I lettori de “L’opinione” ormai conoscono fin troppo bene la
propagandista antisemita Dacia Valent ed il suo blog d’odio
razzista in cui gli ebrei vengono definiti “bestie fredde e
crudeli”. Sanno anche che i responsabili di Premio Web Italia
ritengono che quel blog sarebbe addirittura meritevole di un “premio
speciale”, e che nonostante le denunce e le proteste di molti
cittadini indignati non intendono recedere da questa ignobile
decisione. Sul sito di Premio Web Italia si definisce il blog della
Valent come “ricercato nello stile”, mentre il responsabile
dell’organizzazione, Roberto Bonu, ci ha addirittura scritto che
quel blog è “schietto, provocatorio ma non offensivo”. Ci vuole
davvero una faccia di bronzo non indifferente per considerare
come “ricercato nello stile” e “non offensivo” un blog
scritto con un linguaggio da tenutaria di bordello, in cui fra
l’altro si afferma che gli elettori della Lega “adorano cibarsi
d’escrementi”, si sostiene che la Presidente delle Comunità
Marocchine è una “brutta sfigata che probabilmente dorme in un
cottolengo”, si paragona l’eroico Fabrizio Quattrocchi al
violentatore del Circeo Angelo Izzo, si insulta la memoria delle
vittime del terrorismo come don Mario Santoro e Theo Van Gogh e si
augura a Sharon “Addio porco!” quando è ancora in vita.
Quel che però forse i nostri lettori ignorano e che fino a ieri anche
noi ignoravamo è che oltre a avere facce di bronzo i
responsabili di Premio Web Italia sono anche dei millantatori senza
vergogna. Pubblicizzavamo la loro iniziativa come avente il
patrocinio del ministero per le Pari opportunità e di quello per
l’Innovazione e le tecnologie, mentre quel patrocinio non era mai
stato concesso. I cittadini che hanno scritto alle segreterie dei
Ministri per protestare contro l’idea che un blog razzista e antisemita
venisse premiato col patrocinio statale si sono sentiti rispondere che
quel patrocinio non è mai esistito. A chi segnalava l’incresciosa
vicenda, la Dott.ssa Laura Ciaralli, segreteria particolare del ministro
per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo, rispondeva “Vi ringrazio
innanzitutto per le vostre segnalazioni che ci hanno permesso di
scoprire che gli organizzatori del Premio Donne Web 2006 hanno
utilizzato il logo del nostro Ministero senza averne l’autorizzazione,
né la concessione del patrocinio. È stato intimato loro di rimuovere
il nostro logo dalla pagina web e da tutto il materiale elettorale
riguardante la manifestazione.”
Effettivamente, già dal primo pomeriggio di ieri, i loghi dei ministeri
erano scomparsi dal sito
http://donne.premiowebitalia.it/concorso/premi_speciali.asp. Non è
però scomparsa la menzione del “premio speciale” a Dacia Valent
(anche se aggiungono che “la si vorrebbe strozzare”, e visto
l’accaduto ben se ne comprendono le ragioni…), né quella del patrocinio
della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del
Comune di Viareggio. Visto l’accaduto, si può legittimamente nutrire
il sospetto che si tratti di ulteriori millanterie, ed è dunque
opportuno continuare la nostra campagna antirazzista che ha
permesso di sbugiardare i millantatori. Se è inaccettabile
che una “medaglia all’antisemitismo” venga conferita col patrocinio
dello Stato, lo è altrettanto che venga conferita con
quello di un’amministrazione locale. Nel ringraziare tutti coloro
che hanno scritto in proposito ai ministeri (sollecitati anche
dall’articolo di Deborah Fait su Informazione Corretta),
chiediamo loro di scrivere anche al presidente della Regione Toscana, a
quello della Provincia di Lucca e al Sindaco di Viareggio. Quegli
amministratori locali debbono chiarire ai cittadini italiani se
condividono l’operato di chi utilizza il loro patrocinio per premiare
le forme più aberranti ed estreme di propaganda in rete del razzismo,
dell’antisemitismo e dell’istigazione alla violenza. Debbono dirci da
che parte stanno.
Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Segretario, Assemblea Musulmana d'Italia
http://www.amislam.com
maulana@amislam.com
Precisazioni al Direttore de "L'opinione"
Donna è Web e il patrocinio al blog della Valent
Caro Direttore,
ti scrivo in relazione all'articolo-intervista "Premiare
l'antisemitismo col patrimonio dello Stato", a firma di Dimitri
Buffa, relativo ad un sito che godrebbe anche del patrocinio del
ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, pubblicata il 28 marzo a
pagina 3 del tuo giornale, per precisare che tale patrocinio non è
stato mai concesso da questo dicastero, né che una richiesta in
tal senso è mai giunta all'ufficio del Capo di Gabinetto.
Dario de Marchi
Portavoce del Ministro
per l'Innovazione e le Tecnologie
Relativamente alle polemiche di questi giorni sul premio "Donna è
web" si precisa che il Ministero per le Pari Opportunità non ha
concesso il patrocinio al premio, come era invece riportato nel
sito web del premio fino a ieri.
Peraltro al Ministero non è pervenuta nemmeno la richiesta di
patrocinio.
Abbiamo provveduto a segnalare la illegittima autoattribuzione del
patrocinio agli organizzatori del premio diffidandoli
dall'utilizzare il logo del Ministero nella manifestazione.
Salvatore Bianca
Portavoce del Ministro
per le Pari Opportunità