Critico Marcello Pera: “L’Islam moderato esiste ma nessuno l’incoraggia”
Sì all’ora di religione islamica. Il cardinal Martino imita l’Ucoii
di Dimitri Buffa
“Non vedo perché non si possa insegnare l’islam nelle scuole italiane”.
E la reciprocità? “Se attendiamo la reciprocità nei paesi rispettivi
dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere sullo stesso piano di
quelli che negano questa possibilità. L’Europa e l’Italia sono arrivate
a livelli di democrazia e il rispetto dell’altro che non può fare marcia
indietro”. Avreste mai pensato che un cardinale avrebbe un giorno potuto
dire cose del genere? Ieri tutto ciò è accaduto. Impegnando in prima
persona il Vaticano nella propria qualità di presidente del Pontificio
consiglio giustizia e pace, il Cardinale Renato Raffaele Martino, ieri
lo ha fatto.
Il tutto approfittandosi di una settimana di black out pontificio che
finirà solo sabato, allorché Papa Benedetto XVI e la curia usciranno dal
silenzio imposto dalla settimana di esercizi spirituali della Quaresima.
Così fino a sabato la posizione del Vaticano sull’ora di religione
islamica nelle scuole coinciderà grosso modo con quella dell’Ucoii che
solo due giorni fa era stata bocciata dalla totalità delle componenti
della Consulta islamica voluta da Pisanu, ma di fatto dallo stesso
ministro gettata in mano ai Fratelli Musulmani.
La richiesta infatti era contenuta nel documento dell’Ucoii al punto tre
del settore scuola con questa dizione: “istituire l’ora di religione
islamica come scelta alternativa all’ora di religione”.
Ieri l’Ucoii ha avuto la propria rivincita sull’Islam moderato grazie
all’esternazione a dir poco ambigua del cardinal Martino.
Ci si può solo immaginare lo sconforto dei teo-con come il Presidente
del senato Marcello Pera che da mesi puntano tutto sulle sottane dei
preti per resistere all’invasione islamica e che adesso devono
constatare che la curia è piena di quinte colonne. E proprio Pera ieri
ha postato il primo indignato commento sulla cosa nel suo sito
“www.marcellopera.it”.
I passaggi salienti parlano di “un islam moderato che esiste ma che
nessuno incoraggia” e poi si citano proprio le assurde frasi di Martino
sulla reciprocità come variabile indipendente e le strane smentite di
Pisanu all’articolo di due giorni prima di Magdi Allam, in cui si dava
conto della votazione che aveva messo in minoranza i fondamentalisti
dell’Ucoii. Ebbene Pisanu ha di fatto messo sullo stesso piano il
documento degli islamici moderati che riconoscono Israele e l’occidente
con quello dell’Ucoii che invece chiede di riscrivere i testi di storia
nelle scuole in maniera islamically correct, oltre appunto ad istituire
l’ora di religione islamica.
Con simili amici chi ha bisogno di nemici?
E Pera se la prende soprattutto con quel passaggio del discorso del
cardinal Martino in cui anche la “reciprocità” sembrava diventare una
“variabile indipendente”. Martino infatti diceva che “se attendiamo la
reciprocità nei Paesi dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere
sullo stesso piano di quelli che negano questa possibilità”. Pera gli ha
risposto che proprio il Papa aveva detto il contrario solo pochi giorni
fa. Questa cosa, dal punto di vista del presidente del Senato può anche
essere vissuta come un episodio da legge del contrappasso dantesca. E’
bene però che si sappia che nel Vaticano la risposta da dare
all’estremismo islamico in questo momento è più ambigua che mai. Adesso
si attende una parola da Papa Benedetto XVI che però non potrà dire
nulla fino a sabato. Nel frattempo bisognerà accontentarsi di quanto ha
dichiarato ieri Emma Bonino de “La rosa nel pugno”, la quale si sta
chiedendo se la quella italiana non stia diventando una repubblica
fondata sulle religioni invece che sul lavoro o meglio ancora la
libertà.