spacer

Giovedì, 10 novembre 2005

Quella frattura nella sinistra tra moderati e disobbedienti
di Ruggiero Capone
 

Rosa Russo Jervolino, Sergio Cofferati (detto il Cinese), Massimo Cacciari, Riccardo Illy (presidente della Regione Friuli-Venezia-Giulia), Valter Veltroni, sono solo alcuni dei nomi di sindaci ed amministratori italiani che avevano iniziato il loro mandato con grandi aperture al mondo della disobbedienza civile, dei no-global, dei centri sociali dell'ultra sinistra. In molte giunte e consigli è stato persino introdotto il rappresentante dei centri sociali (a Roma è stato regolarmente eletto tra le fila di Rifondazione Comunista). "Non vorrei che il consigliere dei centri sociali, o di chi pianifica il disordine - spiega lo sceicco Abdul Hadi Palazzi (segretario dell'Assemblea musulmana d'Italia e direttore dell'Istituto culturale della comunità islamica) venga parificato, men che mai paragonato, a quello degli stranieri: gli extracomunitari, che lavorano e contribuiscono redditualmente, si sentirebbero semplicemente offesi se fossero paragonati a chi pianifica i disordini di piazza e le occupazioni. Spiace che certe forze politiche operino questa confusione."

Sta di fatto che questa confusione, comoda fino a qualche tempo fa alla maggior parte dei sindaci di sinistra, ora non garba più a Cofferati ed a Cacciari, ad Illy ed a Veltroni: la napoletana Jervolino non ci ha pensato due volte a troncare la linea di fiducia che aveva aperto ai rappresentanti partenopei della disobbedienza. Ed a pochi mesi dalle elezioni politiche la frattura tra l'elettorato di Rifondazione Comunista e quello dei moderati Ds e Margherita si chiama "legalità nelle grandi città": una motto che non piace a chi fino a ieri era stato riconosciuto come "interlocutore preferenziale tra le amministrazioni locali e la galassia disobbediente". Al rappresentante della disobbedienza le munifiche municipalità hanno offerto, in cambio dei voti marchiati Rifondazione Comunista, consulenze ed occhi ben chiusi sulle occupazioni di fabbricati e (caso più grave e partenopeo) silenzio ed omertà sui furti consumati in danno di aziende municipalizzate di trasporto e nettezza urbana: non è poi tanto un mistero che nei magazzini più reconditi delle aziende comunali napoletane c'era merce non in uso, e siccome la proprietà è un furto (almeno per i no-global), alcuni disobbedienti hanno emulato Robin Hood, e donato o rivenduto la mercanzia "per alleviare le sofferenze degli esclusi" (motivazione apparsa anche sulla rete internet che fa capo ai centri-sociali). "E' colpa di Sfonda la Porta - dice una esponente napoletane dell'area disobbediente - necessita fare i necessari distinguo tra le diverse politiche d'occupazione". Sta di fatto che lo stato dell'arte delle occupazioni nel 2005, e nella sola Napoli, parla di 7000 immobili colpiti da esproprio proletario ed occupazione. Nelle altre città i numeri si discostano di poco ed il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati (storico segretario della Cgil), ha deciso di pianificare lo sgombero delle aree occupate, creando di fatto un muro di ghiaccio con i suoi alleati Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani (tre forze in dialogo clientelare con i giovani attivisti della disobbedienza). Non da meno il Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che hu chiuso tutti i rubinetti pubblici alle iniziative dei centri sociali veneziani, attirandosi l'odio di Rifondazione che ha subito stigmatizzato "Cacciari è stato eletto con i voti di Forza Italia".

Bologna l'intollerante

"Dopo l'attacco ai privilegi dei rumeni ed al monopolio dei lavavetri ora tocca ai centri sociali", a parlare è il responsabile del "gruppo disobbedienti del Tpo" (teatro polivalente occupato di Bologna): è stato lui il primo a rispondere alla linea dura di Cofferati.

"Cofferati sta facendo quello che Berlusconi ci aveva solo promesso - dice la signora Vanda (ha 70 è bolognese ed abita nei pressi del centro sociale) - sta mandando messi comunali e commissari prefettizi a chiedere bollette d'acqua, luce e contratti d'affitto ai centri sociali, e quando non hanno le carte in regola li fa sgomberare dai vigili: sono contenta!". "Abbiamo chiesto loro di mostrarci le carte - spiega un ufficiale dei vigili di Bologna - oltre a non averle proprio, oggi si scopre che i responsabili dei centri sociali sono dei veri e propri fantasmi: nessuno li conosce e nessuno sa dove risiedano. Quindi le eventuali notifiche per violazioni non possiamo recapitarle a nessuno. L'unica cosa fattibile è sgomberare i fabbricati".

E la terra inizia a tremare sotto i piedi anche dello storico "Livello 57": capannone nella periferica zona artigianale di Bologna colpito da disdetta di convenzione comunale. "Ci sono numerose irregolarità - continua il vigile - il 57 era un centro sociale, poi s'è trasformato, senza un iter burocratico commerciale, in bar e sala concerti: l'ordinanza di cessata convenzione era nella cose".

"Anzi, se la struttura resterà occupata illegalmente sarà avvisata la magistratura - ha chiarito Virginio Merola (assessore bolognese all'Urbanistica); del resto, dopo sei mesi di trattativa, il Livello 57 ha rifiutato la proposta del Comune di spostare la sede in un'altra zona della città".

Dopo le prime visitine dei commissari, mandati da Cofferati, sono iniziati i tafferugli. E dopo le fatidiche parole "o i centri sociali stanno alle nostre regole o dovranno sgombrare", il pacco bomba ha raggiunto la scrivania del Cinese. "Non abbiamo più intenzione - ha risposto perentorio Merola -di pagare casa e discoteca e garantire una rendita a queste persone che ci ripagano con episodi di degrado". E dopo il pacco dono, l'ordinanza di sgombero ha colpito l'intera disobbedienza bolognese: Link, Tpo, Covo, Cacao e tutti gli spazi occupati.

Il nemico Veltroni

"Niente animali in piazza", con questo divieto notificato (a firma del questore Nicola Cavaliere) ai disobbedienti romani che volevano portare una mucca e altre bestie per continuare a scaricare letame sotto casa di Berlusconi, è iniziata più d'un anno fa la guerra del sindaco di Roma (Valter Veltroni) ai centri sociali capitolini. "E' stato Veltroni a farci inquisire", commenta un giovane del centro Forte Prenestino. Sta di fatto che il pm romano Cipolla, che indaga su Action (agenzia comunitaria diritti), ha raccolto grazie alla sinistra moderata del Campidoglio le numerose prove a carico dei responsabili dei centri sociali. "Dieci occupazioni in quattordici mesi - dice un diessino - sono troppe, questi disobbedienti vanno fermati". Prc, Cobas, Cub ed una miriade di sigle sono oggi dichiaratamente contro Veltroni. D'Erme (consigliere comunale dei centri sociali eletto con Prc) ha così dichiarato guerra al suo sindaco: "il mio programma èquello dei movimenti sociali e non coincide con quello della giunta".

Rosa Russo Jervolino

Tutto è iniziato nel 2001, dopo l'incontro tra il sindaco di Napoli (Rosa Russo Iervolino) ed i giovani del movimento no-global. A Palazzo San Giacomo. Francesco Caruso, portavoce napoletano del movimento disobbediente) ha detto che "il luogo è simbolo del governo e quindi di mandanti ed esecutori della morte di Carlo Giuliani": la Jervolino s'è alzata e, per rispetto al Prefetto, ha levato le tende. Intanto poche settimane fa, in pieno 2005, molti esponenti napoletani moderati hanno iniziato a chiedersi chi possa aver dato ad un gruppo di disobbedienti una mappa comunale degli edifici napoletani in disuso.

Illy lo sfrattatore

Dopo diciassette anni, il centro sociale autogestito friulano di via Volturno è pronto a chiudere e traslocare. Questa è la decisione di Riccardo Illy, e perché la Regione è proprietaria dei terreni dove sorge la palazzina che, dal 30 maggio del 1987, è occupata dai rappresentanti di quel variegato mondo formato da punk, anarchici ed esponenti della sinistra disobbediente. Il prefetto di Udine, Camillo Andreana, non s'è fatto ripetere due volte la cosa, ed ha subito notificato (prima in maniera morbida) lo sgombero. Rifondazione comunista ha chiarito che "certa sinistra non garantisce i diritti dei disobbedienti".

Ruggiero Capone
 

 


gli ultimi 3 articoli di Shaykh Palazzi

Il sionismo non è più un tabù
[5/11/2005]

Poesia sufi e musica persiana
[24/10/2005]

Il civismo degli ebrei romani
[4/10/2005]


 

 

 

 

 

spacer