Minacce di morte a Shaykh Palazzi e agli islamici moderati
di Dimitri Buffa
I lettori de L’opinione ben conoscono
Shaykh Abdul Hadi Palazzi: è il segretario dell’Assemblea musulmana
d'Italia (Amdi), l’organizzazione islamica moderata che condanna in
modo netto l'integralismo di matrice islamista e ogni forma di
terrorismo, Schierato su posizioni democratiche, filo-americane e
filo-israeliane, Shaykh Palazzi ha spesso collaborato col nostro
quotidiano. Il suo ultimo intervento, datato 8 settembre, è stata
una lettera aperta di solidarietà col collega Aldo Torchiaro,
vittima di un tentativo di intimidazione da parte di una sedicente
associazione islamica guidata dall’ex eurodeputata rifondina Dacia
Valent. In seguito alla circolazione sul Web di quella lettera,
Palazzi ha ricevuto minacce di morte sul sito di Indymedia Italia
http://italy.indymedia.org/news/2005/09/870334_comment.php
Qualcuno ha scritto, nero su bianco: “UCCIDERE PALAZZI – ORA E
SUBITO”. “ma tu guarda sto panzone se non si fa i cazzi suoi”.
Allora Palazzi, subito dopo le intimidazioni contro Torchiaro
arrivano – sul sito dei no global – minacce di morte nei suoi
confronti. Come spiega questa successione degli eventi?
E’ da tempo che – nella mia qualità di dirigente di
un’organizzazione islamica moderata e di cittadino italiano – sono
impegnato nel denunciare alle autorità e all’opinione pubblica il
pericolo derivante da un’incresciosa sinergia: in Italia è attivo un
gruppo che si definisce Campo Antimperialista e che vuole
fare dell’antisemitismo e dell’antiamericanismo il
collante ideologico di un’alleanza strategica fra neonazisti,
esponenti dell’ala più estrema del movimento no global e
wahhabiti legati all’area dei “fratelli musulmani”.
Alcuni rappresentanti del “Campo” diffondono odio antiebraico,
veicolano proclami di sostegno al terrorismo suicida e raccolgono
persino fondi a favore dei terroristi che i Iraq fanno strage di
civili e dei militari della Coalizione, fra cui i soldati italiani e
i Carabinieri. Ho fatto quanto m’era possibile per denunciare questo
progetto. Evidentemente la cosa sta dando fastidio.
Ha dei sospetti sugli autori delle minacce?
Devo dire che le minacce sono state precedute, su Indymedia e su
altri siti, da un’intensa campagna denigratoria, e che questa
stessa campagna ha coinvolto altre persone impegnate nella denuncia
del Campo Antimperialista. E’ noto che al “Campo” aderiscono anche
esponenti dell’Ucoii, l’organizzazione fondamentalista che è
l’interfaccia italiana di Hamas e dei “fratelli musulmani”.
Personalmente ritengo che tanto il fare propaganda a favore del
terrorismo che il raccogliere fondi per il terrorismo costituiscano
attività illegali, e che pertanto sarebbe opportuno che tanto l’Ucoii
quanto il Campo Antimperialista venissero sciolti per legge. Il vice
direttore del Corriere della sera, Magdi Allam, ha condotto
serie inchieste su entrambe i soggetti, ed ha subito una serie di
insulti dal segretario dell’Ucoii, Roberto “Hamza” Piccardo.
Aldo Torchiaro si è occupato del Campo Antimperialista, ed è stato
attaccato da un’organizzazione sinora sconosciuta, dietro la quale è
risultata celarsi Dacia Valent. Io stesso sono da anni al
centro di una campagna diffamatoria scatenata nei miei confronti
(anche su Indymedia) da un estremista di destra italo-messicano, un
certo Miguel Guillermo Martinez Ball. Visitando il blog di
quest’ultimo personaggio, si evince come egli da un lato faccia
propaganda a favore del Campo Antimperialista, e dall’altro inviti a
versare contributi finanziari a favore dell’organizzazione della
Valent. Mi sembra insomma che i confini dell’area estremista che
semina odio contro Allam, contro Torchiaro e contro di me sia ben
definita. Si tratta ora di vedere quali siano i contatti fra quell’area
e coloro che invitano ad ammazzarmi. Per questo aspetto l’esito
della denuncia che ho immediatamente presentato.
Lei in passato ha sostenuto con convinzione la necessità di una
politica di rigore e monitoraggio nei confronti delle organizzazioni
islamiche estremiste che veicolano posizioni ambigue nei confronti
del terrorismo. Può esservi una connessione fra le recenti
espulsioni di predicatori d’odio dall’Italia e le minacce nei suoi
confronti?
Penso di avere fatto del mio meglio per contribuire ad allertare le
autorità italiane circa la natura ambigua dell’Ucoii e circa il
rischio di legittimare un’organizzazione del genere come
rappresentante credibile dei musulmani in Italia. So per certo che i
dirigenti dell’Ucoii mi odiano proprio per questo motivo, e so che
gli estremisti di destra che agiscono in seno al “Campo
Antimperialista” sono legati a doppio filo all’Ucoii. La politica
del ministro Pisanu ha contribuito a contrariare l’Ucoii e ha fatto
capire che l’Italia non è un paese in cui i “fratelli musulmani”
possono pensare di muoversi indisturbati a loro piacimento. Proprio
per questo, se dovesse accadermi qualcosa di spiacevole, ritengo che
le autorità saprebbero bene in quale direzione indagare. Da parte
mia – sia chiaro – non mi faccio intimidire. Le minacce di morte (su
Indymedia o in altra sede) semmai contribuiscono a convincermi a
perseverare nel mio impegno civile contro l’integralismo e contro il
terrorismo. E’ un dovere morale cui non intendo sottrarmi. Non
saranno certo quelle minacce a farmi tacere.