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Giovedi, 28 luglio 2005

Una marcia contro il terrore
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
 

E' con piena convinzione che l'Assemblea Musulmana d'Italia aderisce all'appello lanciato dal direttore de "L'opinione" Arturo Diaconale per la partecipazione ad una nuova marcia della pace che si snoderà da Perugia ad Assisi il prossimo 11 settembre. I musulmani moderati d'Italia si aggregano di buon grado ad un'iniziativa che fa il verso e le pulci alle consuete marce della pace Perugia-Assisi, impedendo che esse vengano "prese in ostaggio" da quei pacifisti a senso unico che rappresentano una vera e propria quinta colonna dei terroristi in seno all'Occidente.

Nel 2002, in occasione del primo anniversario dell'11 settembre, partecipammo ad una manifestazione di solidarietà con le vittime del terrorismo, e ci trovammo di fronte alla Moschea di Roma con gli amici Radicali, sotto le bandiere a Stelle e Strisce, con la Stella di David e con la Mezzaluna islamica, pronti ad esprimere la nostra indignazione per la strage di New York e a condannare - senza sì e senza ma - qualsivoglia forma di terrorismo, ed in particolare quelle che tenta di legittimarsi mediante il ricorso a motivazioni pseudo-religiose. A tre anni di distanza, marciando da Perugia ad Assisi ancora una volta con le bandiere degli Stati Uniti, d'Israele, dell'Iraq liberato da Saddam e dell'Afghanistan liberato da Talebani, vogliamo dimostrare come l'Islam moderato sia in prima fila nel sostenere la guerra al terrorismo, e come esso si distingua non solo dai terroristi islamisti che si ispirano alle forme più dure, barbariche e violente del wahhabismo, ma anche da quegli integralisti che in alcuni casi condannano il terrorismo mentre in altri lo sostengono, cioè di coloro che non condannano il terrorismo per ragioni di principio, ma soltanto per convenienza e per ragioni di opportunità politica. E' questo quanto avviene nel caso dei militanti dei Fratelli Musulmani che in Italia si celano dietro la sigla Ucoii. Dirigenti dell'Ucoii come Nour Dachan o Roberto Hamza Piccardo da un lato a parole condannano gli attentati di New York, di Madrid e di Londra, ma dall'altro esaltano ed incoraggiano gli attentati suicidi di Hamas in Israele, o quelli dei terroristi iracheni contro il legittimo governo dell'Iraq democratico. Dopo che le loro case sono state perquisite in seguito alle indagine sugli attentati alla metropolitana di Londra, Dachan e Piccardo provano ora a rifarsi una verginità, emettendo una pseudo-fatwa di condanna del terrorismo. Eppure, solo qualche anno fa, era lo stesso Piccardo a dichiarare che il terrorismo suicida rappresenta "la forma più alta di martirio" e a ribadire che i terroristi suicidi "non vanno disprezzati perché sono molto cari ad Allah."

Che credibilità possono ormai avere personaggi del genere?

Nel momento in cui il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu si accinge a varare delle misure antiterrorismo che implicano la repressione dell'estremismo e al contempo l'apertura ai musulmani moderati con la creazione di una apposita Consulta Islamica, è essenziale evitare che forze estremiste come quelle dell'Ucoii riescano a farsi passare per "moderati" in base al fatto che verbalmente condannano gli attentati suicidi commessi in Occidente, pur esaltando quelli compiuti in Medio Oriente.

Ovviamente, alla marcia Perugia-Assisi non vedremo sfilare i militanti dell'Ucoii sotto le bandiere dei paesi democratici impegnati nella lotta contro il terrorismo. Li abbiamo invece purtroppo in passato già visti alle manifestazioni del "Campo Antimperialista", assieme a quei no global che gridavano "10, 100, 100 Nasiriyya".

Dovrebbe essere sufficiente a farci capire con chi abbiamo a che fare.

Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Segretario dell'AMdI, Assemblea Musulmana d'Italia
http://www.amislam.com
maulana@amislam.com

 


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