dai loro regimi, non hanno' (sono parole degli organizzatori radicali di questa importante iniziativa). Lì avrà modo di capire meglio cos'è che in quest'anno non è andato per il verso giusto. E cosa si può fare adesso."

http://www.corriere.it/solferino/main_mieli.shtml.

La manifestazione di solidarietà con le vittime del terrorismo è stata pubblicizzata con un'inserzione sul quotidiano "Il Foglio"

http://www.radicali.it/pdf/foglio_20020911.pdf

e l'11 settembre ha visto accorrere davanti alla Moschea di Roma centinaia di musulmani e non-musulmani, alcuni dei quali hanno sventolato le bandiere americane, israeliane ed islamiche, e reso il panorama di Monte Antenne ancor più suggestivo e multicolore. La linea programmatica dell'iniziativa è stata riassunta in tre obiettivi: "Far conoscere la libertà e la democrazia a chi è costretto ad ignorarle; sradicare i regimi dittatoriali che opprimono milioni di donne e di uomini; sconfiggere il razzismo anti-arabo e anti-islamico" 

http://amislam.com/radicali2.htm.

"Essere oggi davanti alla Moschea di Roma assieme agli amici dell'Associazione Musulmani Italiani - ha detto Daniele Capezzone - significa battere quella cultura e quella politica europee ed occidentali, animate da un profondo razzismo anti-arabo e anti-islamico, che sostengono e promuovono da decenni dittature efferate, privando milioni di donne e di uomini di ciò di cui avrebbero più bisogno, e che nulla simboleggia più e meglio delle bandiere americane: libertà e democrazia". L'intero audiovideo della manifestazione può essere visto via Web dalla pagina

http://amislam.com/radicali1.htm.

All'iniziativa è stato dedicato ampio spazio dai quotidiani "Libero"

http://amislam.com/moschea.htm,

"L'opinione"

http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/02-09_08-09/06-09-02_buffa.htm,
http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/09-09_15-09/11-09-02_buffa.htm,
http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/09-09_15-09/11-09-02_palazzi.htm,

"La Padania"

http://www.lapadania.com/2002/settembre/10/10092002p12a1.htm

e "Il Giornale di Sicilia"

http://www.radicali.it/organi/usr_news.asp?n=239.

In concomitanza con la Conferenza di Pace per la Somalia, svoltasi a Nairobi, a partire dal 28 ottobre, il Consiglio Direttivo dell'A.M.I. ha dedicato la giornata iniziale della sua sessione plenaria all'esame della situazione della nostra ex-colonia, ed ha accolto una delegazione dell'A.S.R. formata dagli ispettori delle Nazioni Unite per il Corno d'Africa, Massimo Pizza e Antonio d'Andrea, dal presidente dell'Associazione non-profit C.U.O.R.E. Enrico Fortuna e dal giornalista Dimitri Buffa. Il Qadi Ali Hussen, presidente dell'A.M.I., ha aperto i lavori con una relazione nella quale ha rinnovato la richiesta di preghiere a favore dei Musulmani sunniti della Somalia, e ribadito di nutrire scarse speranza nell'esito di una Conferenza di pace che si è a tutti i costi voluta tenere in Kenya, e non nella sede naturale di Roma. Questo stesso punto di vista è stato condiviso da Pizza e d'Andrea, che hanno auspicato che la nomina dell'on Franco Frattini a ministro degli Esteri possa finalmente porre rimedio ai limiti sin qui dimostrati dall'intervento italiano. Al termine della riunione, nella sua qualità di Principe Reggente e Gran Maestro del Supremo Ordine Salomonico dei Principi di Shekal, il presidente dell'A.M.I. Ali Hussen ha conferito a Dimitri Buffa "il grado di Cavaliere d'Onore dei Principi Salomonici di Shekal, con diritto a fregiarsi dello Scudo, della Fascia e del Berretto del Shekal di Primo Grado", con la motivazione "in considerazione delle pubbliche benemerenze nella professione di giornalista e nella difesa della libertà di stampa e d'informazione in Italia, per l'impegno a difesa delle libertà civili in senso liberale, liberista, garantista e libertario, contro i fautori di integralismo, confessionalismo o stato etico, per la dedizione all'informazione corretta, alla disintossicazione dagli estremisti, allo sradicamento del pregiudizio, per il profondo spirito di abnegazione, competenza ed umanità affinchè gli uomini cooperino al bene senza distinzione di razze e religioni, in campo sociale, nazionale ed internazionale". La consegna dei distintivi dell'Ordine nobiliare somalo e dello scudo con il Sigillo di Salomone, la Croce Copta e il Crescente con la Stella - emblemi concessi ai principi Shekal dal Sultano al-Mudharraf nel 1521 - è avvenuta il 15 dicembre, durante una serata di gala presso il ristorante romano "Le Due Fontanelle". Il 29 ottobre le posizioni espresse dall'A.M.I. e dall'A.S.R. nel corso della riunione congiunta sono state ribadite nell'articolo "Verso il fallimento l'ennesima conferenza di pace sulla Somalia", pubblicato su "La Padania"

http://www.lapadania.com/2002/ottobre/31/31102002p12a4.htm.

Il 25 ottobre alcune gruppi islamici del Nord d'Italia hanno tradotto in italiano e messo in circolazione un comunicato firmato da un sedicente "Consiglio Europeo di Fatwa" (in realtà un circolo formato da alcuni militanti della setta dei "fratelli musulmani") nel quale - contrariamente a quanto concordemente sancito dalle quattro scuole sunnite di giurisprudenza islamica (fiqh) - si pretende di attenersi al criterio del calcolo astronomico (e non a quello tradizionale dell'avvistamento della luna nuova) per stabilire l'inizio del mese di Ramadan, e si giunge addirittura a proclamare con una decina di giorni d'anticipo che "il primo giorno di Ramadan, per questo anno, sarà il mercoledì 6 novembre 2002". Se la previsione è poi incidentalmente risultata esatta, ciò non toglie che la pretesa di poter stabilire l'inizio del mese del digiuno prima dello spirare del ventinovesimo giorno del mese di Sha`ban sia in flagrante contrasto con i precetti dell'Islam. Al fine di chiarire quale sia a riguardo il punto di vista della giurisprudenza sunnita, in data 4 novembre il Majlis al-'`Ulema' (Consiglio dei sapienti) dell'A.M.I. ha redatto e diffuso un documento intitolato "La Fatwa scafeita sull'inizio e la fine del mese di Ramadan". Vi si legge: "Il criterio dell'obbedienza al precetto dipende dall'avvistamento ad occhio nudo della luna nuova di Ramadan [...] dopo il tramonto del ventinovesimo giorno del mese di Sha`ban. Se l'avvistamento ha luogo, questo è il segno dell'inizio del mese di Ramadan, mentre in caso contrario si calcola che il mese di Sha`ban sia formato nell'anno in corso da trenta giorni. Si procede poi in egual maniera per l'avvistamento relativo alla fine del mese di Ramadan e alla festa del `Id al-Fitr. La procedura seguente è stata osservata in modo ininterrotto e in ogni parte del mondo, dal tempo dell'Inviato di Allah, sall-Allahu `alayhi wa sallam, sino ai giorni nostri, dietro la supervisione dei Sapienti della Gente della Sunnah e del Consenso [...]. Nell'epoca contemporanea stanno invece emergendo alcune sette estremiste non-sunnite, smaniose di introdurre alterazioni molteplici (ed alcune invero spaventevoli) nella religione di Allah. Costoro [...] pretendono di rigettare il debito criterio dei testimoni autorevoli dell'avvistamento, per introdurre invece il metodo illegittimo (ghayru shar`i) del calcolo astronomico, giungendo persino a pretendere di poter identificare in anticipo l'inizio e la fine del mese benedetto di Ramadan [...]. Il Majlis al- `Ulema' dell'Associazione Musulmani Italiani è costretto a pronunciarsi, [...] affinché se Allah vuole i nostri fratelli non competenti in materia di fiqh evitino di errare nell'osservanza del digiuno in base a quanto preteso da sedicenti "Consigli di Fatwa" non-sunniti ed ereticali".

Nel periodo dal 5 al 9 novembre il prof. Mario Scaramella, segretario generale dell'Environmental Crime Prevention Program (E.C.C.P.) ha invitato una delegazione dell'A.M.I. e dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (I.C.C.I.I.) formata dal presidente Ali Hussen, dal responsabile del dipartimento per l'Asia Farid Naimi Khan e dallo scrivente a partecipare al simposio internazionale su "Tecnologie spaziali e sicurezza dell'ambiente", organizzato dalla Sezione Affari scientifici della NATO e dall'E.C.C.P. presso il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (C.I.R.A.) di Capua

http://www.cira.it.

I lavori sono iniziati nel pomeriggio del 5 novembre con il ricevimento delle delegazioni internazionali presso la Questura di Napoli, e sono proseguiti con la cena di gala offerta dall'Agenzia Spaziale Italiana con la partecipazione del sindaco di Capua dott. Sandro Pasca. Il 6 novembre la sessione plenaria d'apertura dei lavori del simposio è stata presieduta dal prof. Sergio Vetralla, presidente del C.I.R.A., e caratterizzata dagli interventi di Sachiko Kuwabara Yamamoto, segretario esecutivo della Convenzione di Basilea delle Nazioni Unite, del prof. Vladimir Degtyar, direttore del "Makeev Design Bureau" della Federazione Russa, di Michael J. Penders, consigliere della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato USA per la sicurezza ambientale e l'innovazione tecnologica, e del dott. Brian Routledge, vice-direttore del Centro Satellitare dell'Unione Europea di Madrid. Nella serata i partecipanti si sono trasferiti a Caserta per una visita al Palazzo Reale e al Belvedere di San Leucio. Nel pomeriggio del 7 novembre i dirigenti dell'A.M.I. e dell'I.C.C.I.I. hanno coordinato la sessione dei lavori dedicata al tema "Rapporti interreligiosi nei paesi in via di sviluppo e rischi di interventi fontamentalisti nelle aree sensibili". Ampio spazio è stato concesso al tema dello stato di allerta connesso agli investimenti che gruppi del fondamentalismo militante presenti in Italia stanno realizzando nel settore delle acque potabili, argomento di cui nei giorni precedenti si sono occupati i quotidiani "Libero"

http://amislam.com/ucoii.htm,

"L'opinione"

http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/28-10_03-11/29-10-02_buffa.htm

e "La Padania"

http://www.lapadania.com/2002/ottobre/29/29102002p06a1.htm.

La mattinata dell'8 dicembre è stata dedicata alla visita della galleria al plasma "Scirocco" per la sperimentazione degli scudi termici dei veicoli aerospaziali, mentre nel pomeriggio le tematiche affrontate nelle differenti sessioni sono state sottoposte all'attenzione della commissione giuridica del simposio, comprendente il dott. Amedeo Castiglione, giudice della Corte di Cassazione, il dott. Lorenzo Matassa, sostituto procuratore della Repubblica di Palermo, il dott. Arcibaldo Miller, ispettore generale del Ministero di Grazia e Giustizia, il dott. Alessandro Jazzetti, presidente del Tribunale del Riesame di Napoli, il dott. Antonio Rastrelli, membro del Consiglio di Stato, il dott. Alfredo Ormanni, sostituto procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, e il dott. Nicola Maria Pace, sostituto procuratore della Repubblica di Trieste. Il 9 novembre la sede dei lavori è stata trasferita a Gaeta, presso il Comando della Guardia di Finanza. Dopo aver ricevuto il benvenuto del col. Mario Farnesi, le delegazioni hanno passato in rassegna le truppe presso la Caserma Cavour, e sono state accolte presso il Circolo Ufficiali dai proff. John Siambis e Lee Lundsford, rispettivamente direttori delle divisioni missilistica e trasporto aereo della società statunitense Lockheed & Martin.

In occasione della festa della Rottura del Digiuno (`Id al-Fitr), il 22 novembre mons. Michael L. Fitzgerald, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (P.C.D.I.), ha inviato alla Direzione dell'I.C.C.I.I. un messaggio augurale in nome della Chiesa cattolica intitolato "Cristiani e musulmani sulle vie della pace". Vi si legge "Le cause dei conflitti hanno spesso origine nel cuore degli uomini che si rifiutano di aprirsi a Dio. Un tale cuore è abitato dall'egoismo, dal desiderio smodato del potere, del dominio e della ricchezza, e tutto ciò a detrimento dell'altro e senza alcuna attenzione al grido dell'affamato e dell'assetato di giustizia e di solidarietà Se noi conosciamo bene le cause profonde delle guerre, dobbiamo cercare di esplorare soprattutto le vie della pace." L'Istituto ha fatto proprio questo appello alla ricerca della pace come dono supremo di Dio, e il 6 dicembre ha risposto porgendo al P.C.D.I. ed ad altre associazioni cattoliche e laiche i migliori auguri per le imminenti festività natalizie e per il nuovo anno 2003.


gennaio-giugno 2002 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno L, nn. 1-2.

Sin dall'epoca dall'epoca coloniale la comunità degli Italiani di origine somala ha avuto un ruolo determinante nella formazione dell'identità islamica in Italia. E' infatti a giuristi somali di scuola sciafeita con cittadinanza italiana che infatti si deve la costituzione dell'Associazione Musulmana del Littorio (1937), prima organizzazione islamica italiana dell'epoca moderna, mentre è ai loro diretti discendenti - specie a quelli addestrati come ufficiali nelle accademie italiane al tempo dell'amministrazione fiduciaria - che risale la fondazione dell'Associazione Musulmani Italiani (A.M.I., 1982). Il ruolo di questi ufficiali, eredi di una tradizione che risale alla confraternita sufi Qadiriyyah, ha fatto sì che l'A.M.I. si ispirasse da sempre a posizione di moderazione ed integrazione nell'ambito della società italiana, e ciò ha costituito un valido antidoto al proliferare del fondamentalismo della setta dei "fratelli musulmani", diffusosi anche in Italia in seguito all'immigrazione di massa dal medio Oriente e dal Nord Africa

http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/28-01_03-02/29-01-02_buffa2.htm.

Questi saldi legami che connettono la comunità islamica italiana al paese da cui provengono le sue originarie guide spirituali sono stati oggetto della predica del venerdì tenuta il 4 gennaio dallo Shaykh Ali Hussen, presidente dell'A.M.I. ed ex incaricato d'affari somalo presso la S. Sede. Al termine della preghiera congregazionale, il Consiglio direttivo dell'A.M.I, riunitosi presso la sede di Via del Casale Giuliani, ha deciso di prendere ad esempio da quanto avvenuto in Afghanistan con la costituzione dell'Alleanza del Nord, e ha proceduto alla creazione dell'Alleanza Somala per l'Unità Nazionale (A.S.U.N.), cui hanno da subito aderito lo Shaykh Hussen (con funzione di coordinatore nazionale) e i due Vice Presidenti dell'A.M.I ed ispettori delle Nazioni Unite Massimo Pizza e Antonio d'Andrea.

Nella settimana dall'8 al 15 febbraio, sotto l'egida dell'A.M.I. e dell'A.S.U.N., si è svolta presso l'hotel Parco dei Principi la Preconferenza di Pace per la Somalia, posta sotto la presidenza dell'ex-ministro degli esteri Emilio Colombo. Per la prima volta dopo molti anni, grazie all'autorevolezza ed al prestigio dello Shaykh Hussen, rappresentanti di tutte le principali fazioni somale si sono riunite a Roma. Un valido contributo all'informazione su questa iniziativa a favore della pacificazione della nostra ex-colonia è venuto dall'operato dei giornalisti Dimitri Buffa sui quotidiani "L'opinione" e "Libero" e Fabio Di Chio su "Il Tempo", nonché dal quotidiano "La Padania"

http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/14-01_20-01/17-01-02_buffa.htm,
http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/21-01_27-01/23-01-02_buffa2.htm,
http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/04-02_10-02/05-02-02_buffa2.htm,
http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/01-04_07-04/03-04-02_buffa.htm,
http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2002/06-05_12-05/09-05-02_buffa2.htm,
http://www.lapadania.com/2002/gennaio/24/24012002p11a4.htm.

Il 13 e il 14 marzo L'A.M.I. e l'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (I.C.C.I.I.) hanno partecipato ad una conferenza internazionale sul tema "Preghiera e liturgia: impariamo dall'altro Giudaismo-Cattolicesimo-Islam Etica, storia e quotidianità delle tre religioni monoteiste", organizzato dal Center for Christian-Jewish Understanding dell'Università del Sacro Cuore di Fairfield (Connecticut) in collaborazione con il Centro Dionysia per le Arti e le Culture. Il giorno 13 hanno preso la parola i rappresentanti delle tre religioni abrahamitiche, Rav Reuben Kimelman, dell'Università di Waltham (Massachussetts), per l'Ebraismo, il card. arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini per il Cristianesimo e lo scrivente per l'Islam. Nella giornata succcessiva i partecipatanti hanno sottoposto a dibattito il contenuto delle tre relazioni, e il confronto che ne è derivato ha consentito di evidenziare tanto le simiglianze quanto le differenze che esistono fra le tre fedi che vedono in Abrahamo il loro comune progenitore. Il vaticanista Sandro Magister ha dedicato all'iniziativa due articoli su "L'Espressoonline"

http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,32181,00.html,
http://www.espressonline.kataweb.it/ESW_articolo/0,2393,31808,00.html.

Nel periodo dal 24 aprile al 4 maggio ha avuto luogo il tour di studi dell'I.C.C.I.I. in Canada - già programmato per il settembre dello scorso anno, e cancellato in seguito alla paralisi del traffico aereo conseguente agli attacchi contro le Torri Gemelle del World Trade Center e il Pentagono. La visita è iniziata con un confronto con la giornalista Janice Arnold, cui sono state esposte le ragioni per cui l'intifadah mediorientale è contraria ai principi dell'Islam

http://www.cjnews.com/front2.asp.

Il primo degli incontri di dialogo si è svolto il 25 aprile a Montreal, presso la Congregazione Beth Israel Beth Aaron, quindi il programma è proseguito con la trasferta a Toronto, dove il giorno 27 ha avuto un luogo un incontro ospitato dalla Beth Tzedec Congregation. Sempre a Toronto il 29 vi è stata una tavola rotonda presso la Timothy Eaton Memorial Church, cui hanno partecipato esponenti del clero della Chiesa Unita del Canada e i rappresentanti del Canadian Institute for Jewish Researches e dell'I.C.C.I.I. Nel pomeriggio i partecipanti hanno raggiunto la sede del Palazzo Municipale al fine di presenziare al convegno annuale della Coomunità islamica canadese, presieduto dallo Shaykh Adul Hayy Obeid, mentre la serata si è conclusa con un incontro presso la Facoltà di Arti e Scienze dell'Università di Toronto. Il 30 la visita a Toronto si è conclusa con un colloquio presso Sinagoga Beth Emeth Bais Yehuda, cui ha fatto seguito una sessione di studio presso la Moschea di Teres in compagnia degli imam di Toronto: Shaykh Adul Hayy Obeid per la comunità indiana, Shaykh Nedzad Hafizovic per la quella bosniaca, Shaykh Abdulvehab Hoxha per quella albanese e Shaykh Faisal Abdour-Razak per quella somala. Tappa finale del tour è stata la città di Winnipeg, con una conferenza presso la locale Sinagoga Shaarey Zedek. Ampio spazio alla trasferta canadese dell'I.C.C.I.I. è stato dedicato dai quotidiani The Gazzette, Edmonton Journal, Calgary Herald, Chalottetown Guardian, The StarPhoenix, Windsor Star, The Province, Southam News, Ottawa Citizen, National Post

http://www.nationalpost.com/search/story.html?f=/stories/20020504/120945.html,

Toronto Sun

http://www.canoe.ca/Columnists/downing.html,

Los Angeles Times

http://www.latimes.com/news/local/la-000033336may11.story?coll=la-headlines-california,

Boston Globe

http://www.boston.com/dailyglobe2/136/oped/The_moderate_voices_of_Islam+.shtml,

Corriere Canadese

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=6789,

dal settimanale Tandem

http://www.tandemnews.com/viewstory.php?storyid=1329&page=1

e dal programma televisivo Global Sunday

http://www.canada.com/national/globalsunday/story.asp?id={7AF5D5ED-FF43-4297-9832-626A60099C7B}.

Sabato primo giugno il Consiglio direttivo dell'A.M.I. ha preso posizione circa l'allarmismo destato dalla notizia secondo la quale due personaggi dall'orientamento fortemente estremista ed anticattolico avrebbero fondato un sedicente partito islamico, intenzionato a presentarsi alle elezioni. L'articolo apparso sulla prima pagina del quotidiano "L'opinione" ha chiarito come i due soggetti in questione non godessero di alcun credito presso i musulmani italiani, e come il presunto "partito islamico" in realtà esistesse soltanto nella loro incontrollata fantasia. Il testo dell'articolo è stato successivamente pubblicato in rete sul sito "Informazione Corretta"

http://www.informazionecorretta.com/articolo654.html.


luglio-dicembre 2001 m.

Estratto da "Studi Romani", Anno XLIX, nn. 3-4.

Nell'ambito della terza sessione preparatoria della Conferenza Internazionale contro il razzismo, il 31 luglio 2001 l'Associazione Mondiale per la Pubblica Istruzione (A.W.E.) ha invitato al Palazzo delle Nazioni di Ginevra (Svizzera) una delegazione dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana (I.C.C.I.I.) come ospite della 53esima Sessione della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. I rappresentanti degli Stati membri delle Nazioni Unite, i membri della Commissione per i Diritti Umani ed i rappresentanti delle organizzazioni internazionali e non-governative hanno ospitato una seduta sul tema "Antisemitismo ed antisionismo: mutevoli espressioni dell'ideologia razzista", presieduta dall'abbé Alain-René Arbez, curato di Chêne e Thòne, e con la partecipazione della scrittrice Bat Ye'or, dell'esperto di geopolitica Frédéric Encel, del giornalista Clemént Weill-Raynal e dello scrivente. In quella sede, l'Istituto ha espresso la propria analisi circa il modo in cui l'antisemitismo di matrice europea si stia oggi diffondendo in Medio Oriente dietro la maschera dell'ideologia politica antisionista, e ribadito come sia necessario prevenire questo deprecabile fenomeno mediante un costante impegno etico, educativo, e formativo, nonché mediante l'incremento del dialogo inter- abrahamitico

http://amislam.com/racism.htm.

La rappresentanza dell’Istituto è poi stata ricevuta da S.A.R. Torki al-Madi, incaricato della Missione Permanente del Regno d'Arabia Saudita, nonché ex- ambasciatore in Italia. In aula egli ha avuto pubbliche parole di apprezzamento per le posizioni espresse a Roma dall'Associazione Musulmani Italiani (A.M.I.) nelle sue fatwe concernenti la condanna del terrorismo suicida, dei dirottamenti aerei, dei sequestri di persona, dell'impiego di bambini in operazioni di guerra, in concordanza con quanto a suo tempo affermato nelle fatwe del Gran Mufti d’Arabia Saudita Shaykh Abdel Aziz Bin Abdallah Al Sheikh, e di Shaykh Sa'ud Ibn Muhammad Al-'Aqili della King Fahd Library.

Il principe Torki ha inoltre publicamente ribadito che il Regno di Arabia Saudita considera il Dr. Yusuf al-Qaradawi "un eretico stravagante che si traveste invano da mufti, che è pericoloso per il suo aberrante estremismo", e che "i sapienti del Regno hanno da tempo iniziato a confutarlo"

http://amislam.com/qaradawi.htm,
http://www.salaf.indiaaccess.com/jamaat-e-islaami/qaradawism/loyalty_and_disownment.htm.

In occasione della pubblicazione del libro "Nouveaux Visages de l'Antisemitisme" e per iniziativa delle redazioni delle riviste "Ghetto de Verre" e "Contre Champs", il 14 ottobre il Senato di Francia ha organizato a Parigi, presso la Sala Medicis del Palais du Luxembourg, un incontro sul tema "Il razzismo antisionista dopo il fallimento della Conferenza di Durban", cui hanno preso parte rappresentanze dell’A.M.I., dell’Associazione Armena Sassoun, della Lega Internazionale contro il Razzismo e l’Antisemitismo (L.I.C.R.A.) e dell’associazione "Avvocati Senza Frontiere". Fra gli oratori lo studioso di geopolitica dott. Alexandre Delvalle, il saggista Jacques Tarnero, lo scrittore Pierre André Taguieff, l’ex-ministro Corinne Lepage ed il generale Gallois.

Come Allah ha voluto, la repentina e cruenta tragedia dell'11 settembre ha portato alla subitanea cancellazione dell'intero tour nordamericano dell'Istituto - in precedenza previsto a partire dal 13 settembre - causa inagibilità per motivi di sicurezza delle sedi canadesi e statunitensi in cui gli incontri erano stati programmati.

http://www.lastampa.it/Search/Giornale/home.asp?PG_ID=230345&TxT=Musulmani,
http://www.isranet.org/Coming_events/,
http://www.cjnews.com/pastissues/01/sept20-01/main1.asp.

Il 12 settembre il Consiglio Direttivo dell'A.M.I. ha scritto al presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush

http://amislam.com/bush.htm.

"Caro Signor Presidente,

"A nome dei Musulmani Italiani porgiamo le più sincere condoglianze al popolo americano per la sciagura che vi ha colpito, che è invero sciagura per l'umanità intera a causa di questa terribile tragedia, la cui crudeltà ed empietà oltrepassano il limite della parola e dell'immaginazione. Possa Allah l'Altissimo guarire presto le ferite fisiche, mentali e spirituali che quest'orrendo misfatto ha causato, e possa Egli concedere alle nazioni civili sotto l'egida della vostra leadership di unire le loro forze in vista della guarigione di quelle ferite, e di una punizione conforme a giustizia che sia adeguata alla natura del crimine."

L'Ufficio corrispondenza elettronica della Casa Bianca ha risposto:

"Vi ringraziamo per il Vs. messaggio al presidente Bush. Le Vs. idee sono per noi importanti. A causa dell'ingente mole di messaggi che il presidente sta ricevendo, rispondere personalmente a ciascuno dei Vs. messaggi gli è oggi impossibile. Lo staff della Casa Bianca valuta e riferisce le idee e le preoccupazioni di quanti gli hanno scritto. Vi ringraziamo nuovamente per il Vs. interesse al lavoro del presidente Bush e della sua amministrazione"

Il 30 settembre il giornalista Magdi Allam ha fatto dono all'Istituto di copia del volume "Islam, Italia. Chi sono e cosa pensano i musulmani che vivono tra noi", da lui recentemente pubblicato assieme a Roberto Gritti per i tipi dellla Guerini e Associati di Milano. Ciò è accaduto in coincidenza con la pubblicazione sul quotidiano "La Repubblica" del suo pregevole articolo "La paura dei musulmani d'Italia. Viaggio nell'inquietudine dei 700 mila islamici del nostro Paese"

http://www.repubblica.it/quotidiano/repubblica/20010930/interni/14magdus.html.

Il primo ottobre, nell'ambito del progetto "Roma Capitale della Pace" il sindaco Walter Veltroni ha ospitato in Campidoglio, nell'Aula di Giulio Cesare, una riunione straordinaria delle massime autorità religiose della capitale, fra cui il card. vicario Camillio Ruini, il direttore della Caritas diocesana mons. Nozza, l'ex-rabbino capo Elio Toaff, i dirigenti della comunità Ebraica Amos Luzzatto, Riccardo Di Segni e Leone Passerman, rappresentanti della comunità buddista Soka Gakkai, la Federazione dei Sikh, Ivan Choma per gli ucraini greco-cattolici, esponenti della Chiesa ortodossa russa e rumena, della Chiesa Presbiteriana di Scozia, Anglicana d’Inghilterra, Episcopale americana, della Comunità Luterana di lingua tedesca e svedese, delle Chiese Valdese e Metodista, della Chiesa Battista, dell’Alleanza evangelica italiana. L'Islam è stato rappresentato dall'A.M.I. nella persona del presidente Shaykh Ali Mohallim Hussen, del Vice-Presidente gen. Massimo Pizza, e del segretario della sezione italiana della lega mondiale wahhabita Omar Camiletti

http://mithril.corriere.it:9100/gl2/owa/GLOBR$UNED.htm?P_ID=1506928&P_TESTO=testo&P_PROVENIENZA=GL,
http://www.repubblica.it/quotidiano/repubblica/20010927/roma/03religiox.html, http://www.ilmessaggero.it/hermes/20010927/01_NAZIONALE/34/APRE.htm.

Alla vigilia dell'incontro, la Comunità di S. Egidio ha invitato l'A.M.I. a partecipare ad un "summit islamo-cristiano per la pace", previsto per i giorni 3 e 4 ottobre. Venuti a conoscenza dell'incresciosa circostanza secondo cui fra nel novero dei relatori era prevista la presenza del predicatore estremista degli Ikhwan dott. Yusuf al-Qaradawi, l'A.M.I. e l'I.C.C.I.I. hanno rifiutato di partecipare, protestando in aula e presso le autorità cittadine contro la spregiudicatezzza degli organizzatori dell'evento, e dichiarando di considerare l'invito a Roma di un'ideologo della violenza - per giunta recentemente dichiarato persona non grata negli Stati Uniti - come del tutto inopportuna ed offensiva per la memoria delle vittime dell'attacco alle Torri Gemelle del World Trade Center

http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2001/01-10_07-10/03-10- 01_alessandrini.htm,
http://www.opinione.it/4.attualita/archivio_attualita/2001/01-10_07-10/04-10- 01_alessandrini.htm,
http://www.santegidio.org/news/rassegna/2001/1002_avvenire1_IT.htm,
http://www.santegidio.org/news/rassegna/2001/1002_corriere_IT.htm,
http://mithril.corriere.it:9100/gl2/owa/GLOBR$UNED.htm?P_ID=1508123&P_TESTO=testo&P_PROVENIENZA=GL, http://mithril.corriere.it:9100/gl2/owa/GLOBR$UNED.htm?P_ID=1508952&P_TESTO=testo&P_PROVENIENZA=GL,  
http://www.lastampa.it/Search/Giornale/home.asp?PG_ID=241824&TxT=hadi, http://www.ilmessaggero.it/hermes/20011002/01_NAZIONALE/31/LITE.htm.

Dal 24 al 27 ottobre l’Istituto ha partecipato assieme al Prof. Syed Naqib al- Attas, alla dott.ssa Malita Jaya, allo Shaykh Omar Jah, al Ra’is al-Ulema della Bosnia-Erzegovina ed a S.A.R la principessa Wijdan Ali del Regno Hashemita di Giordania alla Conferenza Internazionale sull’Eredità Contemporanea dell’Imam al-Ghazali, svoltasi a Kuala Lumpur (Malaysia) su invito del prof. Wan Mohd Nor. Chi scrive ha presentato una relazione sul tema "Trascendenza ed antropomorfismo nell’interpretazione dell’Essenza Divina e dei Suoi attributi". I partecipanti alla conferenza hanno visitato il nuovo complesso dell’International Institute of Islamic Thought and Civilization, l’Università Islamica Internazionale, le Torri Petronas, la Moschea Jam'i di Kuala Lumpur, l’erigenda nuova capitale Putra Jaya, con annessa moschea cattedrale ed ufficio del primo ministro

http://amislam.com/istac.htm.

Il 7 novembre l’Istituto ha pubblicato il nuovo repertorio della sua rassegna Web, che comprende fra gli altri le risorse:

http://www.usnews.com/usnews/issue/011015/ideas/15islam.htm,
http://sakina.org/isl/islam.htm,
http://www.sahara.it/HyperNews/get/cultura.html?inline=1&nogifs,
http://www.stpauls.it/jesus/0111je/0111je55.htm,
http://skepdic.com/houri.html,
http://www.jpost.com/Editions/2001/08/16/Features/Features.32769.html ,
http://www.cabala.org/articoli/torri.htm,
http://www.lastampa.it/_EDICOLANew/interni/266125.htm,
http://www.jpost.com/Editions/2001/11/23/News/News.38648.html,
http://www.aijac.org.au/review/2001/2610/essay2610.html,
http://www.lastampa.it/Search/Giornale/home.asp?PG_ID=267347&TxT=Abdul Hadi,
http://www.shianews.com/hi/articles/islam/0000139.php,
http://www.olam.org/magazine/issue5/treasure.cfm?treasure_id=17.

Il 13 novembre 2001 il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso ha scritto all'Istituto:

"Vi scrivo di nuovo quest'anno in occasione della fine del Ramadan, per dirvi che condivido la vostra gioia di aver portato a termine il digiuno a di festeggiare ora `Id al-Fitr. Vi rivolgo questo messaggio come un segno di stima a di amicizia da parte della Chiesa cattolica. Siamo certi che le reazioni positive non si limitano solo a quelle che ci vengono inviate, ma potrebbero verificarsi anche in molte situazioni locali dove musulmani a cristiani vivono e lavorano insieme.

"Nell'indirizzarmi a voi nel momento in cui concludete questo periodo durante il quale avete compiuto una tappa religiosa specifica per avvicinarvi all'Altissimo, non posso dimenticare, innanzi tutto, i drammatici avvenimenti che conosce il nostro mondo, avvenimenti che toccano in maniera particolare i cuori dei credenti delle religioni monoteiste. I fedeli che adorano il Dio unico sono chiamati ad essere nel mondo artefici di una civilizzazione fondata sui valori imperituri della pace a della giustizia, dell'unità a dell'amore, del dialogo a della libertà, della cooperazione e della fraternità, fra le persone a fra i popoli. Possano i gesti di solidarietà e di fraternità fra credenti a gli uomini di buona volontà condurre la società su delle nuove vie, nel rispetto a nella promozione dei valori umani

Come riferito dal quotidiano "la Stampa", l'I.C.C.I.I. ha risposto facendo riferimento al gesto senza precedenti del Pontefice, scrivendo:

"Che Giovanni Paolo II inviti oggi i Cattolici ad unirsi ai Musulmani nei digiunare durante l'ultimo venerdì di Ramadan è un gesto encomiabile e carico di significati.

"Quando incontrò alcuni ebrei di Medina, il Profeta Muhammad, su di lui benedizione e pace, seppe che stavano digiunando per Yom Kippur. Conosciuta la ragione del precetto, il Profeta si unì a loro nel digiunare sull'esempio di Mosè, la pace sia con lui, e esortò i musulmani a fare altrettanto. Oggi è il papa a chiamare i cattolici ad unirsi ai musulmani in un giorno di digiuno. La preghiera ed il digiuno tornano così alle radici della fede nell'esperienza dei figli d'Abrahamo.

"E' nei momenti tragici della storia umana che il dialogo fra le religioni ha il compito di far prevalere la ragionevolezza, l'indulgenza verso il prossimo e l'afflato alla riconciliazione con i nostri fratelli in Adamo. Spetta infatti alle guide religiose ricordare agli uomini il loro essere creature del medesimo Signore, benedetto sia il Suo nome, chiamate alla prosperità e non alla devastazione del creato. Se vi è chi abusa di interpretazioni aberranti della religione al fine di indurre gli uomini alla violenza e all'ingiustizia, spetta alle guide religiose chiamare l'umanità alla memoria di quanto la affraterna, di quanto la fa progenie di un'unica coppia di progenitori, e creatura del medesimo Signore, da Lui chiamata alla prosperità e non alla devastazione del creato.

"A quindici anni dal primo incontro di Assisi, cui parteciparono l'Imam Muhammad Nuru-d-Din Isma'il e il Coordinamento del Centro Islamico Culturale d'Italia, è oggi opportuno riflettere sugli errori, sui fraintendimenti e sugli scarsi esiti che il dialogo interreligioso ha in seguito conosciuto. La riproposta di quell'esperienza vede l'A.M.I. senz'altro favorevole e ben disposta."

Il 4 dicembre l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata degli Stati Uniti ha confermato al Majlis dell’A.M.I. e alla Direzione dell’I.C.C.I.I. gli auguri per il Ramadan del Presidente George W. Bush, come da messaggio nel quale si legge:

"Nel momento in cui la luna nuova indica l'inizio del sacro mese di Ramadan, voglio estendere cordiali saluti ai Musulmani in ogni parte degli Stati Uniti e del mondo intero.

"L'Islam che conosciamo è una fede dedicata all'adorazione dell'unico Dio, rivelata tramite il Sacro Corano. Esso insegna l'importanza della carità, della misericordia e della pace. Si tratta di una delle religioni che in America sta crescendo molto velocemente, e che conta oggi milioni di fedeli americani.

"La comunità islamica americana è composita, al pari di molte comunità islamiche che esistono nel mondo. Musulmani dai differenti retroterra pregano assieme nelle moschee in ogni parte del nostro grande paese, ed i musulmani americani partecipano ad ogni sfera della vita sociale, comprese le nostre Forze Armate.

"Il Sacro Corano dice: 'La pietà non consiste nel volgersi ad Oriente o ad Occidente, ma la pietà consiste nel credere in Dio' (2:177). Gli Americani si stanno oggi dedicando ad azioni caritatevoli, e mandano soccorsi al popolo afghano che ha sofferto per così tanti anni. L'America è fiera di giocare un ruolo determinante nell'impegno umanitario in Afghanistan, mediante ponti aerei e convogli di furgoni che partano cibo, medicinali ed altri generi di prima necessità. Ci stiamo oggi impegnando a lavorare per una stabile ricostruzione di quel martoriato paese."

Il Majlis al-Ulema dell'A.M.I. ha risposto ribadendo i sentimenti già espressi in seguito agli attentati dell'11 settembre:

"Durante questo Ramadan le nostre preghiere vadano a beneficio di quei cittadini americani d’ogni fede che hanno sofferto ingiustamente, delle famiglie cui le vittime innocenti sono state strappate, e del popolo dell’Afghanistan che con l’aiuto di Allah ed il concorso della comunità internazionale ha alfine riacquistato la sua indipendenza e la sua libertà dopo anni di tirannia barbara, dispotica e antireligiosa.

"Preghiamo Allah l’Altissimo di concedere il dono della pazienza a tutti coloro che hanno perso familiari, amici e conoscenti per via di azioni terroristiche, e di guidare tutti i figli di Adamo durante questi tempi così difficili. Di fronte alla tragedia che incombe sull’umanità per via del pullulare del fanatismo fondamentalista, tutti noi siamo un'unica umanità; uniti dobbiamo difendere le nostre vite, il nostro onore e la nostra libertà, e uniti dobbiamo concorrere a