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Mercoledì, 3 agosto 2005

spacer“Prodi? Un vile cialtrone”. Cossiga contro Romano
A difesa del leader dell’Unione gli estremisti islamici


di Aldo Torchiaro  

“Dopo aver udito quel che Romano Prodi ha detto rispetto alla natura della nostra missione militare in Iraq, e dopo aver ascoltato la sua dichiarazione frapporsi il segreto di Stato all'accertamento di tutte le responsabilità per la strage di Bologna, in perfetta serenità, ricordandogli che io fui presidente solo due mesi dopo la strage e che lui da presidente del Consiglio nulla fece, sotto la mia responsabilità politica, morale, civile e penale e sollevando l'agenzia Adnkronos e i suoi giornalisti dichiaro che Romano Prodi è moralmente un vile ed anche un perfetto cialtrone”. L’affermazione, riferita dall’agenzia citata, è del Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. L’ex inquilino del Colle lancia il suo affondo contro il Professore dopo che – a ricasco dei riflettori puntati sulla commemorazione dell’anniversario della strage di Bologna – ha pensato bene di fare gli onori di casa con una delle sue esternazioni. Solo due giorni fa, avendo sparato a zero su un presunto ruolo di “truppa occupante” del nostro esercito, aveva in un colpo solo screditato i militari italiani, mentito sulla natura della missione, spezzato l’asse riformista in favore di Bertinotti ed ammiccato, senza mezze misure, al mondo dell’estremismo islamico di casa nostra. Il quale non ha fatto tardare la sua risposta: l’apprezzamento è reciproco. L’Unione delle comunità islamiche in Italia, a margine di una riunione tenutasi proprio nel capoluogo bolognese, ha confermato la sua adesione alla militanza prodiana. Il segretario dell’associazione islamica Hamza Roberto Piccardo si era infatti lasciato andare ad una esortazione, “Che Dio dia la vittoria a Prodi”, di straordinaria eloquenza. Piccardo ha proseguito illustrando tutte le ragioni della sua comunanza di idee con la linea Prodinotti. “Quella in Iraq è una guerra ingiusta che lede gli interessi della popolazione e dello Stato italiano. L’Italia è un ponte tra due sponde del Mediterraneo e il coinvolgimento nella guerra rovina l’immagine del Paese”. Avevamo guadagnato, ha proseguito Piccardo una bella immagine come amici del mondo arabo, questa sciagurata impresa l’ha rovinata”. Una sintonia che la dice lunga, quella tra la contestatissima sigla in aria di estremismo islamico ed il Professore. L’Ucoii fa infatti riferimento al movimento Jihadista dei Fratelli Musulmani, ed è stata l’ispiratrice di una controversa traduzione del Corano. Shaykh Abdul Hadi Palazzi, il segretario dell'Assemblea Musulmana d'Italia, sostiene che Piccardo non ha alcuna dimestichezza con la lingua araba, e che in quella lingua non è in grado di sostenere neppure una conversazione di livello elementare. Come può essere stato il promotore di una nuova edizione, rivisitata in chiave antisemita, del Corano? Su richiesta dei candidati-traduttori Piccardo precisò che il “committente” altri non era che il banchiere Youssef Nada, allora direttore della Banca Al Taqwa, poi ridenominata Nada Management Trust. Dopo l'11 settembre divenne di dominio pubblico che Nada stesso era il curatore degli interessi bancari dei Fratelli Musulmani in Europa, e che il Nada Management Trust era - a quanto affermava il Dipartimento di Giustizia USA - “il principale referente finanziario di Al Qaeda in Europa”. Insomma con tali amici ed estimatori, è chiarissimo che la svolta zapateriana di Romano Prodi gode di un supporto non indifferente.


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