Dopo Magdi Allam, Souad Sbai e Shaykh Palazzi, anche Scialoja critica
Pisanu e chiede lo scioglimento dell'organizzazione fondamentalista
La moschea di Roma chiede la messa al bando dell’Ucoii
di Dimitri Buffa
Basta buonismo e nessuna omertà in nome dell’Islam. Adesso
è la Moschea di Roma (o meglio la Lega musulmana mondiale che al
suo interno ha sede) con tutta la propria autorevolezza a
chiedere più o meno formalmente al ministro dell’Interno pro tempore,
cioè Giuliano Amato, di estromettere i fondamentalisti dell’Ucoiidalla Consulta dell’Islam voluta dal suo predecessore Giuseppe
Pisanu. E se del caso anche di valutare l’ipotesi di mettere fuori
legge quella che viene considerata l’interfaccia dei Fratelli Musulmani,
cioè Hamas, in Italia. “L’Ucoii non può far parte della Consulta
islamica e anzi Pisanu ha fatto un errore nel non dichiararla fuori
legge”. Finchè queste parole le si sentiva proferire da Magdi
Allam, che è un illuminato e un non ipocrita, nessuno da tempo si
stupiva più. La novità è che adesso vengono pronunciate in maniera
diretta, convinta e convincente dal numero uno della Lega
musulmana mondiale, la famosa “rabita”, in Italia: Mario Scialoja,
ex ambasciatore italiano in Arabia Saudita.
Che usa gli stessi accenti che per anni hanno tirato dietro ad
Allam le maledizioni degli estremisti islamici di casa nostra con
relative minacce. Cosa che ha determinato il suo essere messo
sotto scorta stretta e imponente 24 ore su 24. Lunedì sera queste
espressioni di Allam sono state fatte proprie al 100% da Scialoja che,
per il ruolo che ricopre nella “rabita”, deve essersi sentito
legittimato in alto loco, cioè anche a Riyad, per avere parlato così. In
pratica i Fratelli musulmani nel mondo non piacciono più proprio a
nessuno, tanto meno agli stati arabi che usano la moschea di Monte
Antenne come un vero e proprio terminale diplomatico-istituzionale in
Italia e in Europa. Il dado quindi è tratto e con l’Ucoii di Hamza
Piccardo e di Nour Dachan nessuno tra gli islamici moderati in Italia
vuole nemmeno semplicemente avere a che fare. L’occasione per
l’outing di Scialoja è stato dato da una domanda alla fine della
conferenza stampa dello stesso Allam per presentare il suo ultimo libro
“Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano”? Presentato proprio lunedì
al Caffè Greco nell’ambito degli incontri promossi dalla Fondazione
“Roma europea” che fa capo a Cesare San Mauro.
E lo sfogo di Scialoja si è fatalmente appuntato sull’inutile
buonismo dell’ex ministro degli Interni Giuseppe Pisanu che ha
invece disatteso gli auspici di Allam, e ora anche di Scialoja,
promuovendo l’Ucoii a interlocutore del governo, un po’ sulla falsariga
di quel buonismo di repertorio che ha fatto sì che anche un figuro come
Tariq Ramadan fosse stato nominato consulente per il dialogo
religioso nella Ue dalla commissione ai non rimpianti tempi in cui era
Prodi a dirigerla. E in epoca più recente anche da Blair in Gran
Bretagna tra le assordanti proteste di tutte le comunità ebraiche
europee che per avere conosciuto questo signor Ramadan per quello che
è veramente, cioè la faccia apparentemente presentabile dei Fratelli
musulmani in Europa (che poi sono quegli islamici che chiedono la
distruzione dello stato di Israele), lo evitano come l’Aids.
Così lunedì sera questo convegno culturale tenutosi al Caffè Greco di
Roma ha partorito una notizia che non potrà passare inosservata perché
di fatto sancisce l’incompatibilità dei musulmani moderati con quelli
estremisti e amici della jihad all’interno della medesima consulta
islamica.