E' con piena convinzione che l'Assemblea
Musulmana d'Italia aderisce all'appello lanciato dal direttore de
"L'opinione" Arturo Diaconale per la partecipazione ad una nuova
marcia della pace che si snoderà da Perugia ad Assisi il prossimo 11
settembre. I musulmani moderati d'Italia si aggregano di buon grado
ad un'iniziativa che fa il verso e le pulci alle consuete marce
della pace Perugia-Assisi, impedendo che esse vengano "prese in
ostaggio" da quei pacifisti a senso unico che rappresentano una vera
e propria quinta colonna dei terroristi in seno all'Occidente.
Nel 2002, in occasione del primo anniversario dell'11 settembre,
partecipammo ad una manifestazione di solidarietà con le vittime del
terrorismo, e ci trovammo di fronte alla Moschea di Roma con gli
amici Radicali, sotto le bandiere a Stelle e Strisce, con la Stella
di David e con la Mezzaluna islamica, pronti ad esprimere la nostra
indignazione per la strage di New York e a condannare - senza sì e
senza ma - qualsivoglia forma di terrorismo, ed in particolare
quelle che tenta di legittimarsi mediante il ricorso a motivazioni
pseudo-religiose. A tre anni di distanza, marciando da Perugia ad
Assisi ancora una volta con le bandiere degli Stati Uniti,
d'Israele, dell'Iraq liberato da Saddam e dell'Afghanistan liberato
da Talebani, vogliamo dimostrare come l'Islam moderato sia in prima
fila nel sostenere la guerra al terrorismo, e come esso si distingua
non solo dai terroristi islamisti che si ispirano alle forme più
dure, barbariche e violente del wahhabismo, ma anche da quegli
integralisti che in alcuni casi condannano il terrorismo mentre in
altri lo sostengono, cioè di coloro che non condannano il terrorismo
per ragioni di principio, ma soltanto per convenienza e per ragioni
di opportunità politica. E' questo quanto avviene nel caso dei
militanti dei Fratelli Musulmani che in Italia si celano dietro la
sigla Ucoii. Dirigenti dell'Ucoii come Nour Dachan o Roberto Hamza
Piccardo da un lato a parole condannano gli attentati di New York,
di Madrid e di Londra, ma dall'altro esaltano ed incoraggiano gli
attentati suicidi di Hamas in Israele, o quelli dei terroristi
iracheni contro il legittimo governo dell'Iraq democratico. Dopo che
le loro case sono state perquisite in seguito alle indagine sugli
attentati alla metropolitana di Londra, Dachan e Piccardo provano
ora a rifarsi una verginità, emettendo una pseudo-fatwa di condanna
del terrorismo. Eppure, solo qualche anno fa, era lo stesso Piccardo
a dichiarare che il terrorismo suicida rappresenta "la forma più
alta di martirio" e a ribadire che i terroristi suicidi "non vanno
disprezzati perché sono molto cari ad Allah."
Che credibilità possono ormai avere personaggi del genere?
Nel momento in cui il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu si
accinge a varare delle misure antiterrorismo che implicano la
repressione dell'estremismo e al contempo l'apertura ai musulmani
moderati con la creazione di una apposita Consulta Islamica, è
essenziale evitare che forze estremiste come quelle dell'Ucoii
riescano a farsi passare per "moderati" in base al fatto che
verbalmente condannano gli attentati suicidi commessi in Occidente,
pur esaltando quelli compiuti in Medio Oriente.
Ovviamente, alla marcia Perugia-Assisi non vedremo sfilare i
militanti dell'Ucoii sotto le bandiere dei paesi democratici
impegnati nella lotta contro il terrorismo. Li abbiamo invece
purtroppo in passato già visti alle manifestazioni del "Campo
Antimperialista", assieme a quei no global che gridavano "10, 100,
100 Nasiriyya".
Dovrebbe essere sufficiente a farci capire con chi abbiamo a che
fare.
Shaykh Abdul Hadi
Palazzi
Segretario dell'AMdI, Assemblea Musulmana d'Italia
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maulana@amislam.com