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contro Abdul Hadi Palazzi e Magdi Allam Ucoii fuorilegge! In Italia sono i fautori del dialogo a finire sul banco degli imputati a causa degli estremisti
di
Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Nel "mondo alla rovescia" in cui viviamo può capitare anche questo: a finire sul banco degli accusati nei Tribunali della Repubblica non sono i fiancheggiatori ideologici del terrorismo, gli estremisti che inneggiano ad Hamas e pubblicano deliranti messaggi in cui la politica dello Stato d'Israele è paragonata a quella nazista, ma i musulmani moderati che sostengono Israele, che promuovono il dialogo interreligioso, che lottano per l'integrazione dei loro correligionari nel tessuto della società italiana, che denunciano pubblicamente l'estremismo e che chiedono la messa al bando di quelle organizzazioni pseudo-religiose che - al pari dell'Ucoii - abusano del loro preteso ruolo e utilizzano presunti luoghi di culto per fare l'apologia del terrorismo suicida e per spiegare che i macellai di Hamas e di Hezbollah non sono criminali feroci e assassini disumani, ma "persone che si sacrificano, e che per questo sono molto care a Dio". Questo tentato ribaltamento della giustizia intendeva colpire proprio coloro che sono in prima linea nel denunciare la pericolosità sociale dell'Ucoii: sia Magdi Allam che io siamo stati denunciati dai rappresentanti dell'Ucoii per una nostra presunta "diffamazione" ai loro danni, ma nell'uno come nell'altro caso la vicenda si è chiusa con l'archiviazione, in quanto le nostre circostanziate accuse sono risultate "legittime" e fondate su "circostanze storicamente documentate". Nell'archiviare la denuncia contro Allam il Pm Dott. Gaetano Ruta scrive testualmente che "sul sito gestito dalla Ucoii appaiono numerosi articoli e riferimenti che rendono evidente il legame con Qaradawi, teorico dei Fratelli Musulmani, che predica l'ideologia violenta nei confronti dell'occidente; [...] Alcuni rappresentanti della Ucoii hanno preso parte a diversi convegni tenuti in Italia e nel mondo, unitamente a noti esponenti dei "Fratelli Musulmani", giungendo a sottoscrivere con essi comunicati che avvaloravano le idee propugnate dal movimento in questione a proposito di attentati e dei terroristi".
C'è da rallegrarsi che la Magistratura italiana confermi come l'opera di fiancheggiamento ideologico del terrorismo da parte dell'Ucoii e dei suoi dirigenti sia fondata su prove documentali molteplici ed ineccepibili. Lo stesso Dachan, assieme all'ex-segretario dell'Ucoii
Roberto Piccardo, è stato alfine rinviato a giudizio per istigazione all'odio razziale e apologia del terrorismo, ma la "Questione Ucoii" non può ridursi al suo
mero aspetto giudiziario e penale, ma deve necessariamente estendersi a quello
politico. In passato, organizzazioni dedite al compimento abituale di reati sono state sciolte per legge. Cosa attende il Parlamento prima di prendere un analogo provvedimento nei confronti di un'organizzazione che svolge
attiva propaganda ideologica a favore del terrorismo, e che invita persino ai suoi convegni il
principale ideologo mondiale del terrorismo suicida, cioè Yusuf al-Qaradawi? E com'è possibile che
un'organizzazione di questo genere sieda ancora scandalosamente in seno alla Consulta Islamica, cioè ad un
organo consultivo del governo? Come può il ministro Amato continuare a far finta di niente e a sedersi al tavolo assieme ad un personaggio come
Nour Dachan, cioè a chi telefona ai terroristi di Hamas per complimentarsi per la loro vittoria elettorale? Come si può credere che il Viminale sia attivamente impegnato nella lotta contro il terrorismo, quando il ministro Amato si avvale di un consulente che invece
dei terroristi suicidi è un estimatore ed un apologeta? La "Questione Ucoii" mette in gioco la credibilità stessa delle Istituzioni. Se
l'espulsione di Nour Dachan dalla Consulta diviene ormai un
provvedimento sempre più difficile da rimandare, va ribadito che si tratta pur sempre di un
traguardo minimale, e che l'obiettivo di chiunque abbia a cuore la legalità e la convivenza pacifica in Italia non può che essere la
messa al bando dell'Ucoii e di altre associazioni eventualmente dedite all'apologia del terrorismo.
Shaykh Abdul Hadi Palazzi
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