Amato riunirà la consulta islamica il 28 per discutere le sanzioni
L’Ucoii si dissocia da se stessa e scarica Dachan
di Francesco Vizzani
Saranno vagamente antisemiti e fanatici dell’islam estremista dei
Fratelli musulmani. Però questi dell’Ucoii sono sicuramente abili
politici nel senso italiota del concetto. E ieri vista la frittata,
il fatto che il ministro dell’Interno Giuliano Amato è stato costretto a
riunire la consulta islamica a fine agosto con all’ordine del giorno
la loro probabile defenestrazione e constatato il disprezzo che
gli altri islamici più o meno moderati gli hanno nel frattempo vomitato
addosso, gli ambigui esponenti dell’organizzazione in questione
hanno concordato la retro marcia: adesso è tutta colpa del
siriano Nour Dachan, Piccardo e gli altri non ne sapevano nulla e
prendono le distanze. Una specie di “hudna”, la tregua maomettana
che si invoca quando la proporzione di forze militari e politiche è a
netto svantaggio della umma islamica. L’iniziativa del ministro Amato è
stata salutata con favore dagli ebrei italiani. Secondo il
vicepresidente e portavoce della comunità ebraica di Roma Riccardo
Pacifici significativi sono gli “appelli trasversali venuti da tutte
le forze politiche, il fatto storico è più quello che stanno
manifestando i musulmani e le forze moderate e del dialogo e genuine
dell’Islam, che si sono ribellate a questo atteggiamento dell’Ucoii,
questa posizione va valorizzata e incoraggiata, ci auguriamo che da
questa vicenda e dalla riunione della Consulta islamica convocata da
Amato esca qualcosa di nuovo”. Ma certo le prese di posizione
dell’Ucoii non sono genuine come quelle del Coreis di Pallavicini
e quelle di Souad Sbai, rappresentante delle donne marocchine in
Italia e direttore di “Al maghrebiya” (nonché membro a sua volta della
Consulta islamica). Nessuno dei “dissociati Ucoii” infatti ha chiesto le
dimissioni del presidente Dachan, un esule siriano dei fratelli
musulmani locali, che si è approfittato dell’ospitalità del nostro
paese per crearsi la propria posizione di dominio all’interno dell’islam
più fanatico. Quello che non riconosce il diritto di Israele a
esistere. Per intendersi. Ieri a fare la guardia al bidone dell’islamically
correct era rimasto solo Marco Rizzo dei Comunisti unitari
dilibertiani. Che, benché non potesse a propria volta non prendere le
distanze dall’Ucoii, ha tentato il rovesciamento della frittata chedendo
nientemeno a An di “isolare Ronchi” al suo interno, asserito che la
richiesta di cacciare l’Ucoii dalla consulta islamica sarebbe stata
un’esagerazione estremistiica della famosa guerra di civiltà. Bene ha
fatto La Russa a spernacchiarlo e bene ha fatto anche il sempre più
imbarazzato segretario dei radicali italiani Daniele Capezzone a
stigmatizzare la deriva concordataria di questa consulta islamica.
Nonché la politica del doppio standard a proposito di buonismo nei
confronti dell’Islam che impedisce di urlare chiaro e forte che
queste porcate politiche antisemite vanno condannate e perseguite senza
sé e senza ma. Grande riprovazione, infine, anche per l’editore
di Quotidiano nazionale e per il direttore Mazzucca, che si sono
rifugiati dietro la “non censura preventiva” per mettere una foglia di
fico alla logica sensazionalistica che ha consigliato loro di non
rifiutare l’annuncio.