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Martedì, 22 agosto 2006
 

Amato riunirà la consulta islamica il 28 per discutere le sanzioni
L’Ucoii si dissocia da se stessa e scarica Dachan

di Francesco Vizzani

Saranno vagamente antisemiti e fanatici dell’islam estremista dei Fratelli musulmani. Però questi dell’Ucoii sono sicuramente abili politici nel senso italiota del concetto. E ieri vista la frittata, il fatto che il ministro dell’Interno Giuliano Amato è stato costretto a riunire la consulta islamica a fine agosto con all’ordine del giorno la loro probabile defenestrazione e constatato il disprezzo che gli altri islamici più o meno moderati gli hanno nel frattempo vomitato addosso, gli ambigui esponenti dell’organizzazione in questione hanno concordato la retro marcia: adesso è tutta colpa del siriano Nour Dachan, Piccardo e gli altri non ne sapevano nulla e prendono le distanze. Una specie di “hudna”, la tregua maomettana che si invoca quando la proporzione di forze militari e politiche è a netto svantaggio della umma islamica. L’iniziativa del ministro Amato è stata salutata con favore dagli ebrei italiani. Secondo il vicepresidente e portavoce della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici significativi sono gli “appelli trasversali venuti da tutte le forze politiche, il fatto storico è più quello che stanno manifestando i musulmani e le forze moderate e del dialogo e genuine dell’Islam, che si sono ribellate a questo atteggiamento dell’Ucoii, questa posizione va valorizzata e incoraggiata, ci auguriamo che da questa vicenda e dalla riunione della Consulta islamica convocata da Amato esca qualcosa di nuovo”. Ma certo le prese di posizione dell’Ucoii non sono genuine come quelle del Coreis di Pallavicini e quelle di Souad Sbai, rappresentante delle donne marocchine in Italia e direttore di “Al maghrebiya” (nonché membro a sua volta della Consulta islamica). Nessuno dei “dissociati Ucoii” infatti ha chiesto le dimissioni del presidente Dachan, un esule siriano dei fratelli musulmani locali, che si è approfittato dell’ospitalità del nostro paese per crearsi la propria posizione di dominio all’interno dell’islam più fanatico. Quello che non riconosce il diritto di Israele a esistere. Per intendersi. Ieri a fare la guardia al bidone dell’islamically correct era rimasto solo Marco Rizzo dei Comunisti unitari dilibertiani. Che, benché non potesse a propria volta non prendere le distanze dall’Ucoii, ha tentato il rovesciamento della frittata chedendo nientemeno a An di “isolare Ronchi” al suo interno, asserito che la richiesta di cacciare l’Ucoii dalla consulta islamica sarebbe stata un’esagerazione estremistiica della famosa guerra di civiltà. Bene ha fatto La Russa a spernacchiarlo e bene ha fatto anche il sempre più imbarazzato segretario dei radicali italiani Daniele Capezzone a stigmatizzare la deriva concordataria di questa consulta islamica. Nonché la politica del doppio standard a proposito di buonismo nei confronti dell’Islam che impedisce di urlare chiaro e forte che queste porcate politiche antisemite vanno condannate e perseguite senza sé e senza ma. Grande riprovazione, infine, anche per l’editore di Quotidiano nazionale e per il direttore Mazzucca, che si sono rifugiati dietro la “non censura preventiva” per mettere una foglia di fico alla logica sensazionalistica che ha consigliato loro di non rifiutare l’annuncio.