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Venerdì 14 settembre 2007
 

L'archiviazione del caso Allam-Palazzi fa luce
sulla propaganda filo-terrorista in Italia

Niente diffamazione, è tutto vero
Il giudice di Milano Enrico Manzi
constata che l'Ucoii fa apologia di terrorismo

di Giorgio De Neri

Esiste la proprietà transitiva. E si fa beffe dell'islamically correct. E se il giudice di Milano Enrico Manzi, il cui cognome ricorda quello del bravo maestro Alberto che strappò mezza Italia dall'analfabetismo con le proprie trasmissioni televisive intitolate significativamente "Non è mai troppo tardi", afferma che "la accusa di legittimare ideologicamente il terrorismo scaturisce da una analisi politica dei documenti e delle dichiarazioni della UCOII", questo significa che questa organizzazione da anni svolge una simile nefasta azione nella società italiana. Non possiamo quindi accontentarci della semplice assoluzione di amici come Magdi Allam o Shaykh Palazzi dalla ridicola accusa di avere diffamato l'Ucoii.

Pretendiamo ora qualcosa di più: le pubbliche scuse di chi chiama provocatori quelli che dicono la verità non islamically correct e una presa di posizione del ministero dell'Interno che a questo punto deve essere consapevole di starsi covando una bella serpe nel seno della propria risibile Consulta islamica. E tutto questo nel segno di un dialogo che è fatto solo di fraintendimenti. La parabola di Nour Dachan, di Hamza Piccardo, dell'Ucoii in genere, mi sembra oggi stare ricalcando quella dell'editore guerrigliero Giangiacomo Feltrinelli oltre 30 anni fa. All'epoca veniva querelato chi definiva terrorista l'editore che fu il primo motore immobile della lotta armata in Italia. Poi quando venne trovato fatto a pezzi dall'ordigno che lui stesso doveva piazzare su un traliccio a Segrate per togliere la luce a Milano mentre vi si stava svolgendo un cruciale congresso dell'ex Pci, dopo tante ridicole teorie complottistiche, la cruda verità venne fuori: l'editore era un terrorista ed era morto nell'adempimento del suo dovere" di terrorista.

Nella memoria allegata alla difesa di Palazzi sono stati inclusi, oltre ad articoli e brani di pubblicazioni provenienti da autori notoriamente ostili al fondamentalismo islamico (quali il noto giornalista Magdi Allam), anche molti documenti provenienti dalla stessa UCOII in cui non si nega il rapporto con il movimento dei Fratelli Musulmani nonché "un comunicato stampa della UCOII in cui si pone in rilievo la partecipazione al congresso islamico in Italia di un parlamentare egiziano, leader dei deputati legati ai Fratelli Musulmani" per non parlare dei "commenti positivi del Dr. Piccardo, esponente della UCOII, in merito alla vittoria di Hamas nelle elezioni svoltesi nei territori della autorità palestinese e alcune frasi tratte da un libro del noto giornalista Gad Lerner circa le posizioni del citato Piccardo in merito alla legittimità delle azioni terroristiche contro lo stato di Israele e alla giustificazione del martirio dei suicidi nei territori occupati della Palestina".

Dice il giudice che "...dalla lettura di questa documentazione emerge un quadro preciso delle posizioni ideologiche della UCOII e della sua vicinanza alle posizioni più radicali del mondo islamico, ivi compresa una sorta di "comprensione" ideologica verso Hamas, che è stata notoriamente favorevole all'uso del terrorismo contro Israele." Se non è la classica pistola fumante di certo poco ci manca. Se una qualunque organizzazione politica di estrema destra o di estrema sinistra avesse fatto negli anni 70 quelle apologie di reato che fa l'Ucoii oggi, sarebbe andata incontro a pesanti sanzioni penali e politiche. Compreso l'essere messa fuori legge. Oggi, ci si domanda, cosa frena la mano di Giuliano Amato? Per lui l'ordine pubblico è disturbato solo dalle mignotte e dai lavavetri?


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