Inna Lillahi wa inna ilayHi raji'un
(Invero apparteniamo ad Allah ed a Lui saremo ricondotti)

Prof.

Hamed 

Muhammad

Shawky

Recitiamo invocazioni a favore del nostro fratello

che Allah 

 abbia   

misericordia

di lui

7 Muharram 1421- April 12, 2000

As-salamu 'alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.

Cari fratelli e sorelle,

Quest'oggi piangiamo la scomparsa del servo del Misericordioso al-Ustadh al-Jalil Hamed Muhammad Shawky al-Burhani al-Masri, l'esimio Direttore della Scuola Islamica di Roma, che è stato rinvenuto morto all'interno della Madrasah in cui insegnava quotidianamente, ed entro la quale trascorreva le notti nel compimento delle devozioni e nell'adempimento dei riti. I nostri cuori sono pervasi dalla tristezza, il nostro animo sente l'amarezza della morte, ma non diremo nemmeno una parola che sia contraria al decreto di Allah. 

Solerte nel soccorrere i fratelli e nell'alleviare i loro disagi, studioso serio e competente, infaticabile docente della  dottrina islamica, il Prof. Shawky aveva fondato la Scuola Islamica dodici anni orsono, ed ha seguitato a dirigerla e ad insegnarvi sino all'ultimo dei suoi giorni. Grazie alla sua dedizione ed al suo abbandono nelle mani di Allah, la piccola Madrasah Ishraqiyyah era diventata la principale Scuola Islamica d'Italia, e il suo Oratorio è a tutt'oggi l'unico luogo di culto islamico dell'Esquilino, il quartiere di Roma in cui si concentra il più alto numero di abitanti musulmani.

Centinaia di famiglie musulmane hanno beneficiato dei corsi per adulti e per bambini della Scuola Islamica, che ha frequentemente aperto le sue porte anche ad alcune decine di ricercatori non-musulmani. Il numero degli studenti ammontava ormai a diverse centinaia, ma il Prof. Shawky seguitava a rifiutarsi di stabilire quote di iscrizione, ed accettava soltanto donazioni volontarie e spontanee. Allorquando alcuni membri del Consiglio suggerirono di fissare una retta minima per ogni studente, egli si oppose fermamente, dicendo, "Non possiamo chiudere la porta in faccia ai poveri, e la maggioranza degli immigrati musulmani vive in condizioni d'estremo disagio." Per chi lo ha conosciuto di persona, questa era semplicemente un'ulteriore prova della sua spontanea disponibilità al servizio dei deboli, e del suo innato senso di rettitudine. Questo intimo orientamento era talmente radicato da indurlo - nonostante la sua natura oltremodo indulgente nei confronti del genere umano - a denunciare le malversazioni di quanti ha suo tempo hanno angariato la Comunità romana, e ciò con dignità e perseveranza, sino alla rimozione di quei dirigenti che  risultarono inadeguati al mandato loro affidato. Per questa strenua opera di moralizzazione della vita comunitaria, di cui continuano tuttora a beneficiare, i musulmani di Roma non possono che essergli oltremodo riconoscenti.

Grazie all'impegno del Professor Shawky, ed al suo amore per i Mashaykh del Tasawwuf, molti giovani musulmani sono stati protetti dalla eretica propaganda wahhabita e dal cancro del fondamentalismo. Non appena si rendeva conto che un allievo veniva attratto da gruppi devianti, egli sapeva quale lettura consigliargli, e quale volume fosse un antidoto in grado di dissolvere i dubbi dovuti alla mancanza di basi dottrinali e d'esperienza. In tal modo, egli ha adeguatamente contribuito a salvaguardare le giovani generazioni, e ad impedire che esse deviassero dal sentiero della Gente della Sunnah e del Consenso. I suoi moniti a preservare la moderazione islamica e a guardarsi dagli estremismi parlavano direttamente al cuore, ed hanno contribuito in modo rilevante a delineare l'attuale identità  della Comunità musulmana italiana.

Quest'oggi ogni musulmano d'Italia sente di aver perduto un fratello generoso, una saggia guida ed un amico fidato, uno di coloro che né gli scambi né il commercio possono distogliere dalla rimembranza di Allah. Possa Allah riversare su di lui la Sua onnipervadente misericordia, ed aprirgli le porte dei Giardini del Paradiso. 

Consci del lutto che quest'oggi ci ha colpito, chiediamo ad ogni musulmano che leggerà questa pagina di recitare una supplica e di leggere la Fatihah e la Sura Ya Sin per la nobile anima di Hamed Muhammad Shawky.

Chiediamo a tutti coloro che lo hanno conosciuto o che hanno beneficiato del suo insegnamento e del suo operato di recarsi in visita presso la tomba, e di attuare nel suoi confronti quanto previsto dalla Sunnah dell'Inviato di Allah (sall-Allahu 'alayhi wa sallam), recitando una supplica, ed aggiungendovi la recitazione della Fatihah, degli ultimi due versi della Surah al-Baqarah e dell'intera Surah Ya Sin.

Queste ultime due recitazioni, oltre ad essere Sunnah pura e confermata, costituiscono al giorno d'oggi una forma di jihad per il Vero nei confronti degli eretici innovatori. E' prevalente fra i Wahhabiti contemporanei la pretesa "è lecito recitare per i morti la sola Fatihah, e quanto è in più è esagerazione" (così i discepoli di Ibn Baz e di al-Albani), ed è questa sentenza d'ignoranza iniqua, contraria al consenso della Gente dell'Islam. Bramosi all'estremo di innovazione stravagante, costoro osano dire ciò che nessuno dei Musulmani vissuti prima di loro ha mai detto. Cercano altresì di occultare, nella loro giurisprudenza riformista, i detti profetici attestati da tradizione certa e unanime assenso.

Per sbugiardare simili empietà, è sufficiente rammentare che Ma'qil Ibn Yasar (radi Allahu 'anh) ha riferito che l'Inviato di Allah (sall-Allahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Leggete Ya Sin sui vostri morti."

E' autenticato dagli Imam Abu Dawud (in Sunan, Kitab al-Jana'iz e Bab ma yaqul fi salati ala'l-mayyit), an-Nisa'i (Amal al-yaum wa-l-laylah, 308), Ibn Maja' (Sunan Kitab al-Jana'iz, Bab al-qira'ah 'inda al-mayyit), Ahmad Ibn Hanbal (Musnad, Vol. 5, 26), al-Hakim (al-Mustadrak, Vol. I, 565) and Ibn Hibban (Sahih, Kitab al-Jana'iz, Fasl fi al-muhtadar, e al-Ihsan bi-Tartib Ibn Hibban di Ibn Bilban, Vol 5, 3).

In Musnad Vol. 5, 26, l'Imam Ahmad ha trasmesso, circa questa stessa Surah, che l'Inviato di Allah (sall-Allahu 'alayhi wa sallam) ha inoltre detto:

"Ya Sin è il cuore del Corano. Nessuno la recita intendendo che valga per Allah e per l'Aldilà senza essere perdonato. Leggetela sui vostri morti."

L'Imam Tabarani (Muj'am al-Kabir, ch. 12, n. 444) ha narrato che 'Abdullah Ibn 'Omar (radi Allahu 'anh) ha detto: "Ho sentito l'Inviato di Allah (sall-Allahu 'alayhi wa sallam) dire, 'Quando uno di voi muore, seppellitelo nella tomba, quindi recitate la Fatihah del Libro all'altezza del capo, e gli ultimi due versi della Sura al-Baqarah all'altezza dei piedi." L'Imam Ibn Hajar dice nel commentario al Sahih di al-Bukhari (Fath al-Bari, cap. 3 n. 184) "Lo ha narrato l'Imam Tabarani, e la sua catena di trasmissione è corretta."

Si lode ad Allah, ed Allah conosce ogni cosa meglio di chiunque altro.

Wa-s-salamu 'alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.

Il Majlis al-Ulema
dell'Associazione Musulmani Italiani  

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Circa il compianto Prof. Shawky, il giornalista Francesco Grignetti - con ammirevole obiettività e documentazione dei fatti -  ha scritto il seguente articolo, pubblicato su "La Stampa"del 14 aprile 2000:

Ucciso il Direttore della Scuola Islamica
Giallo a Roma, strangolato nel suo appartamento

L'uomo Mohamed Shawky, 52 anni, morto da alcuni giorni, era riverso a terra al centro del suo povero appartamento in Via Turati, quartiere Esquilino. Strangolato. Agli occhi degli investigatori è parso un ordinario delitto di disperazione, maturato nell'ambiente dell'immigrazione clandestina. Ma a ben vedere, il signor Shawky era una piccola autorità fra i Musulmani romani. La sua scuola islamica, che fu chiusa dai vigili urbani due mesi fa per irregolarità varie, era integrata in una rete di associazioni islamiche tra cui l'Associazione Musulmani Italiani e l'Istituto Culturale della comunità islamica italiana. Mohamed Shawky era malvisto da molti degli inquilini del suo palazzo, perché la scuola era una fonte di confusione. Però lui era un uomo mite che insegnava l'italiano agli immigrati per pochi spiccioli, si prodigava per aiutare i clandestini, predicava la tolleranza tra le religioni, contrastava l'integralismo, ospitava le delegazioni di associazioni islamiche internazionali. Era uno di quelli che si davano da fare per impiantare in Italia una confraternita sufi, il venerando ordine Tijani. 

A preoccuparsi della sorte di Shawky è stato suo fratello. Da quattro giorni Mohamed non rispondeva al telefono. L'uomo è andato a bussare nell'appartamento. E l'ha trovato. Le indagini sono state affidate alla Digos e alla Squadra Mobile di Roma, che per il momento hanno appurato che la vittima è stata uccisa tre o quattro giorni fa per strangolamento. Aveva segni di percosse sul petto e la testa spaccata. Non viveva nel lusso, Shawky. Dice l'ex amministratore dello stabile, che l'aveva in simpatia: "Fino a qualche anno fa aveva un negozio di oggettistica araba, ma lo chiuse perché gli affari andavano male. Trasformò poi il suo appartamento in scuola. Insegnava italiano agli stranieri. E veniva anche un Imam, ogni tanto, per le lezioni di Corano." Questa trasformazione dell'appartamento in scuola creò inevitabilmente un gran trambusto nel palazzo. I condomini raccontano di centinaia di persone che andavano e che venivano. Qui era diventato come la Stazione Termini", dicono oggi. Fecero esposti ai vigili urbani, i quali indagarono e l'8 febbraio intervennero, chiudendo la scuola e denunciando il titolare per sfruttamento della manodopera clandestina. Avevano trovato nell'appartamento 25 extracomunitari non in regola con i permessi. Shawky veniva accusato di chiedere soldi in cambio di un intervento a favore di chi doveva ricevere il permesso di soggiorno per lavoro.

In quell'occasione una voce del palazzo sosteneva che gli avessero trovato in casa anche volantini che propagandavano la circoncisione e l'infibulazione. Ma precisa decisamente l'ex amministratore: "Mi aveva spiegato che la circoncisione è prevista dal Corano , e che si era rivolto ad alcuni commercianti ebrei per conoscere qualche medico che la praticasse. L'infibulazione no, non è prevista, e lui diceva di non saperne niente."

La scuola islamica di Shawky, comunque, era un punto di riferimento per una porzione dell'ampia comunità islamica. L'anno scorso, in occasione delle festività islamiche, vi si distribuiva uno stampato in favore del dialogo inter-religioso e sulla fratellanza abrahamitica che legherebbe ebrei ed arabi. Partecipava al progetto del Comune di Roma "Città come scuola". In via Turati era poi di casa il professor Abdul Palazzi, che è il segretario generale dell'Associazione Musulmani Italiani. Un altro fautore del dialogo fra le religioni. Ispiratore di un "Islam-Israel Fellowship", associazione per l'amicizia fra Islam e Israele. Uomo colto, che partecipa a convegni sulla musica e scrive libri, e che è in corrispondenza con Giulio Andreotti (ne da prove sul suo sito Internet).

Grazie all'interessamento del Centro Islamico di Toronto, nella modesta scuola diretta da Shawky il 6 novembre scorso venne in visita una delegazione della potente Associazione per il Progetto Carità Islamica (Aicp), capeggiata dal Mufti di Zurigo. Ma l'Associazione Musulmani Italiani, a cui la scuola di via Turati faceva capo, si distingue soprattutto per il tentativo di importare in Italia una confraternita sufi, l'Ordine Tijani. I dervisci sufi sono "monaci" dell'Islam, mistici ed esoterici, che vivono in povertà, ballano durante le loro cerimonie e praticano la tolleranza. "Averli nella Capitale sarebbe un valido antidoto alla propaganda dei fondamentalisti" sostengono i leader dell'associazione.


Assalamualaikum wbt

Possa Allah azza wa jalla annoverare lo Sheikh al-Ustadh Hamed Muhammad Shawky tra i Suoi amati servitori, e porlo assieme ai Compagni dell'Inviato di Allah (sall-Allahu 'alayhi wa sallam). 

In verità quelli fra noi che amano l'Inviato di Allah (sall-Allahu 'alayhi wa sallam) e si dedicano all'applicazione della sua Sunnah sono coloro che sono sinceri nel loro amore per lui.

Al Fatihah and al Ikhlas

il servitore della Naqshbandiyyah

Abdul Kareem Said - Ordine Naqshbandi in Malaysia


Assalaamu 'alaikum wrt. wbt

Vi prego di accogliere le mie condoglianze per il ritorno dell'Ustadh Shawky ad Allah ta'aala. Prego Allah di concedergli i giardini del Firdaus, che tutti i suo sforzi nel dirigere la Scuola Islamica di Roma gli vengano calcolati come beneficenza permanente (sadaqatul jaria), e che la sua scienza seguiti ad intercedere per lui dopo la sua morte. Ameen. Quanto ai di lui studenti, prego Allah di far crescere in loro la rimembranza del loro scomparso maestro, affinché essi seguitino a recitare suppliche in suo suffragio

Dice il proverbio: "Chi ha figli ha progenie secondo la carne, ma chi insegna il sentiero della rettitudine ha progenie nella sapienza."

Queste sono le uniche cose che seguiteranno a giovarci anche dopo la morte, e ad essere registrate nel libro dei nostri atti, come confermato dalla parola dell'Inviato di Allah, sallallahu alaihi wassallam.

vostro fratello
Nazeem Davids Soleri

Docente di Lingua e Letteratura Inglese
Islamic International School - Kuala Lumpur


Invio le mie piu' sentite condoglianze alla comunita' islamica italiana per la prematura scomparsa del prof. Hamad Muhammad Shawki: che Iddio abbia Misericordia di lui e lo accolga nella Sua Pace.

Fulana


Esprimo il mio più sincero cordoglio, anche come rappresentante della FENIOF, per la tragica scomparsa che ha colpito la vostra comunità. 

E' mancata una personalità di prestigio, legata al mondo della cultura e del sapere; in questi casi il dolore è ancora più vivo perché assume una dimensione pubblica, infatti non si piange solo un proprio caro, ma anche qualcuno che era direttamente coinvolto nella vita sociale, che prendeva apertamente posizione sui valori e sulle scelte in cui fermamente credeva. 

Amareggiato per il luttuoso evento, non posso che formulare nuovamente le più sentite condoglianze.

Carlo Ballotta
Federazione Italiana Imprese Onoranze Funebri

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