
L'Assemblea Musulmana
d'Italia e l'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana
aderiscono alla fiaccolata
del 3 novembre 2005 organizzata dal quotidiano "Il
Foglio" contro le folli dichiarazioni
antisemite
del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

- Per ribadire il diritto d'Israele all'esistenza, alla sicurezza e alla pace,
- per esprimere solidarietà ad Israele contro il terrorismo e l'antisemitismo,
- per sostenere i democratici iraniani in lotta contro la
tirannia clericocratica,
l'AMdI e l'ICCII invitano iscritti e simpatizzanti alla manifestazione di
protesta che si svolgerà a Roma
giovedì 3 novembre, ore 21, di fronte
all'ambasciata dell'Iran, Via Nomentana angolo Via di S. Costanza.
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Appello del direttore de "Il Foglio", Giuliano Ferrara:
Fiaccolata meticcia per Israele
molti, diversi, opposti, normali, strani, uniti
Il presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, ha dichiarato che Israele “deve essere cancellato dalla carta geografica”. Protestiamo con fermezza in difesa del diritto di Israele ad esistere, e promuoviamo una fiaccolata davanti all’ambasciata iraniana di Roma, giovedì 3 novembre, alle ore 21.
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Messaggio di adesione di Shaykh Palazzi
("Il Foglio", 2 novembre 2005)
Egregio Dottor Ferrara,
Ho il piacere di trasmetterLe l'adesione dell'Assemblea Musulmana d'Italia e
dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana alla manifestazione di
protesta davanti all'ambasciata dell'Iran, organizzata dalla redazione de "il
Foglio" per il 3 novembre prossimo. Le ignobili parole del presidente iraniano
Mahmoud Ahmadinejad, secondo cui "Israele deve essere cancellato dalle carte
geografiche", vanno condannate in modo netto, risoluto e pubblico da chiunque
creda nella democrazia e nella pacifica convivenza fra i popoli. Nell'aderire
all'iniziativa promossa dalla redazione del Suo quotidiano, i musulmani moderati
e democratici dell'A.M.d'I. e dell'I.C.C.I.I. vogliono esprimere la loro
solidarietà a Israele, minacciato nel suo stesso diritto all'esistenza, ed
estenderlo ai democratici iraniani che da anni lottano contro la dittatura
clericocratica che sta corrompendo ed imbarbarendo il loro paese.
Ad uno stato-canaglia il cui presidente dichiara apertamente il proposito di
distruggere l'unica democrazia del Medio Oriente va opposta l'unanime condanna
dei popoli civili. Gli esponenti di uno stato del genere non possono sedere al
fianco dei rappresentanti delle nazioni civili, e vanno espulsi dai consessi
internazionali, a partire dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Chiediamo
pertanto al segretario dell'ONU Kofi Annan di vagliare l'opportunità
dell'espulsione dell'Iran dall'ONU, e in sede preliminare di provvedere a
cancellare immediatamente il progetto di una sua visita a Tehran.
Come già avvenne il 15 aprile 2002 in occasione dell'Israel Day, anche questa
volta la nostra adesione ad una manifestazione a sostegno dello Stato d'Israele
organizzata dalla redazione de "Il Foglio" vuole essere un gesto di solidarietà
concreta con tutti i cittadini israeliani minacciati dal terrorismo e
dall'antisemitismo. La ringraziamo per aver fornito a noi e a tanti altri
italiani un'ulteriore occasione per manifestare il nostro sostegno ad Israele
con un gesto concreto di mobilitazione. Auspichiamo di cuore che Israele
prosperi e si rafforzi, e che ad essere "cancellato" sia invece il corrotto e
sanguinario regime dei mullah, fortemente inviso alla stragrande maggioranza
degli iraniani. Speriamo di poter presto festeggiare assieme a tutti voi il
giorno in cui, al pari di Saddam Hussein, anche Mahmoud Ahmadinejad potrà essere
portato alla sbarra e processato per i crimini di cui è responsabile.
Coi migliori saluti,
Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Segretario generale,
Assemblea Musulmana d'Italia
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Messaggio di adesione degli Iraniani democratici
("Il Foglio", 2 novembre 2005)
I firmatari, cittadini iraniani o italiani di
origine iraniana, non solo non si riconoscono nelle dichiarazioni del neo
presidente della Repubblica islamica, Mahmoud Ahmadinejad, il quale si è
augurato di "vivere in un mondo senza Israele", ma si sentono offesi da queste
parole, del tutto estranee alla storia e alle tradizioni di un paese che vanta
secoli di convivenza con la sua popolazione di fede ebraica. Convivenza che
risale ai tempi di Ciro e Dario. Non condividere aspetti della politica del
governo israeliano nei confronti dei palestinesi, o sostenere il diritto dei
palestinesi a un laro Stato indipendente, non può e non deve mettere in
discussione il diritto all'esistenza della Stato d'Israele. La strada del
dialogo e della pace non passa per Auschwitz.
Ahmad Rafat (giornalista), Babak Payami (regista), Ghahreman Divanbeighi
(presidente centro culturale Iran Italia), Farian Sabahi (giornalista), Leonardo
Rafat (Irani-taly.com), Dariush Cecchi (dottorando), Ardeshir Shojai
(architetto), Iride Bosi (medico), Patrizia Rafat (casalinga), Caren
Davidkhanian (giornalista), Nima Rafat (direttore Iberpress), Silvia Zangrilli
(insegnante), Babak Karimi (esperto cinema), Mahvah Alime (architetto), Nader
Javaheri (direttore iraniani.it), Massoud Hatami (architetto), Vahed Vartanian
(architetto), Kambiz Dowlatshahi (architetto), Associazione Iniziative per la
Libertà d'Espressione in Iran, Iran Free Press, Iran Promo.
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Lista iniziale dei firmatari:
Giano Accame (giornalista), Arabiliberali.it, Ariella Adler, Ferdinando Adornato
(deputato FI), Luisa Adorno, Costanza Afan de Rivera (dirigente An), Elena
Aga-Rossi (storica), Lorenzo Albacete (resp. Cl Usa), Gianni Alemanno (ministro
Politiche agricole), Khaled Fouad Allam (docente univ.), Magdi Allam
(giornalista), Enrico Alleva (biologo), Luigi Amicone (direttore Tempi), Gavino
Angius (capogr. Ds Senato), Lucia Annunziata (giornalista), Anti Defamation
League Italia, Dario Antiseri (docente univ.), Alfredo Antonozzi (FI), Alfonso
Arbib (rabbino capo Milano), Marco Archetti (scrittore), per Arcigay Franco
Grillini, Sergio Lo Giudice e Aurelio Mancuso, Achille Ardigò (sociologo),
Giovanni Arena (coordinatore FI Prov. Viterbo), Federigo Argentieri (storico),
Fabio Armeni (consigliere FI Lazio), Gianluca Arrigoni (giornalista), Shaykh
Abdul Hadi Palazzi, (Assemblea Musulmana d’Italia
www.amislam.com), Associazione Amici di
Israele (nazionale, Gorizia), Associazione Amicizia ebraico-cristiana Roma,
Associazione “B. Leoni” (Verona), Associazione Cultura della Pace (San Sepolcro
– Ar), Associazione Figli della Shoah (Milano), Associazione internazionale
Regina Elena, Associazione iraniani residenti in Italia simpatizzanti della
resistenza iraniana, Associazione Italia-Israele (Asti, Milano, Padova,
Trieste, Verona), Associazione italiana per l’Ebraismo progressivo – Lev Chadash,
Associazione Libertà e Giustizia, Associazione Magna Carta, Associazione
radicale “Adelaide Aglietta”, Associazione Rifugiati politici in Italia,
Associazioni cristiane dei Lavoratori italiani, Azione popolare europea,
Vittorio Baccelli (scrittore), Mario Baccini (ministro Funzione pubblica),
Gianni Baget Bozzo (politologo), Mario Baldassarri (viceministro Economia),
Simone Baldelli (coordinatore FI Giovani), Federico Baldini (pres. Club
“Giovanni Spadolini” Ravenna), Dino Bara (giornalista), Augusto Barbera
(costituzionalista), Paolo Barelli (vicecapogr. FI Senato e pres. Ass.
Italia-Israele Roma), Maurizio Baruffi (consigliere Verdi Milano), Michele
Battini (storico), Pierluigi Battista (giornalista), Francesco Battistoni
(consigliere FI Prov. Viterbo), Alan D. Baumann (direttore L’Ideale), Franco
Bechis (direttore Il Tempo), Giovanni Belardelli (storico), Piero Benedetti
(biologo), Roberto Benedetti (consigliere An Toscana), Rita Bernardini
(tesoriera Radicali italiani), Pierluigi Bersani (eurodeputato Ds), Paolo
Bertetto (docente univ.), Enrico Berti (filosofo), Isabella Bertolini (vicecapogr.
FI Camera), Enzo Bianco (pres. Copaco), Paola Binetti (pres. Scienza e Vita),
Alfredo Biondi (vicepres. Camera), i blogger di Tocqueville, Marco Boato
(deputato Verdi), Stefano Boco (capogr. Verdi Senato), Massimo Boffa
(giornalista), Dino Boffo (direttore Avvenire), Adriana Bolchini, Riccardo
Bonacina (giornalista), Roberta Bonazzi (direttore European Foundation for
Democracy), Sandro Bondi (coordinatore FI), Ivan Bonfanti (giornalista),
Margherita Boniver (sottosegr. Esteri), Nicola Bono (sottosegr. Beni culturali),
Max Boot (Council on Foreign Relations), Willer Bordon (capogr. Margherita
Senato), Davide Bordoni (pres. Municipio XIII Roma), Piero Borghini (assessore
Opere pubbliche Milano), Lucia Borgia (vicepres. Comm. Pari opportunità), Sergio
Boschiero (segr. Unione monarchica italiana), Enrico Boselli (segr. Sdi),
Giorgio Bracardi (attore), Anna Bravo (storica), Renato Brunetta (europarlamentare
FI), Donato Bruno (deputato FI), Massimo Brutti (senatore Ds), Dimitri Buffa
(giornalista), Salvatore Buglio (deputato Ds), Marino Busdachin (segr.
Unrepresented Nations and People Organization, del quale fanno parte le
minoranze etniche iraniane degli Ahwazi, Azeri, Baluchi e Kurdi), Rocco
Buttiglione (ministro Beni culturali), Massimo Cacciari (filosofo), Mario
Cacciotti (capogr. FI Prov. Roma), Guido Caianiello (giornalista), Pietro
Calabrese (direttore Panorama), Giuseppe Caldarola (deputato Ds), Guido Caldiron
(giornalista), Stefano Caldoro (ministro Attuazione programma), Oddone Camerana
(scrittore), Rosanna Cancellieri (giornalista), Giuseppe Canessa (giornalista),
Luciano Canfora (storico), Daniele Capezzone (segr. Radicali italiani),
Marco Cappato (segr. Ass. Luca Coscioni), Enzo Carra (deputato
Margherita), Gianluca Carrabs (assessore Politiche abitative Marche), Rodolfo
Casadei (giornalista), Pierluigi Castagnetti (capogr. Margherita Camera),
Alberto Castelvecchi (editore), Francesco M. Cataluccio (direttore ed. Bollati
Boringhieri), Mario A. Cattaneo (docente univ.), Centro Simon Wiesenthal, Andrea
Carbone (Cons. nazionale Verdi), Guido Ceronetti (scrittore), Remigio Ceroni
(coordinatore FI Marche), Lorenzo Cesa (segr. Udc), Giancarlo Cesana (resp. Cl),
Khalid Chaouki (giornalista), Riccardo Chiaberge (giornalista), Fabrizio
Cicchitto (vicecoordinatore FI), Arrigo Cipriani, Circolo riformista “Silvano
Costi”, Francesco Cisternino, Sergio Cofferati (sindaco Bologna), Daniel
Cohn-Bendit (europarlamentare), Andrea Colombo (giornalista), Arturo Colombo
(docente univ.), Daria Colombo (giornalista), Luigi Compagna (pres. Gruppo
interparlamentare Italia-Israele), per il Comune di Motta Visconti (Mi) Laura
Cazzola (sindaco), Comunità di Sant’Egidio, per la Comunità ebraica Genova Piero
dello Strologo (presidente) e Giuseppe Momigliano (rabbino capo),
Vincenzo Coppola (avvocato), Luca Cordaro (medico), Antonio Corsi (sindaco
Sgurgola – Fr), Fiorello Cortiana (senatore Verdi), Lionello Cosentino (capogr.
Ds Roma), Cecilia Costa (docente univ.), Piero Craveri (storico), Bobo Craxi
(deputato Nuovo Psi), Raimondo Cubeddu (docente univ.), Armando Cusani (pres.
Prov. Latina), Thomas Cushman (direttore Journal of Human Rights), Mauro Cutrufo
(senatore Dc), Marina D’Amelia (storica), Raffaele D’Ambrosio (capogr. FI
Lazio), Vittorio Dan Segre (pres. Istituto Studi mediterranei), Franco
Debenedetti (senatore Ds), Ferruccio De Bortoli (direttore Sole 24 Ore), Umberto
De Giovannangeli (giornalista), Biagio de Giovanni (storico), Sergio D’Elia
(segr. Nessuno Tocchi Caino), Stefano De Lillo (consigliere FI Lazio), Lorenzo
Dellai (pres. Prov. Trento), Gianfranco Dell’Alba (segr. Non c’è pace senza
giustizia), Benedetto Della Vedova (pres. Riformatori liberali), Andrea
De Maria (vicepres. Prov. Bologna), Roberto de Mattei (storico), Gianni De
Michelis (segr. Nuovo Psi), Loredana De Petris (deputato Verdi), Claudio
Desderi (musicista), Alda D’Eusanio (giornalista), Pierluigi Diaco
(giornalista), Arturo Diaconale (direttore L’opinione), Antonio Di Bella
(direttore Tg3), Sandro Di Castro (pres. Benè Berith), Lamberto Dini (vicecapogr.
Margherita Senato), Gigi Di Meo (direttore TelePordenone), Alessandra Di Pietro
(giornalista), Antonio Di Pietro (pres. Italia dei Valori), Riccardo Di Segni
(rabbino capo Roma), Andrea Di Teodoro (deputato FI), Carla Di Veroli (capogr.
Lista civica per Veltroni Roma), Domenico Di Virgilio (sottosegr. Sanità), Lucio
D’Ubaldo (segr. Ass. I Popolari), Giulio Duchi, Olivier Dupuis (segr. Partito
radicale transanzionale), Afshin Ellian (giurista e dissidente iraniano,
Università di Leiden), Renato Farina (giornalista), Piero Fassino (segr. Ds),
Andrea Felis (insegnante), Vittorio Feltri (direttore Libero), Maria Pia
Farinella (giornalista), Carlo Fatuzzo (europarlamentare FI), Claudio Fazzone
(consigliere FI Lazio), per la Federazione giovanile repubblicana Giovanni
Postorino (segr.), Federazione nazionale Associazioni Italia-Israele,
Giuliano Ferrara (direttore del Foglio), Antonio Ferretti (ex partigiano),
Emanuele Fiano (capogr. Ds Milano), Fabio Filippi (consigliere FI Emilia
Romagna), la direzione di Finanza & Mercati, Mario Fineschi (Comunità ebraica
Firenze), Gianfranco Fini (ministro Esteri), Marta Flavi (conduttrice
tv), Anna Foa (storica), Arnoldo Foà, Paolo Foà (resp. B’nai B’rith Italia),
Renzo Foa (giornalista), Vittorio Foa (scrittore), Marco Follini (deputato Udc),
per la Fondazione Ignazio Silone Aldo Forbice (pres.), Gregorio Fontana
(deputato FI), Paolo Fontanelli (sindaco Pisa), Roberto Formigoni (pres.
Lombardia), Letizia Fornasieri (pittrice), Franco Frattini (vicepres.
Commissione europea), David Frum (American Enterprise Institute), Ernesto Galli
della Loggia (storico), Antonio Galdo (giornalista), Mariapia Garavaglia
(vicesindaco Roma), Emanuele Gargiulo (coord. Fiamma tricolore Francia), Daniele
Garrone (teologo valdese), Enrico Gasbarra (pres. Prov. Roma), Maurizio Gasparri
(deputato An), Massimo Gatti (Ds Carate Brianza), Jas Gawronski (europarlamentare
FI), per GayLib Enrico Oliari, Daniele Priori e Christian Poccia, Maria Ida
Germontani (direzione An), Antonio Ghirelli (giornalista), Davide Giacalone
(giornalista), Oscar Giannino (giornalista), Carlo Ginzburg (storico), Carlo
Giovannardi (ministro Rapporti con il Parlamento), Pietro A. Giustini (docente
univ.), André Glucksmann (filosofo), per il Grande Oriente d’Italia di
Palazzo Giustiniani Giuseppe Anania e Massimo Bianchi, Aldo Grasso (critico
tv), Assia Grazioli, Giuseppe Grimaldi (docente univ.), David Grossman
(scrittore), Lilli Gruber (europarlamentare Ds), Gruppi consiliari FI (Reg.
Umbria, Prov. Latina e Comuni di Formia, Terracina, Priverno, Monte San Biagio,
Sperlonga, Aprilia, Cisterna, Minturno, Santi Cosma e Damiano, Fondi, Itri),
Gruppo dei Centouno Firenze, Gruppo FI Parlamento europeo, Gruppo “Martin Buber
– Ebrei per la pace”, Leonardo Losito (docente univ.), Gualtiero Harrison (docente univ.), Antonello Iannarilli
(consigliere FI Lazio), Bruna Ingrao (economista), Ugo Intini (deputato Sdi),
Massimo Introvigne (Cesnur), Giorgio Israel (docente univ.), Istituto
culturale Comunità islamica italiana, Giulia Ivanov (giornalista), per il
Keren Kayemeth Leisrael Italia Raffaele Sassun (pres.), Rafi Korn (coordinatore
Giovani Verdi), Raffaele La Capria (scrittore), Giorgio La Malfa (ministro
Rapporti Ue), Antonio Landolfi (Fondazione G. Mancini), Mario Landolfi (ministro
Comunicazioni), Salvatore Lauro (senatore Cdl), Michael Ledeen (Freedom
scholar American Enterprise Institute), Massimo Lensi (consigliere FI Prov.
Firenze), Andrea Leoni (consigliere FI Emilia Romagna), Gad Lerner
(giornalista), Lia Levi (scrittrice), Giacoma Limentani (scrittrice), Marco Lion
(deputato Verdi), Nancy Lippmann (docente univ.), Agazio Loiero (pres.
Calabria), Massimo Longo Adorno (storico), Stefano Losurdo (deputato An),
Beatrice Lorenzin (coordinatore FI Lazio), Maurizio Lupi (deputato FI), Sergio
Luzzatto (storico), Emanuele Macaluso (senatore Ds), Enrico Pietrangeli
(scrittore e poeta), Miriam Mafai (giornalista),
Victor Magiar (consigliere Comunità ebraica Roma), Michele Magno (Cons.
nazionale Ds), Beatrice Magnolfi (direzione Ds), Lucio Malan (vicecapogr. FI
Senato), Gennaro Malgieri (consigliere Rai), Claudia Mancina (docente univ.),
Caterina Manco (direttrice didattica), Luigi Manconi (sociologo), Renato
Mannheimer, Alfredo Mantovano (sottosegr. Interni), Paolo Marcheschi
(consigliere FI Toscana), Marco Margrita (www.stranicristiani.ilcannocchiale.it), Giulio Marini (consigliere FI Prov.
Viterbo), Luigi Marino (pres. Confcooperative), Roberto Maroni (ministro Welfare),
Piero Marrazzo (pres. Lazio), Claudio Martini (pres. Toscana), Marze por
Gohar (Iraniani per una repubblica laica) di Roozbeh Farahnipour, Clemente
Mastella (segr. Udeur), Riccardo Mastrorillo (Cons. nazionale Verdi), Marco
Mattei (sindaco Albano laziale), Mario Matteucci (Stella e Corona), Nicola
Matteucci (storico), Ezio Mauro (direttore Repubblica), David Meghnagi (docente
univ.), Giovanna Melandri (deputato Ds), Stefano Menichini (direttore Europa),
Pierluigi Mennitti (direttore Ideazione, con tutta la redazione), Enrico Mentana
(giornalista), Mauro Miccio, Clemente Mimun (direttore Tg1), Marco Minniti
(deputato Ds), Fiammetta Modena (consigliere FI Umbria), Gigi Moncalvo
(giornalista), Andrea Monda (giornalista), Giorgio Montefoschi (scrittore),
Esterino Montino (senatore Ds), Raffaello Morelli (Federazione dei Liberali),
Stefano Morelli (vicepres. Giovani Ppe), Assuntina Morresi (docente univ.),
Claudio Moscardelli (consigliere Margherita Lazio), Movimento cristiano
lavoratori, Movimento Idea sociale con Rauti, Movimento per la Vita ambrosiano,
Giampiero Mughini (giornalista), Luigi Muratori (deputato FI), Giacinto G.
Musicco (docente univ.), Andrea Napoleoni (consigliere FI Prov. Roma), Matteo
Luigi Napolitano (docente univ.), Fabio Luppino (giornalista), Magda Negri
(direzione Ds), Chicco Negro (delegato italiano Verdi europei), Raffaele Nevi
(consigliere FI Umbria), Fiamma Nirenstein (giornalista), Susanna Nirenstein
(giornalista), Giuseppe Nitto (direttore Centro Studi Volcei, Buccino – Sa),
Cecilia e Davide Nizza da Gerusalemme, Tonino Nocera (vicepres. Italia-Israele
Reggio Calabria), Francesco Nucara (viceministro Ambiente), per il Nuovo
Movimento sociale – Destra nazionale Carmine Cedro, Achille Occhetto (senatore),
Ilaria Occhini (attrice), Peppino Orlando (teologo pubblicista), Giovanni Orsina
(storico), Moni Ovadia (attore), Lodovico Pace (senatore An), Riccardo Pacifici
(portavoce Comunità ebraica Roma), Alfredo Pallone (FI Frosinone), Mark Palmer
(ex ambasciatore americano), Antonio Palmieri (deputato FI), Angelo Panebianco
(politologo), Renato Panella (FI Roma), Marco Pannella (leader radicale),
Giampaolo Pansa (giornalista), Michela e Gianni Parenzo, Stefano Parisi
(ad Fastweb), Vittorio Emanuele Parsi (docente univ.), Gianluigi Paragone
(direttore la Padania), Partito liberale italiano Roma, Alberto Pascucci
(consigliere FI Prov. Roma), Leone Paserman (pres. Comunità ebraica Roma),
Giorgio Pasetto (coordinatore Margherita Lazio), Adriano Pastore, Luigi
Pastorelli (direttore tecn. Gruppo Schultz), Claudio Pavone (storico), Marco
Perduca (rappresentante Partito radicale transnazionale all’Onu), Francesco
Perfetti (storico), Giuseppe Pericu (sindaco Genova), Aldo Perrotta (deputato
FI), Savino Pezzotta (segr. generale Cisl), Enrico Pianetta (senatore FI, pres.
Ass. parlamentare Amicizia Italia-Israele), Camillo Piazza (segr. Verdi
Lombardia), Gustavo Piga (docente univ.), Gaetano Pilastro (cons. com.
Castegnero - Vi), Paolo Pillitteri, Nicola Piovani (musicista), Daniel Pipes
(direttore Middle East Forum), Richard Pipes (Harvard University), Lapo Pistelli
(europarlamentare Margherita), Stefania Podda (giornalista), Guido Podestà (europarlamentare
FI), Norman Podhoretz (saggista), Antonio Polito (direttore Riformista),
Vittorio Possenti (filosofo), Giorgio Pressburger (scrittore), Provincia di
Benevento, per il Psdi Giordio Carta (segr.), Ezio Quarantelli (ed. Lindau),
Enzo Raisi (deputato An), Umberto Ranieri (deputato Ds), Pietro Raschillà
(giornalista), Elisabetta Rasy (scrittrice), Ermete Realacci (deputato
Margherita), Giovanni Reale (filosofo), Gaetano Rebecchini (pres. Centro
Orientamento Politico), Tullio Regge (fisico), Loris Reggioli (Movimento
Pensionati Toscana), Yasha Reibman (portavoce Comunità ebraica Milano),
Gustavo Reichenbach (docente univ.), per la Rete delle Donne Passaparola
Fiorella Angrisani e Alessandra Servidori, Mario Andrea Rigoni (scrittore),
Carlo Ripa di Meana, Ludovica Ripa di Meana (scrittrice), Claudio Risé
(psicoanalista), Carlo Riva (giornalista), Franco Rizzo (docente univ.), Donato
Robilotta (capogr. Nuovo Psi Lazio), Eugenia Roccella (saggista), David Rosen
(rabbino a Gerusalemme), Carlo Rossella (direttore Tg5), Ivo Rossi (assessore
Mobilità Padova), Luciano Rossi (coordinatore FI Umbria), Anna Rossi-Doria
(storica), Gianfranco Rotondi (deputato Dc), Sergio Rovasio (direttore Partito
radicale), Michael Rubin (direttore Middle East Quarterly), Gianni
Ruotolo, Gian Enrico Rusconi (storico), Giovanni Russo (giornalista), Emilio
Sabattini (pres. Prov. Modena), Linda Laura Sabbadini (direttore centrale Istat),
Giovanni Sabbatucci (storico), Maurizio Sacconi (sottosegr. Welfare), Ubaldo
Salomoni (consigliere FI Emilia Romagna), Gianni Sammarco (vicecapogr. FI
Lazio), Angelo Sanza (deputato FI), Bia Sarasini (giornalista), Amalia Sartori (europarlamentare
FI), Enrico Sassoon (ad American Chamber of Commerce in Italy), Alessandro
Sattanino (economista), Mariolina Sattanino (giornalista), Luciana Sbarbati (segr.
Repubblicani europei), Ivan Scalfarotto, Daniele Scalise (giornalista), Sergio
Scalpelli (direttore relaz. esterne Fastweb), Lucetta Scaraffia (storica), Paolo
Scarpa Bonazza Buora (sottosegr. Politiche agricole), Aldo Schiavone (direttore
Istituto italiano Scienze umane), Gary Schmitt (Project for the New American
Century), Antonio Sciortino (direttore Famiglia Cristiana), Roger Scruton, Beppe
Sebaste (scrittore), Luciano Segre, Gustavo Selva (deputato An), Marina
Sereni (deputato Ds), Giuseppe Sermonti (genetista), Vittorio Sermonti
(scrittore), Antonello Sette (giornalista), Giuseppe Simeone (consigliere FI
Formia – Lt), Giorgio Simeoni (consigliere FI Lazio), Sergio Soave
(giornalista), Antonio Socci (giornalista), Adriano Sofri (giornalista), Gianni
Sofri (pres. Cons. comunale Bologna), Luca Sofri (giornalista), Marta Sordi
(storica), Valdo Spini (deputato Ds), Sergio Stanzani (pres. Partito
radicale transnazionale), Guido Stompanato (ex vicesegr. Cdu Casalnuovo di
Napoli), Vittorio Strada (storico), Student Movement Coordination Committee
for Democracy in Iran di Aryo B. Pirouznia, Daniele Tagliacozzo (assessore
Turismo e Sport Ancona), Antonio Tajani (capogr. FI Parlamento europeo, vicepres.
Ppe), Luciano Tas (scrittore), Marco Taradash (Riformatori e Liberali), Paola
Tavella (giornalista), Francesco Tempestini (direzione Ds), Massimo Teodori
(storico), Chicco Testa (pres. Roma Metropolitane), Antonio Tomassini (senatore
FI), Aldo Torchiaro (Nessuno Tv), Lucio Toth (pres. Ass. nazionale
Venezia Giulia e Dalmazia), Giuseppe Trepiccione (Cons. nazionale Verdi), Livia
Turco (deputata Ds), Unione italiana del Lavoro, Ada Urbani (consigliere FI
Umbria), Adolfo Urso (viceministro Attività produttive), Pietro Vanicelli
(sindaco Russi – Ra), Giorgio van Straten (pres. Palaexpo Roma), Iaia
Vantaggiato (giornalista), Gianni Vattimo (filosofo), Roberto Vecchioni
(cantautore), Walter Veltroni (sindaco Roma), Riccardo Ventre (europarlamentare
FI), Cosimo Ventucci (sottosegr. Commercio estero), Verdi Europa, Gianni
Vernetti (deputato Margherita), Marcello Vernola (europarlamentare FI), Giorgio
Vittadini (pres. Fondazione per la Sussidiarietà), Luca Volonté (capogr. Udc
Camera), Elie Wiesel, Elisabetta Zamparutti (tesoriera Nessuno tocchi
Caino), Luigi Zanda (senatore Margherita), Stefano Zappalà (europarlamentare
FI), Viktor Zaslavsky (storico), Stefano Zecchi (assessore Cultura Milano),
Franco Zeffirelli (regista), Tobia Zevi (pres. Unione Giovani Ebrei d’Italia),
Giuliano Zincone (giornalista), Nicola Zingaretti (capogr. Ds Parlamento
europeo), Alan S. Zuckerman (docente univ.), Ettore Lomaglio Silvestri (Ass.
cult. Sconfiggiamo la mafia).
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Appello di Magdi Allam
Perché noi musulmani
dobbiamo esserci
("Corriere
della sera", 1 novembre 2005)
Lanciare un appello ai musulmani d’Italia affinché aderiscano a una manifestazione a sostegno del diritto di Israele all’esistenza, va probabilmente incontro a un’accusa di tradimento. Eppure, oggi più che mai, bisogna farlo. In un’epoca di oscurantismo nichilista che ha contagiato principalmente i musulmani, solo riconoscendo il diritto di Israele all’esistenza si riscatterà il valore della vita propria e altrui.
Cominciamo con l’ammettere che molti musulmani d’Italia sono contrari al diritto di Israele all’esistenza. E tra coloro che non lo sono, molti hanno paura delle conseguenze a cui si esporrebbero qualora si esprimessero in libertà. Paura. Tradimento. Di che? Della causa palestinese? Ma se gli stessi palestinesi hanno riconosciuto il diritto di Israele all’esistenza sin dal 1993 a Oslo.
Dell’islam? Di quale islam? Quello di bin Laden che massacra principalmente i musulmani in aggiunta ai non musulmani in tutto il mondo? O quello dei Fratelli Musulmani che ha messo le mani sulla gran parte delle moschee d’Italia strumentalizzando la democrazia per diffondere un’ideologia integralista ed eversiva? Basta rileggersi la secca risposta «No», alla domanda sul diritto di Israele all’esistenza, perché «è uno stato coloniale nato da una pulizia etnico-religiosa», data dal segretario nazionale dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), il convertito Hamza Roberto Piccardo, al settimanale Panorama il 22 settembre scorso.
Il più illuminato e coraggioso è il giovane Khalid Chaouki, editorialista del settimanale News: «Parteciperò alla fiaccolata di giovedì a Roma perché sono contrario al leader iraniano che vorrebbe scatenare lo scontro di civiltà istigando alla cancellazione di una presenza storica di Israele e degli ebrei. Oggi non possiamo come musulmani d’Occidente restare inerti di fronte alle minacce contro Israele e gli ebrei perché in questo modo disconosceremmo il valore dell’Olocausto nella storia occidentale e che ha portato alla nascita di Israele. Purtroppo questa consapevolezza manca tra molti musulmani, specie dall’altra parte del Mediterraneo, dove si coltivano tesi di rifiuto o negazioniste».
Anche Souad Sbai, presidente della Federazione delle associazioni marocchine in Italia, assicura che «noi ci saremo alla manifestazione. Non abbiamo bisogno di provocazioni, bensì di pace. Come marocchini abbiamo una consolidata convivenza con gli ebrei e riconosciamo il diritto all’esistenza di Israele. Come italiani non possiamo che schierarci dalla parte del diritto alla vita di tutti».
Ali Younis, italiano di origine libanese, medico anestesista all’ospedale di Pescara, afferma che Ahmadinejad «è impazzito, sono 60 anni che facciamo la guerra e non succederà mai che l’uno cancelli l’altro. Da sempre sostengo la tesi di due stati per due popoli. Sono d’accordo per il diritto di Israele all’esistenza come promotore della pace e dello Stato palestinese. Quindi anch’io ci sarò alla manifestazione». Così come assicura che ci sarà Mario Scialoja, ex ambasciatore d’Italia, convertito all’islam: «È pazzesco ciò che ha detto il presidente iraniano. La soluzione è due stati per due popoli». Avrei potuto raccogliere altre testimonianze su questa falsariga. Ma lo dico con grande onestà: sono una minoranza i musulmani che hanno la lucidità intellettuale e il coraggio umano di riconoscere il diritto di Israele all’esistenza.
C’è tanta ignoranza e ancor più forte è la paura. Ebbene sarebbe ora che si dicesse chiaramente che sono proprio coloro che disconoscono il diritto di Israele all’esistenza a essersi finora opposti alla nascita di uno Stato palestinese indipendente. Così come avvenne nel 1948 quando, pur di impedire allo Stato ebraico di vedere la luce, gli eserciti arabi finirono solo per impedire la costituzione dello Stato palestinese previsto dalla risoluzione 181 dell’Onu del 1947. E perché mai la Giordania, anziché annettersi la Cisgiordania nel 1949 e l’Egitto anziché amministrare Gaza fino al 1967, non consentirono che su quei territori nascesse uno Stato palestinese?
La verità è che fu solo grazie alla lungimiranza e al coraggio di Rabin che, per la prima volta, i palestinesi si sono concretamente incamminati verso la realizzazione di uno Stato indipendente. E diciamo che se ciò finora non si è realizzato lo si deve in gran parte al terrorismo di Hamas, della Jihad e di una parte di Al Fatah che, pur di non riconoscere il diritto di Israele all’esistenza, preferiscono non veder nascere uno Stato palestinese. C’è un nesso evidente tra il riconoscimento del diritto di Israele all’esistenza e l’accettazione del valore della vita propria e altrui. Per tutto ciò oggi il vero discrimine tra civiltà e barbarie è il riconoscimento del diritto di Israele all’esistenza.
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SIAMO TUTTI SIONISTI
di Paolo Guzzanti
("Il Giornale", 3 novembre 2005)
Lo confesso. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, mi ha convinto: oggi
sono un sionista. Non lo sono stato fin quando il nuovo Hitler di Teheran
non ha promesso la soluzione finale al popolo e alla nazione ebraica con le
bombe nucleari che si costruisce sotto gli occhi dell'Europa, e fin quando non
ha promesso vendetta a tutti coloro che oggi andranno a manifestare per il
diritto di Israele ad esistere.
Ahmadinejad ci ha chiamato sionisti e dunque accontentiamolo: sventoliamo
sotto il suo naso la bandiera bianca e azzurra con la stella di David. Oggi
la gente che crede nella morale sarà in piazza per Israele. Ma sarà in piazza
anche contro la banda terrorista di Teheran. Noi chiediamo e chiederemo che
Ahmadinejad e gli altri uomini che minacciano l'esistenza di Israele e del mondo
civile vengano rimossi dal potere che usurpano al danno del popolo iraniano con
le buone o con le cattive. Come si dice oggi, senza se e senza ma: stavolta non
c'è neanche da sollevare i sassi e frugare nelle case per cercare armi di
distruzione di massa: è il regime l'arma di distruzione del popolo iraniano e la
minaccia di tutti i popoli a tiro di missili, israeliani per primi, ma noi
compresi: le testate nucleari del nuovo Hitler possono raggiungere Roma,
Gerusalemme, Tel Aviv e dunque vanno distrutte insieme alla cricca che sevizia
il popolo iracheno, usa i rapimenti come pratica terroristica, impicca le sue
donne, imprigiona e assassina i suoi giornalisti. Dove siete anime belle di
Freedom House, dov'è il signor Ambeyi Ligabo inviato dell'Onu di nazionalità
keniota, il quale ha avuto la faccia tosta di dire che in Italia non c'è la
libertà che invece si spreca nella repubblica islamica dei mullah? Sionisti:
se ad Ahmadinejad fa piacere considerare sionisti coloro che sostengono Israele,
allora noi ci dichiariamo sionisti e oggi useremo parole simili a quelle che
pronunciò il presidente John Fitzgerald Kennedy davanti alla vergogna del muro
di Berlino quando disse: «Ich bin eine Berliner, anche io sono berlinese».
Berlinesi ieri e oggi sionisti.
Ma per abbattere la cricca dei mullah che insanguinano l'Iran,minacciano
Israele, diffondono il nazismo islamico e già puntano le loro armi contro di
noi, non è forse necessario muovere divisioni di fanteria e stormi di
bombardieri... Questa è l'unica carta da tentare prima di passare alle armi
sotto l'egida internazionale o, come appare più probabile, per la iniziativa
unilaterale degli Stati Uniti d'America, lasciati soli a fare ciò che
toccherebbe alla commuta delle nazioni civili e democratiche.
Ma poiché oggi importanti uomini politici come Giulio Andreotti, pur
confermandosi amici della causa araba e palestinese manifestano la loro seria
preoccupazione per quel che riecheggia da Teheran, rileviamo con soddisfazione
che in Italia si sta raggiungendo un comune sentire che non divide la destra
dalla sinistra, ma soltanto le persone oneste dagli opportunisti. Oggi questa
nuova rappresentanza civile e politica si mostrerà in piazza a Roma rispondendo
all'appello di Giuliano Ferrara e per la prima volta vedremo manifestare
insieme, con le bandiere di Israele al vento, uomini e donne che nella vita
politica quotidiana si detestano e si avversano. Il che è bene affinché il
messaggio arrivi forte e chiaro: Israele non sarà mai abbandonato e non
abbandoneremo nemmeno il popolo iraniano nelle mani dei suoi carnefici.
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DA ISRAELE: GRAZIE
ITALIA!
di Deborah Fait
("www.informazionecorretta.com",
4 novembre 2005)
Come sempre le manifestazioni per Israele si svolgono in pace e allegria, bandiere, striscioni senza odio per nessuno, solo amore per Israele.
Non ci sono teppisti, nessuno rovina niente, i negozianti non hanno paura, la gente sciama con le sue bandiere, sorridendo, cantando, chiamandosi, tenendosi per mano.
E' la seconda volta in questi ultimi cinque anni che Giuliano Ferrara chiama i romani a manifestare per Israele e i romani rispondono compatti e felici. C'e' chi ha la bandiera colla Stella di David in un cassetto, la tira fuori, se la mette sulle spalle o la lega all'asta e fuori, fuori di casa, fuori per Israele.
Chi non ha la bandiera se la va a cercare oppure esce con la bandiera italiana e di colpo Roma si tinge di biancoazzurro e risuona di canti ebraici.
Ho sentito cantare l'Inno, Hatikva', la Speranza, anche l'inno di Mameli per amore verso l'Italia che e' patria degli ebrei italiani.
Ieri sera, guardando il telegiornale, io ho pianto, quando ho visto Giuliano Ferrara gridare al microfono "VIVA ISRAELE, VIVA ISRAELE" mi sono commossa così tanto da singhiozzare.
Non siamo abituati ad essere amati e quando capita e soprattutto capita in modo così bello, con tanta gente che corre in strada per noi, per Israele, per dire a quel caprone fanatico iraniano che lui non distruggerà niente e nessuno, non possiamo trattenere l'emozione.
Tutti i media israeliani hanno riportato la notizia in prima pagina con le fotografie dei romani che sventolavano la nostra bandiera e io mi sono sentita orgogliosa di essere italiana dopo aver tanto sofferto in questi anni per altre manifestazioni.
Ve le ricordate? Sto parlando di quelle indegne dimostrazioni di odio in cui i manifestanti si travestivano da kamikaze, urlavano "A MORTE ISRAELE", bruciavano le bandiere, le calpestavano, portavano manifesti che auguravano la morte al sionismo e ai sionisti.
Quanta vergogna provavo in quelle occasioni.
Quanta rabbia, quante lacrime amare.
Manifestavano per quelli che facevano saltare gli autobus in cui morivano bruciati decine e decine di innocenti e gridavano come forsennati il loro odio contro di noi.
Quanta immensa rabbia.
Ieri niente di tutto questo, ieri c'era Israele per le strade, e l'Italia quella vera, quindi la civiltà e il rispetto.
Le forze politiche hanno partecipato compatte alla manifestazione, c'erano tutti quelli del centro destra e del centro sinistra. C'erano gli amici dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana. C'era persino l'ambasciatore Scialoja.
Fini aveva promesso di andare ma all'ultimo ci ha ripensato, il Ministro Martino anche lui ci ha ripensato. Che delusione.
Dicono che chi sta al governo non può andare a manifestare davanti a un'ambasciata straniera. Mah!
Quando quell'ambasciata rappresenta un paese guidato da un fanatico penso sia lecito anche per i ministri andare a esprimere la propria protesta. Io so che il Ministro Martino e' amico di Israele, credo che anche Gianfranco Fini sia amico di Israele, però hanno avuto paura.
Quindi non e' questione di amicizia, quella non e' in discussione, forse e' solo un problema di palle.
Non e' andato Bertinotti che ha avuto l'ipocrisia di dire "Non vado perché non si parla della Palestina".
Ohibo' Mister Bertinotti, che scusa miserella miserella.
Ahmadinejad non ha mica chiesto la distruzione della Palestina!
In effetti questa volta la Palestina c'entrava come i cavoli a merenda, Mr. Bertinotti.
Questa volta era solo Israele in gioco e la minaccia della sua distruzione. Quindi la sua ipocrisia mi fa veramente un baffo anche perché non mi risulta, Mr. Bertinotti che quando lei partecipa alle manifestazioni in cui si grida "A morte Israele" ponga qualche condizione.
Ha mai detto in quelle indegne occasioni "Non vengo finché non promettete di piantarla col terrorismo".
Lo ha mai detto, Mr. Bertinotti? NO e allora anche per lei e' solo questione di palle. C'e' chi ce l'ha e c'e' chi non ce l'ha.
Non vorrei parlare di altri che non hanno partecipato alla manifestazione, degli amici degli hezbollah, di quegli italiani che non riconoscono lo stato di Israele. Lo faccio solo per manifestargli il mio disprezzo ma devo riconoscere che sono stati coerenti col loro odio.
L'amico Ahmadinejad vuole un mondo senza sionismo, loro anche. L'amico Ahmadinejad vuole distruggere Israele e loro non si opporrebbero. Quindi hanno fatto bene a non farsi vedere.
Loro vanno ad altre
manifestazioni, quelle dove si urla odio e fanatismo, quelle dove
si bruciano bandiere, e si rovesciano i cassonetti.
I 15.000 italiani che hanno manifestato PER ISRAELE a Roma e
le altre migliaia di Torino e Milano e tutti quelli che hanno acceso una
candela davanti alla finestra sono gente che oltre alle palle ha un
cuore, un cuore grande, un cuore che ama questo Paese e
che vuole dimostragli solidarietà perché non ha ancora mai finito di
soffrire , di essere minacciato di distruzione e di avere paura.
A tutti loro, per tutti loro, da Israele, e a nome di tutti gli
israeliani perché so che lo pensano e molti me lo hanno detto, io
grido:
"GRAZIE ITALIA".
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IL
SIONISMO NON E' PIU' UN TABU'
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
("L'opinione delle libertà", 5 novembre 2005)
La
devastante follia di Ahmadinejad un piccolo miracolo, almeno in Italia, lo ha già compiuto: il
proposito del presidente-torturatore iraniano di "cancellare Israele dalle
carte geografiche" ha immediatamente indotto gli amici d'Israele a
mobilitarsi per ribadire il diritto dello Stato ebraico all'esistenza, alla
sicurezza e alla pace. Noi filo-israeliani d'Italia ci siamo contati, ed
eravamo davvero in tanti. Più del previsto.
Organizzata nell'arco di pochi giorni, la fiaccolata per Israele davanti
all'ambasciata iraniana ha raggiunto ben 15.000 partecipanti. Hanno aderito
quasi l'intero spettro delle forze politiche parlamentari, il coordinamento
dell'opposizione iraniana in esilio e qualificati esponenti del mondo
ebraico, cattolico, evangelico, musulmano e laico. Il dato si può leggere in
un solo modo: cresce il numero degli Italiani che solidarizzano con Israele
e con la sua lotta contro il terrorismo integralista, e per fortuna cresce
anche il numero dei politici che di questo orientamento degli elettori è
costretto a tener contro. L'opinione pubblica italiana è ormai, a grande
maggioranza, filo-israeliana e sionista, mentre l'antisemitismo mascherato
da anti-sionismo - in passato tanto in voga in certi ambienti del politically correct - è costretto a gettare la maschera e a rivelarsi per
ciò che è: un'ideologia fanatica ed anti-democratica, ormai rivendicata
soltanto da un nugolo di fanatici estremisti e di vetero-comunisti.
Nell'aprire la manifestazione, il vice direttore del "Corriere della
sera" Magdi Allam ha chiarito l'importanza della
partecipazione dei musulmani all'iniziativa, ribadendo come
sostenere Israele significhi, per tutti i musulmani moderati,
sostenere uno Stato democratico che da anni lotta contro quel
fanatismo integralista che minaccia il futuro del Medio
Oriente col terrorismo suicida. La rappresentate del Meeting
per l'Amicizia fra i Popoli ha dichiarato che i cattolici sono
tenuti a sostenere lo Stato che preserva e tutela i luoghi santi
della loro religione, mentre il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di
Segni, ha spiegato come il desiderio di distruggere Israele sia
un male oscuro millenario, e ringraziato ebrei e non-ebrei
accorsi a dimostrare il loro sostegno a Israele.
Il messaggio mandato sotto le finestre dell'ambasciatore iraniano è risultato più che chiaro: rilanciando la sua campagna anti-israeliana, il regime khomeinista prepara semplicemente la sua auspicabile, imminente rovina. Più il regime dei mullah rinfocolerà le sue campagne d'odio, più i democratici di tutto il mondo isoleranno il regime dei mullah e si stringeranno attorno a Israele e all'opposizione iraniana in lotta contro la clericocrazia.
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