Giovedì 23 febbraio 2006

Pesanti insulti a Calderoli e Borghezio dal sito della “Islamic Anti Defamation League”
Dacia Valent: «I leghisti adorano cibarsi di escrementi»

di Fabrizio Carcano


Volete sapere come si devono trattare i leghisti? Come bisogna trattare Mario Borghezio e Roberto Calderoli? Nessun problema ve lo spiega Dacia Valent, portavoce della Iadl, la "Islamic Anti Defamation League", nel suo aggiornatissimo sito internet.

Ecco cosa scrive la Valent domenica 19 febbraio in proposito. «Ho capito che si tratta di animaletti domestici privi di addestramento. Insomma, voi col vostro cane, nell’eventualità facesse la cacca sul tappeto persiano, vi mettereste a dibattere, a togliergli privilegi, a fargli l'embargo dei croccantini oppure strofinereste il suo muso nel mucchietto di materia organica di colore, facendogliene ingoiare una parte? Ecco, loro sono fatti così, degli “total toilette slaves”: adorano cibarsi di escrementi e per indulgere in questo vizietto - che va detto è piuttosto imbarazzante - sono costretti a inventarsi la qualsiasi. Noi non ci possiamo fare niente, perché siamo buoni e caritatevoli, possiamo solo sperare che siano clementi con noi nell’al di là, considerando che lo abbiamo fatto solo per assecondare questa loro tendenza all’apprendimento violento, altrimenti –davvero– non capiscono».

Questo, dunque, quello che Dacia Valent scrive sul suo sito, in un articolo incentrato prevalentemente su Mario Borghezio e Roberto Calderoli. Ai lettori, ovviamente, è lasciato ogni commento a riguardo. Però è bene tenere a mente quello che abbiamo appena riportato e confrontarlo poi con quanto si legge sulle agenzie dove, con un’impressionante cadenza, si legge di querele presentate dalla stessa Iadl e pomposamente annunciate con dettagliati comunicati stampa. L’ultima di queste querele è indirizzata alla Rai per l’ormai stranota trasmissione televisiva in cui l’ex ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, ha mostrato la maglietta con le vignette su Maometto. Con tanto di motivazione. «A nome della Islamic Anti Defamation League (Iadl) sarei più propensa, come prevede lo statuto della nostra organizzazione, a interessare la magistratura contro la Rai, per la palese violazione non solo dell'articolo 8 della Costituzione, ma anche degli articoli 43 e 44 della legge Bossi-Fini, che sanzionano la discriminazione religiosa. Questo è quanto abbiamo già proposto alle comunità islamiche in Italia». Non solo, la Valent poi aggiunge che: «È piuttosto avvilente che ogni volta che si tenta la via del dialogo ci troviamo di fronte ad atteggiamenti di persone che preferiscono lo scontro all'incontro, che prediligono l'insulto e la scortesia, e questo è desolante».

Tutto chiaro? Ogni volta che la povera Valent tenta il dialogo si trova di fronte a persone che prediligono l’insulto e la scortesia. Alla faccia! Eppure questa Valent che si lamenta per la mancanza di dialogo è la stessa che sul suo sito, come abbiamo visto, dispensa consigli sul trattamento da riservare ai leghisti ed è sempre la stessa Valent che, all’indomani del tentativo di linciaggio subito da Borghezio sul treno Torino-Milano, sempre sul suo sito, lo scorso 18 dicembre, si lamentò perché i finestrini dei vagoni, essendo troppo piccoli, impedirono agli aggressori di gettare l’europarlamentare del Caroccio dal treno, scrivendo: «Dannata Trenitalia: non solo arriva in ritardo, ma ha anche i finestrini troppo stretti». Difficile darle torto quando si lamenta della mancanza di dialogo altrui, no? Eppure parliamo della stessa Dacia Valent che, un paio di mesi fa, ha denunciato, per la solita sfilza di reati, il segretario federale, Umberto Bossi, e gli esponenti del Caroccio in Emilia e in Romagna, ovvero Angelo Alessandri, Gianluca Pini, Massimo Polledri e altri, per aver affisso dei manifesti riguardanti l’Islam su cui nessuno ha avuto nulla da eccepire. Morale della favola? Evidentemente la libertà di espressione funziona così: io posso offendere te, anche con insulti pesanti o beffeggiando un’aggressione subita su un treno, ma tu non devi urtare la mia sensibilità, con della satira espressa attraverso dei manifesti o della magliette, altrimenti ti denuncio subito. Più chiaro di così!”

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