Venerdì 18 maggio 2007

Grave episodio di istigazione all'odio ad Aprilia:
i Carabinieri inviano il loro rapporto alla Procura


Cartelli con presunti versetti del Corano
sono apparsi in diversi punti del centro

di Riccardo Toffoli

APRILIA — «Il Corano dichiara: non abbiate come amici gli ebrei e i cristiani....Uccidete gli idolatri (non musulmani) dovunque li trovate.....assediateli e tendetegli ogni tipo di agguati. (Sura 5:51 e Sura 9:5) il Corano contiene circa cento versetti di questo tipo. L'Islam è la madre del terrorismo!». Tre cartelloni bianchi ieri mattina contenevano questo messaggio anonimo scritto con un pennello nero ed erano stati appesi provocatoriamente davanti alla porta secondaria d'ingresso del Comune di Piazza Roma in Via degli Aranci, uno di fronte al mercato di modo da poter essere visibile e un altro appeso davanti al muro dell'oratorio della Chiesa di San Michele Arcangelo all'incrocio con via degli Oleandri. Sul posto, erano da poco passate le 8, sono intervenuti i Carabinieri che hanno fatto i rilievi del caso e hanno inviato tutto il pacchetto alla Procura della Repubblica. Il nucleo operativo dei Carabinieri di Aprilia ha preso le impronte digitali presenti sul manifesto ed ha avviato le indagini. I Carabinieri sono stati chiamati direttamente dalle guardie notturne che hanno aperto le porte del Comune, preoccupate per possibili futuri atti. Per ora non si esclude nessuna ipotesi anche se la pista più accreditata sia quella di una "bravata". Nessun intento terroristico, insomma. Il messaggio tra l'altro, ad una lettura attenta, è marcatamente anti-islamico.

«Sono vicende che alimentano il clima dello scontro - ha commentato il referente dell'Assemblea Musulmana d'Italia e dell'Istituto culturale della Comunità Islamica Italiana, Abdul Hadi Palazzi: - una quindicina di giorni fa ad esempio c'è stato un tentativo incendiario ad una moschea di Milano. Certo si può trattare di un atto isolato e dovuto a una singola persona o ad un gruppo organizzato. Come del resto per le minacce a monsignor Angelo Bagnasco. Quando i messaggi sono anonimi e non rivendicati si possono ipotizzare tante cose. Basta guardare il passato. Anche per gli anni di piombo si è iniziato con i manifesti anonimi, con dei tentativi di minacce e dei tentativi incendiari. Poi si è arrivati alla lotta armata. Mi auguro che questa volta le autorità sappiano prevenire. Prevenire, significa, a nostro giudizio, produrre leggi meno buoniste e meno permessiviste sul fenomeno dell'immigrazione, ad esempio».

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