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Gli assassini della memoria in cattedra nelle università Da Teramo a Roma, professori come Claudio Moffa e Antonio Caracciolo sono solo alcuni esempi di quei “cattivi maestri” ai quali si consente di insegnare negli atenei italiani
di
Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Si può dunque ben comprendere come di recente l'annuncio che il professor Claudio Moffa avrebbe invitato il pregiudicato Robert Faurisson a fare propaganda negazionista agli universitari di Teramo abbia causato una comprensibile avversione nella società civile, nel mondo accademico e in quello politico. Le proteste della Comunità ebraica, di intellettuali e docenti universitari, nonché di molti cittadini indignati, hanno infine provvidenzialmente indotto l'Università di Teramo dapprima a cancellare la preventivata lezione, ed infine a sopprimere il master "Enrico Mattei sul Medio Oriente", trasformato dal suo coordinatore Moffa in un centro di diffusione del pensiero negazionista. L'incresciosa vicenda consentiva però di scoprire che purtroppo il caso di Moffa non è affatto isolato, e che fra gli "amici di Faurisson" e fautori del suo preteso "diritto" ad esporre le sue tesi aberranti vi sono altri cattedratici, altri di quei "cattivi maestri" cui si consente di insegnare nelle Università statali. Per quel che riguarda Roma, si è infatti scoperto che - fra i docenti di filosofia del diritto - un certo professor Antonio Caracciolo si è da subito erto a paladino di Moffa mediante un presunto "Comitato per la libertà di pensiero", il cui scopo è quello di permettere che le deliranti tesi di Faurisson e compari abbiano libertà di circolazione nelle Università e possano essere insegnate quasi che siano dotate di una qualche fondatezza scientifica.
A rendere l'incresciosa vicenda ancor più paradossale, vi è la circostanza che Caracciolo milita non in
Forza Nuova o nei Comunisti Italiani (partiti in cui probabilmente
le sue tesi filo-negazioniste verrebbero accolte a braccia aperte), ma in
Forza Italia, e confonde i principi liberali cui Forza Italia s'ispira con la "libertà di propaganda negazionista". Per questo motivo, il problema che si pone per l'immediato è anzitutto politico: è mai possibile che il partito di
Guzzanti, di Biondi, di Martino, di tanti comprovati amici del popolo ebraico, il partito che ha voluto fortemente
l'istituzione della Giornata della Memoria, possa dare spazio a chi
quella stessa Memoria la oltraggia, la vilipende e la nega? Da questo punto di vista, ci auguriamo che Forza Italia voglia provvedere con solerzia a chiarire come
la militanza nei suoi ranghi sia agli antipodi e del tutto incompatibile con quella sotto le bandiere del negazionismo. In termini più lunghi, pensiamo che l'intera vicenda debba portare ad un'azione politica incisiva ed ormai improcrastinabile. In Francia è stato possibile approvare
leggi che reprimono la propaganda negazionista come reato penale specifico, e che
interdicono a negazionisti come Faurisson di avvelenare le menti dei giovani insegnando nelle scuole pubbliche e nelle università statali. Quanto ancora dovremo attendere prima che provvedimenti analoghi - la cui
urgenza è comprovata dai fatti di Teramo -vengano presi anche dal Legislatore italiano?
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Shaykh Abdul Hadi Palazzi
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