Negazionisti e no
global d'accordo con l'Ucoii:
«Non è scandalo negare l'Olocausto»
di Andrea Morigi
MILANO - Chiusa la colletta per sostenere i terroristi iracheni,
al Campo antimperialista terminato ieri all'isola Polvese, sul
Lago Trasimeno, parte una raccolta di firme di solidarietà con i
musulmani fondamentalisti dell'Ucoii. Il nemico dei due
gruppi è lo stesso, Israele e gli ebrei, ma l'appello è lanciato
«per la libertà di pensiero». A minacciarla, sarebbe il ministro
dell'Interno Giuliano Amato, che in occasione della riunione della
Consulta per l'Islam, il 28 agosto scorso, avrebbe «formalizzato l'idea
di sottoporre a tutti i partecipanti, pena l'espulsione», il
documento che va sotto il nome di "Carta dei Valori" e prevede, «oltre
alla condanna dell'Olocausto e al "riconoscimento della sua unicità",
l'accettazione perpetua dello stato d'Israele». La pretesa "linea
dura" di Amato, accusato di «un'inaccettabile (sic!) tentativo di
criminalizzare l'Ucoii», è un pretesto. Il testo interessante
è quello della petizione, dove si definisce «una banalità» la tesi
sull'unicità dell'Olocausto, perché «rappresenta
un'interpretazione particolare degli eventi della II seconda (sic!)
guerra mondiale, alla quale dunque, in un libero confronto di posizioni
che è l'essenza della libertà, altre possono essere contrapposte».
Di quali altre tesi si parli, è facile da indovinare. Si va dalle
teorie negazioniste, che contestano perfino l'esistenza dei campi di
concentramento nazionalsocialisti, fino alle farneticazioni sul
"complotto giudaico". Una lettura più attenta dell'inserzione nella
quale l'Ucoii equiparava le stragi israeliane a quelle naziste, dimostra
invece che quel testo «è tratto in parte importante da un opuscolo di
propaganda di Hezbollah, che ha l'obiettivo dichiarato di
distruggere Israele», sostengono i senatori di forzisti Lucio
Malan e Giorgio Stracquadanio. Annunciando nuovi elementi a
sostegno del loro esposto sull'ipotesi di istigazione all'odio
razziale da parte dell'Ucoii, i due parlamentari aggiungono che
«l'inserzione da loro definita un errore è rimasta peraltro on line
fino a domenica pomeriggio sul sito ufficiale dell'Ucoii», mentre
«nel loro sito fratello, gestito dal portavoce-segretario Roberto "Hamza"
Piccardo, e che pubblica anche documenti ufficiali dell'Ucoii
indirizzati alle comunità (in cui si afferma che in Libano è in atto il
tentativo di distruggere l'islam), si trova abbondanza di aberranti
farneticazioni, a cominciare dai discorsi di Hassan Nasrallah, capo di
Hezbollah che, contraddicendo peraltro la retorica vittimista, vanta
di aver inferto più perdite di quelle subite». Si fanno concorrenza nel
campo delle assurdità, insomma, siti antimperialisti e quelli islamici.
Malan e Stracquadanio, sul sito islam-online.it, hanno scovato anche un
docente universitario per il quale «essendo Israele una democrazia,
tutto il popolo è colpevole dell'asserito genocidio dei palestinesi».
Altrove, «si sostiene che l'identità Israele-nazismo c'è e che semmai
la Germania di Hitler aveva più giustificazioni al suo comportamento».
Se vigesse il pugno di ferro, commenta il deputato dell'Udc, Carlo
Giovanardi, si agirebbe come in Austria, dove lo storico
David Irving è stato condannato a tre anni per aver negato l'esistenza
dell'Olocausto. Invece, è molto grave che «il ministro Amato
perseveri in un atteggiamento pilatesco che incoraggia gli
estremisti islamici a continuare la loro predicazione d'odio
borbottando a mezza voce qualche mezza scusa condizionata da mille
distinguo».
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