Pisanu sbaglia a mettere l’Ucoii nella consulta islamica
di Dimitri Buffa
In Alla fine ha prevalso il
buonismo islamically correct. E il giorno che l’America
premia Oriana Fallaci per il proprio coraggio nella lotta contro il
fanatismo islamico e il terrorismo della stessa matrice, l’Italia
non solo vara un organismo pressoché inutile come questa
“consulta islamica” ma Pisanu ha il coraggio di metterci dentro
il “fratello musulmano” Nour Dachan, presidente dell’Ucoii. Cioè
l’organizzazione il cui segretario Hamza Piccardo solo poche
settimane fa affermava a “Panorama” in un’intervista dai toni assai
arroganti che Israele non ha diritto a esistere come stato. Piccardo
ieri gioiva con le agenzie e parlava di campagna di
criminalizzazione fallita contro la sua organizzazione.
Che Magdi Allam in un’intervista a questo giornale chiedeva che
fosse espressamente messa fuori legge. D’altronde le
organizzazioni che fanno capo ai Fratelli Musulmani sono fuori
legge in quasi tutti gli stati arabi e vengono tollerate solo in
Egitto dove un regime dispotico ormai alla frutta è pronto a ogni
compromesso pur di rimanere a galla. Evidentemente anche
l’Italia ritiene di potere copiare il modello Mubarak. Pisanu
alla fine non ha tenuto conto, in nome del buonismo, nemmeno delle
recenti inchieste e perquisizioni che hanno coinvolto quasi tutto
il vertice dell’Ucoii. Sedici membri, la metà dei quali di
nazionalità italiana saranno adesso chiamati a discutere con lo
stato, non si sa bene in nome di chi, visto che i praticanti su 1
milione di islamici presenti nel nostro paese non arrivano neanche
al 10%, di cose quali il riconoscimento della religione, di cui essi
non rappresentano nulla, dato che papi e sacerdoti tra i musulmani
non esistono, o peggio ancora di un’estensione dell’8 per mille.
Cioè soldi dei cittadini italiani di fede musulmana (circa diecimila
i convertiti) che poi questi signori dovrebbero gestire con una
trasparenza che ci si può immaginare. Pisanu stavolta l’ha fatta
veramente grossa e già si possono immaginare quali saranno le
critiche a cui andrà giustamente incontro. A che cosa sono
servite tante sacrosante prediche di Magdi Allam se poi, pur
di non dispiacere il buonismo italo-europeo, ci mettiamo a dare ai
Tariq Ramadan d’Italia, gente come questo Dachan e questo Piccardo
per l’appunto, la dignità di interlocutori dello stato? Adesso la
frittata, l’ennesima, è fatta. E l’unica speranza, oltre che nelle
proteste della Lega Nord, che difficilmente alla fine farà
passare un organismo, insieme inutile e dannoso come questo, è che
gli stessi islamici moderati si chiamino fuori da un’indegna
ammucchiata.
Come già anni fa il consiglio delle comunità islamiche fallì per le
posizioni estremistiche dell’Ucoii, che considera resistenti i
kamikaze in Iraq e in Israele e che non manca a uno dei tanti
campi antiimperialisti dove gli amici dei terroristi si danno
appuntamento in Italia ogni anno, fallirà probabilmente anche
questa ridicola consulta. Certo, poi si possono anche
invitare allo stesso tavolo il diavolo e l’acqua santa, o, per
citare Woody Allen, il lupo e l’agnello. Li si può anche fare
dormire insieme, ma si dovrà ben essere consapevoli che l’agnello
non chiuderà occhio.