Gli
extracomunitari che vivono in Italia condannano l’Ucoii
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
In occasione
della conferenza internazionale sul tema “La tradizione alimentare nelle
religioni monoteistiche del Mediterraneo”, svoltasi a Roma il 29 e il 30
settembre scorso, chi scrive ha lodato la Comunità ebraica romana
e il rettore dell’Università “La Sapienza” Prof. Renato Guarini
per aver rifiutato di sedere in compagnia del presidente della
sedicente “Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia”
(Ucoii), l’organizzazione wahhabita fondamentalista che è
l’interfaccia italiana di Hamas e dei “fratelli musulmani” e che fa
pubblicamente apologia del terrorismo suicida iracheno e
palestinese. Parlavamo, in quella occasione di “lezione di civismo”, ed
auspicavamo che altre organizzazioni prendessero esempio da
quanto accaduto all’Università di Roma, ed evitassero per il futuro di
accettare come interlocutori credibili i rappresentanti di un’organizzazione
estremista e già sottoposta a stretto monitoraggio da parte
delle Istituzioni.
E’ pertanto con viva soddisfazione che possiamo constatare come la più
importante delle associazioni di immigrati in Italia, cioè la Onlus
“Associazione delle Comunità Straniere in Italia” (Acsi), cui
aderiscono movimenti, comunità e singoli stranieri provenienti da 158
nazioni e aderenti ad otto fedi religiose, abbia deciso di prendere esempio
dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) e
dall’Assemblea Musulmana d’Italia (Amdi) nel condannare
pubblicamente l’Ucoii, e nel rifiutare di sedere assieme ai suoi
rappresentanti in iniziative pubbliche. Nello stigmatizzare “i metodi
diseducativi usati dall’Ucoii” nei confronti degli ebrei italiani,
il professore tunisino Habib Sghaier, presidente dell’Acsi,
precisa in un recente comunicato-stampa: “Constatiamo con rammarico e
con sdegno che l’Ucoii danneggia l’Islam ed i musulmani con l’uso
della violenza”. Per questa ragione, l’Acsi prende posizione contro
coloro “che strumentalizzano le religioni e le usano a scopi
terroristici e propagandistici”, “condanna la violenza,
l’antisemitismo, il razzismo, il fondamentalismo, l’integralismo e
l’istigazione all’odio razziale o confessionale e fa appello al
Governo italiano affinché metta ordine e chiarezza nel Mondo
dell’associazionismo.”
“L’Acsi – prosegue il comunicato - si scusa con l’Unione delle Comunità
Ebraiche in Italia per quegli episodi avvenuti all’Università di Roma,
perché commessi da irresponsabili che non sanno quello che fanno.
Essi non rappresentano la grande maggioranza dei musulmani.” Per
l’11 e il 12 febbraio 2006, l’Acsi ha organizzato a Foggia un
Forum su Religioni monoteiste e matrimoni misti. L’Ucoii aveva
preteso di partecipare “in rappresentanza dell’Islam”, ma i dirigenti
dell’Acsi hanno rigettato la richiesta, non volendo avere nulla a
che fare con un’organizzazione che esprime posizioni a dir poco
equivoche sul terrorismo. L’isolamento politico ed istituzionale
dell’Ucoii è dunque fortunatamente in crescita, così com’è in
aumento il numero dei musulmani moderati che la condannano e che le
contestano il diritto di rappresentanza. Di fronte ad una situazione
del genere, non possiamo che invitare nuovamente quelle organizzazioni
cattoliche e laiche che ancora si ostinano a collaborare coi
fiancheggiatori ideologi del terrorismo a prendere esempio dalla
Comunità ebraica, dalla Federazione delle associazioni marocchine in
Italia, dall’Acsi e dall’Amdi e a condannare l’Ucoii a quell’isolamento
dalla società civile che le sue posizioni estremiste le fanno
ampiamente meritare.