Invitato a Gerusalemme per una sessione di studi del
supremo organo legislativo dell'Ebraismo, il leader dei
musulmani moderati d'Italia esprime solidarietà agli abitanti di
Hebron e parla della guerra contro il Wahhabismo Nella foto,
Shaykh Abdul Hadi Palazzi parla al Sinedrio
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Nel periodo dall'8 al 12 gennaio 2006 Maulana Shaykh Palazzi è
stato invitato a Gerusalemme dal ricostituito Sinedrio e dalla
Associazione di Amicizia Islam-Israele della Root & Branch
Association. L'8 gennaio Shaykh Palazzi ha soggiornato
nell'insediamento di Elkanah come ospite del Rabbino Prof. Hillel
Weiss, docente di letteratura ebraica presso l'Università Bar Ilan e
portavoce del Sinedrio. Il 9 gennaio si è recato a Gerusalemme
presso la sinagoga Dati-Leumi di Har Nof dove, dopo esser stato
presentato al Presidente del Sinedrio, Rabbi Adin Even Yisrael
Steinsaltz, ed al suo Segretario Rabbi Dov Stein, ha partecipato
alla sessione di studi dedicata al tema "L'alleanza dei B'nei NoaH e
le sue leggi".
Nel suo discorso, Shaykh Palazzi ha
sottolineato di essere particolarmente lieto di poter tornare a
Gerusalemme proprio in occasione della Festa islamica del
Sacrificio, e di farlo su invito del Sinedrio. "Nel momento in cui
la leadership politica d'Israele ha perso ogni risidua autorità
morale con la sua decisione di cooperare in modo attivo alla
deportazione di ebrei innocenti dalla Terra d'Israele - ha detto - è
essenziale che la leadership religiosa del popolo ebraico,
rappresentata dal Sinedrio, affermi sempre più il suo ruolo di guida
morale d'Israele in conformità coi precetti della Torah. E'
essenziale che il Sinedrio si occupi altresì di contribuire a
diffondere la conoscenza delle sette leggi di Noè presso i
non-ebrei. Da questo punto di vista i musulmani sono in una
posizione privilegiata rispetto agli aderenti ad altre confessioni
religiose o ideologie, in quanto la proibizione dell'idolatria,
della bestemmia, dell'omicidio, dell'adulterio, del furto, del
nutrirsi di parti di creature viventi e l'obbligo di instaurare
corti di giustizia sono già parte integrante della Legge islamica e
sono accettati come rivelati nella Torah e confermati nel Corano. E'
quindi necessario che il Sinedrio incrementi i suoi rapporti tanto
coi cristiani monoteisti che rigettano la dottrina della trinità,
quanto con quei musulmani che sono immuni dall'antisemitismo e
dell'ostilità verso Israele e verso il popolo ebraico." La
partecipazione alla Sessione del Sinedrio ha consentito a Shaykh
Palazzi di incontrare vecchi amici, fra cui il Presidente della Root
& Branch Association Aryeh Gallin, il Co-Presidente ebraico
della Associazione di Amicizia Islam-Israele Dr. Asher Eder, il
Presidente della Associazione di Amicizia Noachide Rabbi Yehoshua
Freedman, l'archeologo Dr. Vendyl Jones e il Prof. Mel Alexander,
che ha fatto dono a Shaykh Palazzi del suo saggio "Cyberangels.
Aesthetic Peace Plan for The Middle East".
Nella mattinata
successiva Shaykh Palazzi è stato intervistato dalla giornalista
Gail Lichtman per "In Jerusalem", il supplemento settimanale del
Jerusalem Post. Venuto a conoscenza del fatto che - nonostante i
devastanti risultati della deportazione da Gaza della comunità
ebraica di Gush Katif - il governo israeliano minacciava di
procedere ad ulteriori deportazioni di ebrei e di scacciare dalle
loro case alcuni dei residenti di Hebron, Shaykh Palazzi ha deciso
di recarsi immediatamente nella Città di Abrahamo per manifestare
agli esponenti della locale comunità ebraica la sua solidarietà.
Giunto ad Hebron nel pomeriggio del 10 dicembre assieme ad Aryeh
Gallin, Shaykh Palazzi ha fatto visita a Rabbi Dov Lior, Rabbino
Capo di Hebron-Kiryat Arba presso la sua casa di Kiryat Arba, ed ha
poi partecipato ad una riunione di preghiera d'emergenza, prendendo
la parola nel quartiere di Mitzpe Shalhevet. "Se è infame pretendere
che un ebreo, in quanto ebreo, debba essere scacciato dalla casa sua
soltanto a motivo della sua identità, - ha detto - è ancor più
scioccante che una cosa del genere debba accadere in Israele per
ordine del govenro israeliano, e lo è ancor più nel caso di ebrei
residenti ad Hebron, il luogo che Abrahamo stesso acquistò per
erigerlo a dimora dei discendenti di Isacco e di Giacobbe. Se c'è un
luogo al mondo in cui il diritto di residenza di un ebreo è
incontestabile, questo luogo è proprio Hebron. Siccome oggi molti
ritengono sia politicamente opportuno negare questo diritto ed
avversarlo, voglio invece ribadire che questo diritto lo ritengo
inalienabile, e pertanto seguito ad affermarlo e difendenderlo. Sono
grato di trovarmi oggi qui con voi per condannare chi itende
deportarvi e per esprimere a tutti voi la mia convinta solidarietà."
Rabbi Lior ha lodato Shaykh Palazzi per la sua onestà, il suo
coraggio e il suo senso di giustizia, e molti dei presenti si sono
avvicinati a Shaykh Palazzi per stringergli la mano ed esprimergli
la loro gratitudine. Dopo essere stato ospite per la cena di David
Wilder, portavoce della comunità di Hebron, Shaykh Palazzi ed Aryeh
Gallin hanno visitato il sito archeologico di Tel Rumeida.
Nella mattinata dell'11 dicembre Shaykh Palazzi è stato
intervistato presso gli studi di Gerusalemme dell'emittente
televisiva americana Christain Broadcast Network, mentre nel
pomeriggio ha parlato presso il Seymour J. Abrams Orthodox Union
Jerusalem World Center, sviluppando la prima parte della sua
relazione "La terza guerra mondiale è contro il Wahhabismo. Come
possiamo vincerla." La parte conclusiva della relazione verrà invece
presentata al Summit Internazionale dell'Intelligence che si terrà
ad Arlington, Virginia, presso l'Hyatt Regency Crystal City at
Reagan National Airport. Shaykh Palazzi ha iniziato la sua relazione
citando il recente articolo dell'ex-presidente indonesiano, Shaykh
Abdurrahman Wahid, secondo cui il Wahhabismo rappresenta una
minaccia per l'intera umanità, e deve pertanto essere sconfitto
tramite un'alleanza fra i musulmani moderati, l'Occidente
democratico e Israele. "A cinque anni dall'11 settembre - ha detto
Shaykh Palazzi - il bilancio della guerra contro il terrorismo è
palesemente a favore dei terroristi, non degli Stati Uniti e del
mondo libero: i principi sauditi che finanziano al-Qa'idah non sono
stati toccati, le centrali finanziare che supportano il terrorismo
non hanno subito alcun danno, i capi dell'integralismo wahhabita che
sono attivi tanto in Nord America che in Europa sono a tutt'oggi a
piede libero, ed anzi in molti casi hanno conquistato posizioni di
potere ancora più solide. Sino a quando gli Stati Uniti non
comprenderanno che è necessario rimuovere dal potere la famiglia
reale saudita nello stesso modo in cui si è fatto coi Talebani e con
Saddam Hussein, il proposito di vincere la guerra contro il
terrorismo continuerà a restare una pia illusione." Il pubblico ha
animato il dibattito con numerose domande, ed al termine
dell'incontro Yair Davidiy e Rabbi Avraham Feld hanno fatto dono a
Shaykh Palazzi di volumi delle loro opere, mentre Rabbi Natan Segal
gli ha donato un CD contenente le sue elebarazioni musicali dei
versi del poeta Sufi Maulana Jalaluddin Rumi.
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