L’estremismo islamico a Como mette Magdi Allam nel mirino
di Dimitri Buffa
In attesa dell’evoluzione democratica
dell’Islam nel mondo arabo e non, da tempo in Italia si registra un’involuzione
squadristica dei sedicenti rappresentanti delle comunità
musulmane nostrane. Bisogna sapere che l’islam non ammette preti,
cioè mediatori tra l’uomo e Dio, cioè Allah, che poi è una parola
che vuol dire semplicemente Dio, e quindi questi auto referenti
imam del caciocavallo, che ogni due per tre qualcuno ci propina
in tv a parlare a nome dell’immaginaria comunità islamica di Como
piuttosto che di Torino, altro non sono che degli impostori.
Nella migliore delle ipotesi. Non a caso l’unico imam di una certa
serietà presente in Italia, quello della Moschea di Roma, nominato
dall’Egitto, dal Marocco e dall’Arabia Saudita, si guarda bene
dall’andare a incontri pubblici o peggio in onda auto promuovendo la
propria carica come se rappresentasse tutta la comunità islamica
romana. Semmai di un imam si può dire che è la guida della preghiera
e che è autorizzato a tenere la “khutba”, una specie di sermone che,
per capirsi, assomiglia alla predica del prete a messa la domenica.
Punto.
Invece sabato 17 settembre il sedicente imam della comunità
islamica di Como, tale Sawfat El Sisi, spalleggiato da una
decina di energumeni barbuti, ha fatto irruzione in un teatro
tenda dove Magdi Allam stava presentando il suo ottimo libro
“Vincere la paura”, che poi è un forte appello a tutti i
cittadini di fede musulmana di ribellarsi ai regimi tirannici che li
opprimono nel mondo arabo e soprattutto a non farsi fagocitare dalla
multinazionale di Osama Bin Laden. Il lettore si chiederà il perché
di questa sceneggiata, a questo punto. La risposta è semplice: il
molto democratico autonominato imam della comunità comasca dice che
Allam non è degno dell’Islam e che scredita i musulmani
semplicemente perché racconta la verità. Davanti alla gente
incredula questo signor El Sisi ha detto di chiamarsi anche lui
Allam di cognome ma di esserselo voluto cambiare per non essere
confuso con il vicedirettore del “Corriere della sera”. Sono seguite
scene pietose con esclamazioni tipo “tu hai fatto male all’Islam e
te ne devi andare”.
E alla fine, invece, il coraggioso Magdi (non deve essere bello
vivere con sei angioletti di scorta a causa dell’ostilità ingenerata
da gentaglia come questo imam e dalle minacce di Hamas,
unite alle calunnie sparsegli intorno dallo stato maggiore
dell’Ucoii) ha reagito come dovrebbe fare ogni buon
musulmano, e anche cristiano, in Italia di fronte a questa gente
violenta, dando dell’impostore all’energumeno barbuto. Perché
nessuno di questi signori, immigrati o italiani convertiti, può
veramente parlare a nome dell’Islam. E se lo fanno è solo perché,
nell’ignoranza generale, hanno fatto della propria presunta fede
islamica una remunerata professione. Non a caso ambirebbero all’8
per mille così poi i soldi, miliardi, se li spartirebbero queste
associazioni, come l’Ucoii, che nella migliore delle ipotesi
li userebbero per arricchimento personale. Ben sapendo che
nella peggiore potrebbero finanziare la rete dei fratelli
musulmani europei. Per non dire peggio. E che sia questo
il bersaglio grosso a cui questi “professionisti dell’estremismo
islamico” puntano è facile capirlo leggendo i passi della
incredibile lettera che il convertito italiano, il sardo Roberto
Piccardo, che si fa chiamare “hamza”, ha osato scrivere a
Ciampi per lamentarsi di presunte discriminazioni che in Italia
patirebbero i cittadini di fede musulmana.
Bel personaggio questo Piccardo, con un passato nell’estrema
sinistra degli anni ’70 e che oggi rilascia interviste in cui si
giustificano i kamikaze suicidi in Israele e in Iraq e
nega allo stato ebraico il diritto di esistere. A gente come
questa vogliamo dare l’8 per mille? Altro che consulta islamica,
Pisanu farebbe bene invece a infiltrare carabinieri in borghese e
poliziotti in ciascuna delle 160 moschee “fai da te” dell’Ucoii. E
visto che c’è, farebbe bene forse a tenere d’occhio anche a questi
irresponsabili e spesso imbecillibuonisti che
fanno da sponda ai pericolosi estremisti da cui spesso vengono
gli “home made kamikaze” di cui lo stesso Allam ha parlato in un
altro fondamentale libro. Cattolici di base, Cobas,
religiosi cristiani e accademici delle varie università
orientali del Bel Paese da tempo giocano con il fuoco invitando
ai loro convegni questi impostori e dando loro una dignità
istituzionale e religiosa che in realtà non hanno. E’ tempo per i
buoni cittadini italiani e stranieri che vivono in Italia, di
qualunque fede essi siano, di dire semplicemente una parola, ma di
ripeterla almeno tre volte: basta, basta, basta.