Martedì 28 marzo 2006

 

La seminatrice d'odio rischia di essere premiata

Tra i finalisti di "Donna è Web" anche il blog di Dacia Valent,
portavoce dell'Islamic anti defamation league

di Fabrizio Carcano

La notizia è di quelle che ti fanno sobbalzare sulla sedia appena l'hai letta, anche se forse va presa con il giusto beneficio di inventario. Per questa ragione useremo il condizionale. Avete presente il sito di Dacia Valent, http://orabastaiobloggo.com/

Mah sì dai, ne abbiamo scritto tante volte su queste colonne, è quel grazioso sito in cui la portavoce dell'Islamic Anti Defamation League si lamenta con Trenitalia perché i finestrini dei vagoni sono troppo piccoli e dunque non si può scagliare Mario Borghezio giù da un treno in corsa dopo averlo massacrato di botte in cento contro uno.

Oppure, commentando la recente uscita degli eurodeputati del Carroccio dal gruppo Indipendenza e Democrazia scrive "Quattro neuroparlamentari appartenenti non solo alla minoranza celtica ma anche a quella dei ritardati mentali, sono stati esclusi con un colpo di mano dal gruppo parlamentare del quale facevano parte" o ancora "Chi sceglie la Lega è fondamentalmente una persona con problemi di comprensione ed erezione", per concludere poi con l'intramontabile "Evidentemente i finestrini del Parlamento Europeo sono più larghi di quelli delle Ferrovie dello Stato" con il solito riferimento all'aggressione subita da Borghezio nello scorso dicembre. Ebbene pare che questo formidabile sito, da cui potremmo estrarre "perle" per riempire pagine e pagine di questo giornale (una delle più recenti legata a Max Bastoni, responsabile dei Volontari Verdi, è «qualcuno mi spieghi per quale motivo i più babbei della Lega Nord si chiamano "Max"...», evidentemente riferita a Max Ferrari, un altro dei bersagli prediletti della Valent), sia tra i finalisti di un autorevole concorso che premia i migliori siti web femminili italiani. E sembra che non si tratti di uno scherzo.

Anche se potrebbe apparire davvero come uno scherzo visti i contenuti del sito in questione. A darne la notizia è stata la stessa Dacia Valent sul suo sito dove si legge: «Ho scoperto di essere tra le finaliste del premio "Donna è Web", organizzato da "Premiowebltalia".

Incredibile! Eppure pare che sia vero, visto che cliccando sul sito in questione (all'indirizzo http://donne.premio-webitalia.it/concorso/premi_speciali.asp), nella categoria riservata ai finalisti il nome di Dacia Valent e quello del suo sito ci sono davvero. Dunque non si tratta di uno scherzo. E la prima ad esserne stupita è proprio la stessa Valent che infatti scrive: «Ora dovrei esser molto contenta e giustamente compiaciuta di aver superato le forche caudine della valutazione di una giuria, tutta tecnica, che ha deciso di mandarmi in finale. Invece no, sono preoccupata. Insomma ci sono dei seri professionisti del Web che hanno scelto tra un certo numero di Blog quelli ritenuti i "migliori". Questi seri professionisti, non so bene per quale recondito e dissennato motivo, hanno ritenuto opportuno mandare anche me in finale».

Effettivamente, per una volta tanto, riusciamo ad essere d'accordo con la Valent quando sostiene di non riuscire a spiegarsi il perché il suo sito sia stato selezionato.

Eppure è così, a concorrere per questo ambito premio per il web al femminile ci sarà anche chi spiega come trattare i leghisti scrivendo: «Ho capito che si tratta di animaletti domestici privi di addestramento. Insomma, voi col vostro cane, nell'eventualità facesse la cacca sul tappeto persiano, vi mettereste a dibattere, a togliergli privilegi, a fargli l'embargo dei croccantini oppure strofinereste il suo muso nel mucchietto di materia organica di colore, facendogliene ingoiare una parte? Ecco, loro sono fatti così, degli "total toilette slaves": adorano cibarsi di escrementi».

Ora non resta che aspettare e vedere se la Valent, dopo essere giunta in finale, riuscirà anche ad aggiudicarsi il premio in questione, a meno che tutto questo non sia davvero uno scherzo...


«Oscurate quei contenuti ignobili»

Il segretario dell'Assemblea musulmana Palazzi condanna la propaganda online

di Dimitri Buffa

Roma - Antisemitismo col patrocinio dello Stato? Sembra incredibile ma è quello che rischia di accadere, visto che due ministeri patrocinano il premio Donna è Web nel quale tra le finaliste c'è il blog della ex eurodeputata del Pei Dacia Valent. Ex poliziotta che arrivò in Parlamento denunciando da Santoro in tv a fine anni 80 il fatto di essere stata discriminata in polizia solo perché di colore. Una storia che molti suoi ex colleghi giudicarono quantomeno esagerata, ma che comunque valse alla Valent il viatico per diventare "martire dell'idea". E poi finire eletta al Parlamento europeo. Nel blog che il ministro delle Pari opportunità Stefania Prestigiacomo forse non sa di contribuire a premiare e che intanto è finito tra le opere finaliste di Donne sul web si leggono frasi come «gli ebrei sono animali freddi e crudeli». Mentre per i leghisti viene usata la sobria dizione di «cacche umane».

I lettori de la Padania hanno già avuto modo di conoscere il segretario dell'Assemblea Musulmana d'Italia, Shaykh Abdul Hadi Palazzi, noto in Italia e all'estero per le sue posizioni di sostegno agli Stati Uniti e ad Israele, nonché di condanna dell'integralismo fondamentalista. Recentemente, Palazzi ha denunciato pubblicamente i contenuti razzisti e di istigazione alla violenza e all'antisemitismo del blog http://orabasta.iobloggo.com, gestito dall'ex-eurodeputata rifondina Dacia Valent. Si è rivolto agli amministratori della piattaforma www.iobloggo.com chiedendo loro - ma invano - di procedere all'oscuramento del blog d'odio. «I responsabili non hanno ritenuto opportuno prendere in considerazione la richiesta formulata da me e da altri cittadini inorriditi dalla propaganda anti-ebraica e anti-italiana della Valent. Hanno riposto dimostrando di essere solidali con lei, e quindi assumendo una precisa corresponsabilità penale per i contenuti del blog. L'importante è che ora - in sede giudiziaria -non potranno certo sostenere di non essere stati informati circa i contenuti illegali del blog da loro ospitato».

Quindi tutto rimandato a dopo il processo?

«Così sembrava, ma purtroppo ora al danno si aggiunge la beffa. La vicenda della propaganda razzista e antisemita della Valent sta ormai assumendo toni surreali. Proprio mentre i cittadini indignati per via dei contenuti ignobili del suo blog si rivolgevano sia a www.iobloggo.com che all'autorità giudiziaria allo scopo di vedere cessare i reati d'odio che la Valent commette via web, il premio webitalia assurdamente candida proprio quel blog fra i finalisti del premio Donna è Web. Evidentemente, la giuria di quel premio ritiene che sia meritevole di un riconoscimento un personaggio che augura a chi la contesta di "finire in sanatorio", che definisce gli elettori della Lega "mangiatori di escrementi", che ingiuria la memoria delle vittime del terrorismo come don Mario Santoro o Theo Van Gogh, che chiama la presidente della Comunità marocchina in Italia "sfigata che risiede in un cottolengo", che definisce gli ebrei come "bestie fredde e crudeli" e che intitola i suoi post con l'infame slogan "10, 100, 1000 Nassiriya". La cosa è di una gravità inaudita, in quanto quel premio viene concesso col patrocinio pubblico, cioè con quello di due ministeri (quelli delle Pari opportunità e dell'Innovazione e tecnologie), della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del Comune di Viareggio».

E allora? Cosa intende fare in proposito?

«Ritengo doveroso fare quanto mi è possibile per evitare questo scempio. L'Italia è un Paese che ha istituito la Giornata della Memoria per ricordare le vittime dell'Olocausto, e il cui codice penale proibisce sia la propaganda antisemita che l'istigazione all'odio. Che una propagandista dell'antisemitismo venga premiata col patrocinio dello Stato mi sembra semplicemente inconcepibile. Ho protestato presso i promotori e la giuria del premio, ma non ho ancora ricevuto risposta. Comunque è chiaro che o loro decidono di ritirare la candidatura della Valent, oppure chiederò alle istituzioni competenti di revocare il patrocinio».

Come mai quel blog, oltre che contro gli ebrei, se la prende anche con la Presidente dei marocchini? In fin dei conti la Valent non è musulmana? Non agisce anche come portavoce della Islamic Anti Defamation League (Iadl)?

«Mi sembra opportuno ribadirlo: la Valent non è mai stata musulmana e non ha mai avuto nulla a che fare con l'Islam. Di punto in bianco si è improvvisata "musulmana" e ha inventato questa fantomatica Iadl. Visto che nell'ambiente dell'estrema sinistra da cui proviene era ormai screditata e tenuta alla larga, ha evidentemente pensato che farsi passare per "musulmana" le consentisse di tornare alla ribalta».
 

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