Giovedì 16 giugno 2005

Parla Abdul Hadi Palazzi dell'Assemblea Musulmana d'Italia:
«Attenti ai falsi profeti del Corano»

di Dimitri Buffa

Shaykh Abdul Hadi Palazzi,
segretario dell'Assemblea Musulmana d'Italia

Shaykh Abdul Hadi Palazzi è quel tipo di musulmano che ognuno vorrebbe avere per vicino di casa. Italiano, ha sempre tenuto posizioni politiche filo occidentali, a favore di America e Israele, contro ogni terrorismo a cominciare da quello palestinese, che sfrutta un popolo in cerca di un equilibrio nazionale, per finire con quello appena più recente che fa riferimento al jihadismo di Al Qa'ida. Palazzi, segretario dell'Assemblea musulmana d'Italia, di nonni materni siriani, conosce bene l'arabo avendo studiato in Egitto teologia islamica all'università del Cairo, al-Azhar, ed è in grado di raccontare alla Padania quale sia stato il retroscena che ormai undici anni or sono portò la casa editrice Newton Compton a pubblicare una versione commentata del Corano completamente in chiave anti-semita e anti-occidentale. Si tratta del Corano promosso e propagandato dall'Ucoii, organizzazione che fa riferimento al movimento Jihadista dei Fratelli Musulmani che in Italia ha per segretario un ex estremista di sinistra, Roberto Hamza Piccardo, mentre nei territori sottoposti all'Autorità nazionale palestinese i fratelli musulmani si chiamano direttamente Hamas. L'Ucoii è una delle organizzazioni che vorrebbe essere riconosciuta dallo Stato italiano come interlocutore religioso, soppiantando i musulmani moderati che fanno invece riferimento per lo più alla grande Moschea di Roma (unico ente di culto islamico riconosciuto come ente morale in Italia).

Palazzi, può raccontarci come Piccardo tradusse e commentò il Corano edito dalla Newton Compton che ha provocato cosi tante polemiche dopo che Carlo Panella nell'ultimo libro pubblicato (L'antisemitismo islamico da Maometto a Bin Laden), ha sottolineato alcuni passaggi che documentano un'impressionante visione antisemita dell'Islam?

«È noto a chiunque lo conosca che Piccardo stesso non ha alcuna dimestichezza con la lingua araba, e che in quella lingua non è in grado di sostenere neppure una conversazione di livello elementare. In che modo ha dunque potuto pubblicare una "traduzione interpretativa del Corano", testo che ovviamente richiede una conoscenza estesa della grammatica e della morfologia dell'arabo? Pensiamo sia il caso di narrare quanto a riguardo è ben noto negli ambienti islamici italiani, ma non lo è affatto al di fuori di essi. Verso la metà degli anni '80, Piccardo contattò alcuni musulmani dotati di buona conoscenza della lingua araba, dicendo loro che aveva trovato un "committente" in grado di finanziare la traduzione e la pubblicazione di un'edizione del Corano».

Mi sta dicendo che non è farina del suo sacco?

«La traduzione nuda e cruda sicuramente no. Era stato all'epoca infatti necessario formare una equipe di traduttori, e ciascuno dei candidati doveva fornire un saggio delle sue capacità traducendo dietro compenso una determinata sezione del testo».

Chi commissionò l'opera?

«Su richiesta dei candididati-traduttori, tra cui il sottoscritto, Piccardo precisò che il "committente" altri non era che il banchiere Youssef Nada, allora direttore della Banca Al Taqwa, poi ridenominata Nada Management Trust. Dopo l'11 settembre divenne di dominio pubblico che Nada stesso era il curatore degli interessi bancari dei Fratelli Musulmani in Europa, e che il Nada Management Trust era - a quanto affermali Dipartimento di Giustizia USA - "il principale referente finanziario di Al Qa'ida in Europa". Ma all'epoca non lo si sapeva».

Poi che cosa è successo?

«Dopo aver ottenuto dai traduttori gli estratti richiesti, Piccardo iniziò a raccontare che Nada aveva cambiato idea, che non era più intenzionato a finanziare la traduzione, e che l'intero progetto si era arenato. Alcuni di essi restarono dunque davvero sorpresi quando, l'anno dopo, partecipando ad un convegno islamico svoltosi a Davos, in Svizzera, si sentirono chiedere da Hasan Tubba'i, direttore della sede della Banca Al Taqwa alle Bahamas e braccio destro di Nada, "perché la traduzione del Corano non è ancora stata ultimata?". Secondo Tubba'i infatti, la banca Al Taqwa aveva già saldato a Piccardo l'intero ammontare della pubblicazione, incluso il compenso per i traduttori. Evidentemente, all'insaputa dei traduttori stessi, Piccardo quel compenso lo aveva fatto sparire».

Come andò a finire?

«Dopo qualche anno Piccardo si limitò o tirare fuori dal cassetto gli elaborati dei traduttori, compirlo il lavoro ritraducendo le parti mancanti da una traduzione francese e consegnò il tutto all'editore, pubblicando a suo nome il frutto del lavoro altrui. Cioè spiega fra l'altro come in quell'edizione rimaneggiata lo stile di alcuni capitoli
(Sure) sia completamente diverso da quelli di altri».

Ma Piccardo ha in parte ritrattato il proprio commento.

«A leggere quanto riportato dal Corriere della sera e confermato nel forum online di Magdi Allam, Piccardo, già noto alla cronaca per i suoi proclami apologeti del terrorismo suicida, avrebbe deciso di rivedere il contenuto dichiaratamente antisemita delle note che costellano la sua "traduzione interpretativa del Corano" e di cancellare quei brani secondo i quali gli ebrei sarebbero "portatori di una pratica antispirituale e antitradizionale che usa la religione per scopi di potere", lasciando però al loro posto quelli che invece affermano che "nella loro prassi commerciale gli ebrei consideravano, e tuttora considerano, del tutto leciti l'inganno e la truffa". Rispetto agli anni '90, Piccardo pretende dunque di aver abiurato il suo antisemitismo becero e viscerale, e di essere diventato una persona rispettabile».

Non è cosi?

«Credere a un mutamento del genere è ben difficile, soprattutto se si guarda a quel che Piccardo stesso ha fatto non in quel periodo, ma in epoca molto recente. Il proclama in cui Piccardo tesse l'apologia dei terroristi suicidi di Hamas, pubblicato sul sito www.aljazirah.it, risale non agli anni '90 ma al 2002; la sua adesione al "Campo antimperialista", l'organizzazione antisemita che raccoglie "dieci euro a testa" a favore dei terroristi iracheni, risale addirittura al dicembre 2003. È poi sintomatico che, volendo proclamare la sua presunta "abiura dell'antisemitismo", Piccardo scelga di farlo mediante una lettera aperta a Franco Cardini, uno storico proveniente dall'estrema destra rautiana, fra l'altro anche lui aderente al famigerato "Campo antimperialista" e indicato dalla rivista statunitense National Review Online come il leader ideologico di quel gruppo di "allegri campeggiatori" che propone un'alleanza fra estremisti di destra, no-global e militanti del fondamentalismo wahhabita in funzione antiamericana ed antisraeliana, allo scopo di "fiancheggiare moralmente e finanziariamente i gruppi terroristici iracheni". Diciamo che io non mi fido del ravvedimento dei dirigenti dell'Ucoii».

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