
martedì 12 settembre 2006
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La Valent, il
rabbino razzista, Pasquinelli e il Pcdi Il Pdci organizza
un
convegno in una sala di Montecitorio: ROMA - Insultare lo Stato di Israele, definendolo «regime sionista terrorista» e negandone il diritto a esistere. Il tutto dai microfoni della sala Colonne della Camera dei deputati, prenotata per l'occasione dai Comunisti italiani, il Pdci di Oliviero Diliberto. L'ultimo tabù è stato abbattuto ieri, a Roma, con il convegno organizzato dalla Islamic Anti-Defamation League (Iadl) - associazione vicina all'Ucoii, Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche - che per "ricordare" le vittime dell'11 settembre ha ribadito «la necessità di estirpare i mali del mondo e cioè il sionismo, il capitalismo e l'imperialismo americano». E dire che proprio qualche ora più tardi il ministro dell'Interno Giuliano Amato - dalla festa nazionale dell'Unità - ha lanciato un appello vibrante: «Dall'islam deve levarsi più forte una voce che dica: "Bin Laden è un pazzo scatenato, nessuna guerra è santa". Amato ha parlato poi di un'assunzione di responsabilità politica, di una consapevolezza che porti a dire: «Ma quando mai il Corano ha detto che tu troverai 72 vergini quando avrai ucciso un occidentale?». Ma per tornare alla riunione di ieri, si è tratto di un convegno che il portavoce e vicepresidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha definito «un'orgia dell'odio», mentre molti parlamentari hanno puntato il dito sul fatto che una sede istituzionale «non dovrebbe ospitare incontri dai contenuti apertamente antisemiti». Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, è stato invitato «a prendere le distanze dalle atrocità dette», mentre la Lega musulmana mondiale, rappresentata in Italia da Mario Scialoja, ha bollato Montecitorio come «irresponsabile per non essersi informato sull'interlocutore che andava ad ospitare». Imbarazzati, a fine serata, gli uffici di Bertinotti si sono giustificati sostenendo che «il convegno non è in alcun modo riferibile alla Camera né al suo Presidente, ma solo al gruppo parlamentare che ha richiesto l'uso della sala», cioè il Pdci. IL CONVEGNO - "La pace è l'imperativo" era il titolo dell'incontro di ieri, ma i contenuti già erano noti, se si pensa alle dichiarazioni fatte tempo prima dalla portavoce dello Iadl, Dacia Valent, ex deputata di Rifondazione: «L'esistenza dello Stato di Israele sta provocando conflitti che tutti potremmo risparmiarci se solo Israele venisse veramente cancellato dalla carte geografiche». All'incontro hanno partecipato Padre Giorgio Poletti, missionario comboniano, Samir Khaldi, Imam della moschea dell'Ucoii Al-Huda di Roma, la presidente della Iadl, Amina Salina e il fantomatico, sedicente "rabbino capo" della comunità ortodossa e antisionista di Vienna, Moishe Friedman. Il convegno si è concluso con i tre esponenti religiosi che hanno intonato ciascuno una preghiera in nome della pace che va ottenuta, secondo il "rabbino" Friedman, «attraverso la resistenza al regime sionista». Il tutto montato sapientemente, mentre su un maxischermo alle spalle dei relatori scorrevano le immagini, a senso unico, delle vittime palestinesi, di soldati israeliani con il fucile spianato e del territorio palestinese «occupato dalle truppe sioniste». Tanto che «il rapimento dei soldati israeliani è giusto, visto che in guerra tutto è lecito e Hamas come Hezbollah hanno diritto di difendersi in qualsiasi modo», ha sostenuto Friedman. Insomma, oltre a lodare i gruppi terroristici, non sono mancati gli onnipresenti attacchi al governo americano e anche al Vaticano, reo di «appoggiare le strategie sioniste di conquista dello Stato di Israele, che hanno trasformato il territorio della Palestina in un grande campo di concentramento», ha denunciato il "rabbino" Friedman. Che ha anche definito «attacchi incomprensibili quelli subiti in Italia dall'Ucoii» e ha pubblicato un documento in cui si elencavano l'olocausto e le altre atrocità compiute dai nazisti, paragonandole alle incursioni militari israeliane in Palestina. Subito dopo ha preso la parola Moreno Pasquinelli, rappresentante del Campo Antimperialista, per il quale «nel giorno dell'11 settembre è difficile sentirsi tutti fratelli in un mondo dominato da sionisti e americani. Come posso sentirmi fratello di un torturatore di Abu Ghaib», si è chiesto Pasquinelli, che ha definito i «ribelli antimperialisti come moderni santi costretti ad usare ogni metodo per difendersi». Per i kamikaze è pronto il processo di beatificazione. LE REAZIONI «È inquietante», ha detto il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, «che la Iadl abbia potuto organizzare nella Camera dei deputati un'iniziativa dichiaratamente antisraeliana, antiamericana, inneggiante agli Hezbollah e alle forze più oscure del mondo arabo». Anche per il forzista Simone Baldelli, «non sorprende che a richiedere la sala convegni sia stata una delle forze politiche della maggioranza per una contro-manifestazione antiamericana, proprio nel giorno dell'11 settembre». Critico anche il senatore di An, Alfredo Mantovano, che ha chiesto «a Bertinotti di prendere le distanze dalle atrocità dette durante il convegno». Della stessa opinione la deputata del Nuovo-Psi, Chiara Moroni, per la quale «è inaccettabile che la Camera, che dovrebbe essere un organismo di garanzia, ospiti un convegno antisemita». Immediata è arrivata anche la presa di distanza da parte della comunità ebraica, oltre che da quella musulmana. Per Pacifici «Friedman non è il Capo Rabbino di Vienna e non rappresenta in alcun modo l'ebraismo viennese». PARTECIPANTI. MOISHE FRIEDMAN,
millantatore che pretende di essere il "Rabbino Capo" della Comunità
ebraica di Vienna.
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