«L'Unione Non candidi Diliberto» Gli ebrei protestano contro il Pcdi
di Dimitri Buffa
"Le ipocrite adesioni di cordoglio per la Giornata della Memoria non
ci bastano più. Per noi ebrei romani negare Israele è peggio".
Parole di Riccardo Pacifici che degli ebrei romani e della loro
comunità è il portavoce. A nulla sono valse le scuse e i distinguo
dei giorni scorsi per tenersi buoni gli ebrei romani: "Diliberto e
Paolo Cento non è la prima volta che partecipano a queste finte
marce per la pace e vere manifestazioni contro il diritto di Israele
a esserci; per noi sono recidivi e anche ipocriti come quando dicono
di non avere visto le bandiere bruciate o sentito i cori su Nassiriyya...".
E quindi da oggi i cari compagni antagonisti sono avvertiti: non
basta stracciarsi le vesti il 27 gennaio per ricordare i sei milioni
di ebrei uccisi dai nazisti negli anni '40, bisogna anche difendere
gli ebrei vivi di oggi che non vogliono essere ammazzati dagli amici
terroristi islamici di Diliberto e compagnia cantante. Che si
chiamino Arafat, Nasrallah o un domani lo stesso presidente iraniano
Ahmadinejad. Come prevede lo striscione nella foto. C'è infatti solo
una cosa peggiore per gli ebrei romani che negare l'esistenza
dell'Olocausto e la morte di tanti milioni di loro correligionari, e
cioè il negare il diritto dello stato di Israele ad esistere e
mettere in pericolo la stessa incolumità di tanti ebrei vivi che
oggi sono un target del terrorismo islamico nazista con cui invece
la sinistra estrema o antagonista che dir si voglia, flirta
allegramente in nome dell'odio verso l'Occidente capitalista.
Oliviero Diliberto, già ministro Guardasigilli nei governi di Prodi
e di D'Alema, è uno di loro. E per questo ieri Riccardo Pacifici ne
ha chiesto l'esclusione dalle liste elettorali dell'Unione insieme
al Verde Paolo Cento, a Marco Rizzo e a tutti i politici di sinistra
che sabato scorso diedero copertura politica alla manifestazione
organizzata dal Forum Palestina a Roma, in cui vennero bruciate le
bandiere di Israele e degli Stati Uniti oltre a venire scanditi i
vergognosi cori contro i caduti italiani di Nassiriyya. Per Prodi si
apre quindi un problema politico serio: gli ebrei italiani non
intendono fare sconti alla sinistra e mettono sullo stesso piano un
Carneade in cerca di facili effetti e di pubblicità come Gabriele
Romagnoli a destra, e politici di primo piano come Diliberto, Rizzo
e Cento a sinistra. Sarà peggio per Berlusconi rinunciare al primo
che può muovere diecimila voti in tutta Italia o per Prodi
rinunciare al Pdci e à metà dei Verdi? Riccardo Pacifici, che con
tanti altri ha aderito all'iniziativa del parlamentare Paolo Barelli
di Forza Italia, presidente dell'Associazione di amicizia
italo-israeliana di Roma, queste cose le ha dette davanti ai
microfoni di "Sky Tg 24" e senza alcuna diplomazia: "Che ipocrisia è
quella di denunciare gli antisemiti di destra come questo
sconosciuto Romagnoli o di stigmatizzare il saluto romano allo
stadio di Di Canio e poi andare a stringere la mano allo sceicco a
capo degli hezbollah Hassan Nasrallah che è il classico
rappresentante dell'islamismo-nazismo nel mondo?" "Un uomo che
vorrebbe cancellare Israele per noi è come Hitler -dice Pacifici - e
quindi Diliberto è come se avesse stretto la mano a Hitler, e noi
lo riteniamo un impresentabile, anche alle elezioni, alla pari del
Romagnoli... e chiediamo qui e oggi ai due schieramenti per
l'appunto, di non candidare chi è impresentabile...".