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risponde ad alcune domande del nostro giornale dopo un inquietante colloquio con la responsabile della Islamic anti defamation league Dacia Valent “Continuerò a essere un moderato: non mi farò intimidire da nessuno” Parla Ahmed Jizad lo scrittore pakistano “avvertito” al telefono
di
Dimitri
Buffa
Alcuni giorni orsono ne “Il Velino” ex creatura di Lino
Jannuzzi ereditata ormai da anni dal del duo Roberto Chiodi - Giampiero
de Andreis, è comparso questo virgolettato attribuito alla ex
eurodeputata di Rifondazione Dacia Valent, adesso animatrice della
sedicente Islamic anti defamation league, che nei mesi scorsi si
è segnalata per una serie di iniziative tra il provocatorio e lo
sconcertante, tutte ai danni di chi come Magdi Allam critica
l’Ucoii, cioè l’organizzazione che grosso modo rappresenta i
Fratelli musulmani in Italia.
“Non voglio più parlarne, il caso è chiuso.”
“Di queste cose preferisco non parlare”.
“Quelle che ho sempre tenute. Per l’Islam italiano. Noi non
siamo l’Islam cosiddetto moderato. Siamo moderati e basta. Alcuni
pensano che non esista l’Islam dei moderati, ma solo l’Islam. Da
quando però esistono i fondamentalisti, e la cosa va rovesciata, è
nata per quelli come noi la necessità di definirsi moderati e di
essere dagli altri così chiamati.” “Fino ad oggi sì. Le nostre posizioni divergono su tutto. “Noi non vogliamo l’insegnamento del Corano a scuola, siamo amici di Israele e degli ebrei e, anche per quel che riguarda la politica di integrazione degli extra comunitari in Italia, i nostri modelli sono diversi. Noi non siamo per quello inglese tanto per capirci e siamo per il rispetto delle leggi italiane.
“Loro poi credono di parlare a nome di tutto l’Islam ma ne
rappresentano una parte piccolissima e a me non fanno certo paura”
“Contrarissimi, per questo volevamo fissare i paletti
del tutto firmando la carta dei valori. Deve esistere una sola
scuola pubblica che è quella italiana e le private possono essere
parificate solo se ci sono i requisiti. Casi come quello di
Milano servono a ghettizzare le comunità di immigrati, ma noi
vogliamo la piena integrazione.” “Di certo no, continuo ad avere le mie idee e ad andare per la mia strada.”
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