La
devastante follia di Ahmedinejad un piccolo miracolo, almeno in Italia, lo ha già compiuto: il
proposito del presidente-torturatore iraniano di "cancellare Israele dalle
carte geografiche" ha immediatamente indotto gli amici d'Israele a
mobilitarsi per ribadire il diritto dello Stato ebraico all'esistenza, alla
sicurezza e alla pace. Noi filo-israeliani d'Italia ci siamo contati, ed
eravamo davvero in tanti. Più del previsto.
Organizzata nell'arco di pochi giorni, la fiaccolata per Israele davanti
all'ambasciata iraniana ha raggiunto ben 15.000 partecipanti. Hanno aderito
quasi l'intero spettro delle forze politiche parlamentari, il coordinamento
dell'opposizione iraniana in esilio e qualificati esponenti del mondo
ebraico, cattolico, evangelico, musulmano e laico. Il dato si può leggere in
un solo modo: cresce il numero degli Italiani che solidarizzano con Israele
e con la sua lotta contro il terrorismo integralista, e per fortuna cresce
anche il numero dei politici che di questo orientamento degli elettori è
costretto a tener contro. L'opinione pubblica italiana è ormai, a grande
maggioranza, filo-israeliana e sionista, mentre l'antisemitismo mascherato
da anti-sionismo - in passato tanto in voga in certi ambienti del politically correct - è costretto a gettare la maschera e a rivelarsi per
ciò che è: un'ideologia fanatica ed anti-democratica, ormai rivendicata
soltanto da un nugolo di fanatici estremisti e di vetero-comunisti.
Nell'aprire la manifestazione, il vice direttore del "Corriere della
sera" Magdi Allam ha chiarito l'importanza della
partecipazione dei musulmani all'iniziativa, ribadendo come
sostenere Israele significhi, per tutti i musulmani moderati,
sostenere uno Stato democratico che da anni lotta contro quel
fanatismo integralista che minaccia il futuro del Medio
Oriente col terrorismo suicida. La rappresentate del Meeting
per l'Amicizia fra i Popoli ha dichiarato che i cattolici sono
tenuti a sostenere lo Stato che preserva e tutela i luoghi santi
della loro religione, mentre il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di
Segni, ha spiegato come il desiderio di distruggere Israele sia
un male oscuro millenario, e ringraziato ebrei e non-ebrei
accorsi a dimostrare il loro sostegno a Israele.
Il messaggio
mandato sotto le finestre dell'ambasciatore iraniano è risultato più
che chiaro: rilanciando la sua campagna anti-israeliana, il
regime khomeinista prepara semplicemente la sua auspicabile,
imminente rovina. Più il regime dei mullah rinfocolerà le sue
campagne d'odio, più i democratici di tutto il mondo
isoleranno il regime dei mullah e si stringeranno attorno a
Israele e all'opposizione iraniana in lotta contro la clericocrazia.