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di Shaykh Abdul Hadi Palazzi Se accade che un noto apologeta del terrorismo suicida come Roberto “Hamza” Piccardo ringrazi pubblicamente un cardinale della Chiesa cattolica e ne lodi il “grande senso di giustizia” dev’essere senz’altro accaduto qualcosa che non quadra. Effettivamente, per meritare gli encomi entusiastici di un figuro tanto improponibile, il card. Renato Martino, presidente Pontificio consiglio giustizia e pace, l’ha fatta davvero grossa. Magari senza rendersene pienamente conto, ha avallato una proposta che, se attuata, rischierebbe di estendere alle scuole pubbliche quella propaganda dell’estremismo fondamentalista che già affligge la maggioranza delle moschee italiane. In occasione della riunione della Consulta islamica tenutasi il sette marzo scorso presso il Viminale, la maggioranza dei rappresentanti musulmani ha approvato un importante documento nel quale si condanna l’abuso della religione a fini di propaganda del terrorismo, e si ribadisce come i musulmani italiani siano schierati a difesa del diritto all’esistenza dello Stato d’Israele. Mohammed Nour Dachan, presidente dell’organizzazione estremista denominata Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii, l’interfaccia italiana di Hamas e dei “fratelli musulmani”), ha ovviamente rifiutato di sottoscrive quel documento, ed ha invece presentato un documento non condiviso dalla maggioranza dei membri della Consulta e nel quale si avanzano pretese inverosimili: l’introduzione di una presunta “alimentazione islamica” “nelle scuole, nelle fabbriche e nelle università” mediante l’apposizione di un “un bollino verde sulle merendine e sulle scatole dei cibi confezionati”, il censimento forzato dei musulmani negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole e persino nelle mense di lavoro, nonché l’estensione agli immigrati della “cittadinanza per diritto e non più per concessione”. A quanto sopra si aggiunge la richiesta della censura sui libri scolastici che risultino sgraditi ai fondamentalisti, quella della parificazione fra italiani e stranieri nell’assegnazione delle case, nonché addirittura quella della concessione di un sussidio statale agli immigrati “con reddito basso”. Viene inoltre proposta l’introduzione di una “ora di religione islamica come scelta alternativa all’ora di religione”. Rispetto a quest’ultima richiesta, il cardinal Martino si è subito dichiarato favorevole, affermando “Se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare la loro religione. Questo è il rispetto dell’essere umano”. Da un prelato che presiede un organismo della Curia romana come il Pontificio consiglio giustizia e pace sarebbe però da attendersi un pronunciamento più ponderato, basato sulla conoscenza specifica dei fatti e non su mere petizioni di principio. Innanzitutto, il cardinale non ha preso in considerazione come la richiesta dell’ora di religione islamica nelle scuole pubbliche sia stata avanzata soltanto da un’organizzazione estremista come l’Ucoii, mentre le organizzazioni islamiche moderate, come l’Assemblea Musulmana d’Italia e la Comunità Religiosa Islamica sono ad essa contrarie. Ora nelle scuole italiane è possibile svolgere l’insegnamento della religione cattolica in quanto la Conferenza Episcopale Italiana presenta al Viminale una lista di docenti qualificati. Nella situazione odierna però, non esiste alcun organismo che possa legittimamente aspirare a rappresentare i musulmani nei confronti dello Stato. Chi dunque nominerebbe i docenti di religione islamica? La proposta è stata avanzata dal presidente dell’Ucoii, ed è quindi normale supporre che egli pretenderebbe di avere il diritto di scegliere gli insegnanti, e di sceglierli fra i propagandisti dell’estremismo che militano nella sua organizzazione. Pur rappresentando soltanto i suoi iscritti (circa duecento) sul totale di un milione di musulmani presenti in Italia, l’Ucoii già pretende di arrogarsi la rappresentanza dei musulmani d’Italia. Dachan si comporta già come se fosse il “Papa dei musulmani” per l’Italia, e purtroppo le scelte inconsulte di Pisanu e la sovraesposizione mediatica dell’Ucoii contribuiscono a questa falsa rappresentazione della realtà. Se dunque la proposta dell’introduzione dell’ora di religione islamica nelle scuole dovesse essere approvata, i figli degli immigrati che frequentano le scuole pubbliche si troverebbero seriamente esposti a quel rischio di indottrinamento in senso fondamentalista cui già si trovano esposti la maggioranza di coloro che frequentano le moschee. Il “rispetto dell’essere umano” di cui tratta il cardinale non può prescindere dal rispetto del diritti delle nuove generazioni, ed i figli dei musulmani residenti in Italia vanno senz’altro protetti contro il rischio di indottrinamento estremista. Prima di avallare la concessione all’Ucoii dell’ora di religione islamica, il cardinal Martino dovrebbe documentarsi su chi è il presidente dell’Ucoii Dachan, un fiancheggiatore del terrorismo che ha telefonato ai suoi compari di Hamas per complimentarsi per la loro vittoria elettorale, e dovrebbe leggere le dichiarazioni del segretario dell’Ucoii Piccardo, secondo cui i terroristi suicidi che si fanno esplodere per fare strage di civili sono “martiri che sono molto cari ad Allah”. E davvero convinto che siano questi i personaggi adatti a designare insegnanti per le scuole italiane? Oltretutto, Dachan dichiara che episodi di violenza fondamentalista in Italia non potranno accadere “fino a quando saremo nel dialogo”. In altri termini, quel signore pretende di trattare le istituzioni italiane con metodi ricattatori e intimidatori: ritiene che il governo italiano sia tenuto a fare concessioni a lui e ai suoi portaborse al fine di evitare ritorsioni violente. E’ proprio per questa ragione che riteniamo che tanto il governo quanto la Chiesa cattolica dovrebbero prendere esempio dai musulmani moderati nel respingere con sdegno ricatti di questo genere.
Shaykh Abdul Hadi Palazzi |
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