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Mercoledì, 7 giugno 2006
 

Dopo Magdi Allam, Souad Sbai e Shaykh Palazzi, anche Scialoja critica Pisanu e chiede lo scioglimento dell'organizzazione fondamentalista
La moschea di Roma
chiede la messa al bando dell’Ucoii

di Dimitri Buffa
 

Basta buonismo e nessuna omertà in nome dell’Islam. Adesso è la Moschea di Roma (o meglio la Lega musulmana mondiale che al suo interno ha sede) con tutta la propria autorevolezza a chiedere più o meno formalmente al ministro dell’Interno pro tempore, cioè Giuliano Amato, di estromettere i fondamentalisti dell’Ucoii dalla Consulta dell’Islam voluta dal suo predecessore Giuseppe Pisanu. E se del caso anche di valutare l’ipotesi di mettere fuori legge quella che viene considerata l’interfaccia dei Fratelli Musulmani, cioè Hamas, in Italia. “L’Ucoii non può far parte della Consulta islamica e anzi Pisanu ha fatto un errore nel non dichiararla fuori legge”. Finchè queste parole le si sentiva proferire da Magdi Allam, che è un illuminato e un non ipocrita, nessuno da tempo si stupiva più. La novità è che adesso vengono pronunciate in maniera diretta, convinta e convincente dal numero uno della Lega musulmana mondiale, la famosa “rabita”, in Italia: Mario Scialoja, ex ambasciatore italiano in Arabia Saudita.

Che usa gli stessi accenti che per anni hanno tirato dietro ad Allam le maledizioni degli estremisti islamici di casa nostra con relative minacce. Cosa che ha determinato il suo essere messo sotto scorta stretta e imponente 24 ore su 24. Lunedì sera queste espressioni di Allam sono state fatte proprie al 100% da Scialoja che, per il ruolo che ricopre nella “rabita”, deve essersi sentito legittimato in alto loco, cioè anche a Riyad, per avere parlato così. In pratica i Fratelli musulmani nel mondo non piacciono più proprio a nessuno, tanto meno agli stati arabi che usano la moschea di Monte Antenne come un vero e proprio terminale diplomatico-istituzionale in Italia e in Europa. Il dado quindi è tratto e con l’Ucoii di Hamza Piccardo e di Nour Dachan nessuno tra gli islamici moderati in Italia vuole nemmeno semplicemente avere a che fare. L’occasione per l’outing di Scialoja è stato dato da una domanda alla fine della conferenza stampa dello stesso Allam per presentare il suo ultimo libro “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano”? Presentato proprio lunedì al Caffè Greco nell’ambito degli incontri promossi dalla Fondazione “Roma europea” che fa capo a Cesare San Mauro.

E lo sfogo di Scialoja si è fatalmente appuntato sull’inutile buonismo dell’ex ministro degli Interni Giuseppe Pisanu che ha invece disatteso gli auspici di Allam, e ora anche di Scialoja, promuovendo l’Ucoii a interlocutore del governo, un po’ sulla falsariga di quel buonismo di repertorio che ha fatto sì che anche un figuro come Tariq Ramadan fosse stato nominato consulente per il dialogo religioso nella Ue dalla commissione ai non rimpianti tempi in cui era Prodi a dirigerla. E in epoca più recente anche da Blair in Gran Bretagna tra le assordanti proteste di tutte le comunità ebraiche europee che per avere conosciuto questo signor Ramadan per quello che è veramente, cioè la faccia apparentemente presentabile dei Fratelli musulmani in Europa (che poi sono quegli islamici che chiedono la distruzione dello stato di Israele), lo evitano come l’Aids. Così lunedì sera questo convegno culturale tenutosi al Caffè Greco di Roma ha partorito una notizia che non potrà passare inosservata perché di fatto sancisce l’incompatibilità dei musulmani moderati con quelli estremisti e amici della jihad all’interno della medesima consulta islamica.