Vince l’Italia di Nassiriyya
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Il preannunciato convegno a sostegno del
terrorismo iracheno – previsto a Chianciano per il 1-2 ottobre – non
avrà più luogo. Quella stramba accozzaglia di estremisti di destra,
militanti marginali dell’area no global e wahhabiti dell’Ucoii che
si era raccolta sotto la denominazione di “Campo Antimperialista” ha
rinunciato al progetto velleitario e provocatorio di riunire a Chianciano i rappresentanti di quei gruppi iracheni che rifiutano la
democrazia e compiono atti di terrorismo contro i civili, contro il
governo democraticamente eletto dal popolo iracheno e contro le
forze della Coalizione che sono in Iraq a difesa dell’ordine
democratico. Ben quarantaquattro parlamentari statunitensi hanno
recentemente scritto al governo italiano, chiedendogli di non
ammettere in Italia gli esponenti dei gruppi terroristici iracheni,
richiesta più che legittima, se non altro in considerazione del
fatto che l’Italia è parte integrante della Coalizione di stanza in
Iraq e che le nostre truppe hanno pagato un costo non indifferente
per l’impegno di liberare l’Iraq dal regime di Saddam Hussein
e restituirlo al novero dei paesi civili. Il ministro degli Esteri
Gianfranco Fini si è immediatamente dichiarato d’accordo nel
ritenere che non si possano concedere visti di ingresso in Italia a
chi rappresenta i terroristi filo-iraniani di Muqtada Sadr, o quelli
saddamiti della sedicente “Alleanza Patriottica Irachena”, o all’ex
ambasciatore di Saddam in India.
A nulla è valso un appello alla concessione dei visti
sottoscritto da una pittoresca accozzaglia di firmatari, fra i quali
spiccano l'apologeta del terrorismo suicida e segretario dell'Ucoii
Roberto "Hamza" Piccardo, Mara Malavenda dei Cobas
Alfa Romeo di Pomigliano D’Arco, Moreno Pasquinelli in
rappresentanza di “Legittima Difesa”, Susanne Scheidt come
portavoce del gruppo antiebraico “Al-Awda Italia”, l'ex abate di S.
Paolo don Giovanni Franzoni, il segretario del Partito
Comunista Svedese Erik Anderson, la sedicente esponente
dell'inesistente "clero islamico Usa" Aisha Muhammad, il
direttivo dell'associazione khomeinista "Imam Mahdi", l'estremista
di destra Maurizio Neri e il presidente dell'associazione di
amicizia Italia-Cuba di Salerno Emilio Lambiase. Lo sciopero
della fame da parte di quindici campeggiatori antimperialisti è
risultato anch’esso inutile: Fini non ha ceduto alle pressioni, e ha
ribadito che nemici della democrazia come Jawad al-Khalesi,
Ahmed al-Baghdadi, Salah al-Mukhtar, Hassan
al-Zargani, Mohamad Faris e Ibrahim al-Kubaysi non
potranno mettere piede in Italia. A questo punto, i campeggiatori si
sono resi conto che riunirsi senza i rappresentanti del terrorismo
iracheno sarebbe stata un’inutile sceneggiata, e hanno rimpiazzato
il “convegno internazionale di Chianciano” con una meno impegnativa
cena in un ristorante romano.
“L’opinione” è stata fra i primi a segnalare che il “Campo
Antimperialista” che si riuniva ogni anno ad Assisi era qualcosa di
diverso da un semplice bivacco di estremisti sfaccendati e in preda
a deliri ideologici, di nullafacenti che si tengono compagnia per
darsi man forte a vicenda nell’esprimere odio contro l’America,
contro Israele e contro la democrazia. I collaboratori del nostro
quotidiano hanno da subito compreso che quei campeggi coprivano un
ben preciso disegno politico in base al quale antiamericanismo ed
antisemitismo divenivano il nuovo collante ideologico per
trasformare gli estremisti rossi e neri d’Italia in aperti
fiancheggiatori del terrorismo arabo. Questa analisi è poi stata
ripresa da Magdi Allam sul “Corriere della sera” e fatta
conoscere negli Stati Uniti dal Vice Direttore dell’Investigative
Project Lorenzo Vidino. Se il tentativo di portare in Italia
i rappresentanti delle fazioni terroristiche irachene è oggi
abortito lo si deve a quanti si sono impegnati a far conoscere la
natura del “Campo antimperialista” e a denunciarla alle autorità,
magari ricevendo anche insulti e minacce come conseguenza del loro
impegno civile. Per questo oggi possiamo dire che la cancellazione
del convegno di Chianciano è una vittoria di quanti condannano e
combattono il terrorismo identificandone i fiancheggiatori, che è
una vittoria dell’Italia di Nassiriyya contro le forze
barbariche che minacciano la pace, la sicurezza e l’avvenire di
tutti noi.
Salta la raccolta fondi del campo antimperialista
di Dimitri Buffa
Niente Chianciano per il campo antimperialista. La due giorni del
primo e del due ottobre è stata sospesa per impraticabilità del
campo e perché i giocatori “stranieri” (cioè gli iracheni filo
Saddam e filo al Zarqawi) non hanno ricevuto il visto d’ingresso e
l’allenatore piuttosto che essere costretto a giocare con le riserve
italiane ha preferito far saltare la partita e perdere due a zero a
tavolino. Si riconsoleranno con un mini convegno il 2 ottobre
ospitato dalla chiesa valdese nella propria aula magna universitaria
in via Pietro Cossa 40 a Roma. Poi tutti insieme a cena come in una
canzone di De Andrè, “una zampa qua una zampa là, gonfi di vino” a
“stramaledir le donne, il tempo ed il governo”. A volte scriverne
tutto il male possibile di questa gente serve a qualcosa. Se non
altro a farli desistere dai loro ridicoli propositi di finanziare il
terrorismo in Iraq con collette stile anni ’70. E infatti, anche se
manca la comunicazione ufficiale del loro sito internet, il convegno
di Chianciano previsto per l’1 e il 2 ottobre prossimi del
cosiddetto Campo antimperialista sembra destinato a saltare. Per
mancanza di ospiti della cosiddetta resistenza irachena cui il
ministro degli esteri Gianfranco Fini ha tempestivamente negato i
visti d’ingresso.
L’unica persona che ha avuto tale visto è questo famosissimo
Haji Ali, testimone diretto delle torture perpetrate da alcuni
soldati americani idioti ad Abu Ghraib. Un simbolo di quella destra
e di quella sinistra antagonista cui dell’islam importa un po’ meno
di niente ma che è sempre disposta a cercare nuovi simboli del
proprio ribellismo anti occidentale ovunque capiti. Ma se il campo
antiimperialista non si terrà più a Chianciano per mancanza di
antiimperialisti iracheni di repertorio, ci sarà comunque un meeting
ospitato, forse con un pizzico di leggerezza, dalla chiesa valdese
cui dovrebbe seguire una specie di cena sociale di reduci cui
avrebbero confermato la propria partecipazione i seguenti lottatori
antagonisti contro il sistema: Haj Ali, vittima delle torture di Abu
Ghraib (sempre che il governo non ci ripensi), Awni al Kalemji,
portavoce dell’Alleanza Patriottica Irachena, Kawthar al Kubaysi,
moglie di Abduljabbar, segretario dell’Alleanza Patriottica
Irachena, Abdulhaleem Kandil, rappresentante di Kifaya,
Egitto, Roberto Gabriele, per i sette scioperanti della fame
davanti alla Farnesina, Gianni Vattimo, filosofo ,
Giovanni Franzoni, Comunità Cristiana di Base di S. Paolo,
Hamza Piccardo, Segretario nazionale dell’Unione delle Comunità
Islamiche – UCOII, Domenico Losurdo, filosofo, Marina
Biggero, Confederazione Cobas, Vainer Burani, Avvocato
difensore di attivisti islamici, Aldo Bernardini, Professore
di diritto internazionale, Georges Labica, filosofo, Francia
Jan Myrdal, scrittore, Svezia. A questi va aggiunto Miguel
Martinez, un no global che proviene da esperienze di estrema
destra e che sul suo sito internet da tempo prende di mira i
giornalisti che parlano male delle sue imprese, compresi quelli de
L’opinione e chi scrive. E’ lui l’organizzatore della
gnoccata post convegno ed è lui la fonte della decisione dei
compari di Moreno Pasquinelli di soprassedere.
Come sia possibile questa commistione tra ex baathisti, al
zarqawisti sunniti, estremisti islamici vari, antagonisti di
sinistra e di destra, solo Iddio e il Sismi lo sanno. Con ironia
degna di miglior causa Martinez sul proprio sito blog prevede
“una rumorosa campagna antivaldese nei prossimi giorni, almeno in
certi media.. ma i valdesi hanno resistito per sette secoli a cose
ben peggiori degli editoriali di Vittorio Feltri”. Poi la
proposta per compensare la mancata due giorni a Chainciano, paese
noto per le terme e per trasformare il fegato da malato in sano, con
una sana abboffata di estremisti in pizzeria, magari a spese degli
ignari finanziatori del terrorismo iracheno: “Non mancate, in
margine, potremmo anche organizzare una cena tra i commentatori più
assidui di questo blog, che ne dite?”. Certo che se questa area
antagonista dell’occidente è tutta messa così allora tutto sommato
si capisce perché la polizia li sottovaluti e li lasci giocare ai
tifosi del terrorismo e a bruciare bandiere statunitensi e
israeliane: certi cani abbaiano, e lo fanno in modo disgustoso, ma
non mordono niente. Insomma fanno stragi e fanno macelli ma solo col
vino de li Castelli.
Dimitri Buffa
I fiancheggiatori della resistenza irachena rinunciano al raduno. A
Chianciano il sindaco verde tira “un sospiro di sollievo”
di Aldo Torchiaro
Guido Bombagli, primo cittadino di Chianciano, in
provincia di Siena, può ben tirare un sospiro di sollievo.
L’accampamento degli antimperialisti non abita più qui: o meglio, se
aveva minacciato di scendere con una calata barbarica verso
la pacifica località termale, la rinuncia a marciare su Chianciano è
la bella notizia che in molti aspettavano. “Siamo sollevati”,
dice il giovane sindaco della località toscana, il verde Guido
Bombagli. “Se ne sono andati così com’erano venuti”, ci dice. “Con
una telefonata”. Sì, perché tutto il caso mediatico della due giorni
organizzata a Chianciano si rivela essere, come nello stile di
questi sedicenti “amici della resistenza irachena”, un bluff in
piena regola. “Io questi signori non li conosco, per la
verità non li ho neanche mai visti”, rivela Bombagli. “Non solo non
ci siamo mai incontrati, ma io non ho mai ricevuto richieste
scritte di nessun genere, né richieste di permessi, di
autorizzazioni, di allacci. Tutta la vicenda mi è sempre
sembrata molto strana, mi hanno telefonato una volta per
preannunciarmi il loro arrivo, adesso una voce mi chiama per dirmi
che non se ne fa più nulla”. Il respiro di sollievo però lo fa lo
stesso. “Una città curata e ordinata come la nostra merita un
rispetto e una cura particolari”, conclude. A cosa si deve il
clamoroso dietro front della discussa sigla nazislamica? Il coacervo
di ricercati internazionali, velleitari di diversa appartenenza
estremistica pare essere stato messo ko da una azione congiunta tra
servizi di sicurezza americani e italiani, a partire
dall’Iraq da dove molti “amici” del Campo Antimperialista dovevano
partire per raggiungere Chianciano. Sembra infatti essere stato
stabilito senza ombra di dubbio il legame diretto fra l’Italia ed
uno dei gruppi sciiti lodati oggi dal leader di Al Qaeda in Iraq,
Abu Musab Al-Zarqawi: nel suo ultimo comunicato il terrorista
giordano chiede infatti ai suoi miliziani di risparmiare da
attentati la corrente del giovane imam ribelle Moqtada Al-Sadr,
quella di Al-Khalisi e la corrente Al-Husseini, un
piccolo gruppo sciita guidato dall'Imam Ahmad Al-Baghdadi. Un
nome balzato di recente sulle cronache italiane per essere quello di
uno dei quattro relatori invitati proprio all’incontro del Campo
Antimperialista e ai quali era stato negato il visto di ingresso
nel nostro paese. Lo scorso 27 agosto la Farnesina aveva reso noto
di aver negato il visto ad alcuni esponenti invitati dai comitati
“Iraq libero - per la resistenza del popolo iracheno” per una
conferenza sull'Iraq da tenersi proprio a Chianciano all’inizio di
ottobre. Gli organizzatori della conferenza avevano fortemente
protestato contro la decisione di negare il visto ad Al-Baghdadi e
agli altri relatori tanto da organizzare uno sciopero della fame ed
annullare la conferenza stessa. Nei comunicati degli organizzatori
di Chianciano Al-Baghdadi veniva definito Sceicco e Ayatollah nonché
“una delle più importanti autorità religiose sciite. Oggi si
apprende essere un uomo di Al Qaeda in piena regola – e con
pieni poteri. La città di Chianciano si è risparmiata di ospitare,
tra tanti turisti, l’ambasciatore di Bin Laden.