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di Shaykh Abdul Hadi Palazzi Secondo le leggi dello Stato italiano “salvo che il fatto costituisca più grave reato […] è punito con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi […] E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza od atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. La nostra Costituzione prevede poi che il pubblico ministero competente per territorio sia obbligatoriamente tenuto ad esercitare l’azione penale qualora abbia notizie di reato. In base a queste premesse, sarebbe logico attendersi dei provvedimenti inibitori nei confronti di quanti incitano all’odio razziale, all’antisemitismo, e alla violenza. Ciò dovrebbe valere tanto nel caso in cui i reati in questione vengano commessi a mezzo stampa che mediante la pubblicazione in rete. Avviene invece che in alcuni casi l’istigazione alle forme più aberranti di odio razziale e alla violenza passino proprio attraverso la rete, e senza che le autorità competenti intervengano. Il caso più vistoso è forse quello di Dacia Valent, un personaggio che mediante il blog http://orabasta.iobloggo.com da sfogo alle forme più incontrollate di odio razziale nei confronti degli ebrei, lancia accuse vergognose contro le vittime del terrorismo, esalta le gesta dei teppisti che devastano le città italiane, e scrive senza alcun reticenza “se qualcuno mi offende io lo picchio”. L’odio della Valent - sempre espresso con il più triviale dei linguaggi - ha comunque uno spettro molto ampio. Se da un lato considera l’Italia come “il paese delle cacche”, se da ragione ad Amhmadinejad che vorrebbe fa scomparire Israele, la Valent è altrettanto propensa a coprire d’ingiurie i musulmani. Esponenti di rilievo della comunità islamica italiana, come il vice direttore del Corriere della Sera Magdi Allam o come Souad Sbai, presidentessa della Confederazione della Comunità Marocchina in Italia e membro della Consulta islamica, sono ripetutamente bersagliati con insulti ed improperi. Molto contraddittoriamente, mentre sul suo blog attacca violentemente gli esponenti più noti e più stimati dell’Islam d’Italia, la Valent pretende di essere lei stessa “musulmana”, ed ha anzi fondato una sedicente “Islamic Anti Defamation League” che è già nota ai lettori de “L’opinione” per le minacce nei confronti di Aldo Torchiaro. Nell’avvertenza che apre il suo blog, la Valent precisa che “in questo blog quasi tutto è permesso, nei limiti della decenza e del buon gusto, naturalmente. L'unica esente da questa condizione sono io.” Ciò riflette in modo molto efficace la mentalità del soggetto: la Valent si illude seriamente di essere al di sopra della legge, e pensa che le normative concernenti il razzismo, l’antisemitismo e l’istigazione alla violenza nel suo caso debbano fare eccezione. Per questo trova del tutto lecito augurare “il sanatorio” a chi la contesta, lodare l’aggressione nei confronti del parlamentare leghista Mario Borghezio – qualificato come “mangiatore di escrementi” – sostenere che dodici turisti turchi morti un incidente stradale sarebbero vittime di una “rappresaglia” della “barbarie italiana e cristiana”, accusare gli ebrei di essere “bestie fredde e crudeli”, inventarsi che don Mario Santoro, il sacerdote cattolico ucciso in Turchia, era probabilmente uno che “dava tutto se stesso”, o sostenere che il regista olandese Theo Van Gogh è stato assassinato per via delle sue “frequentazioni discutibili”. Assieme ad altri cittadini, anche loro indignati per tale immondo ciarpame, chi scrive si è rivolto agli amministratori del server www.iobloggo.com, chiedendo loro di prendere visione dei contenuti aberranti del blog della Valent, e di provvedere al suo oscuramento. Tale richiesta è stata ignorata, con la conseguente assunzione di precise corresponsabilità penali. A questo punto, gli italiani nauseati dai contenuti del blog razzista della Valent sono loro malgrado costretti a ricorrere in giudizio tanto nei suoi confronti che nei confronti degli amministratori di www.iobloggo.com. Pretendere che una singola persona sia esente dall’applicazione delle leggi contro la propaganda razzista e antisemita è qualcosa di intollerabile. Dobbiamo ribadire che in Italia la legge è davvero “eguale per tutti”, e che Dacia Valent non fa eccezione.
Shaykh Abdul Hadi Palazzi |
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