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INTERROGAZIONE AL MINISTRO DEGLI INTERNI Premesso che L'associazione non riconosciuta "Waqf al-Islami in Italia", che diverrebbe proprietaria della moschea di Bologna, non ha sede nel Comune di Bologna ma a Segrate, in Via Cassanese 3. All'atto della sua fondazione (1988) aveva invece sede a Milano, in via Anacreonte 7. Nel suo atto costitutivo si precisa che essa aderisce all'Ucoii; le due sedi sociali, prima quella di Milano e poi quella di Segrate, coincidono coi due spostamenti di sede del Centro Islamico di Milano, associazione presieduta da Ali Abu Shwaimah, pregiudicato con sentenza definitiva per lesioni colpose gravi su minore e noto alla cronaca tanto per le sue minacce nei confronti dell'On. Daniela Santanché; Ali Abu Shwaimah è stato il primo segretario dell'Ucoii, ed attualmente presiede l'Uoie, il consiglio di coordinamento fra le varie strutture europee dei "fratelli musulmani"; presidente dell'Associazione "Waqf al-Islami in Italia" è il siriano Mohamed Maher Kabakebji, appartenente ad una delle famiglie fondatrici dell'organizzazione estremista dei "fratelli musulmani"; presidente e rappresentante legale del Centro bolognese è il siriano Mohamed Radwan Altounji, discendente di una delle più importanti famiglie fondatrici dei "fratelli musulmani" ed espulso dall'Italia durante la Guerra del Golfo per via dei suoi stretti rapporti col regime del deposto dittatore iracheno Saddam Hussein; nella sua recente intervista su "il Resto del Carlino", quando gli viene chiesto come reperirà i fondi per la costruzione della moschea, Altounji risponde dicendo "chiederemo aiuto all'Arabia Saudita"; sul carattere anti-occidentale, anti-democratico, ideologicamente fiancheggiatore del terrorismo islamico di una organizzazione come l'Ucoii si sono abbondantemente pronunciati, fra gli altri, lo storico delle religioni Massimo Introvigne e il vice direttore del "Corriere della sera" Magdi Allam; Estremo scalpore hanno fatto nascere le inserzioni a pagamento pubblicate dall'Ucoii sui quotidiani italiani. Contenevano la traduzione di un proclama dell'organizzazione terroristica libanese Hezbollah nel quale gli israeliani vengono paragonati ai nazisti; altrettanto scalpore hanno fatto le dichiarazioni a "Porta a porta" di Sara Orabi, esponente del settore giovanile dell'Ucoii, secondo la quale "non solo è giusto lapidare le adultere, ma se i cristiani fossero veri credenti le lapiderebbero anche loro."; il Presidente dell'Ucoii Nour Dachan (padre di Asmae Dachan) ed il suo ex-segretario Roberto Piccardo sono stati rinviati a giudizio per "istigazione all'odio etnico e religioso" e "apologia del terrorismo"; si sono espressi "negativamente" nei confronti dell'Ucoii, nelle loro sentenze, autorevoli magistrati, come il Dott. Marcello Cascini, Sost. Proc. di Milano, che scrive: “E’ dimostrato con ampia ed accurata documentazione che effettivamente l'UCOII e/o i suoi principali esponenti da un lato hanno mostrato di condannare il terrorismo, dall'altro hanno operato però distinzioni, di fatto, tra terrorismo cattivo e terrorismo "meno cattivo"; nonché in alcune occasioni si sono schierati ai fianco dei "Fratelli Musulmani", organizzazione della quale fa parte HAMAS, la quale HAMAS si vanta, notoriamente, di far esplodere tramite i “Kamikaze" autobus civili israeliani, con all'interno donne e bambini.”; il Dott. Gaetano Ruta, Sost. Proc. di Milano, scrive: “Sul sito gestito dalla U.C.O.I.I. appaiono numerosi articoli e riferimenti che rendono evidente il legame con Qaradawi, teorico dei Fratelli Musulmani, che predica l'ideologia violenta nei confronti dell'occidente.”; il Dott. Enrico Manzi, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano scrive: "Dalla lettura di questa documentazione emerge un quadro preciso delle posizioni ideologiche della UCOII e della sua vicinanza alle posizioni più radicali del mondo islamico, ivi compresa una sorta di "comprensione" ideologica verso HAMAS, che è stata notoriamente favorevole all'uso del terrorismo contro Israele.”. Si interroga il Ministro degli Interni per sapere: se quanto sopra corrisponda al vero; se ritenga corretto che il Sindaco di Bologna Sergio Cofferati si rapporti con una associazione "non riconosciuta"; se fosse a conoscenza del "rapporto" fra l'associazione "Waqf al-Islami in Italia" e l'Ucoii; se non sia preoccupante il rapporto più o meno diretto tra l'associazione "Waqf al-Islami in Italia" e i "fratelli musulmani"; se non ritenga importanti le posizioni del Dott. Marcello Cascini, Sost. Proc. di Milano, del Dott. Gaetano Ruta, Sost. Proc. di Milano, e del Dott. Enrico Manzi, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, al fine di valutare la possibilità o meno di riconoscere come interlocutore di un Governo e di un Ente pubblico, una associazione; se non ritenga di indagare a fondo e con tutti i mezzi a disposizione sulle affermazioni di Mohamed Radwan Altounji, in riferimento al reperimento dei fondi dall'Arabia Saudita; se non ritenga necessario indagare ulteriormente sulle motivazioni che hanno portato all'espulsione, durante la Guerra del Golfo, per via dei suoi stretti legami col regime del deposto dittatore Saddam Hussein, di Mohamed Radwan Altounji, discendente di una delle più importanti famiglie fondatrici dei "fratelli musulmani", al fine di comprendere appieno se esistano ancora motivi per "temere" di questa persona;
se non ritenga sia necessario rivedere le regole che permettono rapporti tra le associazioni e gli Enti pubblici, alla luce di quanto emerso, nei rapporti tra l'Amministrazione Comunale di Bologna e l'Associazione "Waqf al-Islami in Italia",
associazione che vanta "frequentazioni e collegamenti" non limpidi con il mondo islamico.
On. Angelo Alessandri Lega Nord
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