Lettera aperta di un amico a Daniele Capezzone
di Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Caro Daniele,
Come ricorderei, sono stato per anni al fianco di Radicali italiani
nelle loro battaglie in difesa dei diritti civili, della
laicità, della democrazia liberale e liberista.
Ricordo con vivo piacere le manifestazioni che ci hanno visto assieme,
come quella dell’11 settembre 2002 di fronte alla Moschea di
Roma, come l’Israel Day, il Freedom Day, o la
Fiaccolata per Israele sotto l’ambasciata iraniana, per citarne solo
alcune. Ricordo come noi dell’Istituto Culturale della Comunità
Islamica Italiana e i nostri amici radicali eravamo fieri di
sventolare assieme i vessilli a Stelle e Strisce e quelli con la
Stella di David, come eravamo uniti nell’innalzare la bandiera
degli Stati Uniti e quella d’Israele come simboli di
civiltà e di democrazia, e nel farlo proprio mentre altri non si
vergognavano d’innalzare le bandiere rosse del comunismo,
quelle di Cuba o dell’autorità palestinese.
Avete poi liberamente scelto di schierarvi col centro-sinistra alle
prossime elezioni, e come sai quella vostra decisione non l’ho mai
condivisa. Al pari di Benedetto Della Vedova e di Marco
Taradash, trovo del tutto innaturale che un partito con alle
spalle la storia di Radicali italiani finisca per intrupparsi in una
coalizione catto-comunista, cioè non più al fianco dei moderati,
dei liberali e dei filo-occidentali, ma invece al fianco
di Caruso, di Pecoraro-Scanio, di Bertinotti e di
Diliberto, al fianco di chi per troppo tempo ha insultato,
oltraggiato e bruciato proprio quelle bandiere che innalzavamo
assieme. Rispetto comunque – pur non condividendola – la vostra
decisione, e ciò in nulla muta la stima e l’amicizia che seguito
a nutrire per molti di voi.
Proprio per questo non posso fare a meno di scriverti pubblicamente.
Oggi mi è capitato di leggere, proprio sul sito di Radicali italiani,
http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?p=457573&highlight=impavidi
i deliri allucinanti di una certa Lia Briganti, candidata
dei Verdi in Emilia-Romagna. Un soggetto del genere si permette
di usare il sito ufficiale di Radicali italiani per divulgare orride
poesie apologetiche del terrorismo, dedicate “ai miliziani della
jihad islamica in memoria dello sceicco Ahmad Yassin”. Capisco che
ragioni di schieramento vi portino a ritrovarvi alleati
impresentabili di questo genere (come per altro ragioni analoghe
portano il centro-destra ad allearsi con personaggi come la Mussolini
o Romagnoli). Spero comunque che tu convenga che usare proprio il
sito di Radicali italiani per pubblicizzare simili porcherie significa
infangare la reputazione di tutti quei militanti radicali che
invece hanno lavorato indefessamente sia per condannare il terrorismo,
che per ribadire il loro pieno sostegno alla democrazia israeliana.
Ti chiedo dunque, caro Daniele, di pregare il vostro Webmaster di fare
al più presto pulizia nel sito, di cancellare queste ignobili
tracce di pornografia ideologica, e di far sì che nessuno – fra gli
amici d’Israele – abbia motivo di dubitare che i Radicali
italiani siano ancora al loro fianco.