il Giornale della Toscana - mercoledì 29 marzo 2006
IL DIBATTITO POLITICO
La Toscana «premia» un blog anti-Israele
Il sito
internet della Valent, portavoce della Islamic Anti-defamation league,
è
tra i finalisti di «Donnaèweb» promosso da Provincia di Lucca,
Comune di
Viareggio e Apt Versilia col patrocinio della Regione.
L’organizzatore: «Non
valutiamo i contenuti»
ORLANDO PACCHIANI da Firenze
Gli ebrei? «Bestie fredde e crudeli, capaci solo di odiare». Ariel Sharon? «Voglio che vegeti seduto su una sedia a rotelle e che la bava gli coli sul mento...». Gli europarlamentari della Lega nord? «Appartenenti non solo alla minoranza celtica ma anche a quella dei ritardati mentali». Sono alcune delle perle che è possibile trovare su orabasta.iobloggo.com, il sito internet di Dacia Valent, ex europarlamentare di Rifondazione e portavoce della Iadl (Islamic anti defamation league) che è stato inserito tra i cinque finalisti candidati al premio speciale del concorso “Donna è web” nella sezione “Blog”.
L’iniziativa, giunta alla terza edizione, celebrerà il suo momento clou venerdì al Centro congressi Principe di Piemonte di Viareggio, quando verranno effettuate le premiazioni dell’iniziativa patrocinata dalla Regione Toscana (all’assessore alle pari opportunità Susanna Cenni sono affidate le conclusioni del convegno che precederà la cerimonia di consegna dei premi) e promossa da istituzioni come Provincia di Lucca, Comune di Viareggio e Apt Versilia. Fino a ieri sulle pagine web del concorso campeggiavano anche i loghi del ministero per le Pari opportunità e di quello per l’Innovazione e le tecnologie. Un patrocinio che aveva scatenato proteste a non finire, proprio in relazione alla candidatura del blog di Dacia Valent, ma che in realtà si è rivelato una bufala, come dimostra l’improvvisa scomparsa dei due loghi e delle relative citazioni nel programma nella tarda mattinata di ieri. Il motivo è molto semplice, come rivelano fonti dei due ministeri: il patrocinio non è mai esistito perché non è mai stata presentata la necessaria richiesta dagli organizzatori del premio.
Proprio ai due ministeri si era rivolto, tra gli
altri, Shaykh Abdul Hadi Palazzi, direttore dell’Istituto culturale
della Comunità islamica italiana che ha sollevato il caso contestando
apertamente l’appoggio istituzionale a un premio definito «razzista e
antisemita». Ad esempio Palazzi cita alcuni dei tanti passi che nel blog
parlano di Israele e degli ebrei in particolare. Come questo: «In quella
terra... esiste un unico aguzzino che, per meglio guardare l’orrore che
sta seminando, accende un candelabro a sette braccia e il suo cielo ha solo
stelle a sei punte». O ancora: «Volete che riconosciamo un vostro presunto
diritto all’esistenza dello staterello sintetico che vi hanno regalato sulla
nostra terra?». Passaggio che prelude quasi inevitabilmente a una lode
all’attuale presidente iraniano per le sue considerazioni sull’Olocausto:
«Suppongo che Ahmadinejad abbia ragione: questo Occidente... ha fatto del
tentato genocidio degli ebrei (e solo di quello) un mito, nel senso del
mythos contrapposto al logos. Qui si ferma la logica ed il pensiero per entrare
nell’irrazionale, nel tabù». Oltre alle «disquisizioni» nei confronti degli
ebrei, vale la pna riportare anche quelle dedicate alla scrittrice fiorentina
Oriana Fallaci e Fabrizio Quattrocchi, l’italiano rapito e ucciso
in Iraq alla cui memoria, nei giorni scorsi, il presidente della Repubblica ha
conferito la medaglia d’oro al valor civile. Dopo aver ricordato le
onorificenze, la Valent infila una consecutio niente male: «Mi sento di
proporgli per la prossima alta onorificenza, visto che è di bocca buona,
Angelo Izzo». Ovvero il massacratore del Circeo tornato a uccidere
pochi mesi fa. Passaggi che, a quanto afferma il direttore del premio,
Roberto Bonu, non sono mai stati presi in considerazione. «Il nostro è un
approccio assolutamente tecnico - afferma - non valutiamo il merito dei
contenuti dei siti candidati. Del resto abbiamo 1.700 lavori iscritti e in
un mese non potremmo mai valutarli in maniera approfondita. Sul mancato
patrocinio dei ministeri si è trattato sicuramente di un equivoco burocratico,
perché era già stato concesso nelle due edizioni precedenti». Peccato che a
pensarla diversamente sia la stessa Valent, che il 24 marzo scrive nel
suo blog: «Vi prego, non tempestate la segreteria del premio di mail nelle quali
parlate male di me: non solo il blog lo hanno letto (vi assicuro che non
hanno estratto i nomi delle candidate da un cappello) ma una semplice ricerca in
rete sulla mia pregevolissima persona racconta chi io sia e cosa io faccia.
Suppongo quindi che qualsiasi cosa voi reputiate sorprendente da riferire sia
già stata presa in considerazione ed accantonata».

In alto una manifestazione anti-Israele e totto lo sceicco Palazzi che ha denunciato il caso
INTERVISTA AL DIRETTORE
DELL’ISTITUTO CULTURALE DELLA
COMUNITA’ ISLAMICA ITALIANA
«Le istituzioni ritirino
il sostegno al concorso.
Quel sito è razzista»
Lo
sceicco Palazzi ha sollevato
il caso:
«E’ una
propaganda di odio
che danneggia il
dialogo»

da Firenze
Lo sceicco Abdul Hadi Palazzi è direttore dell’Istituto culturale della comunità islamica italiana, associazione legata all’Assemblea musulmana d’Italia «che - spiega lo stesso Palazzi - porta avanti iniziative culturali per favorire una maggiore conoscenza dell’Islam». E’ tra coloro che hanno sollevato con forza il caso dell’inserimento del blog di Dacia Valent tra i finalisti del concorso “Donna è web”. E che ora si dice soddisfatto, almeno parzialmente, per la presa di distanza dei ministeri delle Pari opportunità e dell’Innovazione che hanno negato di aver mai ricevuto richiesta di patrocinare l’iniziativa. «E’ già qualcosa - afferma Palazzi -perché sarebbe stato veramente inaccettabile che un sito internet razzista e antisemita venisse premiato in un concorso patrocinato da due ministeri. Se è contestabile che un privato scelga di consegnare un premio del genere, sarebbe stato incredibile che l’avesse fatto anche quello stesso Stato che ha promosso la giornata della memoria ed ha istituito leggi contro la propaganda razzista. Almeno questo è un primo passo».
Ora cosa si aspetta?
Che anche le altre istituzioni presenti come enti patrocinatori ritirino il proprio appoggio. Prendano esempio dal governo e si rendano conto che un ente che rappresenta tutti i cittadini non può avallare un premio a un sito del genere.
Perché, Palazzi, si batte tanto su questo fronte?
Il nostro istituto ha investito molto nelle iniziative di dialogo con la comunità ebraica, con l’obiettivo di favorire le buone relazioni tra ebrei e musulmani. Ma attacchi di questo genere, vere e proprie propagande di odio, rischiano solo di danneggiare il dialogo, anche se vengono da un’associazione che fa riferimento alla sola Valent. La quale, peraltro, attacca pesantemente e offende anche esponenti di spicco del mondo musulmano, come il vice direttore del Corriere della sera Magdi Allam e Souad Sbai, presidente della Confederazione della comunità marocchina in Italia e membro della Consulta islamica. E poi c’è chi la premia con il patrocinio delle nostre istituzioni.
Ha contattato i responsabili del premio?
Ho inviato loro le mie rimostranze, alle quali mi ha risposto Roberto Bonu della direzione del Premio. Ma sono rimasto assolutamente insoddisfatto, minimizzano e non vogliono affrontare il problema.
Cosa le è stato detto?
Nel messaggio di posta elettronica mi viene risposto che l’approccio della giuria è tecnico e prende in considerazione solo marginalmente i contenuti. Ma soprattutto che a una verifica non sarebbero stati riscontrati elementi validi per l’eliminazione. Le leggo il testo: “Il linguaggio utilizzato era schietto, provocatorio e non offensivo”. Dunque si deduce che per Bonu definire per esempio gli ebrei “bestie fredde e crudeli” è sinonimo di linguaggio schietto. E serve a poco, se non fanno marcia indietro, aggiungere che “se la candidatura del blog è considerata una medaglia per l’antisemitismo, ci dissociamo”.
E invece cosa si sarebbe aspettato?
Molto semplicemente che in seguito alla nostra segnalazione avessero riconosciuto l’errore commesso ritirando l’indicazione del blog di Dacia Valent tra i siti finalisti. Si sarebbe trattato di un gesto di buon senso. Anche se mi aspetto soprattutto che a compierlo siano le istituzioni coinvolte. [OP]