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Volete sapere come si devono trattare i leghisti? Come bisogna trattare
Mario Borghezio e Roberto Calderoli? Nessun problema ve lo spiega
Dacia Valent, portavoce della Iadl, la "Islamic Anti Defamation
League", nel suo aggiornatissimo sito internet.
Ecco
cosa scrive la Valent domenica 19 febbraio in proposito. «Ho capito che
si tratta di animaletti domestici privi di addestramento. Insomma, voi
col vostro cane, nell’eventualità facesse la cacca sul tappeto persiano,
vi mettereste a dibattere, a togliergli privilegi, a fargli l'embargo
dei croccantini oppure strofinereste il suo muso nel mucchietto di
materia organica di colore, facendogliene ingoiare una parte? Ecco, loro
sono fatti così, degli “total toilette slaves”: adorano cibarsi di
escrementi e per indulgere in questo vizietto - che va detto è piuttosto
imbarazzante - sono costretti a inventarsi la qualsiasi. Noi non ci
possiamo fare niente, perché siamo buoni e caritatevoli, possiamo solo
sperare che siano clementi con noi nell’al di là, considerando che lo
abbiamo fatto solo per assecondare questa loro tendenza
all’apprendimento violento, altrimenti –davvero– non capiscono».
Questo, dunque, quello che Dacia Valent scrive sul suo sito, in un
articolo incentrato prevalentemente su Mario Borghezio e Roberto
Calderoli. Ai lettori, ovviamente, è lasciato ogni commento a riguardo.
Però è bene tenere a mente quello che abbiamo appena riportato e
confrontarlo poi con quanto si legge sulle agenzie dove, con
un’impressionante cadenza, si legge di querele presentate dalla stessa
Iadl e pomposamente annunciate con dettagliati comunicati stampa.
L’ultima di queste querele è indirizzata alla Rai per l’ormai stranota
trasmissione televisiva in cui l’ex ministro delle Riforme, Roberto
Calderoli, ha mostrato la maglietta con le vignette su Maometto. Con
tanto di motivazione. «A nome della Islamic Anti Defamation League (Iadl)
sarei più propensa, come prevede lo statuto della nostra organizzazione,
a interessare la magistratura contro la Rai, per la palese violazione
non solo dell'articolo 8 della Costituzione, ma anche degli articoli 43
e 44 della legge Bossi-Fini, che sanzionano la discriminazione religiosa.
Questo è quanto abbiamo già proposto alle comunità islamiche in Italia».
Non solo, la Valent poi aggiunge che: «È piuttosto avvilente che ogni
volta che si tenta la via del dialogo ci troviamo di fronte ad
atteggiamenti di persone che preferiscono lo scontro all'incontro, che
prediligono l'insulto e la scortesia, e questo è desolante».
Tutto chiaro? Ogni volta che la povera Valent tenta il dialogo si trova
di fronte a persone che prediligono l’insulto e la scortesia. Alla
faccia! Eppure questa Valent che si lamenta per la mancanza di dialogo è
la stessa che sul suo sito, come abbiamo visto, dispensa consigli sul
trattamento da riservare ai leghisti ed è sempre la stessa Valent che,
all’indomani del tentativo di linciaggio subito da Borghezio sul treno
Torino-Milano, sempre sul suo sito, lo scorso 18 dicembre, si lamentò
perché i finestrini dei vagoni, essendo troppo piccoli, impedirono agli
aggressori di gettare l’europarlamentare del Caroccio dal treno,
scrivendo: «Dannata Trenitalia: non solo arriva in ritardo, ma ha anche
i finestrini troppo stretti». Difficile darle torto quando si lamenta
della mancanza di dialogo altrui, no? Eppure parliamo della stessa Dacia
Valent che, un paio di mesi fa, ha denunciato, per la solita sfilza di
reati, il segretario federale, Umberto Bossi, e gli esponenti del
Caroccio in Emilia e in Romagna, ovvero Angelo Alessandri, Gianluca Pini,
Massimo Polledri e altri, per aver affisso dei manifesti riguardanti
l’Islam su cui nessuno ha avuto nulla da eccepire. Morale della favola?
Evidentemente la libertà di espressione funziona così: io posso
offendere te, anche con insulti pesanti o beffeggiando un’aggressione
subita su un treno, ma tu non devi urtare la mia sensibilità, con della
satira espressa attraverso dei manifesti o della magliette, altrimenti
ti denuncio subito. Più chiaro di così!”
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