Freedom
Day: con gli Alleati per la libertà
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Manca ormai una sola settimana al Freedom
Day. Il 4 giugno tutti gli italiani che vorranno rinnovare
gratitudine agli Alleati per la Liberazione dal nazifascismo e per
le libertà democratiche di cui godiamo da sessant'anni avranno
finalmente modo di farlo assieme, cioè di ribadire con una
manifestazione pubblica che se gli americani e gli inglesi non
avessero optato per l'impegno bellico nel nostro emisfero, le sorti
della storia sarebbero ben più tristi per l'Italia.
Per questo il 4 giugno gli amici del quotidiano 'L'opinione delle
libertà' festeggeranno la visita di Bush in Italia, in piazza Navona,
con il direttore Arturo Diaconale, con la redazione, con gli amici
radicali e di Forza Italia e con tutte le voci di libertà che
vorranno essere dei nostri. In occasione dell'incontro a Roma fra il
presidente americano e il premier italiano Berlusconi, vogliamo
preservare nella memoria collettiva il ricordo delle migliaia di
vite che gli Alleati sacrificarono per liberare l'Italia dalla
tirannia.
La mobilitazione per il Freedom Day non si ferma, e molti amici
dell'America hanno già aderito. Un grazie a chi il prossimo 4 giugno
vorrà essere con noi a Roma sotto le bandiere a Stelle e Strisce, a
chi vorrà ricordare assieme a noi come nel 1944 tanti giovani da
tutto il mondo libero si arruolarono in difesa della democrazia e
vennero a combattere per la Liberazione di Roma. Al nostro appello
stanno rispondendo con entusiasmo tanti coraggiosi interpreti laici
e religiosi di quelle stesse idee di libertà che hanno sconfitto
prima il nazifascismo e poi il comunismo.
Hanno già aderito amministratori locali e nazionali, Forza Italia,
l'Osservatorio sull'antisemitismo informazionecorretta.com, la
mailing list Destra per Israele, il gruppo Cristiani per Israele, i
Radicali Italiani con Daniele Capezzone ed Emma Bonino, che saranno
ospiti sul palco assieme al direttore Arturo Diaconale. Vi sarà una
forte copertura mediatica assicurata da due televisioni nazionali,
oltre alla diretta su Radio Radicale. Fra i musulmani moderati
aderiscono l'Assemblea Musulmana d'Italia, l'Istituto culturale
della comunità islamica italiana, l'associazione internazionale Muslims for Israel e il direttivo dell'Amicizia Islam-Israele della
Root & Branch association di Gerusalemme.
Proprio in questi giorni, il terrorismo e alcuni indebiti abusi sono
riusciti a indebolire la coalizione alleata guidata dagli Stati
Uniti per l'Iraq libero. I nemici interni ed esterni dell'America
vogliono il fallimento del piano conservatore-compassionevole per
l'espansione della democrazia al mondo islamico. L'Iraq libero è una
sfida impegnativa: si vuole dimostrare che il pluralismo democratico
può funzionare, e tutti i dittatori del mondo arabo hanno interesse
a che un progetto del genere fallisca. Per questo abbiamo voluto
mostrare all'America che non è isolata, e che i musulmani moderati
d'Italia continuano ad essere al suo fianco, e al fianco di chi come
Emma Bonino opera per l'estensione della democrazia ai paesi
islamici.
L'ambasciata degli Stati Uniti ha fatto pervenire a 'L'opinione' una
lettera di ringraziamento per l'iniziativa e ha garantito la
presenza di un rappresentante. Le polemiche in vista della visita
che Bush terrà a Roma il 4 giugno non accennano a placarsi. Non
mancano ovviamente né le dichiarazioni anti-americane del Campo
Anti-imperialista, né le minacce degli squadristi rossi. 'Metteremo
Roma a ferro e fuoco', ha recentemente dichiarato alla stampa Nunzio
D'Erme, consigliere comunale di Rifondazione.
Saranno inoltre presenti l'Osservatorio Italiano di Politica e
Cultura, diretto da Alessandro Clementi, e organizzazioni quali
l'Alleanza Somala per la Repubblica, i Cavalieri dell'Ordine Shekal
e il Movimento Europa Cristiana. In piazza Navona, accoglieremo a
Roma il presidente degli Stati Uniti George W. Bush come il leader
del paese guida della democrazia nel mondo. Bush è benvenuto in
Italia, come lo sono tutti i leader suoi alleati dei paesi
democratici. Gli auguriamo il rinnovo del mandato per un ulteriore
quadriennio. Ci sentiamo in dovere di ribadirlo dopo che gli Stati
Uniti d'America hanno liberato da regimi dittatoriali barbarici
tanto l'Afghanistan che l'Iraq, e mentre continuano ad impegnarsi
assieme all'Italia e agli altri paesi della coalizione per
l'espansione della democrazia nel mondo arabo e nei paesi islamici.