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Venerdì, 10 marzo 2006
 

Critico Marcello Pera: “L’Islam moderato esiste ma nessuno l’incoraggia
Sì all’ora di religione islamica.
Il cardinal Martino imita l’Ucoii

di Dimitri Buffa
 

“Non vedo perché non si possa insegnare l’islam nelle scuole italiane”.

E la reciprocità? “Se attendiamo la reciprocità nei paesi rispettivi dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere sullo stesso piano di quelli che negano questa possibilità. L’Europa e l’Italia sono arrivate a livelli di democrazia e il rispetto dell’altro che non può fare marcia indietro”. Avreste mai pensato che un cardinale avrebbe un giorno potuto dire cose del genere? Ieri tutto ciò è accaduto. Impegnando in prima persona il Vaticano nella propria qualità di presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, il Cardinale Renato Raffaele Martino, ieri lo ha fatto.

Il tutto approfittandosi di una settimana di black out pontificio che finirà solo sabato, allorché Papa Benedetto XVI e la curia usciranno dal silenzio imposto dalla settimana di esercizi spirituali della Quaresima. Così fino a sabato la posizione del Vaticano sull’ora di religione islamica nelle scuole coinciderà grosso modo con quella dell’Ucoii che solo due giorni fa era stata bocciata dalla totalità delle componenti della Consulta islamica voluta da Pisanu, ma di fatto dallo stesso ministro gettata in mano ai Fratelli Musulmani.

La richiesta infatti era contenuta nel documento dell’Ucoii al punto tre del settore scuola con questa dizione: “istituire l’ora di religione islamica come scelta alternativa all’ora di religione”.

Ieri l’Ucoii ha avuto la propria rivincita sull’Islam moderato grazie all’esternazione a dir poco ambigua del cardinal Martino.

Ci si può solo immaginare lo sconforto dei teo-con come il Presidente del senato Marcello Pera che da mesi puntano tutto sulle sottane dei preti per resistere all’invasione islamica e che adesso devono constatare che la curia è piena di quinte colonne. E proprio Pera ieri ha postato il primo indignato commento sulla cosa nel suo sito “www.marcellopera.it”.

I passaggi salienti parlano di “un islam moderato che esiste ma che nessuno incoraggia” e poi si citano proprio le assurde frasi di Martino sulla reciprocità come variabile indipendente e le strane smentite di Pisanu all’articolo di due giorni prima di Magdi Allam, in cui si dava conto della votazione che aveva messo in minoranza i fondamentalisti dell’Ucoii. Ebbene Pisanu ha di fatto messo sullo stesso piano il documento degli islamici moderati che riconoscono Israele e l’occidente con quello dell’Ucoii che invece chiede di riscrivere i testi di storia nelle scuole in maniera islamically correct, oltre appunto ad istituire l’ora di religione islamica.

Con simili amici chi ha bisogno di nemici?

E Pera se la prende soprattutto con quel passaggio del discorso del cardinal Martino in cui anche la “reciprocità” sembrava diventare una “variabile indipendente”. Martino infatti diceva che “se attendiamo la reciprocità nei Paesi dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere sullo stesso piano di quelli che negano questa possibilità”. Pera gli ha risposto che proprio il Papa aveva detto il contrario solo pochi giorni fa. Questa cosa, dal punto di vista del presidente del Senato può anche essere vissuta come un episodio da legge del contrappasso dantesca. E’ bene però che si sappia che nel Vaticano la risposta da dare all’estremismo islamico in questo momento è più ambigua che mai. Adesso si attende una parola da Papa Benedetto XVI che però non potrà dire nulla fino a sabato. Nel frattempo bisognerà accontentarsi di quanto ha dichiarato ieri Emma Bonino de “La rosa nel pugno”, la quale si sta chiedendo se la quella italiana non stia diventando una repubblica fondata sulle religioni invece che sul lavoro o meglio ancora la libertà.