Cara Oriana, credo sia umanamente condivisibile il 75% di quanto
anticipato del tuo nuovo libro prima da "Panorama" e poi dal
"Corriere della sera". Particolarmente condivisibile il carro di Tespi dei tuoi probabili persecutori così come da te paventato e
descritto. Con in prima fila la pretaglia buonista, il massimalismo
comunista e il revanchismo nazistoide di tanti improvvisati filo
islamici. Infatti è innegabile che esibizionisti, professori e
alternativi di destra e di sinistra, dalle Alessandre Mussolini ai
vari Agnoletto e Casarini, passando per i famigerati Franco Cardini,
facciano a gara nel cimentarsi nel loro odio anti-americano e
anti-israeliano e nel loro sperticato amore per una certa forma
antagonista all'Occidente di Islam.
Lasciaci però cara Oriana un 25% di argomenti su cui non ci
sentiamo di condividere la tua chiamata alle armi. Innanzi tutto
esistono e sono tanti i musulmani moderati che non prendono le
parole del libro alla lettera (cosa succederebbe se anche i
cristiani facessero così con i Vangeli e gli ebrei con la Bibbia?) e
che non credono che il mondo vada convertito e riportato al medioevo
a forza di jihad e che convivono da sempre insieme a tutti noi.
Posso farti due fulgidi esempi: lo shaykh Abdul Hadi Palazzi,
riconosciuto amico di Israele e della politica di Sharon, spesso
invitato in America a fare lezioni sulla tolleranza e l'amore
reciproci proprio dalle locali comunità ebraiche, e l'attuale Imam
della moschea di Roma Abdulwahab Hussein Gomaa che un paio
di venerdì orsono ha rifiutato di officiare una funzione per
celebrare la morte dello sceicco terrorista Ahmed Yassin diffidando
anche altri esagitati estremisti dal farlo. Sono solo due degli
innumerevoli esempi che si possono fare e che mi consentono di
aggiungermi all'appello del comune amico Angelo Pezzana che già
domenica dalle colonne di "libero" ti esortava a non fare di tutto
l'Islam un fascio.
Potrei aggiungere almeno il nome di altri due riconosciuti
intellettuali arabi che vivono in Italia, Ouassini e Bechir, che ho
avuto la fortuna di conoscere per la loro moderazione e il loro
equilibrio e che se ci parli in privato e in pubblico non hanno
difficoltà a riconoscere che il vero problema sta nei regimi
dispotici del mondo arabo che utilizzano la religione come
instrumentum regni. Sappi inoltre che i più pericolosi, almeno in
Italia, non sono soltanto i vari imam di Gallarate e quelli che
complottano con il terrorismo mediorientale e con al Qaeda, ma i
convertiti nostrani tutti venuti dall'estremismo fascista o
comunista, spesso dalla lotta armata.
Come per il segretario di quel finto arabo di un Adel Smith, che
ogni tanto gioca a insultare il crocifisso in diretta tv, visto che
Bruno Vespa spesso lo invita per motivi di audience, dimenticandosi
quanto questo essere umano, scozzese italianizzato, tutto sia tranne
che rappresentante di una qualsivoglia comunità islamica in Italia.
In altre parole, di scemi del villaggio e di violenti nel variegato
panorama dell'estremismo politico e religioso all'italiana ce ne
sono a bizzeffe, ma non confondiamo il sacro con il profano. E
soprattutto evitiamo di dare loro un proscenio solo perché le liti
in tv fanno cassetta. L'Islam come religione merita lo stesso
rispetto di tutte le altre e non è proprio il caso, per eccesso
colposo di legittima difesa, passare dalla parte del torto dei
nostalgici della battaglia di Lepanto.