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Giovedì, 30 marzo 2006
 

Facce di bronzo e millantatori
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
 

I lettori de “L’opinione” ormai conoscono fin troppo bene la propagandista antisemita Dacia Valent ed il suo blog d’odio razzista in cui gli ebrei vengono definiti “bestie fredde e crudeli”. Sanno anche che i responsabili di Premio Web Italia ritengono che quel blog sarebbe addirittura meritevole di un “premio speciale”, e che nonostante le denunce e le proteste di molti cittadini indignati non intendono recedere da questa ignobile decisione. Sul sito di Premio Web Italia si definisce il blog della Valent come “ricercato nello stile”, mentre il responsabile dell’organizzazione, Roberto Bonu, ci ha addirittura scritto che quel blog è “schietto, provocatorio ma non offensivo”. Ci vuole davvero una faccia di bronzo non indifferente per considerare come “ricercato nello stile” e “non offensivo” un blog scritto con un linguaggio da tenutaria di bordello, in cui fra l’altro si afferma che gli elettori della Lega “adorano cibarsi d’escrementi”, si sostiene che la Presidente delle Comunità Marocchine è una “brutta sfigata che probabilmente dorme in un cottolengo”, si paragona l’eroico Fabrizio Quattrocchi al violentatore del Circeo Angelo Izzo, si insulta la memoria delle vittime del terrorismo come don Mario Santoro e Theo Van Gogh e si augura a Sharon “Addio porco!” quando è ancora in vita.

Quel che però forse i nostri lettori ignorano ­ e che fino a ieri anche noi ignoravamo ­ è che oltre a avere facce di bronzo i responsabili di Premio Web Italia sono anche dei millantatori senza vergogna. Pubblicizzavamo la loro iniziativa come avente il patrocinio del ministero per le Pari opportunità e di quello per l’Innovazione e le tecnologie, mentre quel patrocinio non era mai stato concesso. I cittadini che hanno scritto alle segreterie dei Ministri per protestare contro l’idea che un blog razzista e antisemita venisse premiato col patrocinio statale si sono sentiti rispondere che quel patrocinio non è mai esistito. A chi segnalava l’incresciosa vicenda, la Dott.ssa Laura Ciaralli, segreteria particolare del ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo, rispondeva “Vi ringrazio innanzitutto per le vostre segnalazioni che ci hanno permesso di scoprire che gli organizzatori del Premio Donne Web 2006 hanno utilizzato il logo del nostro Ministero senza averne l’autorizzazione, né la concessione del patrocinio. È stato intimato loro di rimuovere il nostro logo dalla pagina web e da tutto il materiale elettorale riguardante la manifestazione.”

Effettivamente, già dal primo pomeriggio di ieri, i loghi dei ministeri erano scomparsi dal sito
http://donne.premiowebitalia.it/concorso/premi_speciali.asp. Non è però scomparsa la menzione del “premio speciale” a Dacia Valent (anche se aggiungono che “la si vorrebbe strozzare”, e visto l’accaduto ben se ne comprendono le ragioni…), né quella del patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del Comune di Viareggio. Visto l’accaduto, si può legittimamente nutrire il sospetto che si tratti di ulteriori millanterie, ed è dunque opportuno continuare la nostra campagna antirazzista che ha permesso di sbugiardare i millantatori. Se è inaccettabile che una “medaglia all’antisemitismo” venga conferita col patrocinio dello Stato, lo è altrettanto che venga conferita con quello di un’amministrazione locale. Nel ringraziare tutti coloro che hanno scritto in proposito ai ministeri (sollecitati anche dall’articolo di Deborah Fait su Informazione Corretta), chiediamo loro di scrivere anche al presidente della Regione Toscana, a quello della Provincia di Lucca e al Sindaco di Viareggio. Quegli amministratori locali debbono chiarire ai cittadini italiani se condividono l’operato di chi utilizza il loro patrocinio per premiare le forme più aberranti ed estreme di propaganda in rete del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione alla violenza. Debbono dirci da che parte stanno.

Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Segretario, Assemblea Musulmana d'Italia
http://www.amislam.com
maulana@amislam.com

 

Precisazioni al Direttore de "L'opinione"

Donna è Web e il patrocinio al blog della Valent

Caro Direttore,

ti scrivo in relazione all'articolo-intervista "Premiare l'antisemitismo col patrimonio dello Stato", a firma di Dimitri Buffa, relativo ad un sito che godrebbe anche del patrocinio del ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, pubblicata il 28 marzo a pagina 3 del tuo giornale, per precisare che tale patrocinio non è stato mai concesso da questo dicastero, né che una richiesta in tal senso è mai giunta all'ufficio del Capo di Gabinetto.


Dario de Marchi

Portavoce del Ministro
per l'Innovazione e le Tecnologie


Relativamente alle polemiche di questi giorni sul premio "Donna è web" si precisa che il Ministero per le Pari Opportunità non ha concesso il patrocinio al premio, come era invece riportato nel sito web del premio fino a ieri.

Peraltro al Ministero non è pervenuta nemmeno la richiesta di patrocinio.

Abbiamo provveduto a segnalare la illegittima autoattribuzione del patrocinio agli organizzatori del premio diffidandoli dall'utilizzare il logo del Ministero nella manifestazione.
 

Salvatore Bianca

Portavoce del Ministro
per le Pari Opportunità