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L'uno, il tutto e l'impermanenza
Nell’anniversario della morte di Giordano Bruno (17 febbraio 1600), con
il patrocinio del Comune di Roma, dell’Università degli Studi di Roma
“La Sapienza” e dell’Associazione Commercianti del Centro Storico, Il
Centro Culturale Cappella Orsini organizza SubliminaliS
Una rassegna che riunisce i ricercatori dell’immaginario inteso come
risorsa per sviluppare nuovi percorsi della conoscenza.
Giovedì 2 marzo 2006, alle ore 18,30 presso la Cappella Orsini in
Roma, Via di Grottapinta, 21 (zona Via dei Giubbonari), in
collaborazione con l'Istituto Culturale della Comunità Islamica
Italiana, SubliminaliS presenta L’Uno, il tutto e l'impermanenza.
Brani di un poema mesopotamico arcaico e di poesia sufi reinterpretati
secondo i canoni classici di danza araba, esposti nelle opere di
al-Farabi, al-Kindi e al-Mas‘udi.
Coreografie e danza: Marialuisa Sales, docente di Danza Mediorientale
presso il C.U.S. dell'Università "La Sapienza" di Roma.
Cantillazione e traduzione dei testi: Shaykh Abdul Hadi Palazzi,
direttore dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana.
Dopo una breve introduzione sulla tecnica della performance e su come i
temi dell’unità nella molteplicità e dell'impermanenza del mondo
fenomenico siano costantemente riscontrabili negli insegnamenti
sapienziali e nelle tradizioni esoteriche più diverse (dalla Mesopotamia
arcaica, al Sufismo medioevale, sino all’ermetismo occidentale e alle
opere di Giordano Bruno), Shaykh Abdul Hadi Palazzi cantillerà il testo
arabo. Ne fornirà poi la traduzione italiana, mentre simultaneamente
Marialuisa Sales mostrerà le posizioni coreutiche ed i gesti che lo
interpretano, per poi procedere all’esecuzione danzata.
Programma:
1) drammatizzazione della poesia sufi "Laqad sara qalbi" (Invero il mio
cuore è diventato), tratta da "Tarjuman al-aswaq" (Interprete dei
desideri) di Shaykh Muhiddin Ibn ‘Arabi, su musiche di Amina Alaoui;
2) Danza su 4 ritmi percussivi puri di tradizione mediorientale con
l'apporto della tecnica del footwork indiano;
3) drammatizzazione della poesia sufi "Vita, fede e miscredenza", tratta
dal Diwan-e Shams di Maulana Jalaluddin Rumi, interpretata da Zohreh
Joodya su musica di Madjid Derakhshani;
4) drammatizzazione di due estratti del poema epico preislamico "Gilgamesh"
nella traduzione araba di Abed Azrié: a. "Hubb Ashtar" (l'amore di
Ishtar) e b. "Halaka kulla shay'in" (ogni cosa è impermanente).
Ingresso libero.
Per accedere in sala è necessario acquistare la tessera di SubliminaliS
(3 €) che da diritto a partecipare alle iniziative della rassegna (8
febbraio - 15 marzo 2006).
Informazioni e prenotazioni: 333-7220123
info@amislam.com