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Sabato, 25 febbraio 2006
 

«L'Unione Non candidi Diliberto»
Gli ebrei protestano contro il Pcdi

di Dimitri Buffa
 

"Le ipocrite adesioni di cordoglio per la Giornata della Memoria non ci bastano più. Per noi ebrei romani negare Israele è peggio". Parole di Riccardo Pacifici che degli ebrei romani e della loro comunità è il portavoce. A nulla sono valse le scuse e i distinguo dei giorni scorsi per tenersi buoni gli ebrei romani: "Diliberto e Paolo Cento non è la prima volta che partecipano a queste finte marce per la pace e vere manifestazioni contro il diritto di Israele a esserci; per noi sono recidivi e anche ipocriti come quando dicono di non avere visto le bandiere bruciate o sentito i cori su Nassiriyya...". E quindi da oggi i cari compagni antagonisti sono avvertiti: non basta stracciarsi le vesti il 27 gennaio per ricordare i sei milioni di ebrei uccisi dai nazisti negli anni '40, bisogna anche difendere gli ebrei vivi di oggi che non vogliono essere ammazzati dagli amici terroristi islamici di Diliberto e compagnia cantante. Che si chiamino Arafat, Nasrallah o un domani lo stesso presidente iraniano Ahmadinejad. Come prevede lo striscione nella foto. C'è infatti solo una cosa peggiore per gli ebrei romani che negare l'esistenza dell'Olocausto e la morte di tanti milioni di loro correligionari, e cioè il negare il diritto dello stato di Israele ad esistere e mettere in pericolo la stessa incolumità di tanti ebrei vivi che oggi sono un target del terrorismo islamico nazista con cui invece la sinistra estrema o antagonista che dir si voglia, flirta allegramente in nome dell'odio verso l'Occidente capitalista. Oliviero Diliberto, già ministro Guardasigilli nei governi di Prodi e di D'Alema, è uno di loro. E per questo ieri Riccardo Pacifici ne ha chiesto l'esclusione dalle liste elettorali dell'Unione insieme al Verde Paolo Cento, a Marco Rizzo e a tutti i politici di sinistra che sabato scorso diedero copertura politica alla manifestazione organizzata dal Forum Palestina a Roma, in cui vennero bruciate le bandiere di Israele e degli Stati Uniti oltre a venire scanditi i vergognosi cori contro i caduti italiani di Nassiriyya. Per Prodi si apre quindi un problema politico serio: gli ebrei italiani non intendono fare sconti alla sinistra e mettono sullo stesso piano un Carneade in cerca di facili effetti e di pubblicità come Gabriele Romagnoli a destra, e politici di primo piano come Diliberto, Rizzo e Cento a sinistra. Sarà peggio per Berlusconi rinunciare al primo che può muovere diecimila voti in tutta Italia o per Prodi rinunciare al Pdci e à metà dei Verdi? Riccardo Pacifici, che con tanti altri ha aderito all'iniziativa del parlamentare Paolo Barelli di Forza Italia, presidente dell'Associazione di amicizia italo-israeliana di Roma, queste cose le ha dette davanti ai microfoni di "Sky Tg 24" e senza alcuna diplomazia: "Che ipocrisia è quella di denunciare gli antisemiti di destra come questo sconosciuto Romagnoli o di stigmatizzare il saluto romano allo stadio di Di Canio e poi andare a stringere la mano allo sceicco a capo degli hezbollah Hassan Nasrallah che è il classico rappresentante dell'islamismo-nazismo nel mondo?" "Un uomo che vorrebbe cancellare Israele per noi è come Hitler -dice Pacifici - e quindi Diliberto è come se avesse stretto la mano a Hitler, e noi lo riteniamo un impresentabile, anche alle elezioni, alla pari del Romagnoli... e chiediamo qui e oggi ai due schieramenti per l'appunto, di non candidare chi è impresentabile...".

 

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