Breve storia
dell'eresia wahhabita

 

(Il presente articolo è una sintesi della storia del wahhabismo, così come narrata dallo Shaykh Ahmad Ibn Zayni Dahlan as-Shafi'i, Mufti di Mecca, nei volumi "Al-futuhat al-islamiyyah" e "Fitnah al-wahhabiyyah".)


La lode spetta ad Allah che innalza la Sunnah del Suo Profeta prediletto (sall-Allahu 'alayhi wa sallam) ed i suoi seguaci, e abbassa l'innovazione e gli innovatori. Sia lode ad Allah, che in ogni secolo ha ispirato un gruppo di sapienti per difendere la Sunnah del Profeta (sall-Allahu 'alayhi wa sallam) dalle distorsioni degli ignoranti e dei corrotti che chiamano politeisti e miscredenti la maggioranza dei musulmani. Effusione di grazie e pace sul Profeta (sall-Allahu 'alayhi wa sallam), sulla sua Famiglia e sui suoi Compagni (radi Allahu 'anhum) che sono gli alfieri ed i protettori della Sunnah. 

Nel secolo dodicesimo dell'hijrah è apparso un gruppo di persone che si oppongono alla Gente della Sunnah e nutrono inimicizia nei confronti delle quattro scuole sunnite di giurisprudenza. Costoro avversano il credo e le pratiche della maggioranza dei musulmani e ne fuorviano una minoranza con dottrine astruse e superstiziose. Essi insegnano inoltre che è loro lecito arrecare danno e muovere guerra a chiunque non accetti le loro credenze. 

Questo testo viene scritto per descrivere in breve la storia del movimento wahhabita. Una delle principali pretese di questo gruppo è che i musulmani il cui credo differisca dal loro sono innovatori (ahl al- bid'ah), politeisti (mushrikun) e perfino miscredenti (kuffar). Questa scuola è stata fondata da Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab (1699-1792 d.C.). Egli venne dall'Oriente di quel territorio che oggi gli innovatori chiamano Arabia Saudita, cioè dalla regione desertica chiamata Najd. Suo padre e suo fratello Sulayman, uomini pii e giusti, erano entrambi eminenti giuristi della scuola hanbalita. Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab studiò la religione a Medina. Fu fortemente influenzato dagli insegnamenti ereticali di Ibn Taymiyyah (1263-1350 d.C.) e Ibn al-Qayyim al-Jawziyyah (1292-1350 d.C.). Questi due eresiarchi avevano deviato dagli insegnamenti della Gente della Sunnah e del Consenso, sino a sostenere che non v'era necessità alcuna di ascoltare o di seguire né i sapienti autorevoli del passato, né le quattro scuole di giurisprudenza. Essi proclamarono che chi non segue la loro scuola è un miscredente. Venuti a conoscenza delle eresie che Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab predicava,  suo padre e suo fratello ammonirono la Comunità islamica circa i rischi da esse derivanti. 

Col trascorrere degli anni, alcuni beduini analfabeti finirono per accogliere quanto Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab insegnava riguardo al Monoteismo (Tawhid), al politeismo (shirk) ed alla miscredenza (kufr). Le di lui teorie contraddicevano esplicitamente l'insegnamento dei sapienti dell'Islam succedutisi dal tempo del Profeta (sall-Allahu 'alayhi wa sallam) fino al presente, ma ciononostante egli era risoluto nei dichiarare "miscredenti" tutti coloro che rifiutavano di abbracciare le sue dottrine. 

Egli iniziò la sua missione nel 1143 H. (1731 d.C.) e le sue farraginose teorie si sparsero fra le tribù del Nagd dopo il 1150 H. (1738 d.C.). Muhammad Ibn Sa'ud, emiro di Dar'iyyah, e suo figlio 'Abd al-'Aziz lo sostennero e cercarono di propagare i suoi insegnamenti. Molti degli ex-maestri di Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab dissero: "...i suoi insegnamenti possono deviare molta Gente dalla Sunnah e del Consenso dalle vere pratiche dell'Islam". Suo fratello, lo Shaykh Sulayman ibn 'Abd al-Wahhab, dopo averlo ripetutamente ed invano invitato al pentimento, confutò le sue di lui eresie nel libro"Illuminazione divina nel confutare gli insegnamenti wahhabiti", stampato in Iraq nell'1888 d.C. 

Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab dichiarò la sua intenzione di imporre a tutti i musulmani una ristretta ed abnorme interpretazione del Monotesimo (Tawhid) e di eliminare per sempre quelle pratiche cultuali che, pur se unanimemente accolte dalla Gente della Sunnah, costituivano - secondo il suo punto di vista - una ricaduta nel politeismo (shirk). Egli giunse persino a pretendere che, nei mille anni che precedettero la sua nascita, la stragrande maggioranza dei Musulmani avessero accolto dottrine e pratiche politeistiche, e credette di essere chiamato a sanare questa presunta apostasia della Comunità Islamica. 

Sull'esempio degli antichi Kharigiti, egli applicò ai Musulmani i versi del Corano che Allah aveva rivelato a proposito degli arabi pagani, e tacciò apertamente di miscredenza coloro che rifiutavano questa terribile innovazione.

Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab ed i suoi seguaci iniziarono a reclutare nelle loro fila numerose tribù di beduini e predoni del deserto. Alcune di esse erano attratte dalla nuova dottrina, altre dall'opportunità di giustificare "religiosamente" le loro pratiche di brigantaggio, altre ancora furono semplicemente assoggettate militarmente. Quando ritennero di aver raggiunto un numero sufficiente di seguaci, osarono compiere un crimine che scioccò l'intero mondo islamico: presero d'assalto le Città sante di Mecca e Medina ed impedirono ai pellegrini di raggiungerle. Inviarono poi i loro propagandisti ad incontrarsi con i sapienti delle due Sacre Moschee, illudendosi di conquistarli alla loro causa. 

I sapienti delle due Sacre Moschee - al contrario - spiegarono loro il credo della Gente della Sunnah e del Consenso ed i precetti delle quattro scuole di giurisprudenza. Grazie alla loro scienza, misero a tacere facilmente i predicatori dell'eresia, e confutarono il wahhabismo sulla base del Corano e della Sunnah. La confutazione del wahhabismo è ancor oggi basata su quanto fu scritto dai sapienti che vissero in prima persona la diffusione di questo movimento ereticale. 

L'emiro del Higiaz , Mas'ud Ibn Sa'id, bandì i seguaci di Muhammad Ibn 'Abd al-Wahhab dalle due Sacre Moschee, e li ricacciò nel Najd. Come risultato, Muhammad Ibn 'Abd al-Wahhab ed i suoi seguaci divennero così furiosi che emisero un decreto (fatwa) che dichiarava lecito il muovere guerra agli abitanti di Mecca, nonostante il fatto Allah dichiari nel Corano che i limiti del territorio sacro di Mecca sono inviolabili. Di nuovo essi iniziarono ad impedire ai pellegrini di raggiungere Mecca, e giustificarono questo misfatto con la pretesa secondo cui Allah non accetta il pellegrinaggio dei non-wahhabiti.

Nel 1217 H., dieci anni dopo la morte di Muhammad ibn 'Abd al-Wahhab, i wahhabiti formarono un vasto esercito di predoni e briganti, e marciarono su Ta'if. Dopo aver conquistato la città, essi massacrarono con brutale ferocia tutti gli abitanti - uomini, donne e bambini. Poterono avere salva la vita soltanto coloro che apostatarono l'Islam ed abbracciarono il wahhabismo. I Meccani, terrorizzati dall'idea di dover subire la stessa sorte degli abitanti di Ta'if, si arresero senza combattere e cedettero le chiavi della Città agli invasori. Ciò avvenne nel mese di muharram dell'anno 1218 H. (1806 d.C.). 

Gli invasori rimasero a Mecca, forzando la gente ad accettare il loro credo, a "pentirsi" del loro presunto politeismo e ad accettare il credo wahhabita. Finalmente, nel mese di rabi' al-awwal del 1218 H., i wahhabiti furono scacciati da Sharif Ghalib e Sharif Pasha, ma due anni dopo marciarono nuovamente su Mecca e Medina e le assediarono. Dopo aver nuovamente espugato le due Città sante, violentarono le donne, vendettero i bambini come schiavi e sgozzarono gli uomini senza pietà. Il loro regno sui due Santuari Sacri durò sette anni. Impedivano ai pellegrini dall'Egitto e dalla Siria di compiere il pellegrinaggio, in quanto li consideravano miscredenti. Nell'anno 1226 H. il Sultano ottomano ordinò  a Muhammad 'Ali Pasha, Governatore dell'Egitto, di combatterli e di espellerli dalle due Città sante. Questi riunì da tutto il mondo islamico un esercito molto potente che riconquistò Medina, quindi Mecca, ed infine Ta'if. Ciò avvenne al principio dell'anno 1228 H. Non ancora soddisfatto, Muhammad 'Ali Pasha, riunì un altro esercito sotto il comando di suo figlio Ibrahim Pasha e lo inviò, nel 1231 H., a distruggere la roccaforte del Najd, base del potere wahhabita. Egli arrivò a Dar'iyyah nel 1232 H. e combatté contro l'emiro di Dar'iyyah 'Abdullah Ibn Sa'ud. Vi furono molti scontri e molte battaglie e finalmente nel 1233 H. i wahhabiti furono completamente sconfitti.

Il danno che la setta wahhabita ha creato all'immagine dell'Islam è incalcolabile. La sua ideologia è alla base del fondamentalismo contemporaneo. Chiediamo ad Allah di difenderci dall'eresia wahhabita, di impedirci di cadere nell'errore e di guidarci al retto sentiero. Amin.

 

 

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