Da Shaykh Palazzi a Yasha Reibman, portavoce della Comunità Ebraica di Milano:

Lettera aperta di Solidarietà


Caro Yasha,

Ci siamo conosciuti in occasione di una riunione del Direttivo di Radicali Italiani, e da allora non ho più avuto occasione di incontrarti di nuovo. Ho però seguito sulla stampa i tuoi numerosi interventi e continuo ad apprezzare i tuoi toni al contempo fermi e pacati. Leggo con stupore e indignazione che Diliberto ti ha querelato per l'intervista sotto riportata, e che pretende da te un milione di euro di risarcimento. Si pretende di negare ai portavoce delle singole Comunità ebraiche il diritto di denunciare quei politici che si rendono colpevoli d'antisemitismo, e ciò mi pare davvero folle: le Comunità dovrebbero limitarsi a condannare l'antisemitismo del secolo scorso, ma dovrebbero invece tacere su quello contemporaneo. Di fronte a queste pretese, voglio esprimerti tutta la mia solidarietà. Condivido appieno le cose che dici, e come te non riesco a cogliere alcuna differenza di rilievo fra l'antisemitismo di Luca Romagnoli e quello di Oliviero Diliberto. Il primo è però un personaggio dalla scarsa consistenza umana e politica, mentre il secondo è già stato ministro, ed è noto alle cronache per l'indecente spettacolo di un membro del governo che va ad accogliere all'aeroporto una terrorista come la Baraldini, quasi si trattasse di un'ospite di riguardo. Mentre Romagnoli al massimo lo potrà incontrare al massimo allo stadio, Diliberto invece rischiamo seriamente di ritrovarcelo di nuovo in Parlamento e di nuovo al governo. Hai fatto benissimo a denunciare questo imminente rischio e te ne sono personalmente grato.

Coi migliori saluti,


Shaykh Prof. Abdul Hadi Palazzi
Direttore, Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana

24 febbraio 2006

MILANO - Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica milanese, che cosa pensa delle affermazioni di Luca Romagnoli, segretario della Fiamma Tricolore, a proposito dell´Olocausto?

«Per cominciare ride. Il giorno dopo le agenzie registrano infatti una marcia indietro, Romagnoli spiega che le sue parole - «francamente non ho nessun mezzo per affermare o negare che le camere a gas siano mai esistite» - sono state decontestualizzate.

«Comunque, decontestualizzate o meno, si vede che le sue parole consentivano che gli fosse attribuito quel pensiero».

Dunque?

«Mi ero già espresso da tempo contro l´alleanza di Romagnoli con il centrodestra, però voglio aggiungere subito una cosa: che gli impresentabili si moltiplicano. A destra come a sinistra».

Cioè?

«Mi sembra sempre più evidente che gli estremi si toccano. Romagnoli, come Ahmadinejad, nega l´Olocausto. E dall´altra parte c´è Diliberto che, come Ahmadinejad, brucia in piazza le bandiere di Israele. Il problema è che il sistema sta dando spazio ai lati oscuri. Nel prossimo Parlamento rischiamo di vedere votare insieme gli opposti, i Romagnoli da un lato, i Diliberto dall´altro».

Secondo lei è possibile metterli sullo stesso piano?

«Dico che tutti e due sono spacciatori di anti-semitismo».

Romagnoli a SkY Tg24 ha detto di non avere gli strumenti per conoscere la verità sulle camere a gas. Cosa gli risponde?

«Che se vuole avere gli strumenti per sapere se la Shoah è esistita, basta che si legga dei testi che la raccontano. C´è pieno. E anzi, comincio io con il consigliargli qualche autore e qualche titolo: cominci con le opere di Elie Wiesel, prosegua con i saggi di Sartre sull´antisemitismo, approdi a «Se questo è un uomo» di Primo Levi. E però...»

E però?

«Consiglierei le stesse opere anche a Diliberto, si tratta davvero di libri che andrebbero bene per tutti e due».

Lei continua ad assimilare due posizioni molto diverse.

«Il nostro problema è che queste ali estreme possono essere folklore, oppure un vero problema politico. Dipende da chi farà il ministro degli esteri. Io credo che, oggi che la politica estera vuol dire più che mai anche sicurezza nazionale, sarebbe molto importante sapere prima non solo chi è il candidato premier di ogni coalizione, ma anche chi è il candidato alla Farnesina. Per dire: Fini o Calderoli, non sono certo la stessa cosa, è chiaro che avrebbero due linee completamente diverse».

Da ebreo come giudica l´alleanza del partito di Romagnoli con il partito di Berlusconi?

«Certo che non ci fa piacere che il segretario della Fiamma, che fa quelle uscite, sia alleato della Cdl. Ma allo stesso modo, voglio ribadirlo, non ci fa piacere che di Diliberto dell´Unione. È alla stessa stregua».

torna alla Home Page