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Sabato, 16  settembre 2006
 

Il leader dei musulmani moderati d'Italia commemora
l'unica scrittrice italiana che abbia tenuto testa al fanatismo

Oriana Fallaci: in memoriam

di
Shaykh Abdul Hadi Palazzi


Dunque Oriana Fallaci ci ha lasciati; non negli Stati Uniti, dove aveva vissuto negli ultimi anni, ma in Italia, in quella Toscana che ha a più riprese dichiarato di amare, nel Belpaese che ha ripetutamente ammonito circa il dilagare del fondamentalismo islamico, un pericolo di fronte al quale la stragrande maggioranza dei governanti europei ha alzato bandiera bianca. Chi – come noi – si è sempre rifiutato di valutare l’opera della Fallaci secondo i parametri del politically correct, chi ne ha posto in risalto gli aspetti positivi ed al contempo ne ha segnalato i limiti ed i possibili rischi, oggi non può esimersi dal tributarle l’estremo saluto.

Di fronte a quell’Europa pavida, imbelle, ormai supina di fronte alle sempre crescenti pretese degli integralisti insediatisi in casa nostra, Oriana ha lanciato – alto e forte – un grido di denuncia e di allarme, mostrando altresì come la colpevole passività di fronte all’avanzata del fondamentalismo si associasse spesso ad un dilagare strisciante dell’odio antiebraico. Il suo articolo “L’antisemitismo” – a suo tempo pubblicato su “Panorama” – resterà una pietra miliare nella storia del giornalismo, un testo adamantino che da voce a quella maggioranza di Italiani che sono solidali con Israele e col dramma del popolo ebraico, costantemente minacciato dal terrorismo sostenuto dai dittatori del mondo arabo.

Va comunque detto che – nonostante i suoi intenti programmatici, - nonostante il suo richiamarsi alla “forza della ragione”, la Fallaci è finita per contrapporre all’integralismo di matrice islamica un progetto neo-integralista di segno cattolico, basato non sulla riscoperta della laicità e della aconfessionalità degli Stati come valori fondanti della democrazia, ma su una presunta riattualizzazione di quelle “radici cristiane” che l’Occidente democratico ha dovuto trascendere e relativizzare per diventare quello che è oggi. Oltre a ciò, Oriana ha spesso grossolanamente confuso l’integralismo islamico con l’Islam tout court, e per questa stessa ragione – come le hanno ricordato l’amico Magdi Allam e un filosofo del calibro di Bernard-Henri Lévy –ha ignorato le ragioni de “l’altro Islam”, non ha considerato che i musulmani moderati sono essi stessi, nei loro paesi d’origine, le principali vittime del fondamentalismo, e quindi non ha riconosciuto il contributo che gli stessi musulmani moderati possono dare alla lotta contro l’integralismo e il terrorismo. La “guerra contro il terrorismo” ha rischiato così di diventare non una guerra fra l’umanità civile (inclusi i musulmani moderati) e la barbarie terroristica, ma una nuova guerra di religione fra Islam e Occidente cristiano. Da questo punto di vista – spiace dirlo – ma la Fallaci ragionava in modo non molto dissimile proprio da quei terroristi che tanto veementemente condannava. Ciononostante, seppure le soluzione da lei proposte possano apparire manchevoli e forse anche controproducenti per l’Occidente stesso, resta il fatto che Oriana ha avuto l’indubbio merito di lanciare un grido d’allarme nel denunciare un pericolo ben noto all’opinione pubblica europea, ma spesso minimizzato dalla classe politica e dai media. Abbiamo dunque tutte le ragione per dirle: “Riposa in pace, Oriana!”.

 

Shaykh Abdul Hadi Palazzi
Segretario, Assemblea Musulmana d'Italia
http://www.amislam.com
maulana@amislam.com



Pietà l'è morta per l'ex deputata del Pci

Dacia Valent se la ride
e cita il Corano in modo sacrilego

di Dimitri Buffa

L'ex eurodeputata del Pci-Pds Dacia Valent, da tempo impegnata in una sedicente lega contro la diffamazione dell'Islam, non ha trovato niente di meglio da fare che sparlare della scrittrice morta per guadagnarsi ieri il solito quarto d'ora di celebrità. Ecco le parole che nelle sue intenzioni dovrebbero passare alla storia, o magari alla geografia: "Suppongo che tutti, anche i suoi critici più feroci, osserveranno il canonico minuto di silenzio, si spremeranno le meningi per trovare qualcosa di carino da dire su questa vecchia, finalmente schiattata... Ma siccome il coccodrillo era lei, e tra i più feroci, per me che tifavo “tumore” è una gran bella giornata... A chi mi ha odiato fino all’ultimo respiro... posso solo augurare una crudele strada in discesa e un eternità di fiamme e dolore... E' quasi impossibile manifestare pietà per un personaggio come Oriana Fallaci. Da stamani stiamo ricevendo decine e decine di nessaggi, mail ed sms, da parte di appartenenti alle comunità che la deceduta scrittrice aveva minacciato, messaggi che pur manifestando un grande contegno, di fronte alla morte, evidenziano un senso di sollievo di fronte alla scomparsa di una aralda dell'odio razziale e religioso." Poi la citazione vagamente sacrilega del Corano: "Voi desideravate la morte, prima d'averla sperimentata. Ed ora l'avete vista e ve ne state a guardarla". Ardito l'accostamento che fa la Valent usando la Surat Al-Imran, versetto 143: "La Fallaci desiderava la morte, quella degli altri." La Valent invece si limita a gioirne.



Roberto Piccardo, Emilio Smith e Iacopo Venier del Pcdi

Le prediche dei fanatici islamici
e dei loro“amici
” comunistici
di Dimitri Buffa

Iddio abbia misericordia dei giusti e dei deboli". Roberto "Hamza" Piccardo, il portavoce dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii), credendo di essere un prete invece che un ex estremista di sinistra riciclatosi negli anni ' 80 con i Fratelli musulmani, commenta così la morte della scrittrice fiorentina Oriana Fallaci. Anche Emilio "Adel" Smith non si è ovviamente fatto fuggire l'occasione di parassitare la popolarità della Fallaci e ha cosi sentenziato: "E' morta nel peccato". Verrebbe da dire "augh", ma non si tratta di un pellerossa bensì di un convertito de' noantri. Peggio degli islamici di professione solo il comunista dilibertiano Iacopo Venier, responsabile esteri noto per le proprie posizioni anti israeliane e anti americane. Dice "ora non bisogna trasformarla in un eroina dell'Occidente perché fondamentalmente era una guerrafondaia del conflitto di civiltà." Come si vede che il ragazzo è nato ieri e non ha letto i libri di Oriana sul Vietnam.

 


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