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| Radicali: 11 settembre alla Moschea, «Siamo islamici anche noi» | ||||||||||||||
| Nell'anniversario degli attacchi terroristici contro gli Usa, i radicali
incontrano i musulmani italiani per riproporre la questione dei diritti, della democrazia e della libertà negli stati arabi oppressi dai regimi dittatoriali Roma, 10 settembre 2002 - Il sostegno e la solidarietà con il popolo degli Stati Uniti, con le istituzioni americane e coi parenti delle vittime dell'attacco contro le Twin Towers del World Trade Center e il Pentagono per i radicali si esprimerà nella giornata di domani con la presenza solidale in molte città italiane, davanti ai consolati statunitensi, e con l'invito ad esporre le bandiere a stelle e strisce e ad osservare un minuto di silenzio alle 14.46, ora in cui il primo aereo-bomba si schiantò contro le torri gemelle. |
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| Alle 11 alla Moschea di Roma La lotta al terrorismo e al fondamentalismo, però, chiama i radicali ad essere presenti anche in un altro luogo, precisamente alla Moschea di Roma, dove alle 11 - annuncia Daniele Capezzone - si svolgerà una manifestazione "con le bandiere gandhiane della nonviolenza, quelle con la mezzaluna, quelle con la Stella di Davide, oltre naturalmente a quelle americane a stelle e strisce" in nome "di quella democrazia e di quella libertà che i paesi arabi, oppressi dai loro regimi, sono costretti ad ignorare". Alla iniziativa parteciperà Shaykh Abdul Hadi Palazzi, Segretario dell’Associazione Musulmani Italiani e leader di una minoranza da anni impegnata nella lotta contro il fondamentalismo wahhabita. Per la libertà e la democrazia nei paesi arabi Proprio nell'anniversario dell'11 settembre, dunque, i radicali esprimeranno il rinnovato cordoglio per le vittime americane del terrorismo, ma volgeranno la propria attenzione anche ai milioni e milioni di uomini e donne arabe vittime di regimi dittatoriali e fondamentalisti. "Non si può lasciare il campo alla linea “pacifista” antiamericana - ha sottolineato Capezzone - (quella di Sciuscià, quella dei santoriani pronti a difendere intercambiabilmente Saddam, Milosevic e Bin Laden), e neppure rischiare che ad essa si contrapponga una “linea Fallaci” sbagliata e pericolosa". "Se si confonde Al Qaida - ha rilevato - con “l’occhio cattivo” dell’immigrato extracomunitario, si innesca un cortocircuito che avvelena le coscienze. Dunque - conclude Capezzone - l'appuntamento dinanzi alla Moschea di Roma con gli amici islamici, sarà anche l'occasione per manifestare la volonta di "battere quella cultura e quella politica europee ed occidentali, animate da un profondo razzismo anti-arabo e anti-islamico, che sostengono e promuovono da decenni dittature efferate, privando milioni di donne e di uomini di ciò di cui avrebbero più bisogno, e che nulla simboleggia più e meglio delle bandiere americane: libertà e democrazia".
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