Mercoledì, 21 settembre 2005
 

Vince l’Italia di Nassiriyya
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
 

Il preannunciato convegno a sostegno del terrorismo iracheno – previsto a Chianciano per il 1-2 ottobre – non avrà più luogo. Quella stramba accozzaglia di estremisti di destra, militanti marginali dell’area no global e wahhabiti dell’Ucoii che si era raccolta sotto la denominazione di “Campo Antimperialista” ha rinunciato al progetto velleitario e provocatorio di riunire a Chianciano i rappresentanti di quei gruppi iracheni che rifiutano la democrazia e compiono atti di terrorismo contro i civili, contro il governo democraticamente eletto dal popolo iracheno e contro le forze della Coalizione che sono in Iraq a difesa dell’ordine democratico. Ben quarantaquattro parlamentari statunitensi hanno recentemente scritto al governo italiano, chiedendogli di non ammettere in Italia gli esponenti dei gruppi terroristici iracheni, richiesta più che legittima, se non altro in considerazione del fatto che l’Italia è parte integrante della Coalizione di stanza in Iraq e che le nostre truppe hanno pagato un costo non indifferente per l’impegno di liberare l’Iraq dal regime di Saddam Hussein e restituirlo al novero dei paesi civili. Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini si è immediatamente dichiarato d’accordo nel ritenere che non si possano concedere visti di ingresso in Italia a chi rappresenta i terroristi filo-iraniani di Muqtada Sadr, o quelli saddamiti della sedicente “Alleanza Patriottica Irachena”, o all’ex ambasciatore di Saddam in India.

A nulla è valso un appello alla concessione dei visti sottoscritto da una pittoresca accozzaglia di firmatari, fra i quali spiccano l'apologeta del terrorismo suicida e segretario dell'Ucoii Roberto "Hamza" Piccardo, Mara Malavenda dei Cobas Alfa Romeo di Pomigliano D’Arco, Moreno Pasquinelli in rappresentanza di “Legittima Difesa”, Susanne Scheidt come portavoce del gruppo antiebraico “Al-Awda Italia”, l'ex abate di S. Paolo don Giovanni Franzoni, il segretario del Partito Comunista Svedese Erik Anderson, la sedicente esponente dell'inesistente "clero islamico Usa" Aisha Muhammad, il direttivo dell'associazione khomeinista "Imam Mahdi", l'estremista di destra Maurizio Neri e il presidente dell'associazione di amicizia Italia-Cuba di Salerno Emilio Lambiase. Lo sciopero della fame da parte di quindici campeggiatori antimperialisti è risultato anch’esso inutile: Fini non ha ceduto alle pressioni, e ha ribadito che nemici della democrazia come Jawad al-Khalesi, Ahmed al-Baghdadi, Salah al-Mukhtar, Hassan al-Zargani, Mohamad Faris e Ibrahim al-Kubaysi non potranno mettere piede in Italia. A questo punto, i campeggiatori si sono resi conto che riunirsi senza i rappresentanti del terrorismo iracheno sarebbe stata un’inutile sceneggiata, e hanno rimpiazzato il “convegno internazionale di Chianciano” con una meno impegnativa cena in un ristorante romano.

“L’opinione” è stata fra i primi a segnalare che il “Campo Antimperialista” che si riuniva ogni anno ad Assisi era qualcosa di diverso da un semplice bivacco di estremisti sfaccendati e in preda a deliri ideologici, di nullafacenti che si tengono compagnia per darsi man forte a vicenda nell’esprimere odio contro l’America, contro Israele e contro la democrazia. I collaboratori del nostro quotidiano hanno da subito compreso che quei campeggi coprivano un ben preciso disegno politico in base al quale antiamericanismo ed antisemitismo divenivano il nuovo collante ideologico per trasformare gli estremisti rossi e neri d’Italia in aperti fiancheggiatori del terrorismo arabo. Questa analisi è poi stata ripresa da Magdi Allam sul “Corriere della sera” e fatta conoscere negli Stati Uniti dal Vice Direttore dell’Investigative Project Lorenzo Vidino. Se il tentativo di portare in Italia i rappresentanti delle fazioni terroristiche irachene è oggi abortito lo si deve a quanti si sono impegnati a far conoscere la natura del “Campo antimperialista” e a denunciarla alle autorità, magari ricevendo anche insulti e minacce come conseguenza del loro impegno civile. Per questo oggi possiamo dire che la cancellazione del convegno di Chianciano è una vittoria di quanti condannano e combattono il terrorismo identificandone i fiancheggiatori, che è una vittoria dell’Italia di Nassiriyya contro le forze barbariche che minacciano la pace, la sicurezza e l’avvenire di tutti noi.

Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Segretario dell'AMdI, Assemblea Musulmana d'Italia
http://www.amislam.com
maulana@amislam.com


 

Salta la raccolta fondi del campo antimperialista
di Dimitri Buffa
 

Niente Chianciano per il campo antimperialista. La due giorni del primo e del due ottobre è stata sospesa per impraticabilità del campo e perché i giocatori “stranieri” (cioè gli iracheni filo Saddam e filo al Zarqawi) non hanno ricevuto il visto d’ingresso e l’allenatore piuttosto che essere costretto a giocare con le riserve italiane ha preferito far saltare la partita e perdere due a zero a tavolino. Si riconsoleranno con un mini convegno il 2 ottobre ospitato dalla chiesa valdese nella propria aula magna universitaria in via Pietro Cossa 40 a Roma. Poi tutti insieme a cena come in una canzone di De Andrè, “una zampa qua una zampa là, gonfi di vino” a “stramaledir le donne, il tempo ed il governo”. A volte scriverne tutto il male possibile di questa gente serve a qualcosa. Se non altro a farli desistere dai loro ridicoli propositi di finanziare il terrorismo in Iraq con collette stile anni ’70. E infatti, anche se manca la comunicazione ufficiale del loro sito internet, il convegno di Chianciano previsto per l’1 e il 2 ottobre prossimi del cosiddetto Campo antimperialista sembra destinato a saltare. Per mancanza di ospiti della cosiddetta resistenza irachena cui il ministro degli esteri Gianfranco Fini ha tempestivamente negato i visti d’ingresso.

L’unica persona che ha avuto tale visto è questo famosissimo Haji Ali, testimone diretto delle torture perpetrate da alcuni soldati americani idioti ad Abu Ghraib. Un simbolo di quella destra e di quella sinistra antagonista cui dell’islam importa un po’ meno di niente ma che è sempre disposta a cercare nuovi simboli del proprio ribellismo anti occidentale ovunque capiti. Ma se il campo antiimperialista non si terrà più a Chianciano per mancanza di antiimperialisti iracheni di repertorio, ci sarà comunque un meeting ospitato, forse con un pizzico di leggerezza, dalla chiesa valdese cui dovrebbe seguire una specie di cena sociale di reduci cui avrebbero confermato la propria partecipazione i seguenti lottatori antagonisti contro il sistema: Haj Ali, vittima delle torture di Abu Ghraib (sempre che il governo non ci ripensi), Awni al Kalemji, portavoce dell’Alleanza Patriottica Irachena, Kawthar al Kubaysi, moglie di Abduljabbar, segretario dell’Alleanza Patriottica Irachena, Abdulhaleem Kandil, rappresentante di Kifaya, Egitto, Roberto Gabriele, per i sette scioperanti della fame davanti alla Farnesina, Gianni Vattimo, filosofo , Giovanni Franzoni, Comunità Cristiana di Base di S. Paolo, Hamza Piccardo, Segretario nazionale dell’Unione delle Comunità Islamiche – UCOII, Domenico Losurdo, filosofo, Marina Biggero, Confederazione Cobas, Vainer Burani, Avvocato difensore di attivisti islamici, Aldo Bernardini, Professore di diritto internazionale, Georges Labica, filosofo, Francia Jan Myrdal, scrittore, Svezia. A questi va aggiunto Miguel Martinez, un no global che proviene da esperienze di estrema destra e che sul suo sito internet da tempo prende di mira i giornalisti che parlano male delle sue imprese, compresi quelli de L’opinione e chi scrive. E’ lui l’organizzatore della gnoccata post convegno ed è lui la fonte della decisione dei compari di Moreno Pasquinelli di soprassedere.

Come sia possibile questa commistione tra ex baathisti, al zarqawisti sunniti, estremisti islamici vari, antagonisti di sinistra e di destra, solo Iddio e il Sismi lo sanno. Con ironia degna di miglior causa Martinez sul proprio sito blog prevede “una rumorosa campagna antivaldese nei prossimi giorni, almeno in certi media.. ma i valdesi hanno resistito per sette secoli a cose ben peggiori degli editoriali di Vittorio Feltri”. Poi la proposta per compensare la mancata due giorni a Chainciano, paese noto per le terme e per trasformare il fegato da malato in sano, con una sana abboffata di estremisti in pizzeria, magari a spese degli ignari finanziatori del terrorismo iracheno: “Non mancate, in margine, potremmo anche organizzare una cena tra i commentatori più assidui di questo blog, che ne dite?”. Certo che se questa area antagonista dell’occidente è tutta messa così allora tutto sommato si capisce perché la polizia li sottovaluti e li lasci giocare ai tifosi del terrorismo e a bruciare bandiere statunitensi e israeliane: certi cani abbaiano, e lo fanno in modo disgustoso, ma non mordono niente. Insomma fanno stragi e fanno macelli ma solo col vino de li Castelli.

Dimitri Buffa


 

I fiancheggiatori della resistenza irachena rinunciano al raduno. A Chianciano il sindaco verde tira “un sospiro di sollievo”
di Aldo Torchiaro
 

Guido Bombagli, primo cittadino di Chianciano, in provincia di Siena, può ben tirare un sospiro di sollievo. L’accampamento degli antimperialisti non abita più qui: o meglio, se aveva minacciato di scendere con una calata barbarica verso la pacifica località termale, la rinuncia a marciare su Chianciano è la bella notizia che in molti aspettavano. “Siamo sollevati”, dice il giovane sindaco della località toscana, il verde Guido Bombagli. “Se ne sono andati così com’erano venuti”, ci dice. “Con una telefonata”. Sì, perché tutto il caso mediatico della due giorni organizzata a Chianciano si rivela essere, come nello stile di questi sedicenti “amici della resistenza irachena”, un bluff in piena regola. “Io questi signori non li conosco, per la verità non li ho neanche mai visti”, rivela Bombagli. “Non solo non ci siamo mai incontrati, ma io non ho mai ricevuto richieste scritte di nessun genere, né richieste di permessi, di autorizzazioni, di allacci. Tutta la vicenda mi è sempre sembrata molto strana, mi hanno telefonato una volta per preannunciarmi il loro arrivo, adesso una voce mi chiama per dirmi che non se ne fa più nulla”. Il respiro di sollievo però lo fa lo stesso. “Una città curata e ordinata come la nostra merita un rispetto e una cura particolari”, conclude. A cosa si deve il clamoroso dietro front della discussa sigla nazislamica? Il coacervo di ricercati internazionali, velleitari di diversa appartenenza estremistica pare essere stato messo ko da una azione congiunta tra servizi di sicurezza americani e italiani, a partire dall’Iraq da dove molti “amici” del Campo Antimperialista dovevano partire per raggiungere Chianciano. Sembra infatti essere stato stabilito senza ombra di dubbio il legame diretto fra l’Italia ed uno dei gruppi sciiti lodati oggi dal leader di Al Qaeda in Iraq, Abu Musab Al-Zarqawi: nel suo ultimo comunicato il terrorista giordano chiede infatti ai suoi miliziani di risparmiare da attentati la corrente del giovane imam ribelle Moqtada Al-Sadr, quella di Al-Khalisi e la corrente Al-Husseini, un piccolo gruppo sciita guidato dall'Imam Ahmad Al-Baghdadi. Un nome balzato di recente sulle cronache italiane per essere quello di uno dei quattro relatori invitati proprio all’incontro del Campo Antimperialista e ai quali era stato negato il visto di ingresso nel nostro paese. Lo scorso 27 agosto la Farnesina aveva reso noto di aver negato il visto ad alcuni esponenti invitati dai comitati “Iraq libero - per la resistenza del popolo iracheno” per una conferenza sull'Iraq da tenersi proprio a Chianciano all’inizio di ottobre. Gli organizzatori della conferenza avevano fortemente protestato contro la decisione di negare il visto ad Al-Baghdadi e agli altri relatori tanto da organizzare uno sciopero della fame ed annullare la conferenza stessa. Nei comunicati degli organizzatori di Chianciano Al-Baghdadi veniva definito Sceicco e Ayatollah nonché “una delle più importanti autorità religiose sciite. Oggi si apprende essere un uomo di Al Qaeda in piena regola – e con pieni poteri. La città di Chianciano si è risparmiata di ospitare, tra tanti turisti, l’ambasciatore di Bin Laden.

Aldo Torchiaro

 


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