“Prodi? Un vile
cialtrone”. Cossiga contro Romano
A difesa del
leader dell’Unione gli estremisti islamici
di
Aldo Torchiaro
“Dopo aver udito
quel che Romano Prodi ha detto rispetto alla natura della nostra
missione militare in Iraq, e dopo aver ascoltato la sua
dichiarazione frapporsi il segreto di Stato all'accertamento di
tutte le responsabilità per la strage di Bologna, in perfetta
serenità, ricordandogli che io fui presidente solo due mesi dopo la
strage e che lui da presidente del Consiglio nulla fece, sotto la
mia responsabilità politica, morale, civile e penale e sollevando
l'agenzia Adnkronos e i suoi giornalisti dichiaro che Romano
Prodi è moralmente un vile ed anche un perfetto cialtrone”.
L’affermazione, riferita dall’agenzia citata, è del Presidente
emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. L’ex inquilino del
Colle lancia il suo affondo contro il Professore dopo che – a
ricasco dei riflettori puntati sulla commemorazione
dell’anniversario della strage di Bologna – ha pensato bene di fare
gli onori di casa con una delle sue esternazioni. Solo due giorni
fa, avendo sparato a zero su un presunto ruolo di “truppa occupante”
del nostro esercito, aveva in un colpo solo screditato i militari
italiani, mentito sulla natura della missione, spezzato l’asse
riformista in favore di Bertinotti ed ammiccato, senza mezze misure,
al mondo dell’estremismo islamico di casa nostra. Il quale non
ha fatto tardare la sua risposta: l’apprezzamento è reciproco.
L’Unione delle comunità islamiche in Italia, a margine di una
riunione tenutasi proprio nel capoluogo bolognese, ha confermato la
sua adesione alla militanza prodiana. Il segretario
dell’associazione islamica Hamza Roberto Piccardo si era
infatti lasciato andare ad una esortazione, “Che Dio dia la vittoria
a Prodi”, di straordinaria eloquenza. Piccardo ha proseguito
illustrando tutte le ragioni della sua comunanza di idee con la
linea Prodinotti. “Quella in Iraq è una guerra ingiusta che lede gli
interessi della popolazione e dello Stato italiano. L’Italia è un
ponte tra due sponde del Mediterraneo e il coinvolgimento nella
guerra rovina l’immagine del Paese”. Avevamo guadagnato, ha
proseguito Piccardo una bella immagine come amici del mondo arabo,
questa sciagurata impresa l’ha rovinata”. Una sintonia che la dice
lunga, quella tra la contestatissima sigla in aria di estremismo
islamico ed il Professore. L’Ucoii fa infatti riferimento al
movimento Jihadista dei Fratelli Musulmani, ed è stata
l’ispiratrice di una controversa traduzione del Corano. Shaykh
Abdul Hadi Palazzi, il segretario dell'Assemblea Musulmana
d'Italia, sostiene che Piccardo non ha alcuna dimestichezza con la
lingua araba, e che in quella lingua non è in grado di sostenere
neppure una conversazione di livello elementare. Come può essere
stato il promotore di una nuova edizione, rivisitata in chiave
antisemita, del Corano? Su richiesta dei candidati-traduttori
Piccardo precisò che il “committente” altri non era che il banchiere
Youssef Nada, allora direttore della Banca Al Taqwa,
poi ridenominata Nada Management Trust. Dopo l'11 settembre
divenne di dominio pubblico che Nada stesso era il curatore degli
interessi bancari dei Fratelli Musulmani in Europa, e che il Nada
Management Trust era - a quanto affermava il Dipartimento di
Giustizia USA - “il principale referente finanziario di Al Qaeda
in Europa”. Insomma con tali amici ed estimatori, è chiarissimo
che la svolta zapateriana di Romano Prodi gode di un supporto non
indifferente.