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Pari opportunità di discriminazione
di
Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Com’è nello stile del quotidiano, entrambe le lettere sono già state pubblicate. Se quella della Dachan aveva un suo fondamento (in quanto l’avevo inavvertitamente confusa con Sara Orabi, anche lei comunque legata all’Ucoii), la lettera di Biagioni si apre invece con una serie di calunnie gratuite ai danni del sottoscritto (per le quali mi riservo facoltà di querelarlo), condite dalla citazione del sito del noto estremista di destra Miguel Guillermo Martinez Ball, personaggio che stando a “il Giornale” è definito dal rapporto 2005 del Sisde come “ex miliziano addestratore di gruppi paramilitari sudamericani”. Non si può non rilevare come, con una citazione del genere, l’autore della lettera di fatto si squalifica da solo. Oltretutto, Biagioni da un lato vorrebbe smentire la mia definizione della sua organizzazione come “una struttura estera” del regime di Gheddafi, ma dall’altro non fa che avvalorarla e confermarla. Se infatti è vero che la fondazione della cosiddetta “Unione Islamica in Occidente” precede il golpe che ha portato al potere il dittatore libico, dall’altro è innegabile che – da oltre vent’anni – quell’Unione agisce alle dirette dipendenze della “World Islamic Call Society”, vale a dire del ministero della propaganda estera del regime libico. Del resto lo stesso Biagioni da un lato ammette questi “ottimi rapporti di solidale impegno” col regime, e dall’altro tesse un vero è proprio panegirico del tiranno di Tripoli, che secondo lui avrebbe, dall’alto della sua “saggezza”, evitato deviazioni “foriere […] di arretratezza e violenza”. Peccato per lui che l’Italia non sia la Libia, e che in Italia oltre alla propaganda esista l’informazione. Gli italiani sanno chi è Gheddafi: un tiranno criminale che ha finanziato terroristi di tutte le risme, che ha persino mandato i suoi tirapiedi ad abbattere aerei civili, e che poi ha cambiato registro soltanto dopo che sul suo capo sono piovute le meritatissime bombe americane. Insomma, gli italiani sanno benissimo che Gheddafi è uno stragista e un terrorista “indultato”, e la condanna per la scelta di invitare i suoi improponibili apologeti a convegni contro la violenza sulle donne è quanto mai fondata e legittima. Al convegno sulla “violenza di genere” era stata invitata anche un’organizzazione islamica moderata come la Co.Re.Is. che però è stata immotivatamente esclusa dalle riunioni successive. In egual modo, è stata inspiegabilmente esclusa anche l’Associazione Comunità Marocchina delle Donne in Italia (Acmid), l’unica che si sia fatta carico di contrastare la violenza nei confronti delle immigrate, nonché l’unica ad aver creato un centro di ascolto a tutela delle donne immigrate vittime di maltrattamenti. Evidentemente, secondo la sottosegretaria Linguiti, l’Acmid non è adatta a fungere da controparte del governo, mentre lo è un’organizzazione come l’Ucoii, nota per la sua apologia del terrorismo suicida e per aver paragonato gli Israeliani ai nazisti.
In questo senso l’onorevole Isabella Bertolini di Forza Italia ha recentemente presentato alla Camera un’interrogazione nella quale si chiede “perché il governo di sinistra
continua a dialogare soltanto con l’Ucoii, rappresentante dell’Islam fondamentalista e intollerante nel nostro paese, che si è contraddistinta per l’esaltazione della poligamia, pratica odiosa che offende pesantemente la dignità delle donne musulmane? Perché sono state escluse associazioni come l’Acmid o la Coreis che da sempre si battono per la difesa e la tutela delle donne islamiche? Il governo Prodi deve darci risposte concrete e immediate. Se l’esecutivo, amico dei fondamentalisti, non ci darà indicazioni credibili su come intende risolvere questo increscioso problema, saremo costretti
a organizzare manifestazioni di protesta con queste associazioni davanti al ministero delle Pari opportunità per far sentire
le ragioni nostre e quelle delle donne islamiche.” Se dunque alla redazione de “L’opinione” sono giunte lettere di rilievo secondario, non è invece mai giunta quella che
sarebbe davvero doveroso attendersi: due righe della ministra
Barbara Pollastrini che smentiscano l’iniziativa unilaterale e filo-fondamentalista della sottosegretaria Linguiti. Ci sono purtroppo buone ragioni per supporre che
quella lettera non arriverà mai.
Shaykh Abdul Hadi Palazzi
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