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Mercoledi, 21 Luglio 2004

spacerScuola, l'assalto wahhabita
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi

Ineccepibile e tempestiva l'azione con cui il ministro Moratti ha bloccato sul nascere un pericoloso precedente di classe separata in base a criteri confessionali in una scuola pubblica milanese. L'atteggiamento avventuristico di un preside e di alcuni docenti attivisti e sperimentalisti non autorizzati ha rischiato di aprire la porta ad un modello dalle conseguenze potenzialmente devastanti: ad un futuro non lontano in cui genitori islamici estremisti e militanti, vicini all'area che fa riferimento all'Istituto di Viale Jenner, potrebbero chiedere per i loro figli in età scolare l'adempimento dell'obbligo in classi separate per soli musulmani, magari con docenti graditi ai leader wahhabiti egiziani residenti in Lombardia. Ancor più risibile è stata la reazione di quegli avventati docenti che dopo il bando dell'esperimento hanno valuto ribadire la presunta validità della loro proposta di classe islamica separata, sostenendo che essa avrebbe comunque consentito la frequentazione di una scuola italiana ad alunni che in caso contrario avrebbero invece evaso l'obbligo scolastico, per frequentare esclusivamente la scuola clandestina di Via Quaranta.

La risposta in punto di diritto è elementare: la scuola serve ad educare gli studenti all'osservanza delle leggi dello Stato, e la legge stabilisce che un genitore di figli minori in età scolare residente in territorio italiano è obbligato a iscrivere quei figli ad una scuola statale di grado adeguato, oppure ad una scuola parificata equipollente i cui programmi siano approvati dal Ministero. Chi si rifiuta di farlo va perseguito a norma di legge, anche mediante il ricorso a strumenti quali l'affidamento dei minori ai servizi sociali o la revoca della patria potestà. Venire incontro a chi commette il reato di sottrazione di minore all'obbligo scolastico, e anzi permettergli di modificare l'ordinamento scolastico in senso ghettizzante e confessionale, rappresenta proprio il fallimento del tanto sbandierato multiculturalismo, il prevalere di un buonismo endemico che facilita la proliferazione in Italia di focolai d'estremismo difficilmente monitorabili e che abiura alla funzione integrativa nella cultura e nella società italiana che è uno dei fondamenti dell'istruzione obbligatoria.

Da dopo l'11 settembre i leader del wahhabismo milanese, il dirigente libico dei "fratelli musulmani" Abdelhamid Shaari, responsabile di Viale Jenner, e il boss palestinese di Hamas, Ali Abu Shwaimah, responsabile del Centro di Segrate, hanno imposto il loro monopolio islamico a Milano, emarginando l'unica minuscola associazione moderata avente un sede meneghina, la Coreis di Yahya Pallavicini. La strategia concordata fra i due boss integralisti attribuisce a Shaari il ruolo di guida dei rigoristi irriducibili, contrari all'integrazione nella società italiana e ai programmi scolastici in lingue diverse dall'arabo, e al pregiudicato Abu Shwaimah quello di presunto moderato, guida di un ramo locale dei "fratelli musulmani" che fa propaganda anche in italiano, e che in italiano distribuisce appelli per le donazioni a favore di organizzazioni terroristiche internazionali, nonché la fatwa in a favore degli attentati suicidi approvata da Roberto Hamzah Piccardo. 

Divisi i ruoli, l'area del Centro di Segrate tenta di capitalizzare politicamente le chiusure nei confronti di Via Quaranta da parte delle Istituzioni. 'Vogliamo separare la scuola dalla moschea - ha subito dichiarato Abu Shwaimah - e per questo da settembre siamo pronti ad aprire una scuola islamica parificata.' Fra le organizzazioni islamiche moderate, né la Coreis a Milano né l'Assemblea Musulmana d'Italia (Ami) a Roma sono in grado di gestire una scuola parificata. La moschea romana di Monte Antenne non ha manifestato alcun proposito in tal senso. Ad avanzare la richiesta di scuola parificata per ora è soltanto il Centro milanese aderente all'Ucoii, l'organizzazione fondamentalista che ha respinto il "patto con l'Islam moderato" del ministro Pisanu e che seguita ad essere classificata fra quelle monitorabili. Stante l'orientamento dell'Ucoii a sostegno delle posizioni del terrorismo palestinese e iracheno, le organizzazioni islamiche moderate non considerano né l'Ucoii né il Centro islamico di Segrate come idonee a candidarsi alla gestioni di scuole islamiche parificate. E si augurano che tanto il Viminale quanto il Ministero dell'Istruzione siano concordi nel confermare questa indicazione.


Shaykh Abdul Hadi Palazzi
info@amislam.com


Segretario generale dell'AMdI,
Assemblea Musulmana d'Italia.


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