| Roma, 13 ott (Velino) - Roma. “Pensaci bene, Ahmed,
vuoi diventare anche tu un traditore della causa dell’islam? Vuoi far parte
anche tu, come Souad Sbai, della squadra di camerieri di un nostro nemico
dichiarato come Magdi Allam?”. Questo, grosso modo, l’esordio. E poi: “Te lo
dico per il tuo bene, Ahmed, dovete smetterla di riunirvi di nascosto,
di firmare lettere di critica e di protesta contro l’Uccoi, dovete
mettervi bene in testa che non c’è un islam italiano, non esiste l’islam dei
moderati, esiste un solo islam ed è l’Uccoi che lo rappresenta…”.
Infine, la frase più inquietante di tutte: “Un consiglio da amica: state
attenti, tutti sanno dove abiti e se continuate, tu e i tuoi amici,
nelle offese all’islam, a qualcuno potrebbe anche saltare in mente di
venire a cercarti…”. Queste le parole che si è sentito rivolgere, al
telefono, Ahmed Jizad, scrittore, giornalista, presidente della
Comunità degli immigrati pakistani, membro della Consulta islamica
nonché autorevole rappresentante di quello che viene comunemente
definito l’Islam dei moderati. A pronunciarle, all’altro capo del
filo: Dacia Valent, eletta al Parlamento europeo nelle file di
Rifondazione Comunista ed esponente a pieno titolo dell’Uccoi e delle
istanze più oltranziste dell’Islam radicale. Non nuova, in verità, a
performances di questo genere (proprio da Souad Sbai, Dacia Valent ha
ricevuto due denunce per intimidazioni e minacce). |
Ancora visibilmente
turbato e provato (“non è di me che mi preoccupo ma della mia
famiglia”) Ahmed Jizad non ha dubbi: “Il messaggio che ho ricevuto è un
tentativo molto chiaro di rompere il fronte dei moderati della Consulta”.
Non è un caso, aggiunge, che il tentativo si verifichi nel momento in cui
questo fronte può apparire indebolito dall’accantonamento di quella Carta
dei Valori su cui i moderati puntavano molto per cercare di isolare
le posizioni dell’islam più radicale. A turbare e preoccupare, insieme a
Ahmed Jizad, tutti gli esponenti moderati della Consulta è la parola
“traditore” che appare nella telefonata di Dacia Valent.
“Traditori dell’Islam” è l’insulto che il presidente dell’Uccoi, Nour Dachan,
ha gridato più volte al loro indirizzo al termine dell’ultima riunione della
Consulta, al ministero dell’Interno. A riprova, si sostiene, semmai ce ne
fosse bisogno, che quella di Dacia Valent non è un’iniziativa
personale ma un’intimidazione che matura all’interno dell’Uccoi
stessa, nel quadro di una linea d’azione tipica dell’estremismo
islamico. Tanto abile e accorto nelle sue dichiarazioni pubbliche,
davanti a microfoni e telecamere, quanto pronto ad usare ben altri
strumenti, a telecamere spente, quando si tratta di riaffermare la
propria supremazia nei confronti delle spinte riformiste e
democratiche dell’immigrazione mussulmana. Su tutta questa vicenda, i
moderati della Consulta si apprestano ad inoltrare un esposto alla
Procura della Repubblica di Roma. |