Una lezione di civismo dagli ebrei romani
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Il 29 e il 30 settembre
l’Istituto di Scienza dell'Alimentazione della Facoltà di Medicina
dell’Università "La Sapienza" di Roma ha organizzato una conferenza
internazionale sul tema “La tradizione alimentare nelle religioni
monoteistiche del Mediterraneo”. Stando al programma,
rappresentanti del mondo accademico ed esponenti delle comunità
religiose ebraica, cristiana ed islamica avrebbero dovuto
confrontarsi fra loro al fine di rafforzare la comprensione
reciproca, la coesione sociale e l'integrazione interculturale,
“sensibilizzando l'opinione pubblica per il diritto per ciascun
essere umano di alimentarsi secondo la propria tradizione”.
Una grave leggerezza degli organizzatori del convegno ha però
portato al clamoroso fallimento dell’iniziativa. A rappresentare la
comunità islamica era infatti stato chiamato non un responsabile
della Moschea di Roma, non un accademico musulmano o un dirigente
delle organizzazioni islamiche moderate, ma Nour Dachan, il
controverso presidente dell'Ucoii, cioè dell’organizzazione
estremista nota per le sue posizioni di fiancheggiamento del
terrorismo iracheno e palestinese, nonché per essere l’interfaccia
italiana della sètta dei "fratelli musulmani" e di
Hamas. L’Ucoii di Dachan è infatti l’organizzazione che – per
decisione del ministro degli Interni Pisanu – è stata esclusa dal
progetto della Consulta islamica, e che ha già visto due dei
suoi dirigenti espulsi dal territorio italiano, in quanto il
Viminale riteneva che la loro presenza in Italia costituisse un
pericolo per la sicurezza nazionale. Lo stesso Dachan – che ha
alle spalle trascorsi di estremismo in Siria, suo paese
d’origine – è noto alla cronaca per essersi rifiutato di firmare il
documento di condanna del terrorismo a suo tempo preparato dagli
esponenti dell’Islam moderato. A suo dire, quel documento – in
quanto condannava senza mezzi termini il terrorismo palestinese e
iracheno – era “troppo filo-americano”. Ancor più noto di Dachan è
poi il segretario dell’Ucoii, quel Roberto Piccardo
che è passato dalla militanza in Autonomia Operaia alla
propaganda del fondamentalismo più estremo, e che ritiene
legittimo il terrorismo contro le forze della Coalizione in
Iraq e quello contro i civili israeliani. Piccardo ha
anzi ribadito – in una recente intervista al settimanale “Panorama”
– di non riconoscere in alcun modo il diritto
all’esistenza dello Stato d’Israele.
Ben conoscendo la natura di un’organizzazione come l’Ucoii, e non
avendo alcuna intenzione di sedere nella imbarazzante compagnia
del suo presidente, i rappresentanti della Comunità ebraica
hanno scelto di boicottare la conferenza. E’ stata ritirata
sia la partecipazione del presidente dell’Unione della Comunità
Ebraiche Italiane Amos Luzzatto, sia quella del Rabbino Capo
di Roma Riccardo Di Segni. A questo punto, il Rettore
dell’Università "La Sapienza" Renato Guarini si è reso conto
che gli organizzatori della conferenza lo avevano posto in una
posizione davvero imbarazzante, e ha dato forfait anche lui. Anche
lui ha pensato: “Meglio boicottare una conferenza
internazionale organizzata dalla mia stessa Università, piuttosto
che sedere al fianco di Dachan”.
Con una decisione del genere, i dirigenti dell’Unione della Comunità
Ebraiche ed il rettore dell’Università “La Sapienza” hanno dato
agli Italiani un’encomiabile lezione di civismo. Hanno ribadito
che l’Italia è in guerra contro il terrorismo islamista, e
che coloro che circa quel terrorismo manifestano posizioni di
solidarietà e compiacenza, o anche solo di ambigua connivenza
o simpatia, non hanno diritto a sedere in compagnia dei
cittadini rispettabili. E’ già successo in passato che i
dirigenti dell’Ucoii siano stati invitati a pubbliche manifestazioni
che avevano il patrocinio delle Istituzioni, a incontri
interreligiosi per la pace e per il dialogo, ecc. E’ da augurarsi
che un equivoco del genere non si ripeta, e che quanti
manifestano posizioni filo-terroriste siano condannati
all’isolamento, siano semmai monitorati dalle
Istituzioni, e non invitati come relatori a conferenze
internazionali.
L’Assemblea Musulmana d’Italia ha suo tempo chiesto che, proprio in
ragione delle sue posizioni di fiancheggiamento del terrorismo,
l’Ucoii venga sciolta per legge. Se ciò non è immediatamente
possibile, ci auguriamo almeno di tutto cuore che la netta presa di
posizione dell’Unione delle Comunità Ebraiche serva d’esempio ad
altri, per esempio a movimenti cattolici come le Acli o
la Comunità di S. Egidio che sinora non hanno avuto alcuna
remora ad invitare i rappresentanti dell’Ucoii ai loro convegni. Se
c’è una cosa che proprio non possiamo permetterci e che le
Università, le associazioni cattoliche e per il dialogo
interreligioso vengano sfruttate al fine di conferire ai
fiancheggiatori del terrorismo una patina di rispettabilità
che certo non meritano.