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Shaykh Palazzi risponde a Lia Briganti Gentile Signorina Briganti, innanzitutto stento a comprendere
in che modo un quotidiano potrebbe “rimuovere” una lettera aperta dopo
averla pubblicata. Quella lettera del resto non aveva alcun intento “delatorio”,
ma semmai informativo. Sia come amico di Capezzone, sia in quanto
responsabile di un’organizzazione che per anni ha portato avanti
battaglie a sostegno d’Israele e contro il terrorismo a fianco dei
Radicali, sono giustamente indignato che qualcuno usi il
forum di Radicali italiani per divulgare poesie dedicate “ai
miliziani della jihad islamica in memoria dello sceicco Ahmad Yassin”
e per questo ho denunciato pubblicamente il carattere
scandaloso dei Suoi testi. Ne del resto sono stato il solo a
farlo. Il quotidiano “il Foglio” ha denunciato il medesimo
scandalo, per giunta con un articolo ben più dettagliato della mia
lettera aperta Non nego che la conoscenza di quei testi poetici possa aver influenzato negativamente la Sua campagna elettorale, ma di ciò non posso certo essere ritenuto responsabile. Quei versi – Cara Signorina – li ha scritti Lei, non io, e li ha pure resi pubblici mediante il Web. Poteva pensarci due volte prima di farlo. Se oggi la stampa denuncia che in Emilia Romagna i Verdi candidano alle elezioni una persona che scrive poesie dedicate “a Osama bin Laden, ad Ayman al Zawahiri, ad Abu Mussab al Zarqawi, alle Brigate dei martiri di al Aqsa, a Hamas, ai guerriglieri palestinesi e ‘in memoria’ dello sceicco Ahmad Yassin”, la colpa di tutto ciò è di chi quei versi li ha scritti e diffusi, non della stampa che riferisce i fatti e li denuncia. Le ricordo che fra l’altro, secondo le leggi dello Stato italiano, l’apologia di terrorismo costituisce uno specifico reato penale.
Shaykh Abdul Hadi Palazzi Diritto di replica Una precisazione di una candidata verde al Senato Egregio Arturo Diaconale, mi congratulo per L' Opinione, giornale che seguo da diversi anni, diffuso e gradito nei circoli liberali bolognesi. La prego di rimuovere la lettera aperta a Daniele Capezzone di Sahaik Abdul Hadi Palazzi, la quale ha un evidente intento delatorio nei miei confronti, nonchè del Partito dei Verdi. Sono candidata con i Verdi alla Camera per l' Emilia-Romagna,e purtroppo oggetto di una campagna delatoria di cui si è fatto interprete anche il Sig. Palazzi. La prego pertanto di rimuovere l'offensiva lettera di Palazzi, altrimenti sarò costretta a ricorrere ad una diffida legale.
Lia Briganti |
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